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Anastasis

Meste,

gli occhi gonfi dalla notte insonne,

vuoti di lacrime,

il cuore asciutto,

le donne camminano, leste,

attraversando la mattiniera Gerusalemme,

che riprende il lavoro,

dopo Pesah.

Alcuni mercanti

di Sefforis, al mercato dei ceci,

raccontano di come quelle donne,

il volto turbato,

attraversarono i vicoli di corsa,

sconvenientemente,

e di come alcuni abbiano visto, fra di esse,

Maria, la galilea di Magdala,

una dei discepoli del Nazoreo, che fu appeso per le sue bestemmie.

Alcuni dicono, nel mercato, che il Sinedrio stesso

abbia inviato delle guardie, che attestano

il furto del cadavere del falso profeta.

Altri,

fra cui alcuni galilei suoi discepoli, e Levi, un pubblicano di Kefar Naum,

e Giovanni, uno dei sacerdoti del tempio,

dicono che egli sia resuscitato da morte.

Cose da matti.


Category: Pensieri

31 comments

  1. Che storie! (adesso poi che SO dove corrono quei due!)
    Che immagine bellissima hai scelto per la Resurrezione del Nostro Gesù!
    Me lo vedo il povero Pietro allibito e impaurito dei suoi pensieri, Giovanni preoccupato… E Gesù…chissà come è stato per Lui riaprire gli occhi, guardarsi le mani nel momento in cui l’energia icontenibile di Dio se l’è ripreso…chissà…chissà che ha pensato…

    Buona Pasqua Paolo, anche dal dott.Topolone 😀

  2. leggo questo blog da quando è nato,mi piace riflettere con voi e con Paolo, a cui voglio bene da quando è uscito “Gesù Zero.”Oggi sono molto triste, e a Pasqua non dovrei esserlo, ma un parroco sta distruggendo tutto ciò che con tanti sacrifici insieme al parroco precedente avevamo costruito:accoglienza, momenti di preghiera, ritiri, gioia entusiasmo a mille per fare mille cose e coinvolgere tante persone.Da oggi dopo molti anni non ho più una comunità parrocchiale, il mio coro, la possibilità di proclamare la Parola di Dio. Perchè mai Dio lo ha permesso? non voglio essere blasflema, ma cerco disperatamente una risposta.

  3. questa immagine ce l’ho sul mio frigorifero in cucina (bhe certo un frigorifero in salotto non starebbe tanto bene!) sono ormai 7 anni che c’è!!! con vicino una tradizione un pò diversa dal solito nel senso che è fedele al testo greco che ci fa scoprire delle sfumature sulla Resurrezione che non so perchè non ci dicono…

    ve la scrivo perchè per me e mio marito è uno di quei mattoni della nostra famiglia:

    GIOVANNI CHINATOSI, SCORGE LE FASCE DISTESE, MA NON ENTRO’.
    GIUNGE INTANTO ANCHE SIMON PIETRO CHE LO SEGUIVA NEL SEPOLCRO E CONTEMPLA LE FASCE DISTESE – AFFLOSCIATE, VUOTE MA NON MANOMESSE – E IL SUDARIO, CHE ERA SUL CAPO DI LUI, NON CON LE FASCE DISTESO, MA LA CONTRARIO AVVOLTO- RIMASTO NELLA POSIZIONE DI AVVOLGIMENTO, RIALZATO, MA NON SOSTENUTO NELL’INTERNO, PERCHE’ VUOTO- IN UN APOSIZIONE UNICA- STRAORDINARIA, ECCEZIONALE, PERCHE’ CONTRO LA LEGGE DI GRAVITA’ – GV 20,3-8

    buona resurrezione a tutti
    molly

  4. Grazie Paolo per questo vangelo che commenti per noi. auguri a te!!!
    Ecco questo è uno dei passi del vangelo che mi affascina di più, questa scoperta misteriosa che ha cambiato il destino del mondo, che ha portato tanti al martirio, alla proclamazione della propria fede.

