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Pentecoste

Su consiglio di molti, pubblico sul blog anche il mio commento alle domeniche che abitualmente trovate sul sito tiraccontolaparola.it e altri. Spero di farvi cosa gradita!

No, non siamo in grado.

Né tu, né io, né nessuno che abbia un po’ di sano realismo lo può (veramente) fare. Non siamo capaci di annunciare il Regno con sufficiente trasparenza, con coerenza minima, con passione necessaria. Il peccato è il nemico da combattere, come ci ha ricordato un illuminato Papa Benedetto domenica scorsa. In un mondo in cui tutti danno la colpa agli altri (anche nella Chiesa!), Pietro ci ricorda che il nemico è dentro, non fuori.

Questa storia dell’affidare alla Chiesa, a questa Chiesa, le redini del Regno è stato uno scherzo, o un inganno o una follia. Siamo seri.

Lui non c’è, lo sappiamo, lo vediamo mille volte, lo sperimentiamo.

Eppure ci dev’essere una soluzione.

Riunioni

È quello che si sono detti per ore i Dodici radunati al cenacolo.

Gesù se n’è andato davvero e loro devono capire cosa fare.

Annunciare il Regno, d’accordo. Dove, come a partire da quando, dicendo cosa?

Fuori tira ancora una brutta aria per i discepoli del Nazareno, per quale masochistica ragione dovrebbero uscire e farsi nuovamente arrestare?

Pietro e gli altri lo sanno bene, lo hanno vissuto sulla propria pelle: non sono all’altezza del compito. Diamine: solo un mese prima erano tutti fuggiti a rotta di collo! Come aspettarsi, ora, una reazione diversa, un comportamento all’altezza della situazione?

Pensano e discutono, i Dodici. Un po’ si fanno coraggio, un po’ non alzano lo sguardo. No, non ce la possono fare, non da soli, non adesso.

Si sta alzando il vento. Strano, non succede quasi mai in primavera, a Gerusalemme.

Uragano

Non è un vento: è l’uragano. Un uragano che li strappa alle loro certezze, che li devasta, che li scompiglia e li scapiglia, che li converte, infine. Il fuoco scende nel cuore e li consuma.

No, certo, non ce la possono fare. D’accordo.

Sarà lo Spirito ad agire. È arrivato, il dono (annunciato) del Risorto. È più folle e più anarchico di come neppure osassero immaginare. Il cuore ora è gonfio, escono per strada, fermano i pellegrini di passaggio a Gerusalemme per la Pentecoste. Parlano del Maestro, lo professano Messia e Signore e presente.

È arrivato lo Spirito.

Finalmente

Il Consolatore, per sradicare ogni solitudine, per fare della Chiesa la compagnia di Dio agli uomini.

Il Vivificatore, per togliere l’asfalto e ogni altra crosta che ostinatamente ricopre il volto di Dio e la Parola.

Il Paracleto, per difenderci dalla paura e dalla parte oscura che è in noi e che ci turba impedendoci di essere veramente discepoli.

Egli ricostruisce i linguaggi, ci dona la grazia di capirci, di intenderci, di comunicare. Supera l’arroganza dell’uomo che costruisce torri per manifestare la propria forza e usa il linguaggio del potere che non fa capire, che confonde, che allontana. Pentecoste è l’Antibabele, l’altro modo di capirsi, accomunati dalla stessa ricerca interiore.

Eccolo il fuoco, che scalda e illumina, che indica una strada nella notte.

Eccola la nube, che tiene lontani gli egiziani e illumina il cammino del popolo che fugge verso la libertà del cuore, la nebbia che toglie ogni punto di riferimento per affidarsi a Dio solo.

Ecco la colomba, portatrice di buone notizie, quando torna nelle mani sicure di Noè che l’ha inviata per sapere se il diluvio è finito.

Prudenza

Tenetelo nel cassetto lo Spirito, per favore.

È pericoloso, devastante, inquietante.

Quando la Chiesa si siede o si arrocca fa nascere i santi che la ribaltano.

Quando pensate che la vostra vita sia finita, annientata, vi spalanca lo sguardo del cuore.

Quando le nostre parrocchie languono, si clericalizzano, si svuotano, si abituano, si stancano, si illudono egli scuote dalle fondamenta, fa crollare i palazzi della retorica e ci spinge a uscire nelle strade del nostro quartiere a dire Dio.

Gli Atti degli apostoli sono una divertente comica in cui lo Spirito combina pasticci e gli apostoli corrono (invano) cercando di capire cosa fare veramente.

