Anastasis

apr 04, 2010 31 Comments by

Meste,

gli occhi gonfi dalla notte insonne,

vuoti di lacrime,

il cuore asciutto,

le donne camminano, leste,

attraversando la mattiniera Gerusalemme,

che riprende il lavoro,

dopo Pesah.

Alcuni mercanti

di Sefforis, al mercato dei ceci,

raccontano di come quelle donne,

il volto turbato,

attraversarono i vicoli di corsa,

sconvenientemente,

e di come alcuni abbiano visto, fra di esse,

Maria, la galilea di Magdala,

una dei discepoli del Nazoreo, che fu appeso per le sue bestemmie.

Alcuni dicono, nel mercato, che il Sinedrio stesso

abbia inviato delle guardie, che attestano

il furto del cadavere del falso profeta.

Altri,

fra cui alcuni galilei suoi discepoli, e Levi, un pubblicano di Kefar Naum,

e Giovanni, uno dei sacerdoti del tempio,

dicono che egli sia resuscitato da morte.

Cose da matti.


Pensieri

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31 Commenti a “Anastasis”

  1. LAURA says:

    Che storie! (adesso poi che SO dove corrono quei due!)
    Che immagine bellissima hai scelto per la Resurrezione del Nostro Gesù!
    Me lo vedo il povero Pietro allibito e impaurito dei suoi pensieri, Giovanni preoccupato… E Gesù…chissà come è stato per Lui riaprire gli occhi, guardarsi le mani nel momento in cui l’energia icontenibile di Dio se l’è ripreso…chissà…chissà che ha pensato…

    Buona Pasqua Paolo, anche dal dott.Topolone :D

  2. antonella says:

    leggo questo blog da quando è nato,mi piace riflettere con voi e con Paolo, a cui voglio bene da quando è uscito “Gesù Zero.”Oggi sono molto triste, e a Pasqua non dovrei esserlo, ma un parroco sta distruggendo tutto ciò che con tanti sacrifici insieme al parroco precedente avevamo costruito:accoglienza, momenti di preghiera, ritiri, gioia entusiasmo a mille per fare mille cose e coinvolgere tante persone.Da oggi dopo molti anni non ho più una comunità parrocchiale, il mio coro, la possibilità di proclamare la Parola di Dio. Perchè mai Dio lo ha permesso? non voglio essere blasflema, ma cerco disperatamente una risposta.

  3. Molly says:

    questa immagine ce l’ho sul mio frigorifero in cucina (bhe certo un frigorifero in salotto non starebbe tanto bene!) sono ormai 7 anni che c’è!!! con vicino una tradizione un pò diversa dal solito nel senso che è fedele al testo greco che ci fa scoprire delle sfumature sulla Resurrezione che non so perchè non ci dicono…

    ve la scrivo perchè per me e mio marito è uno di quei mattoni della nostra famiglia:

    GIOVANNI CHINATOSI, SCORGE LE FASCE DISTESE, MA NON ENTRO’.
    GIUNGE INTANTO ANCHE SIMON PIETRO CHE LO SEGUIVA NEL SEPOLCRO E CONTEMPLA LE FASCE DISTESE – AFFLOSCIATE, VUOTE MA NON MANOMESSE – E IL SUDARIO, CHE ERA SUL CAPO DI LUI, NON CON LE FASCE DISTESO, MA LA CONTRARIO AVVOLTO- RIMASTO NELLA POSIZIONE DI AVVOLGIMENTO, RIALZATO, MA NON SOSTENUTO NELL’INTERNO, PERCHE’ VUOTO- IN UN APOSIZIONE UNICA- STRAORDINARIA, ECCEZIONALE, PERCHE’ CONTRO LA LEGGE DI GRAVITA’ – GV 20,3-8

    buona resurrezione a tutti
    molly

  4. luisa says:

    Grazie Paolo per questo vangelo che commenti per noi. auguri a te!!!
    Ecco questo è uno dei passi del vangelo che mi affascina di più, questa scoperta misteriosa che ha cambiato il destino del mondo, che ha portato tanti al martirio, alla proclamazione della propria fede.