  5. Un augurio a tuttu che questa Pasqua sia una giornata/anno non solo di festa ma anche di tanta gioia e serenita’. Enrico

  6. Cara antonella , provo a rispondere con semplicità , senza la presunzione di darti risposte esaurienti e, spero di risponderti con un minimo di umiltà…
    …..non valutare le situazioni e le persone con occhi e metodi troppo “mondani” !!! La tua Pasqua non può esser triste!!! perchè è comunque sempre il trionfo del BENE…
    ….Tu puoi ancora continuare ad esser accogliente, eccome!… pregar da sola e insieme agli altri…potrai ancora trovar entusiasmo… se ti lascerai guidare dallo SPIRITO e così con CRISTO, potrai continuare a costruire la tua COmunità…insieme agli altri…
    …Io che ti scrivo tutto ciò faccio una fatica tremenda a costruire la Comunità …con gli altri…anzi direi che proprio non ci sto riuscendo!!! Ma so anche che più ci dividiamo , meno siamo in sintonia , in cordata ,in comunione, più il “Divisore” ( Satana) se la ride…
    il che mi spiace molto!!
    Forse Dio permette tutto ciò( lo dico x te ma anche x me) xchè vuole che mettiamo di più al centro LUI e non noi… che abbiamo molti limiti…
    — auguri di bene e una preghiera reciproca–

  7. per antonella
    anch’io leggo i blog da quando è nato, lo seguo intervenendo raramente perchè mi sembra sempre di non avere altro da aggiungere a quanto già altri hanno detto. Ma stasera, leggendo il tuo intervento mi sono ritrovata a pensare che veramente Dio vuole qualcosa da me. Perchè anche noi, come comunità siamo in una fase piuttosto particolare, con il cambio del prete, il nuovo viceparroco che si ubriaca, un casino nella nuova organizzazione e una capacità di far trasparire Gesù, per me vicina al poco. Eppure, ieri sera, in piena veglia, mentre quasi non riuscivo a trattenere le lacrime dallo sgomento, mi è venuto in mente che Dio, comunque c’era. Anche se non lo vedevo, non lo sentivo e mi sembrava che tutti i fedeli si stessero annoiando a morte. Era la veglia di risurrezione e mi sembrava funebre…ma Dio c’era. Allora ho pensato che io dovevo cambiare attegiamento, dovevo vivere questa fase del nascondimento di Dio con una migliore partecipazione. Perchè se Dio c’è…e durante una celebrazione non può non esserci, anche se il prete è ciò che è, allora tutto il resto non conta. Dio mi chiede di aiutare quel prete a diventare più accessibile, a guardarlo con gli occhi suoi, colmi di benevolenza. Solo così si può andare avanti…sperando contro ogni speranza perchè certa che Gesù salva.
    E’ certo che sarà faticoso,che ancora mi demoralizzerò, ma voglio essere costruttiva, per il prete, per me, per la mia comunità, perchè sento di doverlo a Dio che sempre mi ha accarezzato con la sua bontà.
    Non conosco certamente la tua situazione, che è sicuramente diversa dalla mia, ma ti assicuro che nessun prete potrebbe togliermi il mio coro e la mia comunità. Spero di averti trasmesso un poco di forza…ed ho un altro suggerimeto che a me è servito…Prega. Dio risolve sempre ogni cosa.
    Ti sono vicina in modo particolare

  8. @ antonella

    D’accordo don don Sandro; la Chiesa è affidata alle nostre mani, a quelle rugose di Pietro, a quelle delicate di Giovanni, all’irruenza degli apostoli e ai loro scontri e le loro incomprensioni. Ora la tua comunità sta attraversando il deserto, ma è un’occasione per andare all’essenziale, Pensa anche dal punto di vista del prete che deve cambiare, che ha una sua sensibilità e dei limiti, e che a volte si trova in una comunità, come dice Sandro, che non risponde, che lo mortifica… Ma è la fatica che dobbiamo fare per crescere, guai se Dio intervenisse direttamente! Molti, oggi vivono senza comunità (ne so qualcosa) e il loro dolore e il loro desiderio fecondano il futuro. Non ti scoraggiare!

