Il cortile dei gentili

giu 24, 2010 27 Comments by

Non ha fatto molto scalpore. Perlomeno ne ha fatto molto meno di quanto i giornali abbiano dedicato alla presunta gestione discutibile dei beni di Propaganda Fide da parte del Cardinale Sepe. Eppure il nostro vecchio papa teologo, che in questo ultimo anno ha dovuto affrontare una serie di problemi capaci di stroncare un santo (Il caso Williamson, i Legionari di Cristo, i preti predofili e ora ci mancava Sepe!) tira diritto per la sua strada, senza far clamore, impegnato ad assolvere al preciso mandato di Cristo di custodire la fede autentica e di annunciare il volto di Dio. E’ un’idea che accarezzava da tempo e, aiutato da Mons. Ravasi, ora è diventata realtà e proprio s partire dalla nazione che è stata culla del laicismo moderno, la Francia: è “Il cortile dei gentili”, un luogo dove poter incontrare chi si professa ateo, un luogo di scambio e dialogo perchè, come afferma Papa Benedetto, si giunga a cercarlo almeno come Sconosciuto. Un’idea grandiosa, di ripresa di dialogo, di grande onestà intellettuale che già suscita parecchio interesse da parte degli intellettuali atei. Perché l’evangelizzazione è e deve restare la prima preoccupazione della Chiesa, ad ogni costo. E mentre si discute dei beni materiali della Chiesa e della loro gestione, e qualche cristiano passa il tempo ad accusare il mondo di avercela con la Chiesa, Pietro ricorda a tutti che dobbiamo temere il peccato nella Chiesa, non le accuse del mondo, e agisce, cacciando i mercanti dal Tempio e facendo parlare del Padre. Nasce, in forma ufficiale, un luogo di incontro fra cristiani e atei ricordando, come ben spiega Mons. Ravasi, che:

“Bisogna tener conto dei diversi ateismi, non riducibili a un unico modello. Da un lato c’è il grande ateismo di Nietzsche e Marx che purtroppo è andato in crisi, costituito da una spiegazione della realtà alternativa a quella credente, ma con un sua etica, una visione seria e coraggiosa, ad esempio, nel considerare l’uomo solo nell’universo. Poi c’è un ateismo ironico-sarcastico che prende a bersaglio aspetti marginali del credere o letture fondamentaliste della Bibbia. È l’ateismo di Onfray, Dawkins e Hitchens. In terzo luogo vi è un’indifferenza assoluta figlia della secolarizzazione, ben sintetizzata dall’esempio che Charles Taylor fa in ‘L’età secolare’ quando afferma che se Dio venisse oggi in una nostra città, l’unica cosa che succederebbe è che gli chiederebbero i documenti”.

E’ il tempo della conversione, del ritorno all’Essenziale, del dialogo intellettuale onesto per rendere ragione della propria speranza, della trasparenza assoluta dei modi e delle strutture. Questo ci ricorda Pietro, questo possiamo fare a partire dal lembo di Chiesa che rendiamo presente là dove viviamo.

Pensieri

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27 Commenti a “Il cortile dei gentili”

  1. Janus says:

    Ho letto della cosa.
    Mi piace molto il taglio ed il commento che hai dato all’intuizione di B.XVI.

    San Paolo, all’altare del Dio Ignoto in Atene … riuscì, Lui, … a strappare un “Ti ascolteremo ancora” (ricordo bene?) …

    … il nodo dell’evangelizzazione è ancora li … gli esempi da seguire pure.

    PS
    Il parallelo “classico”, come sempre , è più nelle mie corde :-)

  2. robis says:

    Mi ricorda la “Cattedra dei non credenti” istituita un po’ di anni fa a Milano da Martini.
    Erano anni un po’ inquieti per la nostra città…e anche allora fu illuminante questa intuizione: provare a parlarsi, senza urlare, senza imporre niente, senza voler avere per forza ragione…pur sapendo che probabilmente nessuno convincerà l’altro ma che si può ascoltarsi con rispetto lo stesso…e continuare ad interrogarsi…cercando una strada che ci possa condurre, magari insieme, verso una civiltà dove il pensiero torni ad essere una componente importante.
    Martini diceva che il mondo non si divide in credenti e non-credenti ma in quelli che pensano e quelli che non pensano. Ed è questo aumento vertiginoso dei non-pensanti (la terza categoria di atei secondo Ravasi) che è preoccupante e va fermato.

