Il prossimo tuo

lug 13, 2010 37 Comments by

Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Và e anche tu fà lo stesso».

E’ talmente forte il disprezzo del dottore della legge verso i samaritani che non osa neppure pronunciarne il nome. Il dottore della Legge conosce la fede, è esperto in comandamenti, ma fuori dal suo piccolo mondo interiore e fuori dalle sue certezze non sa come muoversi, perde di vista l’essenziale, vede solo le ragioni del sacerdote e del levita, preoccupati di non contaminarsi o di non finire nei guai. Il samaritano, invece, osa. Osa amare il prossimo, chi gli capita vicino, senza farsi troppi giri di testa, con prudenza e senso pratico, Gesù chiede di amare chi è vicino, senza immaginare amori ideali, impossibili, probabili. Parlo per me: non c’è niente di peggio dell’amare il prossimo: tua madre, tua moglie, i tuoi vicini, quelli che vorresti essere non “prossimi” ma leggermente più lontani! E’ consolante sapere che il Signore propone questa verità come un obiettivo da raggiungere: “amerai”. Ci vuole tutta la vita per imparare ad amare, e questo avviene anche attraverso comprensibili fallimenti e difficoltà. Mettiamoci alla scuola del Maestro che ci insegni ad amare.

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37 Commenti a “Il prossimo tuo”

  1. laura says:

    Mi alzo la mattina che sono già stanca, raccolgo le poche forze che ho e mi preparo un caffè…sono stanca fisicamente e moralmente, a lungo andare le difficoltà sfiancano, e la speranza e l’ottimismo, la fiducia si affievoliscono se tutto intorno ti trovi il pessimismo e la sfiducia neri più del buio. E quello che succede non aiuta. Non aiuta vedere che il mio prossimo è talmente bisognoso da farmi sentire impotente…e provo a farmi coraggio “da sola” con un Salmo: perchè ti rattristi anima mia… poi “parola e preghiera”, le letture di oggi che mi dicono “spera, nonostante tutto, qualunque cosa accada…” e ci provo, mi sembra che il Signore abbia visto la mia stanchezza, e con la sua Parola voglia consolarmi e farmi coraggio. Un sorriso, “grazie Signore!” e comincio la mia giornata, non so cosa succederà, ma vivo quello che viene: “a ogni giorno basta la sua pena” Ho un po paura, ma mi viene in mente che ogni volta che sono stata presa dalla disperazione Gli ho chiesto aiuto, e mi ha aiutata. Sono ancora qui. Sono ancora in questa casa, sono ancora vicina a chi mi è difficile essere prossima, ma voglio esserci, voglio imparare ad amare, anche se una profonda solitudine e un immenso bisogno di essere amata mi chiude la gola e mi riempie gli occhi di lacrime…voglio imparare, e mi consola sapere che ho in dono questa vita per imparare: amerò!

  2. francesca says:

    E’ vero quello che dici Paolo, che è più difficile amare quelli che ti sono prossimi, dalla madre (che anche se hai 50 anni ancora rompe e vorrebbe controllare la tua vita)ai figli adolescenti, che a volte vorresti
    prendere per il collo, al marito, che tu ti illudevi fosse diverso e ancora ti ostini a voler cambiare, perchè sia perfetto, come tu lo vorresti….questo non è amare bene, lo capisco ora, nella mia età matura. Come tu dici abbiamo una vita per imparare ad amare, ed un Maestro che ci insegna la via. Ci sto provando, non so se ci riuscirò; spero che il Signore tenga conto della voglia di amare, in ogni caso e comunque, più che del risultato.
    Grazie Paolo e buona estate