  9. Belle parole le vostre, don Sandro e don Paolo, ma quando vedi ciò che si ha costruito,in 8 anni con un’altro prete “molto prete e molto pastore” non viene più tanta voglia di fare xchè lui non ti aiuta di certo(anzi ti fa passare anche quel pò di entusiasmo che hai. Con queto non smetto di scontrarmi con il mio don, assieme ad altre volontarie.Saluti e preghiere reciproche.

  10. Girando molte città e molte parrocchie ho scoperto che le comunità sono ‘a tempo’, servono in quel momento e per quelle persone, poi devono cambiare; certo, quando la mattina della domenica non c’è la messa di padre Alex alla Sanità e comincio a chiedermi dove andare desidererei una comunità forte e amichevole, e se possibile anche non troppo lontana. Però so che dovunque trovo fratelli e sorelle, diversi forse, ma che possono dirmi qualcosa di nuovo, e che la predica del parroco che mi può sembrare povera e scontata se ascoltata con attenzione può contenere la Parola per me di quel giorno (certo, in borsa mi porto Parola e preghiera così poi mi invento un momento di silenzio in più e faccio ‘rifornimento’).
    Serena Pasqua, sereni giorni di risuerrezione.

  11. Ciao a tutti e ancora auguri! Quanto è vera la riflessione sulla comunità che fate: alle volte ti viene davvero voglia di mollare tutto e di andare da un’altra parte dove c’è il prete forte che tira tutti col suo entusiasmo e con la sua passione. Hai davvero la sensazione di essere un’agenzia di servizi che organizza cerimonie e riti per degli utenti non troppo interessati o quando programmi quintali di incontri per ogni esigenza e per ogni età ti accorgi che in realtà stai rispondendo alle esigenze dello zoccolo duro che è presente a tutti gli incontri e in parrocchia è davvero partecipe di tutto…
    Ma Sandro e Paolo hanno ragione:anche rimanessimo soli a crederci,i soli in una comunità a esser vivi,col nostro entusiasmo dobbiamo costruire comunità proprio lì dove ci sembra non essercene più una,senza farci prendere da scoramento e altro. Rimaniamo fedeli sempre. Dimoriamo discepoli,potrebbe toccare anche a noi di sentirci in difficoltà e di sperare in qualcuno che ci trascini col suo entusiasmo!

  12. Mi piace questo sito perchè da la possibilità di esprimere e condividere i propri pensieri…
    Quindi stavo pensando che non è cambiato nulla dal punto di vista umano e interiore dell’uomo che è vissuto al tempo di Gesù all’uomo contemporaneo di oggi.
    Leggendo il Vangelo ognuno di noi è un pò Marta, è un pò Maria, è un pò Pietro , un pò tutti.
    Il Vangelo potrebbe essere quasi la nostra biografia che viene vissuta come l’hanno vissuta i suoi veri protagonisti.
    Tutto questo pensiero per dire che ogni uomo e ogni donna di oggi può ri-sorgere da tutto ciò che opprime, da tutti i peccati e debolezze , può ri-sorgere da tutto ciò che schiaccia pesantemente come la croce di Gesù portata al Calvario.
    L’umanità di oggi può risorgere nonostante tutto.
    Davanti al sepolcro vuoto crediamo che questo è l’evento che dà il vero senso alla nostra vita , la nostra meta da raggiungere.
    Alleluia risorgiamo tutti con Gesù!!!

  13. Per Antonella:

    carissima,

    ovviamente non ti conosco e non so niente di te né di quello che sta succedendo nella tua parrocchia. Ma sai cosa mi ha colpito di più nel tuo commento? “il mio coro”.
    Che dolcezza, Antonella! Struggente: ancora non hai lasciato la tua comunità e già ne hai nostalgia!
    Beh…allora non la lasciare…cerca un’altra soluzione! Capisco che tu sia delusa ma alla delusione non bisogna mai dar troppo retta: ci fa fare scelte sbagliate di cui poi ci pentiamo.
    Sì, certo…state attraversando il deserto ma, se cammini, il deserto prima o poi finisce.
    Anche per rispetto alle belle cose fatte finora.

