<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Amore e solitudini</title>
	<atom:link href="http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/</link>
	<description>Pensieri e Parole</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 22:14:45 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Di: laura</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-6349</link>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 12:51:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-6349</guid>
		<description>Si, Paola, alla fine non conta essere echitettati in un tipo o nell&#039;altro, ma essere quello che siamo chiamati ad essere:  quello che conta è scoprire di essere amati, amati proprio da Lui, e allora la nostra vita può diventare dono.
 Al di là della mia condizione, quello che mi fa sentire viva e mi fa amare la vita è sapere di essere amata, il resto viene dopo.  
Secondo me è importante che sia più chiaro, evidente questo: che il Signore ci ama proprio tutti, in ogni condizione. E&#039; da qui che può partire la nostra risposta. Solo se siamo consapevoli di questo possiamo arrivare a metterci in gioco, altrimenti cosa ci spingerebbe a tanto? 
Un abbraccio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, Paola, alla fine non conta essere echitettati in un tipo o nell&#8217;altro, ma essere quello che siamo chiamati ad essere:  quello che conta è scoprire di essere amati, amati proprio da Lui, e allora la nostra vita può diventare dono.<br />
 Al di là della mia condizione, quello che mi fa sentire viva e mi fa amare la vita è sapere di essere amata, il resto viene dopo.<br />
Secondo me è importante che sia più chiaro, evidente questo: che il Signore ci ama proprio tutti, in ogni condizione. E&#8217; da qui che può partire la nostra risposta. Solo se siamo consapevoli di questo possiamo arrivare a metterci in gioco, altrimenti cosa ci spingerebbe a tanto?<br />
Un abbraccio!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paola</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-6344</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 10:37:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-6344</guid>
		<description>E poi c&#039;è un altro aspetto che emerge, e di cui mi sono dimenticata: è l&#039;impossibilità, da parte dei single, a differenza di sposati/fidanzati e religiosi, di condividere. Non di condividere la serata in discoteca, ma di condividere la parte più vera di noi, la parte più intima, una parola che vada oltre la superficie, un gesto d&#039;affetto. Certo, ci sono gli amici, per chi ne ha, ad un certo punto è anche difficile costruire amicizie vere proprio perchè l&#039;egoismo, la conservazione di sè, la pigrizia hanno la meglio; c&#039;è la famiglia, che nella nostra società è diventata quasi un peso; ci sono le associazioni/aggregazioni/movimenti dove spesso vigono leggi d&#039;interesse e dove il singolo si perde nell&#039;interesse comune. Vero: dare senza sperare di ricevere, ma ad una condizione, credo: quella di sentirsi amati, amati da Dio. Perchè l&#039;Amore è reciprocità, condivisione. Almeno così credo di aver capito: si è felici se sappiamo di essere amati; a quel punto amiamo di amore autentico, doniamo autenticamente. Dio ci ama e su questa base il singolo può lavorare per esprimere il proprio amore nel mondo e tra le persone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E poi c&#8217;è un altro aspetto che emerge, e di cui mi sono dimenticata: è l&#8217;impossibilità, da parte dei single, a differenza di sposati/fidanzati e religiosi, di condividere. Non di condividere la serata in discoteca, ma di condividere la parte più vera di noi, la parte più intima, una parola che vada oltre la superficie, un gesto d&#8217;affetto. Certo, ci sono gli amici, per chi ne ha, ad un certo punto è anche difficile costruire amicizie vere proprio perchè l&#8217;egoismo, la conservazione di sè, la pigrizia hanno la meglio; c&#8217;è la famiglia, che nella nostra società è diventata quasi un peso; ci sono le associazioni/aggregazioni/movimenti dove spesso vigono leggi d&#8217;interesse e dove il singolo si perde nell&#8217;interesse comune. Vero: dare senza sperare di ricevere, ma ad una condizione, credo: quella di sentirsi amati, amati da Dio. Perchè l&#8217;Amore è reciprocità, condivisione. Almeno così credo di aver capito: si è felici se sappiamo di essere amati; a quel punto amiamo di amore autentico, doniamo autenticamente. Dio ci ama e su questa base il singolo può lavorare per esprimere il proprio amore nel mondo e tra le persone.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paola</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-6342</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 09:14:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-6342</guid>