È lo Spirito che guida la Chiesa, anche se cerchiamo continuamente di correggere la rotta.

È lui, se vuoi, fratello, sorella, che può orientare la vita verso i cammini della santità.

È lui che soffia, nonostante tutto.

Category: Parole

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18 comments

  1. carissimo Paolo, leggere queste tue parole mi riempie il cuore, mi infonde gioia, mi gonfia l’anima…
    Signore se questo è il tuo Spirito, ti prego, aiutami a non sprecarlo, a non soffocarlo sotto valanghe di preoccupazioni, di dubbi, di vigliaccherie, di paure…
    aiutami Signore a imprimerlo in modo indelebile nel mio cuore perchè io possa sempre trovare in esso consolazione, forza, consiglio…
    Signore, io lo so che tu vuoi farlo, ma aiutami a lasciartelo fare,sempre, subito…

  2. credo proprio, anzi ne sono certa, che se questi articoli, questo blog, entra nel cuore delle persone lasciando spazio nelle nostre giornate frenetiche, al momento della riflessione sia opera dello Spirito Santo sia per chi ne è autore, sia per chi scrive i commenti, sia per chi legge. Grazie all’autore degli articoli, grazie a voi che scrivete i commenti: Dio vi bendica sempre!!

  3. Per prima ? Sono un po intimorita…Ma il commento mi è piaciuto così tanto che mi sono venute in mente un sacco di cose…
    Tra le tante la mia prima avventura da catechista , non molti anni fa :il parroco mi aveva chiesto di dare appoggio ad un’altra catechista che quell’anno doveva accompagnare alla cresima un gruppo di ragazzi, forse un gruppo un po vivacetto.
    Ho risposto di si pensando di dover fare il carabiniere e non la catechista.
    Le prime volte funziona, e Pia riesce a fare con i ragazzi un percorso adeguato senza troppe interruzioni e distrazioni…Poi mi accorgo che non riesco a fare solo il “cerbero”, questo Spirito mi piace…ci credo, lo sento !
    Così anch’io mi compero il libricino che Pia aveva scelto per i ragazzi,”Il Gigante invisibile ” e me lo leggo tutto, tutto di un fiato !Affascinata ? Noooo….
    Così ogni tanto mi scappa da dire qualche cosa,Pia dice che i ragazzi mi seguono…non avrei mai detto, pare proprio di si.
    A circa metà anno catechistico Pia rimane bloccata a letto per una lombo-sciatalgia di quelle fetecchiose….
    E ora ci siamo io ed i ragazzi e,cosa non poco rilevante, lo Spirito Santo!
    E’ stata un’avventura meravigliosa,il rapporto con i ragazzi cresceva incontro dopo incontro,io mi preparavo sempre bene conscia del fatto che ero una dilettante, di piu……
    Poi dicevo tutt’altro, cose importanti che magari la sera prima non avevo valutato,spesso l’incontro diventava dialogo e discussione con i ragazzi, si parlava di Lui ,lo Spirito così dimenticato, ma Lui non dimentico di noi.
    E’ stata una scuola per imparare a riconoscerLo nelle nostre giornate, alle volte apparentemente banali ma abitate ….per chi ha occhi ed orecchie.
    Pia è guarita giusto in tempo per partecipare alla funzione il giorno della cresima dei ragazzi,noi le siamo stati accanto sempre e le telefonavamo in viva voce quando facevamo catechismo !
    Ricordo il giorno della cresima, un giorno importante per tutti loro, ed anche per me:ricordo al segno della pace sono partita e me li sono baciati tutti uno per uno.
    Stranamente per molti di loro non è finito tutto quel giorno,un numero insolitamente alto ha continuato un percorso con il campo estivo, dove ci siamo ritrovati….sempre per colpa del parroco,ed abbiamo continuato, gli anni dopo nel gruppo dei ragazzi, si sono aggiunti anche dei compagni di scuola, amici, in quegli anni c’è stata una frequentazione numerosa , varia e vivace.
    Fortunata ? Brava ? Il Parroco aveva fiuto per i nuovi talenti ? Io credo nulla di tutto questo…Credo di aver incontrato davvero il Gigante invisibile,e di averci almeno provato a stare al suo Gioco….Ciao amici un bacio Spina.