    Pensa a quando incontrerete il vostro precedente parroco. Potete dirgli due cose:

    1)Guarda, don…un disastro…quello nuovo ha calpestato tutto quello che avevi seminato…non c’è più niente…ce ne siamo andati tutti…è stato tutto inutile ed è tutto finito! (Cavoli, Antonella, se gli dai una botta in testa gli fai meno male!) Oppure:
    2)Sai, don, abbiamo dovuto cambiare molte cose perché quello nuovo non capisce niente; ci siamo dovuti adeguare per trovare un punto d’incontro da cui ripartire. Ma non potevamo lasciare che tutto morisse…ci siamo fatti forza recuperando l’entusiasmo e la gioia che abbiam provato con te e sapevamo che avrebbero dato frutti! Non è più la stessa cosa…ci manchi da morire…ma ce la faremo…per noi, per te, per la nostra comunità e per Dio che ce l’ha donata perché la curassimo!

    E’ bello quando dici: “il mio coro”. So di cosa parli: anche io ho “il mio coro”. E anche Mariuccia che, dopo di te, dice: “nessun prete potrebbe togliermi il mio coro”.
    Non so che rapporto abbiate con il vostro coro…se cantate, suonate, dirigete o, semplicemente, ascoltate, ma quelli che possono dire “il mio coro” sanno di aver avuto la fortuna di un’esperienza importante:
    il coro ha una straordinaria forza aggregativa. Quando è composto da persone di tutte le età può essere l’espressione più rappresentativa di una comunità; rimane coinvolto, per forza di cose, in tutti gli eventi più significativi, li vive, li caratterizza, aiuta la partecipazione, accompagna la preghiera, rende più profondi e puri e sereni i pensieri, esprime i sentimenti di chi canta e li imprime nell’anima di chi ascolta, può trasformare una Messa “che sembra funebre” in una veglia di Risurrezione.
    E può portarti fuori dal deserto quando canta “questa notte non è più notte…!”

    Spero che tu non ti perda il tuo coro, spero che tu non ti perda la tua comunità…e che loro non si perdano te!

    Ti abbraccio

  14. COMUNICAZIONE TECNICA: è possibile alzare l’audio nelle tue registrazioni al commento al vangelo?? (pensavo fossi solo io a sentirti poco nonostante alzassi tutti i livelli, ma ieri, parlando con altri che ti ascoltano, abbiamo rilevato che il problema è comune). grazie!! jo

  15. @don Paolo
    @don Sandro,scusate lo sfogo di ieri,ma
    il nostro parroco non è Bravo.Quando una volontaria gli ha detto che dev’essere reperibile, ha risposto che non è lo zimbello di Andalo.Non è mai in canonica, e ha solo questa non deve andare in altre parrocchie. Va a visitare gli anziani, ma solo quelli che vuole lui, la signora dove vado a fare i lavori di casa, è da due mesi che non lo vede.So pure x fortuna che non sono tutti uguali, ce ne sono di bravissimi,disponibili e molto Pastori.Un saluto e una preghiera reciproca.

  16. Ieri Benedetto XVI ha detto che tutti “siamo messaggeri della risurrezione di Gesù… rimaniamo per natura uomini e donne, ma riceviamo la missione di ‘angeli’, messaggeri di Cristo…in modo speciale attraverso il Sacramento dell’Ordine, questa missione la ricevono i sacerdoti”.
    Una preghiera speciale allora, in questo Anno Sacerdotale, per TUTTI i nostri sacerdoti, perchè possano davvero essere degli angeli nelle comunità a loro affidate!