		<description>Cara Laura, perdona il ritardo con cui rispondo al tuo post. Sì, conosco il pensiero di santa Teresina, l&#039;ho letto tempo fa e lo condivido nella sostanza, ognuno è prezioso e bello agli occhi del Signore, anche se apparentemente insignificante, più piccolo o meno profumato di altri. Il punto però che volevo sottolineare riguarda un angolino formato da persone che, al mondo d&#039;oggi, sono paragonabili ai lebbrosi di allora, ai poveri di spirito e per questo meritano, secondo me, un&#039;attenzione analoga ai beati del discorso della montagna. Persone invisibili, ma fortemente bisognose di aiuto, di carità, di speranza. Anche se ognuno, nel suo piccolo, può accettarsi per ciò che è o è diventato, rimane il fatto che chiede più o meno palesemente di sentirsi rappresentato e di dare voce ad un bisogno che ormai è dilagante: quello di sapere chi siamo, che parte abbiamo nella comunità e nelle nostre vite private che, sovente, si misurano con la solitudine. Io frequento diversi ambienti religiosi che mi siano di stimolo, mi informo, cerco di conoscere, cerco di uscire da questo spazio vuoto della mia condizione di single. Non amo fare la zitellona cinquantenne che si crogiola nella propria acidità per non essersi realizzata in una famiglia (una volta così erano considerate donne come me) o in un convento. Anzi, proprio per il fatto di aver riscoperto la fede e la vicinanza di Dio, ho riscoperto anche il valore della libertà totale e responsabile, che Dio ci chiede come presupposto per la felicità. Non per questo rinuncio alla possibilità che si aprano scenari affettivi più completi, come Dio ha detto &quot;non voglio che l&#039;uomo sia solo&quot;. Allo stesso modo però comprendo pienamente il dramma interiore di chi non solo tiene più o meno consapevolmente lontano Dio, ma ancor più se non è nè sposato nè religioso, due categorie che sembrano essere le uniche possibili nella vita di un cristiano. Per il mondo, compresa la Chiesa (e lo si evince dalle catechesi) o sei così o sei cosà, senza alternative. Maggior risalto viene dato, fortunatamente e finalmente! a separati e divorziati, che spesso sono stati relegati ai margini di comunità ecclesiali perbeniste ed ipocrite. E&#039; importante rivolgersi a queste categorie che navigano nel mare della vita come barche senza timone. E&#039; importante per far capire che l&#039;alternativa c&#039;è, esiste ed è una: l&#039;Amore. Con l&#039;amore possiamo superare tutti gli stati anagrafici perchè la dimensione del dono di sè è universale, si esprime a molti livelli ed è fortemente appagante. Per questo sento dentro di me l&#039;urgenza cosmica di questo servizio che la Chiesa tutta insieme deve fornire per formare, riformare, richiamare a sè.
Ciao
Paola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Laura, perdona il ritardo con cui rispondo al tuo post. Sì, conosco il pensiero di santa Teresina, l&#8217;ho letto tempo fa e lo condivido nella sostanza, ognuno è prezioso e bello agli occhi del Signore, anche se apparentemente insignificante, più piccolo o meno profumato di altri. Il punto però che volevo sottolineare riguarda un angolino formato da persone che, al mondo d&#8217;oggi, sono paragonabili ai lebbrosi di allora, ai poveri di spirito e per questo meritano, secondo me, un&#8217;attenzione analoga ai beati del discorso della montagna. Persone invisibili, ma fortemente bisognose di aiuto, di carità, di speranza. Anche se ognuno, nel suo piccolo, può accettarsi per ciò che è o è diventato, rimane il fatto che chiede più o meno palesemente di sentirsi rappresentato e di dare voce ad un bisogno che ormai è dilagante: quello di sapere chi siamo, che parte abbiamo nella comunità e nelle nostre vite private che, sovente, si misurano con la solitudine. Io frequento diversi ambienti religiosi che mi siano di stimolo, mi informo, cerco di conoscere, cerco di uscire da questo spazio vuoto della mia condizione di single. Non amo fare la zitellona cinquantenne che si crogiola nella propria acidità per non essersi realizzata in una famiglia (una volta così erano considerate donne come me) o in un convento. Anzi, proprio per il fatto di aver riscoperto la fede e la vicinanza di Dio, ho riscoperto anche il valore della libertà totale e responsabile, che Dio ci chiede come presupposto per la felicità. Non per questo rinuncio alla possibilità che si aprano scenari affettivi più completi, come Dio ha detto &#8220;non voglio che l&#8217;uomo sia solo&#8221;. Allo stesso modo però comprendo pienamente il dramma interiore di chi non solo tiene più o meno consapevolmente lontano Dio, ma ancor più se non è nè sposato nè religioso, due categorie che sembrano essere le uniche possibili nella vita di un cristiano. Per il mondo, compresa la Chiesa (e lo si evince dalle