  4. Lo Spirito non ha volto; è la forza che attraversa ogni persona, ogni comunità, la Chiesa e il mondo intero.
    Forza che fa agire nella bontà, nella bellezza e nella giustizia.
    Forza che fa sporcare le mani per una giusta causa senza timore; forza che sa consolare, amare, perdonare tutti coloro che lo cercano , che lo invocano.
    Forza che smuove le coscienze assopite e narcotizzate da fumi ingannatori.
    Lo Spirito è anche l’Incontro con una persona che aiuta a cambiare, è un gesto d’amore, è un sorriso,è un abbraccio sincero…
    Lo Spirito Santo viene, più che mai , nella nostra povera vita.
    Buona Pentecoste a tutti.

  5. Non lo so, ma personalmente credo che i doni dello Spirito Santo non sono da coltivare, come molti pensano.
    I doni dello Spirito Santo coltivano noi, giorno dopo giorno, fino a quando arriveremo (tutti) alle 4 Virtù Cardinali.

    I doni dello Spirito Santo ci rovinano addosso a nostra insaputa, spesso ho visto gente che veniva attraversata da questi doni per un bene comune senza che neppure se ne accorgessero.

    Lo Spirito Santo è una Persona e come tale richiede di essere prima conosciuta e poi ri-conosciuta.

    Lo Spirito Santo, i doni dello Spirito Santo sono i “geni di Dio e noi non siamo più creature e neppure figli adottivi, ma figli generati.

    Buona Pentecoste a tutti ed auguro (a tutti) di rimanere stupiti e meravigliati,

  6. Non so cosa dire a riguardo. Mando un grazie e una preghiera a tutto li “staff” di T. R.L.P. Ciao a tutti.

    Don Sandro tutto bene,spero di si.

  7. I doni e i frutti dello Spirito Santo entrano nella persona quando le viene amministrato il sacramento del Battesimo.
    Questi agiscono da soli, fino ad arrivare alla consapevolezza di avere questi doni: nell’età adulta.
    Dopodichè , penso, subentri la Fede la quale dà il giusto valore e riconoscimento q sudetti doni.
    Il credente crede che la sua Fortezza, Giustizia, Bontà, Mitezza …sia opera dello Spirito . Quando in lui vengono a mancare , perchè sè peccatori e fragili, allora invoca , coltiva, chiama con la preghiera l’azione dello Spirito.
    Non so se le mie considerazioni sono giuste. Vorrei un parere da Paolo.
    Grazie !!!
    P.S. Si concordo anch’io che la Pentecoste è lo Stupore e la Meraviglia per ecellenza. Ciao a tutti.

  8. pensare che in un momento della nostra vita lo Spirito Santo sia sceso in noi e noi non ce ne siamo accorti è stupefacente e assurdo al contempo. Noi uomini tecnologigi,attenti alla vita materiale impegnati nel “sociale”, pronti a cogliere l’occasione (a scapito degli altri), che difendiamo una posizione raggiunta “responsabile di…”,insomma noi formali buoni, non ci siamo accorti che ci comportiamo esattamente al contrario di come lo Spirito Santo che è in noi ci suggerisce. Ho passato anni a essere “buono”,ma adesso che attraverso San Francesco (non i francescani), ho ascoltato lo Spirito che mi parla in me, ecco, la luce del giorno ha un’altro colore, la gente sono persone, alle tante parole mi soffermo sulla Parola.Ti posso solo dire che da quando quella goccia di San Francesco ha iniziato a scorrere in me si è andata trasformando in un ruscello e, spero, diventi un fiume e se anche dovesse rimanere un ruscello voglio andare comunque al mare, al mare di Dio.

  9. Mi hanno colpito molto alcune parole di un’omelia durante la celebrazione delle S. Cresime e voglio condividere:
    “Le 7 note musicali sono indispensabili per comporre un brano musicale e pensiamo a quante stupende melodie sono state composte. Anche i 7 doni dello Spirito Santo sono indipensabili per VIVERE la propria vita e fare cose grandi. Accogliete questi grandi Doni per comporre la melodia più bella della vostra vita!”.
    Buona melodia a tutti!

  10. “È quello che si sono detti per ore i Dodici radunati al cenacolo.
    Gesù se n’è andato davvero e loro devono capire cosa fare.
    Annunciare il Regno, d’accordo. Dove, come a partire da quando, dicendo cosa?
    Fuori tira ancora una brutta aria per i discepoli del Nazareno, per quale masochistica ragione dovrebbero uscire e farsi nuovamente arrestare?…..”