  17. Leggendo, uno dopo l’altro, i commenti – chissà perchè – ho visto nel reale e nel concreto il Vangelo preso in considerazione da Paolo.
    Donne piangenti con in cuore gonfio che corrono alla tomba di qualcuno o qualcosa; Giovanni (Paolo) e Pietro (don Sandro) che corrono anche loro a vedere cosa succede, il loro credere (Pietro un po’ meno e difatti “aspetta” la news dall’Interessato), la gente che vede tutto questo movimento, le notizie riportate … Meno male che mancano i “sommi sacerdoti” che “pagano” (n’atra volta) per nascondere la verità.
    Ecco, con un sorriso e tanta pena, vedo questo e a tutti dico quello che ho detto a me stessa perennemente in questa situazione di sgomento e di testimone allo smantellamento di comunità per mano di qualcuno e con la partecipazione di tutti gli altri.
    All’esasperazione (perchè esasperazione si tratta) mi sono risentita la domanda:
    “Chi cerchi? Perchè piangi?”
    … E ho fatto un sobbalzone, mi sono “girata” staccando lo sguardo dallo sfacelo ed ho guardato a Colui che mi ha rivolto la domanda.
    E già!!! Chi cerco? Perchè piango?
    Ed ho intuito il “pericolo” per ogni discepolo: quello di chiudersi tra le “mura” di quelli che la pensano alla stesso modo ed escludere tutti gli altri … cosa che contrasta non poco con quello che il Signore ha ordinato (sia alle donne che agli apostoli poi) … “Andate a dire …”.

    Non è una bella condizione (sono un’esperta in questa materia), ma ce la si può fare … vivendo ciò che siamo diventati grazie alla grande lotta, al grande gesto di amore folle, compiuto da Gesù uomo-morto e Figlio di Dio in quel giorno (che passa sempre un po’ troppo inosservato) del Sabato Santo.
    Il giorno in cui ogni figlio di Dio viene strappato dalle mani del male, preteso come figlio e fratello … Il giorno della grande sconfitta del male senza il quale il Venerdì Santo rimarrebbe solo “la morte di un giusto” e la Pasqua solo “un effetto speciale di Dio” … Il giorno in cui siamo rinati come neo-nati affamati di luce e d’amore che si attaccano alla mamma/Padre per vivere e per portare Luce dove non c’è.

    Ce la si può fare, ma non scordiamoci che le comunità (di cui fanno parte anche i preti) è un insieme di persone che dovrebbero dare tutto ciò che gratuitamente hanno ricevuto.
    Troppo spesso pensiamo che “terra di missione” sia oltre mare/oceano e non ci rendiamo conto che anche qui dove siamo è terra di missione.

    Non è un prete che “fà comunità” e spesso sono le comunità che fanno il prete (è esperienza), ma tutti dobbiamo cercare di legare gli uni agli altri (senza ipocrisia mi raccomando) magari passando al confronto diretto.

    Gente … è dura, è molto dura (e mi arrabbio a ripetizione per queste situazioni per mano di pre-potenti siano essi preti o meno) … ma è anche bello ed è nulla in confronto a quello che ha fatto il Signore per noi tutti e di tutti i tempi.
    Insomma … nulla di nuovo sotto questo cielo, ma tutto da rinnovare attraverso i “rinnovati” … ri-nati come figli e non solo come “creature”.

    Buon mercoledì di Pasqua

  18. “Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele…”

    È da parecchi giorni che mi gira e rigira in testa questa frase di Luca…
    Certo, anch´io penso, immagino, spero… situazioni, soluzioni… ma sono mie o di Dio. Mi trovo spesso a confondere le mie speranze con quelle di Dio. Mi fa un po´ridere, perché non “dovrei” reagire cosí, ma…
    Allora niente: chiedo la grazia di cogliere e accogliere l´idea di Dio su tante cose. E, come ben sapete, quant´è difficile!
    Ma questo è anche il regalo pasquale che posso chiedere, no? Devo ricordarmi 24 volte al giorno che le cose di questo mondo, di questa chiesa, di questa mia vita importano a Dio molto più che a me!!!
    Buona Pasqua, cercatori!
    Un forte abbraccio dall´Argentina
    Lu