  3. marilena says:

    caspita Paolo,
    quello che ho letto mi fa risuonare, anzi è proprio un orchestra che mi vibra dentro!
    Ho un problema che non so affrontare.Da quando leggo ciò che scrivi ho cominciato a guardarmi togliendo le fette di salame che mi coprivano gli occhi.Ho scoperto che ero una farisea, nel senso che la legge veniva prima dello stesso Gesù…adesso sono una “farisea pentita”, ma sono ancora alle prime armi e ho bisogno di aiuto!!!
    Ti racconto brevemente: una coppia di amici con cui abbiamo fatto un tratto di cammino insieme, siamo stati “coppie guida” nei corsi di preparazione al matrimonio, abbiamo frequentato gli incontri per giovani coppie… loro sono padrini del mio secondo e noi siamo padrini della loro prima, si sono separati e lei sta con un altro. Io sono rimasta spiazzata e non so come comportarmi: voglio bene a tutti e due e so quanto ha sofferto lui. Venerdì c’è stata la serata conclusiva dell’oratorio feriale a cui hanno partecipato anche i genitori; c’ero io, c’era lei e c’era il suo nuovo compagno che non ho mai voluto incontrare perchè per me la coppia era un altra (moglie e marito); me lo sono trovato là non ero preparata e mi sono trovata a disagio. In effetti, parlando con lui mi sono accorta che è proprio un bravo uomo, ha tante buone qualità…ma fra queste non c’è il sacramento che lo unisce alla mia amica. lei sta facendo di tutto perchè io lo frequenti. Io prima da buona farisea cambiavo strada, adesso non so più cosa fare… AIUTO!!!

  4. Sole says:

    Già! Infatti è più facile amare chi ti è lontano, chi addirittura non conosci nè mai ti capiterà di vederlo. Lasciarsi impietosire da chi oltre oceano è stato vittima di chissà quale catastrofe, chi ha perso tutto, chi non ha più nulla. Gente senza volto, tutti uguali nel nostro immaginario. Com’è facile voler loro bene e magari fare delle donazioni, delle raccolte.. Ma quando si tratta di avvicinare uno che forse non è stato vittima di un terremoto o tsunami o persecuzione, ma come loro è senza niente..uno sbandato, un clandestino, uno diverso da noi.. ecco allora che le barriere si alzano, tutto è più complicato. Aiutiamoli sì ma sempre da lontano. Aiutiamo eventualmente chi può aiutarli.
    Bisogna veramente “rovesciare” il nostro (ma parlo per me) modo di vivere, di pensare, di credere di essere nel giusto, sempre…
    Il prossimo è troppo vicino..

  5. geremia says:

    che bello ascoltare le tue riflesioni mi riempe di gioia sapere che Gesù ci ama cosi tanto da di chinarsi su di noi curarcie fasciare tutte le nostre ferite fisiche e spirituali e bello sapere che ci ha preparato un alloggio dove lui ha già dato la sua caparra per la nostra salute come non dovremo anche noi avere questo atteggiamento per chi ci sta vicino genitori figli fratelli ecc.ecc.non è facile ma ci provo e credo che lui apprezzerà questo nostro sforzo

  6. spina says:

    @ laura…ciao….(non mollare )

    E già perchè questo prossimo ,prossimo,ovvero :mio padre,il mio collega di lavoro con il quale ho a che fare da 20 anni,mia suocera,il mio parroco…..e potrei continuare per molte righe…
    questi miei fratelli cocciutamente vicini ogni giorno, li conosco bene, benissimo,spesso ho dentro una vocina che dice “…se ti fai disponibile ancora una volta questi pensano che sei proprio
    fessa…”
    Ed è li che mi gioco tutto,spesso scelgo di guardare da un’altra parte….alle volte medio e rispondo alle loro “esigenze” in modo contenuto,fino ad un certo punto…è tanta la paura di essere ancora sfruttata ed utilizzata e cercata solo quando faccio comodo.
    Penso sia successo almeno una volta a tutti….Che fare….? Ogni momento è diverso,ha un suo contesto, occorre talvolta anche educare alcune persone con la vocazione “utilitaristica”…però vanno sopratutto amate!Per me è una delle cose più difficili da vivere ogni giorno,una coerenza che scotta ad ogni passo…Dietro c’è il mio orgoglio, penso che sia quello che mi impedisce di capire chiaramente ogni volta che cosa fare.
    Penso che imparare a perdere un po delle mie convinzioni possa aiutarmi a farmi prossimo veramente di tutti, senza sentirmi usata dai soliti furbi.
    Pesante…..Spina

  7. Lidia says:

    Mah, certo che raccordare il Vangelo di domenica con quello di lunedì

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
    «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
    Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
    Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
    Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
    Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
    Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
    Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città

    … e quello di oggi martedì (che non incollo) è davvero un’impresa, ma è proprio qui – credo – che si gioca quel amare anche dentro l’odio o la superficialità.