catechesi) o sei così o sei cosà, senza alternative. Maggior risalto viene dato, fortunatamente e finalmente! a separati e divorziati, che spesso sono stati relegati ai margini di comunità ecclesiali perbeniste ed ipocrite. E&#8217; importante rivolgersi a queste categorie che navigano nel mare della vita come barche senza timone. E&#8217; importante per far capire che l&#8217;alternativa c&#8217;è, esiste ed è una: l&#8217;Amore. Con l&#8217;amore possiamo superare tutti gli stati anagrafici perchè la dimensione del dono di sè è universale, si esprime a molti livelli ed è fortemente appagante. Per questo sento dentro di me l&#8217;urgenza cosmica di questo servizio che la Chiesa tutta insieme deve fornire per formare, riformare, richiamare a sè.<br />
Ciao<br />
Paola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: laura</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-5968</link>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 15:19:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-5968</guid>
		<description>@ Paola
ciao! Vorrei farti leggere una pagina del libro &quot;Storia di un&#039;anima&quot; di Santa Teresa di Gesù Bambino. Non so se ti farà vedere &quot;il tuo angolino&quot; in modo diverso, ma potrebbe succedere...(io ci provo).

&quot;Gesù si è degnato di istruirmi riguardo a questo mistero, Egli ha messo davanti ai miei occhi il libro della natura ed io ho compreso che tutti i fiori che Egli ha creato sono belli, che lo splendore della rosa ed il candore del giglio non rubano il profumo alla piccola violetta o la semplicità incantevole alla margherita... Ho compreso che se tutti i piccoli fiori volessero essere rose, la natura perderebbe la sua veste primaverile, i campi non sarebbero più smaltati di fiorellini variopinti.
Così è nel mondo delle anime, che è il giardino di Gesù. Egli ha voluto creare i grandi Santi, che possono essere comparati ai gigli ed alle rose, ma ne ha creati anche di più piccoli, e questi devono accontentarsi di essere margherite o violette, destinate a rallegrare lo sguardo del Buon Dio, quando Egli si degna di abbassarlo su di loro. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell&#039;essere ciò che Egli vuole che noi siamo&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Paola<br />
ciao! Vorrei farti leggere una pagina del libro &#8220;Storia di un&#8217;anima&#8221; di Santa Teresa di Gesù Bambino. Non so se ti farà vedere &#8220;il tuo angolino&#8221; in modo diverso, ma potrebbe succedere&#8230;(io ci provo).</p>
<p>&#8220;Gesù si è degnato di istruirmi riguardo a questo mistero, Egli ha messo davanti ai miei occhi il libro della natura ed io ho compreso che tutti i fiori che Egli ha creato sono belli, che lo splendore della rosa ed il candore del giglio non rubano il profumo alla piccola violetta o la semplicità incantevole alla margherita&#8230; Ho compreso che se tutti i piccoli fiori volessero essere rose, la natura perderebbe la sua veste primaverile, i campi non sarebbero più smaltati di fiorellini variopinti.<br />
Così è nel mondo delle anime, che è il giardino di Gesù. Egli ha voluto creare i grandi Santi, che possono essere comparati ai gigli ed alle rose, ma ne ha creati anche di più piccoli, e questi devono accontentarsi di essere margherite o violette, destinate a rallegrare lo sguardo del Buon Dio, quando Egli si degna di abbassarlo su di loro. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell&#8217;essere ciò che Egli vuole che noi siamo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paola</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-5950</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 18:04:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-5950</guid>
		<description>Ho 48 anni e sono single. Colgo l&#039;occasione di questo spazio per confermare l&#039;estrema difficoltà a trovare un compagno che condivida, in questa società consumista anche nelle relazioni, un percorso di vita basato su valori comuni, che non si fermi alla superficie, che abbia voglia di mettersi in gioco. Certo, da qualche parte si deve pure cominciare, conoscendosi pian piano per capire se l&#039;attrazione, necessaria per l&#039;avvicinamento, non sia fine a se stessa, ma sia supportata da buoni sentimenti da coltivare e far crescere. A 48 anni sembra sempre più difficile, anche perché ci si sente sfiorire e si pensa di non poter più regalare nulla di sè ad alcuno, si ha paura di esporre i propri sentimenti per non soffrire più. In Gesù, dopo la Sua riscoperta, ho capito che, invece, è ancora tutto possibile, magari con una maggiore consapevolezza dei limiti, ma certo senza chiudere le porte all&#039;amore. Gesù anzi ti apre all&#039;amore e alla gioia in tutti i suoi aspetti, offrendo la chiave per aprire le porte della speranza. 