    Per il solito scherzetto di S.S. (che oltre che santo è anche sorprendente e spiritoso)sono imbattuta in una intervista a Padre Pizzaballa, custode di Terra santa.
    Il giorno di Pentecoste è l’unico in cui la comunità francescana può celebrare messa all’interno del cenacolo che oggi si presenta come una stanza al piano superiore di una casa. E l’intervista finisce ricordando che, strano ma vero, il luogo dove è nata la Chiesa, oggi non è un santuario cristiano.
    Come dire che il posto della Chiesa è “fuori”; di più, che è lo Spirito a spingere “fuori” perchè la sua presenza sia percepibile in tutta la terra (anche quando tira una brutta aria)

    http://www.youtube.com/watch?v=E60_scqHIIg&feature=related

    “Gli Atti degli apostoli sono una divertente comica in cui lo Spirito combina pasticci e gli apostoli corrono (invano) cercando di capire cosa fare veramente.
    È lo Spirito che guida la Chiesa, anche se cerchiamo continuamente di correggere la rotta.
    È lui, se vuoi, fratello, sorella, che può orientare la vita verso i cammini della santità.
    È lui che soffia, nonostante tutto.”

    p.s Meno male!

  11. Mah! La Chiesa è “fuori” e “dentro” … Credo che il luogo della Chiesa è ovunque perchè – sempre “credo” (ma non ne sono sicura) – la Chiesa è tutta l’umanità di tutti i tempi.
    Non ha un luogo e – nello stesso tempo – è in ogni luogo.

    Per Elio:
    per come la vedo io, ho sempre il grosso timore, che ci aspettiamo qualcosa di troppo sensazionalistico dallo Spirito Santo, una cosa del tipo “schiacci un interruttore ed ecco la luce”. Ho il timore (abbastanza grosso) che ci fissiamo troppo sul “fatto” riportato dagli Atti degli Apostoli, insomma, uno dei “soliti” miracoli di cui noi siamo solo “lettori”. Ci aspettiamo “troppo” da questo caro Spirito Santo, ci aspettiamo che ci tolga le castagne del fuoco, ci aspettiamo qualcosa per noi, di nostro e non ci rendiamo conto che – penso – tutto avviene ancora oggi in rapporto alla Chiesa, alla comunicazione, alla comprensione … Tutto si muove tra cuore e testa dove nessuna delle due ha la meglio sull’altra ed in mezzo a queste “due potenze” ci stanno i nostri sensi che vengono così illuminati e portati ad un altro livello: la vista non si ferma al vedere, l’udito non si ferma al sentire, il tatto non si ferma al toccare il tangibile ecc.
    7 sono di doni, 5 i nostri sensi=12 la pienezza
    Ed in questo 12 c’è la parola, sì la nostra parola che in questo modo risulta capibile a tutti.
    Che dire: dovremmo essere persone anti-Babele … e non per nulla Gesù ha detto agli apostoli “rimanete in città” … considerando che Gerusalemme è il luogo dove tutti arrivano da ogni luogo, da ogni nazione, di ogni lingua … arrivano ma NON SI INCONTRANO.
    Ecco, credo che lo Spirito Santo sia proprio questo “incontrarsi” e capirsi …
    A dire il vero, neppure Gesù nonostante i miracoli, nonostante la Resurrezione è riuscito a convertire tutti … perchè era necessario lo Spirito Santo che fa udire i sordi, parlare i muti e vedere i ciechi.

    Dovrebbe esplodere la parola in questa festa, dovremmo esplodere di parole e pensieri in questo giorno … ma ci sentiamo – ahimé – fuori da questo miracolo o – forse – ci aspettiamo che operi in quello che diciamo noi.

    Il sensazionale dello Spirito Santo credo stia nel “non sensazionale” … che, così, diventa meraviglia.
    … Ciò non toglie che è potente l’intervento e l’effusione e – in qualche modo – nel momento stesso ci rende tutti leggermente “fuori di testa” … ma poi passa e si entra in modo eccezionale nella quotidianità, ma tutto ha un altro senso … E’ tutta un’altra storia!!! 😀

  12. E’ stata una bellissima Pentecoste , con te Paolo e con tutti gli amici che hanno partecipato al ritiro di Bergamo .
    Veramente subito ha soffiato Aria Buona,il tempo è volato, purtroppo….Ma è giusto sia così. Approfitto del blog per salutare ancora tutti, per ringraziare sopratutto per la presenza di tante famiglie con i loro bimbi!
    Vi porto nel cuore…buon cammino a tutti ed un grazie ed un abbraccio a Paolo, vero e “dono” come non mai.
    Spina.