    Certo che è leggermente divertende ed anche drammatico se ribaltassimo il 2° Comandamento con un
    “ama te stesso come il prossimo tuo”:-D :-D :-(
    penso che rivalutemmo tutto e tutti.

  8. geremia says:

    Vi racconto un fatto successo tanti anni fa quando avevo 10 11 anni.
    Era un freddo giorno d’inverno con tanta neve,a quel tempo giravano tanti poveri che andavano di casa in casa a cercare ospitalita ed un pasto per sfamarsi si accontentavano di dormire su un pagliericcio nella stalla.
    Ebbene quell’iverno capito questo personaggio che infreddolito e stremato dal freddo non riusciva ad affrontare i 100 metri che portavano alla mia casa dalla strada principale allora gli andai incontro e lo accompagnai sorreggendolo fino alla stalla rimase li per una settimana anche con grande preocupazione dei miei perchè lo si vedeva che non stava bene poi una bella mattina scomparve e da allora non lo vedemmo più. Premetto che nella nostra casa veniva spesso
    penso che per amare ci voglia proprio l’incoscienza di un ragazzino che non si lascia condizionare dai pregiudizzi dei grandi ma fa con grande naturalezza non crediate che ora sia cosi anzi mi guarderei bene dal fare certi gesti ma mi fa riflettere che forse possiamo cambiare con la nostra esperienza e saper discernere tra quello che è giusto o ingiusto l’ascolo della parola di Gesu e la preghiera o momenti di riflesioni ci puo aiutare a sopportare il nostro prossimo pedante noioso o insopportabile
    dopo l’esperienza di aver assistito mia madre inferma per 6 anni mi ha fatto crescere nel saper accettare non con rassegnazione ma con grande gioia tutte le difficolta che ogni giono incontriamo e mài accorgo che gli altri vedono in mè la pace e la serenità non so come ma mi seto dire che sprigiono felicità

  9. laura says:

    @ Spina :) grazie

  10. Molly says:

    grazie a tutti per quello che avete scritto… mi avete fatto tano riflettere… visto che sono a casa con due coperte e un bel febbrone in pieno luglio!!! forse dopo aver meditato un pò posso anche io dire l amia… non che sia rilevante ma far uscire i propri pensiere spesso serve a non sentirli sciocchi…

    per MARILENA un piccolo pensiero: anche io ero come te… e chi non lo è stato? ora cambiare strada mi sembra veramente inutile e sopratutto a che serve? il problema qual’è? li consideri peccatori perchè vivono insieme e fuori dal matrimnio? bene e se ognuno sapesse i peccati gli uni degli altri che faremmo vivremmo tutti in isole deserte per non incontrarci? spero non ti offenda e se leggi sai che sono una di quelle che dice pane al pane e vino al vino … qual’è il problema del tuo star male o della tua indolenza il fatto che prima lei era sposata e avete fatto un cammino e ti senti tradita da questo?… insomma potrei continuare a farti tutte le domande sul caso e forse trovare il tuo disagio … anche io ero così “chiusa” così mi avevano insegnato nel vecchio catechismo… ma c’è un Gesù che va oltre la legge e mi dice di accogliere il peccatore e di mangiare alla sua mensa… dai sempre testimonianza del tuo matrimonio e del sigillo che lo spirito ha su di voi … ma che conosci solo amici sposati in chiesa? non penso e non penso che bisogna essere così ermetici…
    un giorno una mia amiche mi ha chiesto un consignio una sua nitote si sposava in comune e mi chiedeva se era cosa buona andarci oppure no visto la scelta che avevano fatto questi ragazzi? io dico che fino a che ci sono persone che non credono più al matrimonio la colpa è nostra perchè non siamo poi così luminosi da dire che c’è una differenza concreta nello sposarsi in CRISTO
    per questo nuvo compagno non è forse meglio scontrarsi con una giovane cristiana che accoglie piuttosto che con una vecchia cristiana che oddio scusami uso una brutta parola ma senza offesa ti prego che sia bigotta?
    avevo questo nel cuore per te… e spero solo siano parole che ti facciano parlare e riflettere nulla di più e se sono state dure da leggere cara sorella perdona la mia linguaccia!