La Chiesa, però, di noi single parla poco: nelle varie catechesi che ascolto in giro le categorie cui ci si rivolge sono quasi sempre gli sposati/fidanzati, i consacrati e coloro che stanno facendo un percorso di discernimento vocazionale. Noi siamo relegati in un angolino, l&#039;attenzione non è focalizzata su chi credo invece rappresenti una bella fetta di popolazione, credente o no. Eppure quante povertà di spirito, quante solitudini ed emarginazioni, quanta malattia in questi poveri cuori... 
Allora mi chiedo come sia possibile avvicinare queste persone, spesso disperate nella propria condizione, soffocate dalla paura, dalle delusioni, dall&#039;incertezza del futuro, dalla mancanza di speranza, dall&#039;incapacità di dare una svolta, prendere in mano la propria vita, a qualunque punto essa si trovi, e riscoprire che è bello amare ed essere amati?
Un saluto a Paolo e a tutti voi ed un grazie per la condivisione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 48 anni e sono single. Colgo l&#8217;occasione di questo spazio per confermare l&#8217;estrema difficoltà a trovare un compagno che condivida, in questa società consumista anche nelle relazioni, un percorso di vita basato su valori comuni, che non si fermi alla superficie, che abbia voglia di mettersi in gioco. Certo, da qualche parte si deve pure cominciare, conoscendosi pian piano per capire se l&#8217;attrazione, necessaria per l&#8217;avvicinamento, non sia fine a se stessa, ma sia supportata da buoni sentimenti da coltivare e far crescere. A 48 anni sembra sempre più difficile, anche perché ci si sente sfiorire e si pensa di non poter più regalare nulla di sè ad alcuno, si ha paura di esporre i propri sentimenti per non soffrire più. In Gesù, dopo la Sua riscoperta, ho capito che, invece, è ancora tutto possibile, magari con una maggiore consapevolezza dei limiti, ma certo senza chiudere le porte all&#8217;amore. Gesù anzi ti apre all&#8217;amore e alla gioia in tutti i suoi aspetti, offrendo la chiave per aprire le porte della speranza.<br />
La Chiesa, però, di noi single parla poco: nelle varie catechesi che ascolto in giro le categorie cui ci si rivolge sono quasi sempre gli sposati/fidanzati, i consacrati e coloro che stanno facendo un percorso di discernimento vocazionale. Noi siamo relegati in un angolino, l&#8217;attenzione non è focalizzata su chi credo invece rappresenti una bella fetta di popolazione, credente o no. Eppure quante povertà di spirito, quante solitudini ed emarginazioni, quanta malattia in questi poveri cuori&#8230;<br />
Allora mi chiedo come sia possibile avvicinare queste persone, spesso disperate nella propria condizione, soffocate dalla paura, dalle delusioni, dall&#8217;incertezza del futuro, dalla mancanza di speranza, dall&#8217;incapacità di dare una svolta, prendere in mano la propria vita, a qualunque punto essa si trovi, e riscoprire che è bello amare ed essere amati?<br />
Un saluto a Paolo e a tutti voi ed un grazie per la condivisione</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carola</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-4518</link>
		<dc:creator>Carola</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 20:23:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-4518</guid>
		<description>Carissimi,
toccate argomenti &quot;leggeri&quot;......come vedo! L&#039;amore compiuto nel dono di sè è, ancor oggi, un mistero grandioso, se lo si vuol leggere nella giusta prospettiva. Paure, solitudini, abbandoni, sostegni e tradimenti sono solo alcune delle tappe di un viaggio faticoso e -a volte - pieno di insidie e di trappole. Ma non siamo soli, abbiamo in tutto ciò l&#039;esempio della misericordia e dell&#039;infinito amore del Padre, che qualche volta assume le sembianze di una dura ma dolce croce da condividere col Figlio. Accogliamola, facciamola maturare nel segno della tenerezza, coltiviamola nel giardino della pazienza e i frutti non mancheranno. Porto questa croce da dieci anni, e a volte è insostenibile, ma quando lo sconforto sta per avere la meglio, la sapienza dell&#039;Amore mi si manifesta sempre, mi asciuga gli occhi e mi fa vedere con limpidezza un pezzetto ancora del Disegno di cui fa parte la mia esistenza. Prego per i cuori giovani (e meno giovani), per le coppie che si cercano e per quelle che infine si trovano. Un abbraccio a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,<br />