  5. Enrico says:

    Un augurio a tuttu che questa Pasqua sia una giornata/anno non solo di festa ma anche di tanta gioia e serenita’. Enrico

  6. sandro says:

    Cara antonella , provo a rispondere con semplicità , senza la presunzione di darti risposte esaurienti e, spero di risponderti con un minimo di umiltà…
    …..non valutare le situazioni e le persone con occhi e metodi troppo “mondani” !!! La tua Pasqua non può esser triste!!! perchè è comunque sempre il trionfo del BENE…
    ….Tu puoi ancora continuare ad esser accogliente, eccome!… pregar da sola e insieme agli altri…potrai ancora trovar entusiasmo… se ti lascerai guidare dallo SPIRITO e così con CRISTO, potrai continuare a costruire la tua COmunità…insieme agli altri…
    …Io che ti scrivo tutto ciò faccio una fatica tremenda a costruire la Comunità …con gli altri…anzi direi che proprio non ci sto riuscendo!!! Ma so anche che più ci dividiamo , meno siamo in sintonia , in cordata ,in comunione, più il “Divisore” ( Satana) se la ride…
    il che mi spiace molto!!
    Forse Dio permette tutto ciò( lo dico x te ma anche x me) xchè vuole che mettiamo di più al centro LUI e non noi… che abbiamo molti limiti…
    – auguri di bene e una preghiera reciproca–

  7. mariuccia says:

    per antonella
    anch’io leggo i blog da quando è nato, lo seguo intervenendo raramente perchè mi sembra sempre di non avere altro da aggiungere a quanto già altri hanno detto. Ma stasera, leggendo il tuo intervento mi sono ritrovata a pensare che veramente Dio vuole qualcosa da me. Perchè anche noi, come comunità siamo in una fase piuttosto particolare, con il cambio del prete, il nuovo viceparroco che si ubriaca, un casino nella nuova organizzazione e una capacità di far trasparire Gesù, per me vicina al poco. Eppure, ieri sera, in piena veglia, mentre quasi non riuscivo a trattenere le lacrime dallo sgomento, mi è venuto in mente che Dio, comunque c’era. Anche se non lo vedevo, non lo sentivo e mi sembrava che tutti i fedeli si stessero annoiando a morte. Era la veglia di risurrezione e mi sembrava funebre…ma Dio c’era. Allora ho pensato che io dovevo cambiare attegiamento, dovevo vivere questa fase del nascondimento di Dio con una migliore partecipazione. Perchè se Dio c’è…e durante una celebrazione non può non esserci, anche se il prete è ciò che è, allora tutto il resto non conta. Dio mi chiede di aiutare quel prete a diventare più accessibile, a guardarlo con gli occhi suoi, colmi di benevolenza. Solo così si può andare avanti…sperando contro ogni speranza perchè certa che Gesù salva.
    E’ certo che sarà faticoso,che ancora mi demoralizzerò, ma voglio essere costruttiva, per il prete, per me, per la mia comunità, perchè sento di doverlo a Dio che sempre mi ha accarezzato con la sua bontà.
    Non conosco certamente la tua situazione, che è sicuramente diversa dalla mia, ma ti assicuro che nessun prete potrebbe togliermi il mio coro e la mia comunità. Spero di averti trasmesso un poco di forza…ed ho un altro suggerimeto che a me è servito…Prega. Dio risolve sempre ogni cosa.
    Ti sono vicina in modo particolare

  8. Paolo says:

    @ antonella

    D’accordo don don Sandro; la Chiesa è affidata alle nostre mani, a quelle rugose di Pietro, a quelle delicate di Giovanni, all’irruenza degli apostoli e ai loro scontri e le loro incomprensioni. Ora la tua comunità sta attraversando il deserto, ma è un’occasione per andare all’essenziale, Pensa anche dal punto di vista del prete che deve cambiare, che ha una sua sensibilità e dei limiti, e che a volte si trova in una comunità, come dice Sandro, che non risponde, che lo mortifica… Ma è la fatica che dobbiamo fare per crescere, guai se Dio intervenisse direttamente! Molti, oggi vivono senza comunità (ne so qualcosa) e il loro dolore e il loro desiderio fecondano il futuro. Non ti scoraggiare!