    per LAURA: mazza che tosta che sei!!! bhe mica ti abbatterai proprio ora!!! restiti pregherò per te!!!

    quando penso che il mio prossimo forse è proprio quel collega che mi ha combinato tanti e tanti casini al lavoro facendomi anche segnare note negative sul mio curricula, facendomi mancare per ben due volte una cetegoria e insomma chi più ne ha più ne metta mi piace più pensare di più alle parole di GESU’ sul non dare le perle ai porci piu che ad un fratello da amare…
    già sarebbe carino disegnarsi il vangelo a nostro piacimento … e sono bravissima nel farlo visto che qualcosina conosco…
    e mi trovo orribile in questo ma devo dire che è molto comodo per la coscienza…
    poi penso che il prossimo cioè il più vicino non devo andarlo a cercare chissà dove e non è scontato amare la propria madre, padre ,sorella, fratello, marito , figli… quindi sotto al lavoro di strada ce n’è tanta!

    prossimamentemolly

  11. laura says:

    @ Molly
    ti ringrazio per le tue preghiere!
    …e auguri, guarisci presto :)

    Sai quel “passare dalla norma(lità) all’eccezione, dalla testa al cuore” di cui parlava Paolo nel commento al Vangelo “farsi prossimo”? E’ un po’ quello che serve per poter guardare certe situazioni con altri occhi. Ma ognuno lo sperimenta quando è il suo momento, quello giusto. A me ci sono voluti un po’ di anni e l’ho dovuto vivere a mie “spese”, passando dall’ignorare il Signore,(vivendomi il mio matrimonio civile convinta di essere nel “giusto”), al desiderare con tutta me stessa di poterLo ricevere (dopo la mia conversione), sentendo la mia situazione non più del tutto giusta, ma comunque… fino a vedere il mio matrimonio come inesistente, contrario a quello che mi sembrava richiedesse la Chiesa, che lo considerava una cosa sbagliata, un peccato.
    Finalmente poi ho cominciato a sperare nella Misericordia del Signore, e nel Suo sguardo diverso dal nostro, che vede oltre il nostro “giusto-sbagliato”, chiedendoci di amare, semplicemente, e di riconoscere di essere amati. Tutto il resto viene dopo, le norme vanno rispettate, ma ci si riesce ed hanno senso solo quando “sentiamo” di essere cercati e amati: allora diventa una risposta “naturale” e non più obbligo. E poi ci sono delle eccezioni, dei casi in cui bisogna “sporcarsi” amando anche oltre le regole, sperando nella Sua Misericordia, che è la sola a saper giudicare in modo giusto il nostro cuore e le nostre azioni.

  12. milena says:

    Madre Teresa ha scritto questa bellissima preghiera:
    Signore, quando ho fame,
    dammi qualcuno che ha bisogno di cibo,
    quando ho un dispiacere,
    offrimi qualcuno da consolare,
    quando la mia croce diventa pesante,
    fammi condividere la croce di un altro,
    quando non ho tempo,
    dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento,
    quando sono umiliato,
    fa che io abbia qualcuno da lodare,
    quando sono scoraggiato,
    mandami qualcuno da incoraggiare,
    quando ho bisogno della comprensione degli altri,
    dammi qualcuno che ha bisogno della mia,
    quando ho bisogno che ci si occupi di me,
    mandami qualcuno di cui occuparmi,
    quando penso solo a me stesso,
    attira la mia attenzione su un’altra persona….
    penso che il segreto sia proprio qui, nel mettere da parte il mio egoismo, il mio tornaconto, le mie stesse (a volte anche giustificate) paure per mettere l’altro al centro; è essere capace di non guardare ai miei “DIRITTI”, ma ai “BISOGNI” di chi mi è accanto…