toccate argomenti &#8220;leggeri&#8221;&#8230;&#8230;come vedo! L&#8217;amore compiuto nel dono di sè è, ancor oggi, un mistero grandioso, se lo si vuol leggere nella giusta prospettiva. Paure, solitudini, abbandoni, sostegni e tradimenti sono solo alcune delle tappe di un viaggio faticoso e -a volte &#8211; pieno di insidie e di trappole. Ma non siamo soli, abbiamo in tutto ciò l&#8217;esempio della misericordia e dell&#8217;infinito amore del Padre, che qualche volta assume le sembianze di una dura ma dolce croce da condividere col Figlio. Accogliamola, facciamola maturare nel segno della tenerezza, coltiviamola nel giardino della pazienza e i frutti non mancheranno. Porto questa croce da dieci anni, e a volte è insostenibile, ma quando lo sconforto sta per avere la meglio, la sapienza dell&#8217;Amore mi si manifesta sempre, mi asciuga gli occhi e mi fa vedere con limpidezza un pezzetto ancora del Disegno di cui fa parte la mia esistenza. Prego per i cuori giovani (e meno giovani), per le coppie che si cercano e per quelle che infine si trovano. Un abbraccio a tutti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fiorenzo</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-4481</link>
		<dc:creator>Fiorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 May 2010 16:22:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-4481</guid>
		<description>Cristina, chi ti scrive è una vita che è solo,solo nel cammino di fede, da bambino
poi come religioso cappuccino( per 10 anni) quindi sposato e ai me non poter condividere la stessa fede. poi vedovo con due figli piccoli e abbandonato da tutti specie i più stretti e ora chen i figli stanno terminamdo gli studi solo ancora. tante volte ho chiesto il perchè e ho scoperto che la solitudine può diventare un momento di grande opportunità per incontrare Dio,specie
vedendo la solitudine di Gesù. ( vedi la solitudine del credente di Alberto mello
monaco di bose). non sei sola io prego per te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cristina, chi ti scrive è una vita che è solo,solo nel cammino di fede, da bambino<br />
poi come religioso cappuccino( per 10 anni) quindi sposato e ai me non poter condividere la stessa fede. poi vedovo con due figli piccoli e abbandonato da tutti specie i più stretti e ora chen i figli stanno terminamdo gli studi solo ancora. tante volte ho chiesto il perchè e ho scoperto che la solitudine può diventare un momento di grande opportunità per incontrare Dio,specie<br />
vedendo la solitudine di Gesù. ( vedi la solitudine del credente di Alberto mello<br />
monaco di bose). non sei sola io prego per te.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: meister eckhart</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-4441</link>
		<dc:creator>meister eckhart</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 May 2010 15:40:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-4441</guid>
		<description>Ciao a tutti, scrivo per la prima volta sul sito. Fidanzato da 14, convivente da 11, un figlio di 8, sposato da 6, una conversione a Gesù Cristo nostro Signore nel mentre.

Vorrei dire a Cristina che l&#039;Amore oltrepassa i nostri sogni, nel senso che arriva dopo che la sua idealizzazione è infranta (se il seme non muore...), esattamente quando irrompe la Vita, se ad essa ci si affida totalmente.

&quot;L’abissale differenza che io e questo ragazzo abbiamo nel relazionarci alle cose&quot; non è ragione sufficiente, cara amica, e forse semplicemente non era Amore.

Dico così perchè tale abissale differenza la riscontro ogni giorno tra me e mia moglie. E ciononostante continuo ad amarla oggi da marito ancor più di ieri, sebbene l&#039;azione dello Spirito e del sacramento matrimoniale abbia di certo acuito la percezione delle nostre reciproche differenze.