  9. Jenny says:

    Belle parole le vostre, don Sandro e don Paolo, ma quando vedi ciò che si ha costruito,in 8 anni con un’altro prete “molto prete e molto pastore” non viene più tanta voglia di fare xchè lui non ti aiuta di certo(anzi ti fa passare anche quel pò di entusiasmo che hai. Con queto non smetto di scontrarmi con il mio don, assieme ad altre volontarie.Saluti e preghiere reciproche.

  10. costanza says:

    Girando molte città e molte parrocchie ho scoperto che le comunità sono ‘a tempo’, servono in quel momento e per quelle persone, poi devono cambiare; certo, quando la mattina della domenica non c’è la messa di padre Alex alla Sanità e comincio a chiedermi dove andare desidererei una comunità forte e amichevole, e se possibile anche non troppo lontana. Però so che dovunque trovo fratelli e sorelle, diversi forse, ma che possono dirmi qualcosa di nuovo, e che la predica del parroco che mi può sembrare povera e scontata se ascoltata con attenzione può contenere la Parola per me di quel giorno (certo, in borsa mi porto Parola e preghiera così poi mi invento un momento di silenzio in più e faccio ‘rifornimento’).
    Serena Pasqua, sereni giorni di risuerrezione.

  11. RossadiSera says:

    Ciao a tutti e ancora auguri! Quanto è vera la riflessione sulla comunità che fate: alle volte ti viene davvero voglia di mollare tutto e di andare da un’altra parte dove c’è il prete forte che tira tutti col suo entusiasmo e con la sua passione. Hai davvero la sensazione di essere un’agenzia di servizi che organizza cerimonie e riti per degli utenti non troppo interessati o quando programmi quintali di incontri per ogni esigenza e per ogni età ti accorgi che in realtà stai rispondendo alle esigenze dello zoccolo duro che è presente a tutti gli incontri e in parrocchia è davvero partecipe di tutto…
    Ma Sandro e Paolo hanno ragione:anche rimanessimo soli a crederci,i soli in una comunità a esser vivi,col nostro entusiasmo dobbiamo costruire comunità proprio lì dove ci sembra non essercene più una,senza farci prendere da scoramento e altro. Rimaniamo fedeli sempre. Dimoriamo discepoli,potrebbe toccare anche a noi di sentirci in difficoltà e di sperare in qualcuno che ci trascini col suo entusiasmo!

  12. tizi says:

    Mi piace questo sito perchè da la possibilità di esprimere e condividere i propri pensieri…
    Quindi stavo pensando che non è cambiato nulla dal punto di vista umano e interiore dell’uomo che è vissuto al tempo di Gesù all’uomo contemporaneo di oggi.
    Leggendo il Vangelo ognuno di noi è un pò Marta, è un pò Maria, è un pò Pietro , un pò tutti.
    Il Vangelo potrebbe essere quasi la nostra biografia che viene vissuta come l’hanno vissuta i suoi veri protagonisti.
    Tutto questo pensiero per dire che ogni uomo e ogni donna di oggi può ri-sorgere da tutto ciò che opprime, da tutti i peccati e debolezze , può ri-sorgere da tutto ciò che schiaccia pesantemente come la croce di Gesù portata al Calvario.
    L’umanità di oggi può risorgere nonostante tutto.
    Davanti al sepolcro vuoto crediamo che questo è l’evento che dà il vero senso alla nostra vita , la nostra meta da raggiungere.
    Alleluia risorgiamo tutti con Gesù!!!

  13. robis says:

    Per Antonella:

    carissima,

    ovviamente non ti conosco e non so niente di te né di quello che sta succedendo nella tua parrocchia. Ma sai cosa mi ha colpito di più nel tuo commento? “il mio coro”.
    Che dolcezza, Antonella! Struggente: ancora non hai lasciato la tua comunità e già ne hai nostalgia!
    Beh…allora non la lasciare…cerca un’altra soluzione! Capisco che tu sia delusa ma alla delusione non bisogna mai dar troppo retta: ci fa fare scelte sbagliate di cui poi ci pentiamo.
    Sì, certo…state attraversando il deserto ma, se cammini, il deserto prima o poi finisce.
    Anche per rispetto alle belle cose fatte finora.