  13. Elena says:

    Caro Paolo, è veramente bellissima la tua riflessione di oggi, mi ritrovo in pieno nelle tue parole, è davvero difficile anche per me amare sul serio il mio prossimo più prossimo, vedi marito, fratelli, sorelle ecc, la Parola dovrebbe aiutarmi in questo, ma non sempre riesco a seguirla. Mi consola sapere che quasi tutti abbiamo le stesse difficoltà, ma che ognuno continua a sperare e pregare con forza affinchè Dio riempia il nostro cuore dell’amore più bello che c’è, il Suo!
    Ora faccio una piccola divagazione per farti una domanda. Come mai non è più aggiornato il sito Ti Racconto la Parola, alla sezione multimedia con le tue conferenze? Scusa se te lo chiedo, ma non potendo venire ad ascoltarle di persona di solito le scarico e me le sento mentre sono al lavoro (ovviamente è un lavoro che mi permette di farlo), quindi mi spiace molto non poter sentire le ultime. Spero in una tua risposta. Ti ringrazio molto. Buona estate.
    P.S. A quando il tuo prossimo libro?

  14. cicciocuccio says:

    …come è difficile amare i miei prossimi e invece così piacevole e tremendamente appagante “voler bene” ai lontani!

  15. marilena says:

    per Molli
    grazie per quello che scrivi, è vero mi ha fatto un pò male leggere ma, nello stesso tempo mi sono sentita come… libera!
    si, come quando da piccola combinavo qualche pasticcio e non sapevo come venirne fuori… ero quasi sollevata quando la mamma lo scopriva! Sapevo che dopo il rimprovero (o la sberla) mi aiutava a trovare la soluzione. Così è doloroso essere messi davanti ai propri limiti ma solo chiamandoli per nome li si può affrontare.
    La fatica più grande per me, che effettivamente sono un pò bigotta,è accettare questa situazione come “normale” … non condanno ” il peccatore” ma non riesco a non condannare il “peccato”. non ce la faccio, non riesco a far finta di niente… per me niente non è …!
    Guarisci e…
    a presto!
    Baci Mari

  16. spina says:

    @Lidia
    Propio così….alle volte è la spada, che ti fa fare scelte contro corrente, che ti mette in apparente dissonanza anche con persone che “comunemente ” dovrebbero esserti accanto, ma che evidentemente ti sono lontane, allora fai uno strappo al cuore ed ai luoghi comuni e scegli Gesù….
    Alle volte è la Pazienza la Tolleranza e la Carità (…sai quella che tutto sopporta , tutto copre, ecc….)a farla da padrone!
    Allora dai uno strappo a te stesso e scegli…sempre lui Gesù!E poi nessuno dica che non ce lo aveva detto….
    Anche io forse preferivo quando avevo le mie regolette…e come il giovane ricco potevo dire confessandomi:”ho onorato padre e madre,vado a Messa la domenica,….”
    Da quando per me Gesù è diventato una cosa seria (spero),il mio cuore non riposa se non sono sicura di consumarlo alla luce della Sua Parola….
    Quindi la fatica è tanta per capire in ogni attimo cosa è meglio per l’altro, cosa è amore e cosa non lo è…..
    Io voglio solo essere pronta, e se Lui mi chiedesse di vendere tutti i miei beni (il moi Io , il mio orgoglio ), possibilmente non dover abbassare gli occhi per andarmene via triste !
    E’ una lotta lunga una vita …..verissimo Lidia. Buona serata a tutti Spina.