Perchè in fondo e sopra a tutto resta l&#039;Amore, quell&#039;amore che non è costruzione ideale o convivenza piccina, ma prontezza concreta e quotidiana a dar sè per il bene dell&#039;altro, foss&#039;anche un bene che ti fa immensamente soffrire, frutto di un legame che è dono di Dio.

Prima di tutto ciò c&#039;è una sorta di paura che va vinta, io credo: quella di compromettere la propria &quot;visione&quot; dell&#039;amore, quella di chi teme di accontentarsi di meno, oppure la paura della solitudine.

In quel &quot;meno&quot; apparente c&#039;è un grande &quot;più&quot; che si apprende: la capacità di accogliere e amare l&#039;altro così com&#039;è, debolezze incluse, e di affidare la sua crescita e la sua vita a Dio nella preghiera.
E quanto alla solitudine, con Dio non lo si è mai.

Il matrimonio è vocazione, una risposta positiva alla vocazione richiede prontezza spirituale e cuore retto.
Mi viene il dubbio che chi cresce in ambiti &quot;protetti&quot;, siano pure essi cristiani, non è favorito sempre nell&#039;incontro con l&#039;Amore, quasi la crescita all&#039;interno di un percorso comune e &quot;garantito&quot; rassicuri talmente da rendere pigri spiritualmente.
Per questo condivido pienamente il suggerimento di don Paolo sull&#039;aprirti alla vita e a nuovi contesti.
Fiducia! quindi, e un abbraccio fraterno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, scrivo per la prima volta sul sito. Fidanzato da 14, convivente da 11, un figlio di 8, sposato da 6, una conversione a Gesù Cristo nostro Signore nel mentre.</p>
<p>Vorrei dire a Cristina che l&#8217;Amore oltrepassa i nostri sogni, nel senso che arriva dopo che la sua idealizzazione è infranta (se il seme non muore&#8230;), esattamente quando irrompe la Vita, se ad essa ci si affida totalmente.</p>
<p>&#8220;L’abissale differenza che io e questo ragazzo abbiamo nel relazionarci alle cose&#8221; non è ragione sufficiente, cara amica, e forse semplicemente non era Amore.</p>
<p>Dico così perchè tale abissale differenza la riscontro ogni giorno tra me e mia moglie. E ciononostante continuo ad amarla oggi da marito ancor più di ieri, sebbene l&#8217;azione dello Spirito e del sacramento matrimoniale abbia di certo acuito la percezione delle nostre reciproche differenze.</p>
<p>Perchè in fondo e sopra a tutto resta l&#8217;Amore, quell&#8217;amore che non è costruzione ideale o convivenza piccina, ma prontezza concreta e quotidiana a dar sè per il bene dell&#8217;altro, foss&#8217;anche un bene che ti fa immensamente soffrire, frutto di un legame che è dono di Dio.</p>
<p>Prima di tutto ciò c&#8217;è una sorta di paura che va vinta, io credo: quella di compromettere la propria &#8220;visione&#8221; dell&#8217;amore, quella di chi teme di accontentarsi di meno, oppure la paura della solitudine.</p>
<p>In quel &#8220;meno&#8221; apparente c&#8217;è un grande &#8220;più&#8221; che si apprende: la capacità di accogliere e amare l&#8217;altro così com&#8217;è, debolezze incluse, e di affidare la sua crescita e la sua vita a Dio nella preghiera.<br />
E quanto alla solitudine, con Dio non lo si è mai.</p>
<p>Il matrimonio è vocazione, una risposta positiva alla vocazione richiede prontezza spirituale e cuore retto.<br />
Mi viene il dubbio che chi cresce in ambiti &#8220;protetti&#8221;, siano pure essi cristiani, non è favorito sempre nell&#8217;incontro con l&#8217;Amore, quasi la crescita all&#8217;interno di un percorso comune e &#8220;garantito&#8221; rassicuri talmente da rendere pigri spiritualmente.<br />
Per questo condivido pienamente il suggerimento di don Paolo sull&#8217;aprirti alla vita e a nuovi contesti.<br />
Fiducia! quindi, e un abbraccio fraterno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Costanza</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-4435</link>
		<dc:creator>Costanza</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 21:44:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-4435</guid>
		<description>Avevo proprio bisogno di leggere queste parole..d&#039;altronde sono convinta che Dio ci parla in diversi e impensabili modi.