    Pensa a quando incontrerete il vostro precedente parroco. Potete dirgli due cose:

    1)Guarda, don…un disastro…quello nuovo ha calpestato tutto quello che avevi seminato…non c’è più niente…ce ne siamo andati tutti…è stato tutto inutile ed è tutto finito! (Cavoli, Antonella, se gli dai una botta in testa gli fai meno male!) Oppure:
    2)Sai, don, abbiamo dovuto cambiare molte cose perché quello nuovo non capisce niente; ci siamo dovuti adeguare per trovare un punto d’incontro da cui ripartire. Ma non potevamo lasciare che tutto morisse…ci siamo fatti forza recuperando l’entusiasmo e la gioia che abbiam provato con te e sapevamo che avrebbero dato frutti! Non è più la stessa cosa…ci manchi da morire…ma ce la faremo…per noi, per te, per la nostra comunità e per Dio che ce l’ha donata perché la curassimo!

    E’ bello quando dici: “il mio coro”. So di cosa parli: anche io ho “il mio coro”. E anche Mariuccia che, dopo di te, dice: “nessun prete potrebbe togliermi il mio coro”.
    Non so che rapporto abbiate con il vostro coro…se cantate, suonate, dirigete o, semplicemente, ascoltate, ma quelli che possono dire “il mio coro” sanno di aver avuto la fortuna di un’esperienza importante:
    il coro ha una straordinaria forza aggregativa. Quando è composto da persone di tutte le età può essere l’espressione più rappresentativa di una comunità; rimane coinvolto, per forza di cose, in tutti gli eventi più significativi, li vive, li caratterizza, aiuta la partecipazione, accompagna la preghiera, rende più profondi e puri e sereni i pensieri, esprime i sentimenti di chi canta e li imprime nell’anima di chi ascolta, può trasformare una Messa “che sembra funebre” in una veglia di Risurrezione.
    E può portarti fuori dal deserto quando canta “questa notte non è più notte…!”

    Spero che tu non ti perda il tuo coro, spero che tu non ti perda la tua comunità…e che loro non si perdano te!

    Ti abbraccio

  14. jo says:

    COMUNICAZIONE TECNICA: è possibile alzare l’audio nelle tue registrazioni al commento al vangelo?? (pensavo fossi solo io a sentirti poco nonostante alzassi tutti i livelli, ma ieri, parlando con altri che ti ascoltano, abbiamo rilevato che il problema è comune). grazie!! jo

  15. Jenny says:

    @don Paolo
    @don Sandro,scusate lo sfogo di ieri,ma
    il nostro parroco non è Bravo.Quando una volontaria gli ha detto che dev’essere reperibile, ha risposto che non è lo zimbello di Andalo.Non è mai in canonica, e ha solo questa non deve andare in altre parrocchie. Va a visitare gli anziani, ma solo quelli che vuole lui, la signora dove vado a fare i lavori di casa, è da due mesi che non lo vede.So pure x fortuna che non sono tutti uguali, ce ne sono di bravissimi,disponibili e molto Pastori.Un saluto e una preghiera reciproca.

  16. Paolo says:

    @ jo

    Al momento zaccheo non ha soldi da investire per una nuova videocamera, ma a breve…

  17. Elisa says:

    Ieri Benedetto XVI ha detto che tutti “siamo messaggeri della risurrezione di Gesù… rimaniamo per natura uomini e donne, ma riceviamo la missione di ‘angeli’, messaggeri di Cristo…in modo speciale attraverso il Sacramento dell’Ordine, questa missione la ricevono i sacerdoti”.
    Una preghiera speciale allora, in questo Anno Sacerdotale, per TUTTI i nostri sacerdoti, perchè possano davvero essere degli angeli nelle comunità a loro affidate!