  19. Carissimi,è passato ormai un anno e mezzo da quando ho lasciato la mia comunità, o meglio, da quando ho scoperto che quella che credevo una comunità non lo era.
    Ho pianto molto, è stato un dolore atroce, quella che credevo la mia famiglia era solo un’assemblea un pò distratta di persone che, molte in buona fede, facevano mille cose, ma ne avevano perso di vista il motivo.
    Anche io ero come loro…fino a quando un cambiamento, una prova, per tutta la comunità, mi ha fatto capire che ci agitavamo molto, ma senza scopo,senza amore,svuotati di tutto…
    E’ stato un momento atroce,ho cercato di dire quello che sentivo, non era facile fra rabbia e lacrime riuscivo solo a gridare che stavo male….All’inizio nemmeno coloro che mi erano più vicini mi capivano,poi dopo un bel pò di tempo sono tornati a dirmi che ….qualche sensazione mirata l’avevo avuta….
    Anche loro un pò per volta si erano accorti che c’era rimasto solo il “guscio” , la struttura, gli incarichi,l’apparenza, ma dentro,,,purtroppo il vuoto siderale!
    Dopo molto tempo ho avuto il coraggio di alzare la testa e di guardare avanti, non indietro:ho incominciato a cercare ovunque quello che avevo perso,e per me non si trattava di una comunità, ma di una Parola spezzata con chi avesse voluto condividere….niente di speciale, le cose di tutti i giorni.
    Ho incontrato e scoperto persone meravigliose…io non credevo che fosse possibile, ma per un “padre”che avevo perso, anche se solo momentaneamente, ne ho trovati tantissimi….e la Grazia del Signore ha sovrabbondato, come sempre.
    Io credo che tutto questo sia successo perchè Lui mi ama, innanzitutto, ma anche perchè ho stretto i denti ho chiuso gli occhi e ci ho creduto lo stesso,magari con rabbia,ma mi sono aggrappata con tutte le forze al ricordo di tutte le cose belle che avevo sperimentato e non ho mollato…Ti ho perso? Ti amo troppo ora Ti ritrovo, dovessi girare il mondo cento volte!
    Non c’e’ stato bisogno di girare tanto…questo blog è uno degli angoli di condivisione e di Parola spezzata che ho a disposizione ogni giorno.
    Coraggio fratelli sanguinanti, coraggio sorelle…il nostro Dio è passato per lo strazio della croce, cosi’ è anche per noi, ma è il Dio della vita , è il Risorto.
    E chissà se un giorno, diventata più simile a Lui , a Lui Risorto, io non possa testimoniare questa e tante altre realtà ai miei fratelli parrocchiani….è un augurio e una preghiera per me e per voi…Sono sicura,è un trucco di Dio per farci crescere, presto e di corsa perchè c’e’ bisogno…..
    Un abbraccio fraterno a tutti Spina

  20. Il discorso prete -comunità…. mi sembra avesse acceso gli animi un anno fa circa.
    Quanto avevo suggerito ad Antonella ( o a chi si trova nella stessa situazione: jenny e tante altre persone) si può sintetizzare praticamente così: “non mollate alla prima …o alla seconda difficoltà!!! Impariamo ad accettari x quello che siamo, con i nostri talenti e i tanti limiti…solo così, mettendo insieme …tutto ciò che siamo …riusciremo a sostenerci a vicenda e magari anche a costruire na Comunità “accettabile”…
    Paolo , da par suo, sosteneva un pò la stessa tesi..
    Con questo non voglio dire che tutti i percorsi devono esser neccessariamente uguali! Lo testimoniano le riflessioni-testimonianze di Lidia e di Spina (GRAZIE!).
    ….l’importante è che alla fine il prete non si trovi da solo…. a costruire la Comunità–(IMPOSSIBILE)– ( perchè tutti i migliori se ne sono andati via!!!)
    é’ fin troppo chiaro che il Signore non ci chiede di esser “fans” di questo o di quel prete…( voi non vi scegliete il prete , come noi non scegliamo la Comuità) Nemmeno Gesù amava tanto i fans…. sapeva bene che la Domenica delle Palme …. era molto vicina al Venerdì Santo!!!
    … non è necessario esser fans… è sufficente “lavarsi i piedi gli uni gli altri”
    … se uno non “serve” a cosa serve?!?!?