Viviamo in un mondo dove tutto si vive di fretta, dove prendersi una responsabilità è una cosa paranormale. Sono poche le persone che vivono i rapporti seriamente, che si tratti di amicizia come di rapporto di coppia.
A 26 anni sembra assurdo sognare un rapporto normale, fatto di progetti futuri che includono casa, famiglia,figli..io non pensavo e non penso di sognare cose irrealizzabili. Sono consapevole che tutto questo sia difficile, so che il rapporto di coppia comporta sacrifici, compromessi,rinunce..ma sono anche consapevole che quando di base c&#039;è amore e affetto tutto passa in secondo piano.
Certo, bisogna essere in due..e spesso questo non lo si capisce..si tende a dare per scontate molte cose, si tende a non dedicare il giusto tempo all&#039;altra persona, che si tratti di una telefonata o di un semplice messaggio, o anche solo di un gesto di affetto.
Tutto troppo veloce, tutto troppo alla svelta..tutto troppo lasciato al caso..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo proprio bisogno di leggere queste parole..d&#8217;altronde sono convinta che Dio ci parla in diversi e impensabili modi.<br />
Viviamo in un mondo dove tutto si vive di fretta, dove prendersi una responsabilità è una cosa paranormale. Sono poche le persone che vivono i rapporti seriamente, che si tratti di amicizia come di rapporto di coppia.<br />
A 26 anni sembra assurdo sognare un rapporto normale, fatto di progetti futuri che includono casa, famiglia,figli..io non pensavo e non penso di sognare cose irrealizzabili. Sono consapevole che tutto questo sia difficile, so che il rapporto di coppia comporta sacrifici, compromessi,rinunce..ma sono anche consapevole che quando di base c&#8217;è amore e affetto tutto passa in secondo piano.<br />
Certo, bisogna essere in due..e spesso questo non lo si capisce..si tende a dare per scontate molte cose, si tende a non dedicare il giusto tempo all&#8217;altra persona, che si tratti di una telefonata o di un semplice messaggio, o anche solo di un gesto di affetto.<br />
Tutto troppo veloce, tutto troppo alla svelta..tutto troppo lasciato al caso..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniela</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/04/amore-e-solitudini/comment-page-2/#comment-4375</link>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 May 2010 10:21:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=706#comment-4375</guid>
		<description>Sarebbe davero una bella idea quella dell&#039;agenzia matrimoniale per ragazzi e ragazze troppo seri!
:-) 
Questo spazio virtuale, nel quale tu ci aiuti a metterci in contatto...con l&#039;anima...può sicuramente aiutare qualcuno a trovare l&#039;anima gemella!

A chiunque viva in questo momento una storia d&#039;amore mi permetto di dire una cosa: siate e restate amici, prima che amanti!
Non bruciate inutilmente le tappe del vostro cammino andando a cercare la sublimazione dei vostri sentimenti reciproci nella sessualità.
Il dialogo sessuale è un dialogo &quot;totalizzante&quot;, un diaologo che parla di una definitività di vita, di un PER SEMPRE che ancora, da fidanzati, non è attuato, per cui viverla prima significa vivere una menzogna!
Dare tutto il nostro corpo a chi amiamo, senza avergli dato, prima, tutta la nostra vita, in maniera definitiva, è una bugia.
L&#039;amore è paziente...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe davero una bella idea quella dell&#8217;agenzia matrimoniale per ragazzi e ragazze troppo seri!<br />
 <img src='http://www.paolocurtaz.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Questo spazio virtuale, nel quale tu ci aiuti a metterci in contatto&#8230;con l&#8217;anima&#8230;può sicuramente aiutare qualcuno a trovare l&#8217;anima gemella!</p>
<p>A chiunque viva in questo momento una storia d&#8217;amore mi permetto di dire una cosa: siate e restate amici, prima che amanti!<br />
Non bruciate inutilmente le tappe del vostro cammino andando a cercare la sublimazione dei vostri sentimenti reciproci nella sessualità.<br />
Il dialogo sessuale è un dialogo &#8220;totalizzante&#8221;, un diaologo che parla di una definitività di vita, di un PER SEMPRE che ancora, da fidanzati, non è attuato, per cui viverla prima significa vivere una menzogna!<br />
Dare tutto il nostro corpo a chi amiamo, senza avergli dato, prima, tutta la nostra vita, in maniera definitiva, è una bugia.<br />
L&#8217;amore è paziente&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