  13. Sabato sera, mentre Milano si fermava per l’evento calcistico del secolo, il mio quartiere ospitava la veglia ecumenica di Pentecoste.
    E’ un momento di preghiera che il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano organizza tutti gli anni, ogni volta in un quartiere diverso, per estendere il più possibile il messaggio di cui si fa portavoce.
    E così circa 400 persone, appartenenti alle diverse Chiese Cristiane (Cattolica, le varie Protestanti ed Ortodosse) presenti sul territorio ambrosiano, hanno attraversato le vie delle 8 parrocchie del decanato…pregando e cantando.
    Il tragitto era stato diviso in tre tappe e ognuna è stata animata da una Chiesa diversa così che ciascuno potesse pregare anche con le tradizioni dell’altro.
    Il tutto si è concluso all’interno della “mia” chiesa dove, vicino ai ministri delle varie Confessioni, erano stati posizionati i nostri ragazzi che avrebbero ricevuto la Cresima il giorno dopo (tenerissimi nel tentativo di contenersi…quando i “boati” ci informavano dei gol dell’Inter!).
    Abbiamo compiuto gesti di pace, di scambio, di condivisione…accompagnati da canti eseguiti INSIEME dai cori di due parrocchie diverse (l’ecumenismo “tra noi”…quant’è difficile!)

    Sono tornata a casa contenta…mi sentivo “piena!”
    Partecipare a eventi così, specialmente se si ha la fortuna di seguirli fin dalla preparazione, rende davvero il senso della grandezza del messaggio in cui crediamo e appare evidente che non è proprio possibile rinchiuderlo in una chiesa (con la maiuscola o con la minuscola).
    Ed è bello quando una comunità si butta…o almeno ci prova…vincendo la propria resistenza ad aprirsi all’altro…superando la paura di essere derisi (quanto abbiamo discusso sull’opportunità di una veglia itinerante proprio durante la partita)…il timore di non essere capiti…il disagio di non essere considerati…ma se ci prova lo stesso e si mette in gioco… è allora che riceve il “di più” e NON langue, NON si svuota, NON si abitua, NON si stanca…ma fa il pieno…e riparte!

  14. Caro Paolo, hai un modo di descrivere le cose che stimola la fantasia e quando ti leggo, vivo quanto racconti. Grazie perchè è bello attendere il tuo commento e ancora di più grazie per quello splendido spettacolo che hai rappresentato nel tuo libro “L’ultimo sì”, attraverso il quale mi sono accorta di essermi veramente lasciata sedurre da questo Gesù così innammorato dell’umanità!

  15. Scusami tu e tutti coloro che hanno avuto l’occasione di leggere il mio commento del 23/05. Non era questa sicuramente la mia intenzione. Non sonoin attesa di avere “rivelazioni” o di avere apparizzioni per cambiare o “redimermi”.L’amore è un sentimento che nasce spontaneo per diversi fattori, non si può inculcare ma si può suscitare, non si può obbligare ma favorire. Non so da quali esperienze tu provenga ma su ciò che affermo sull’amore ne sono certo, tanto certo quanto che Dio ci ama. Il problema è e sarà sempre l’uomo, impastato nel suo peccato, incapace di illuminare la parte oscura che è in lui. I pochissimi che ci sono riusciti li chiamiamo Santi.

  16. 13 giugno

    Caro Paolo,
    è ieri che sono venuto a conoscenza dei tuoi libri. Sono un missionario in Congo e sacerdote dal 1973 (quasi un veterano).
    Riparto il 29 di questo mese.
    Ho iniziato a leggere il primo capitolo di presentazione del processo di Gesù nel tuo libro sulla storia della morte di Dio che muore solo come un “cane”.
    A me pare questo: se noi impieghiamo la terminologia della settimana cristiana per indicare i giorni (giovedì, venerdì, sabato, domenica) non riusciremo mai a stabilire chiaramente la cronologia storica del processo, passione, morte e poi la risurrezione di Gesù.
    Mi pare meglio utilizzare più semplicemente la terminologia seguente: primo giorno, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo giorno (Shabba) della settimana ebraica. Il tutto dievnta allora chiaro e comprensibile nella sua cronologia.
    Gesù stando al vangelo di Giovanni fa il discorso di addio (l’Eucarestia nei sinottici) la sera del quinto giorno, il processo avviene il mattino del sesto giorno e la morte nel pomeriggio e siamo alla vigilia del grande Shabba o Pessah. E il primo giorno dopo la Pessah ebraica, ecco la sorpresa e la novità del sepolcro vuoto….
    Ho scritto un libretto in francese: Les six derniers jours de Jésus à Jérusalem.
    Grazie per l’attenzione e buon proseguimento.

    Giuseppe Locati
    dei Padri Bianchi-Missionari d’Africa

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Article by: Paolo

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