    La Pasqua continua… grazie degli auguri di miriam, laura e altri… ricambio di cuore !!!
    Una preghiera reciproca.

  21. Grazie don Sandro, è tutto vero e giusto quello che dici. Il nostro prete non sarebbe proprio negativo, se non ci fosse una signora che gli mette i pali fra le ruote,( se così si può dire).L’anno scorso x la Festa della DIVINA MISERICORDIA aveva messo sull’altare l’immagine, quella donna l’ha tolto,non si sa xchè.Con affetto e preghiere reciproche.

  22. Qualche tempo fa, in un incontro parrocchiale, il relatore ha fatto questo esempio:

    aveva una bottiglietta d’acqua e un bicchiere trasparente.

    Riempie il bicchiere per metà, lo porge verso di noi e chiede:

    “Come vede questo bicchiere un pessimista?”

    Rispondiamo tutti: “Mezzo vuoto!”

    Lui: “…e cosa fa l’ottimista?”

    Noi: “Vede il bicchiere mezzo pieno!”

    Lui: “No…lo riempie!”

  23. Grazie a tutti dell’incoraggiamento che mi avete dato, mi avete commosso,speravo che qualcuno mi consolasse un pò, ma è stato bello sentirvi così vicini. Cercherò di riflettere su quanto mi è stato detto. Mi torna in mente il “Chi cercate?”, mi chiedo:chi ho cercato finora e chi voglio cercare? Mi rendo conto che è bello seguire quella persona che ti porta a Cristo, che ti fa conoscere di Lui ciò che non avevi mai capito, che ti insegna ad amarLo con tutte le tue forze; arriva il momento però in cui devi passare dall’uomo a Dio, in cui devi strappare quel cordone ombelicale: non solo non è facile, ma è molto doloroso. Se a parole sappiamo tutto della “notte oscura” e del “silenzio di Dio”, quando capita a te sei impreparato e solo il Signore potrà darci la forza di camminare sulle nostre gambe senza più appoggiarci all’uomo. Aspetto che il Signore aiuti me e la mia comunità a risorgere e che gli operatori di iniquità siano dispersi,perchè voglio vedere il trionfo di Cristo ora, qui, su questa terra, nel mio mondo, nella mia vita.Gloria a te, Signore!

  24. Vero quello che sostieni Antonella! Forza e coraggio,possiamo farcela a realizzare le cose meravigliose che Dio sogna per noi!!!!!

  25. Grazie Paolo per i video con i commenti alla Parola sempre molto “illuminanti”;che bello poter pensare che la resurrezzione passa anche da tutte le dlusioni e miserie che proviamo nelle nostre famiglie e comunità con il coraggio di chi resta senza creare spaccature ma creando il suo Vangelo

  26. Carissimi amici,
    i vostri “ragionamenti di fede” mi colpiscono molto e mi incoraggiano a perseverare -anche contro tutto e tutti- nella missione che (forse) il Signore mi ha affidato. Quanto mi piacerebbe essere quell’ottimista che riempie il bicchiere!!!

  27. carissima Antonella, le tue parole mi hanno molto commosso perchè mi ci ritrovo in pieno: quando si trova una persona, un prete che sa indicarti la via, che con la sua testimonianza sa svelarti il vero volto del Dio di Gesù, allora è molto difficile lasciarlo andare…Paolo in una sua conferenza parlava di vasche che si riempiono d’acqua per poi traboccare…ecco alcuni preti ( in primis Paolo e don Sandro il mio ex parroco don Antonio) sono capaci con le loro parole e la loro testimonianza di riempirci di quell’acqua, che io credo essere Spirito Santo, senza la quale non potremmo ( sicuramente io non potrei)vivere la nostra quotidianità nella luce del Vangelo.
    forse questo è sintomo di una fede piccola, insicura, mal riposta ed è sicuramente un mio limite ma è l’unico modo che ho (che conosco ) per cercare il mio Dio…