    Pensare, dialogare, confrontarsi – senza prefiggersi per forza l’evangelizzazione degli altri perché questo agli atei dà parecchio fastidio – come continua a fare Martini che ogni tanto riceve la visita di Scalfari e si fanno una bella chiacchierata tra vecchi saggi: l’ateo convinto e il testimone stupendo. Questi dialoghi vengono poi pubblicati (sul quotidiano di Scalfari) e sono interessantissimi…da qualunque parte si stia…a patto di appartenere ai pensanti!

  3. Ale says:

    …Pietro ricorda a tutti che dobbiamo temere il peccato nella Chiesa, non le accuse del mondo, e agisce, cacciando i mercanti dal Tempio e facendo parlare del Padre.

    Quoto in toto… ma vedo sempre più mercanti nella chiesa che invece di essere cacciati rimangono sempre al loro posto!

  4. Paolo says:

    E allora preghiamo tanto tanto che si convertano!

  5. costanza says:

    Una volta ricordasti le parole di Fogazzaro, ne ‘Il Santo’: non posso disprezzare mia madre solo perché non mi piace il vestito che indossa. Oggi sono più che mai attuali, soprattutto perché (purtroppo) sappiamo come le accuse rivolte a Sepe siano vere e già da tempo conosciute (non erano semplicemente sulla carta stampata). Andiamo avanti, amando la Chiesa e sapendo che il suo cmpito, grazie a colui che l’ha voluta, va molto oltre la gestione del patrimonio immobiliare del Vaticano. E ringraziando per tutti i milioni di preti che un patrimonio immobiliare non se lo sono mai fatto, casomai l’hanno sperperato per chi aveva bisogno.

  6. elio says:

    E’ singolare come in questo periodo di catastrofe della nomenclatura del clero si citino le parole di don Giussani:”…si prospetta la realizzazione di una chiesa senza Cristo…”(1958)parole quanto mai profetiche per una chiesa troppo intellettuale e troppo indaffarata ad accaparrarsi beni materiali che “… la tignola corrode e i ladri rubano…”.Sono in parte d’accordo con Costanza ma sono fermamente convinto che chi pronuncia voti solenni non di fronte a degli uomini ma di fronte a Colui che ci ha creato, abbia l’obbligo di improntare la propria vita lontano da denaro, televisione, giornali, interviste,ecc. la scelta è sempre impegnativa e deve cambiare la vita di chi la compie altrimenti è un inganno, dopo, dire “ho sbaglieto” beh… è troppo facile, non mi va più: la donna/uomo che ho sposato, ho sbaglieto ma tanto c’è il divorzio, questo è il mondo che da trent’anni a questa parte si va delineando. Se permettete mi rivolgo a tutti coloro che visitano questo sito, vi esolterei ad essere un po’ meno edulcorati perchè il rischio che si debba ritornare nelle catacombe è reale.

  7. lidia says:

    Accantonando un attimo tutto il post di Paolo prendo, ammiro ed esulto sulla risposta che Paolo ha dato.

    E allora preghiamo tanto tanto che si convertano!

    Insomma, è una tentazione comune e di sempre quella di … scaranvetare olio bollente della condanna, dello scandalo, della rabbia sui responsabili di cose non proprio belle e buone.
    Una cosa che esisteva anche ai tempi di Gesù e che proprio oggi ci viene letto nel Vangelo odierno.
    Una cosa detta, per di più, dall’apostolo prediletto, dal più mite e spirituale tra i 12 … da Giovanni che – con Giacomo – dice a Gesù:
    «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?»

    Strano è? Strano come non avvertiamo questo tipo di Giovanni che ci risulta un po’ sconosciuto, ma molto umano … così umano che noi stessi entriamo in questa logica del diamogli una bella lezione che se lo meritano.

    La risposta di Gesù e decisa, ferma (parafrasandola pare la stessa risposta data a Pietro nel stai dietro di me ed ha lo stesso sapore della risposta di Paolo (Curtaz :-D ) che ho citato.

    Recriminare è inevitabile ed anche ovvio (sono una professoressa in questo :-( ), condannare ci viene di un facile mai visto, ma né con l’uno e l’altro atteggiamento si può crescere e dare aria a questa stupenda nuova stagione della Chiesa che chiede l’essenziale. Non aiutano, anzi, frenano e soprattutto, ci toglie dal campo d’azione … e l’azione più sensibile ed efficace è proprio la preghiera di cuore, che – forse – è anche quel scomodo amare i nemici.

    Paolo (santo e non Curtaz :-D ) lo dice chiaramnente e senza mezzi termini proprio oggi nella seconda lettura … Un caso? Può darsi, ma calza così bene con l’attualità e la realtà di oggi che un pochino di impressione la fa.