  18. lidia says:

    Leggendo, uno dopo l’altro, i commenti – chissà perchè – ho visto nel reale e nel concreto il Vangelo preso in considerazione da Paolo.
    Donne piangenti con in cuore gonfio che corrono alla tomba di qualcuno o qualcosa; Giovanni (Paolo) e Pietro (don Sandro) che corrono anche loro a vedere cosa succede, il loro credere (Pietro un po’ meno e difatti “aspetta” la news dall’Interessato), la gente che vede tutto questo movimento, le notizie riportate … Meno male che mancano i “sommi sacerdoti” che “pagano” (n’atra volta) per nascondere la verità.
    Ecco, con un sorriso e tanta pena, vedo questo e a tutti dico quello che ho detto a me stessa perennemente in questa situazione di sgomento e di testimone allo smantellamento di comunità per mano di qualcuno e con la partecipazione di tutti gli altri.
    All’esasperazione (perchè esasperazione si tratta) mi sono risentita la domanda:
    “Chi cerchi? Perchè piangi?”
    … E ho fatto un sobbalzone, mi sono “girata” staccando lo sguardo dallo sfacelo ed ho guardato a Colui che mi ha rivolto la domanda.
    E già!!! Chi cerco? Perchè piango?
    Ed ho intuito il “pericolo” per ogni discepolo: quello di chiudersi tra le “mura” di quelli che la pensano alla stesso modo ed escludere tutti gli altri … cosa che contrasta non poco con quello che il Signore ha ordinato (sia alle donne che agli apostoli poi) … “Andate a dire …”.

    Non è una bella condizione (sono un’esperta in questa materia), ma ce la si può fare … vivendo ciò che siamo diventati grazie alla grande lotta, al grande gesto di amore folle, compiuto da Gesù uomo-morto e Figlio di Dio in quel giorno (che passa sempre un po’ troppo inosservato) del Sabato Santo.
    Il giorno in cui ogni figlio di Dio viene strappato dalle mani del male, preteso come figlio e fratello … Il giorno della grande sconfitta del male senza il quale il Venerdì Santo rimarrebbe solo “la morte di un giusto” e la Pasqua solo “un effetto speciale di Dio” … Il giorno in cui siamo rinati come neo-nati affamati di luce e d’amore che si attaccano alla mamma/Padre per vivere e per portare Luce dove non c’è.

    Ce la si può fare, ma non scordiamoci che le comunità (di cui fanno parte anche i preti) è un insieme di persone che dovrebbero dare tutto ciò che gratuitamente hanno ricevuto.
    Troppo spesso pensiamo che “terra di missione” sia oltre mare/oceano e non ci rendiamo conto che anche qui dove siamo è terra di missione.

    Non è un prete che “fà comunità” e spesso sono le comunità che fanno il prete (è esperienza), ma tutti dobbiamo cercare di legare gli uni agli altri (senza ipocrisia mi raccomando) magari passando al confronto diretto.

    Gente … è dura, è molto dura (e mi arrabbio a ripetizione per queste situazioni per mano di pre-potenti siano essi preti o meno) … ma è anche bello ed è nulla in confronto a quello che ha fatto il Signore per noi tutti e di tutti i tempi.
    Insomma … nulla di nuovo sotto questo cielo, ma tutto da rinnovare attraverso i “rinnovati” … ri-nati come figli e non solo come “creature”.

    Buon mercoledì di Pasqua

  19. Molly says:

    Grazie LIDIA

  20. sauris says:

    “Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele…”

    È da parecchi giorni che mi gira e rigira in testa questa frase di Luca…
    Certo, anch´io penso, immagino, spero… situazioni, soluzioni… ma sono mie o di Dio. Mi trovo spesso a confondere le mie speranze con quelle di Dio. Mi fa un po´ridere, perché non “dovrei” reagire cosí, ma…
    Allora niente: chiedo la grazia di cogliere e accogliere l´idea di Dio su tante cose. E, come ben sapete, quant´è difficile!
    Ma questo è anche il regalo pasquale che posso chiedere, no? Devo ricordarmi 24 volte al giorno che le cose di questo mondo, di questa chiesa, di questa mia vita importano a Dio molto più che a me!!!
    Buona Pasqua, cercatori!
    Un forte abbraccio dall´Argentina
    Lu

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