  28. …grazie a tutti: ricordiamoci anche che Dio sa scrivere dritto anche sulle nostre righe storte… e che la nostra fede …fiducia …dovrebbe essere in Dio e non nel parroco di turno ..altrimenti ci giochiamoil nostro cammino di fede sulla fortuna di avere questo o quell’altro prete. Io rientro nella categoria dei fortunati in quel senso ma mi sento , proprio per questo con molte più responsabilità: se abbiamo ricevuto di più, dovremmo dare di più…..( ed io non so se sono così..)ciao a tutti!!

  29. Eh eh, don Sandro, sapessi come sono cambiate le cose!!! 🙂 e come sono cambiata io imparando che non sempre la vittima del momento è davvero vittima.
    Grazie al Cielo non ho tendenze da “fans” e se qualcosa non torna lo dico … semplicemente lo dico. Nessun tipo di affetto – sempre grazie a Dio – riesce a rendermi cieca e sorda e soprattutto timorosa di perdere “affetti”. Sono fatta male, ne sono cosciente, ma di certo cerco sempre di schermare chiunque inveisca su qualcuno d’altro.

    Non sto a discutere di questa nuova trovata mediatica sulla pedofilia clericale, solo mi sorprende come tutto all’improvviso venga messo alla ribalta sotto questo bombardamento mediatico che stordisce e svilisce, offende e depista,
    Mi sorprende come tutto questo è avvenuto proprio nell’anno sacerdotale indetto dal nostro caro Papa (gli voglio ogni giorno più bene). Mi sorprende come tutto diventi così aggressivo proprio nei giorni dell’Ostensione della Sindone. Mi sorprendono troppe cose considerando anche i vari attacchi al Papa ed alla Chiesa che in questo anno si sono verificati.
    Non so, mi pare che tutti siano lì ad aspettare “l’occasione buona” per buttare fango su fatti e cose che ci sono da sempre e che da sempre tutti sanno.

    Mi stupisce come si inveisca sulla Chiesa e sul Papa (soprattutto) per un delitto compiuto da pochi sacerdoti ministeriali, ma da TANTISSIMI SACERDOTI COMUNI … (i cristiani, i battezzati, i cattolici).

    Mi pare tutta una manovra sciocca, anche se è vero che troppo spesso l’omertà su questi delitti è la stessa dei delitti della mafia.

    Onestamente, la cosa più bella che ho sentito è venuta fuori da un ateo (un di quelli intelligenti) che è rimasto nauseato da tutta questa propaganda anti-cattolica lasciando più o meno nell’ombra gli stessi delitti operati nel mondo “secolare” e per mano di “cristianoni” e no. Il delitto è mostruoso di per sé e viene operato SEMPRE basandosi sulla fiducia che un bambino regala.

    Esiste anche un’ipocrisia all’incontrario, di quelli che puntano il dito accusatore (o che hanno in mano il famoso sasso) perchè condannando si mettono dalla parte giusta, si mettono dalla parte della massa e risultano quindi irreprensibili.

    Sono la prima a dire che questi “assassinini della vita spirituale” debbano essere puniti secondo la Legge umana, ma non mi piace che ci sia una logica “uno e tutti”.
    Non mi piace e non è giusta perchè – andando per grandi numeri ed all’estremo – dovremmo dire che visto che ci sono assassini in giro ogni uomo è un assassino.

    Sono dolori della Chiesa, sono i rivoli di sangue sul Volto della Sindone … e – sia pur con una fatica enorme – DEVO dire “Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno”.

    Anche se – come mamma – se fosse capitato ai miei figli avrei staccato con le mie mani la testa al colpevole.

    Sia fatta giustizia, ma non facciamo di questa giustizia una “scusa” per una mmoderna “strage degli innoventi”.

    Buona domenica a tutti e … ritorno in cuccia.

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Article by: Paolo

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