    Scusate la lungaggine, pensavi di far fuori l’argomento con 2 parole e invece … è successo come per le ciliege- :-)

  8. laura says:

    @ lidia
    esulto anche io con te! Grazie Lidia.
    Il Signore che è bontà e misericordia ci dice di amarci gli uni gli altri, non di giudicarci! E la preghiera è il frutto dell’amore più vero e profondo, ed è quello che ci unisce a Gesù rendendoci Chiesa.

  9. costanza says:

    @Elio; forse hai ragione, il mio commento è un po’ ‘edulcorato’, mi riesce sempre difficile mantenermi sul crinale della critica costruttiva. Guardandomi intorno più volte ho sentito montare la rabbia, talora una rabbia folle, insensata, che sfocia inevitabilmente nella violenza. Credo che per agire adesso e non appiattirsi sul ‘tanto così fan tutti’ anche all’interno della Chiesa sia necessaria una profonda spiritualità, e che tornare nelle catacombe, forse, non ci farebbe male.

  10. elio says:

    Mi fa piacere notare come altri si sentano feriti dal comportamento illegettimo che alcuni consacrati al sacerdozio tengono, autentiche pietre di scandalo. Poco importa se sono pochi, molti,alcuni,la coerenza è e deve essere linea di condotta irrinunciabile, certi principi sono non negoziabili, l’errore è sempre comprensibile e assolutamente perdonabile ma il perdurare in un certo atteggiamento già di per se discutibile per ogni essere umano, per un consacrato e un autentico abominio. Si rileggano pure le vite dei santi ma non come fosse al passato altrimenti è solo sentimentalismo improduttivo.

  11. lidia says:

    @Elio,
    ed il comportamento illegittimo di molti cristiani dove lo mettiamo? Lo mettiamo sotto i consacrati con un magnanimo ” eeeeh vabbé, mica sono dei preti”?
    Oppure consideriamo i cristiani NON dei consacrati giusto perchè non sono stati Ordinati e – quindi – li trattiamo con un occhio di riguardo?
    Esiste forse solo un Sacramento (l’Ordine per la precisione) per il quale si richiede la fedeltà?
    Perchè usiamo due pesi e due misure per i sacerdoti ministeriali e per i sacerdoti comuni quali sono tutti i cristiani battezzati?
    Tra i 12 ce n’è stato uno che ha tradito, ma ce n’è stato un altro che ha rinnegato e come mai Gesù ha scelto proprio quest’ultimo su cui fondare la Sua Chiesa?
    Chi ce lo dice che non è venuto il tempo (ma forse lo è sempre stato) in cui la testimonianza, l’evangelizzazione deve avvenire proprio all’interno della Chiesa, nel cuore del popolo cristiano?

    Di quale Legge parliamo e sul quale ci appelliamo alla giustizia ed alla relativa punizione?
    Non so voi, ma io sono rimasta a bocca aperta quando questa mattina ho ri-sentito San Paolo in queste parole al termine della 2° Lettura:

    “Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, NON siete sotto la Legge”

    Pensavo di aver sbagliato a capire, pensavo di aver preso una cantonata, ma è proprio scritto così e quindi …
    Di quale Legge stiamo parlando?
    Quella di Dio è un po’ diversa da quella degli uomini e parla una lingua molto diversa mi pare.

    Di mio sono come Costanza, come te, ma la Parola di Dio mi mette in croce, con le spalle al muro. Gesù mi mette in croce perchè all’istante mi ricordo della Sua preghiera urlata al Padre prima di morire.
    Ribadisco prima di morire e non solo perchè è stato offeso moralmente.

    Non so voi, ma io con un Papa così, divento ogni giorno più cosciente che la mia conversione è lontana anni luce dal realizzarsi.

  12. paolocurtaz says:

    @ elio
    caro elio, io sono uno di quelli che ha sbagliato e ha pagato a tassi da usuraio. Quello che dici mi spaventa molto e lo sento davvero lontano dal vangelo. La correttezza ci dev’essere, ma per tutti, ovviamente. Lo scandalo pedofilia è molto grave e mi apre che Papa Ben lo stia affrontando. Ma mi spaventa l’andazzo generale, non gli scandali urlati. Il post, e invito sempre tutti a restare sul tema!, parla dell’opera di dialogo e confronto che Papa Benedetto sta portando avanti con chi, nella Chiesa, ha ben chiaro in cosa consista l’evangelizzazione. Quindi andiamo all’essenziale, senza scorciatoie, ma senza diventare tutti inquisitori di chi sbaglia il quale, di solito, paga già di suo, se onesto…

  13. Carola says:

    Delicatissimo argomento!
    Che mi prende in un momento personale di grande trambusto. Dove la parola “perdono” assume molte sfaccettature e mi confonde. Grande Gesù! Ci ha messo in crisi (ben sapendo di farlo) con le sue “settanta volte sette”. Ha rimescolato le carte della giustizia umana, ha dato una connotazione “di cuore, non di testa” alla misericordia del Padre. Questo parla di condivisione (comporre la divisione?) e dialogo. Difficile, certamente, ma non impossibile. Proviamoci, almeno un esempio ci è dinanzi e possiamo tentare di seguirlo.