  17. Lidia says:

    o mamma, @Spina, hai capito perfettamente come perfettamente capisci cosa intendo quando dico che …
    se c’è di mezzo Gesù ed il Suo Vangelo, le facce della medaglia diventano 3!!! C’è la faccia del “pro”, del “contro” e c’è la “faccia” di Gesù

    Il dubbio di sbagliare è sempre lì, pronto a tirare la corda mentre si fa un passo e l’unica cosa che impedisce di bloccarsi per timore di cadere è stare sulla 3° faccia della medaglia, umilmente ed anche dolorosamente a volte e desiderare ardentemente quello per cui Gesù ringraziava il Padre nel Vangelo dell’altro ieri.

    «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
    Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo»

    che nel Vangelo di oggi trova la risposta pratica per noi

    «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
    Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero»

    E …. non so se qualcuno se n’è accorto, ma è davvero sconvolgente che Dio sia umile DI CUORE … se fossimo anche noi “UMILI DI CUORE” (e non di facciata) non ci sarebbe alcun problema con il prossimo e – per assurdo – ameremmo Dio stesso (sto dicendo una cavolata gigantesca) come primo ed assoluto “prossimo” che – sorpresa – è l’insieme di tutti.

    … Ok ok, Paolo non ti arrabbiare per le cavolate, vado a buttarmi in mare (meduse permettendo) così mi rinfresco le ideee (ma il cuore no, spero proprio di no).

  18. Jenny says:

    @Paolo Grazie x quello che scrivi, fa bene allo spirito.
    A tutti, siete tutti bravi,leggo sempre,intervengo poco. Una preghiera x tutti voi.Ciao Paolo,(don) ciao a don Sandro.

  19. rosella tascio says:

    “Ci vuole tutta la vita per imparare ad amare, e questo avviene anche attraverso comprensibili fallimenti e difficoltà. Mettiamoci alla scuola del Maestro che ci insegni ad amare.” Questa è una grandissima verità. Ci vuole umiltà. Tanta, per me. Soprattutto per me che dico di amare chi avrebbe dovuto starmi accanto e invece se ne è andato. Sento che la strada per amarlo “veramente” è ancora lunga. Leggendo poi il commento di Laura, ho pianto. Perchè si chiama Laura, nome di una persona che mi ha causato forte dolore e tutt’ora me ne provoca, e per le sue parole – “sono ancora vicina a chi mi è difficile essere prossima, ma voglio esserci, voglio imparare ad amare, anche se una profonda solitudine e un immenso bisogno di essere amata mi chiude la gola e mi riempie gli occhi di lacrime…voglio imparare, e mi consola sapere che ho in dono questa vita per imparare: amerò!” -
    Grazie Laura per le tue stupende e sofferte parole, tieni duro.

  20. Molly says:

    per marilena
    cara sorella… ti capisco molto: anche io ho dovuto scrostare con fatica tante cose che mi si erano appicicate e solidificate addosso… anzi stratificate! nessuna condanna da parte mia perchè ci sono passata… forse avevi propprio bisogno di chiamare per nome il fatto… oggettivamente la tua amica è in peccato … sia perchè ha un matrimonio fallito alle spalle sia perchè frequenta un uomo e questo per la Chiesa è un fatto grave, molto grave… non sminuisco quindi la tua preoccupazione era solo per liberarti della tua zavorra perchè penso che lo sia anche per la chies;a non ci si sente liberi forse nell’accoglienza totale delle persone per quelle che sono ? (vedi quello che dicevo del collega e quanta strada devo fare ancora) sai mia madre è una vedova e vive con un vedo che ha due figlie ormai da 10 anni e siamo una bella tribù io con i miei figli mia sorella con i suoi e le mie due sorelle acquisite con i loro fidanzati … ti dico che in parrocchia abbiamo avuto molti problemi e mia madre e il suo compagno sono stati quasi pubblicamente cacciati via perchè venivano in chiesa e si comunicavano … forse per questo ti capisco … mi chiedo perchè non si sposino quei due…. son vedovi infondo potrebbero benissimo !
    un abbraccio in cristo e… dai che ce la fai ! (te lo dice una bella tosta!)
    molly

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