  14. Janus says:

    @ Robis
    … cara amica … mi hai fatto venire una bella ulcera con l’accoppiata Martini/Scalfari … va beh va … mi piglio un malox :-) :-)

    Però hai sollevato un gran bel nodo: l’evangelizzazione degli atei … si riduce ad un semplice confronto intellettuale ??
    Ha un fine ? Oppure no ?

    Insomma basta “rispettarsi” e ciascuno rimane sulle sue posizioni … oppure ci sono fronti di dialogo sui quali non si può cedere un passo … e per i quali … già il dialogo diventa una concessione di terreno (pensiamo ai temi legati al rispetto ed al riconoscimento della Vita) ?

    Il Cattolicesimo è solo “un’idea”, un’”ideologia” … insomma un sistema di pensiero?? … oppure …

    Parliamo di “atei”, mi raccomando, non di “fedeli di altre religioni” … sono due categorie d’uomini diversi …

    Credo che B.XVI … un Fine … lo sottenda :-)

    @ Elio
    … sai che non mi appassiona proprio il tema che hai sollevato ?
    Non perchè non sia “in linea” con l’argomento del post … ma perchè … alla Nostra Chiesa, ed a questo splendido Papa … che forza, che coraggio maggiori si potevano chiedere, se non quelli fin qui dimostrati ?

    E poi … chi addita chi ?
    Tu? Io? … con le nostre povere esistenze? con la nostra immensa ignoranza?

    Su dai … non scherziamo :-)

    A presto,
    Janus

  15. Andrea says:

    Mi viene in mente Sodoma e Gomorra. Sicuramente da qualche parte esiste qualche Parroco alla Curato D’Ars che ci salverà dalle catacombe. Grazie a questi sacerdoti ancora Santi.
    Andrea

  16. Andrea says:

    Mi viene da aggiungere: Cerchiamoli che ci sono

  17. marilena says:

    io credo che un dialogo può nascere solo se chi parla è disposto da ascoltare! parlo con cognizione di causa… io per prima a volte non sono disposta ad ascoltare e moltiplico le parole proprio per non lasciare spazio all’ascolto! Cosa faccio allora? prego, invoco lo Spirito su di me e su chi mi sta di fronte solo così la bocca si chiude e le orecchie si aprono. Credo fermamente alla preghiera di intecessione (che ho sperimentato come vera nella mia vita)… per lungo tempo, ho litigato con mio marito (entrambi parlavamo ma non avevamo voglia di ascoltare),finchè mi sono ricordata dell’insegnamento del mio padre spirituale di quando ero adolescente: prega per lui! per un anno ho chiesto ogni giorno a Gesù la conversione di mio marito e mi ha ascoltato, anzi ha fatto di più, ha convertito anche me!!!

  18. ww says:

    Non sapevo del “cortile dei gentili”.
    Però posso dire che nel quotidiano mi capita in vari ambienti di incontrare degli atei dialoganti.
    Soprattutto nei luoghi di cura.
    Soprattutto tra gli operatori sanitari.
    Forse è perché dietro l’attenzione all’altro non ci può essere solo filantropia?

    Comunque sia, è bello dialogare per rendere ragione della propria speranza, anche quando qualcuno ti giudica un idiota perché ti senti parte della Chiesa.
    Quella Chiesa “non tarocca” di cui, senza rendersene conto, anche loro fanno parte facendo del bene.

  19. paolocurtaz says:

    @ janus
    Mi preoccupo moltissimo: com’è che sono sempre più d’accordo con te? (O tu con me? O entrambi al Vangelo?)

  20. costanza says:

    Per rientrare in tema…la mia vita, come quella di quasi tutti noi, trascorre sempre più in mezzo a persone atee, quando va bene,per lo più però semplicemente indifferenti. Eppure vedo tracce ovunque, nella bellezza della musica e dell’arte, nella vita di ogni giorno, e imparo tanto da chi pur senza credere va avanti (e penso che essere atei sia durissimo, se lo si è realmente). Il dialogo è imprescindibile, perché ogni luce svela un’altra luce…di più, sento il credere come una grazia immeritata, una gioia infinita che altri non ha, ed è soprattutto questo che mi sento di condividere, non tanto un’idelogia.

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