Amore e solitudini

apr 26, 2010 35 Comments by

Non posso proprio dirle, con mia grande tristezza, di avere un compagno del cuore, un ragazzo con cui condividere tutte le profonde emozioni e ideali di cui ha parlato e che pagina per pagina ho vissuto e fatti miei; però le rivelo che nelle sue riflessioni ho trovato grandissimo conforto, ma soprattutto ho osservato crescere in me la forza e la fiducia di portare a vele spiegate questi veri propositi. Da poco ho chiuso una piccola storia, che speravo fosse d’amore; le ragioni sono diverse, ma a capo di tutte c’è  l’abissale differenza che io e questo ragazzo abbiamo nel relazionarci alle cose e agli eventi della vita. Io cerco sempre di scavare e rintracciare la profondità delle cose; lui preferisce rimanere in superficie, così, dice, riesce a mantenersi tranquillo, evita i problemi inutili e soprattutto attraversa con piena soddisfazione i godimenti. (…) Cristina, Milano

Certamente il mondo degli affetti è quello che ci riempie il cuore e ci dona le ali per affrontare le fatiche della vita. Il desiderio di amare e di essere amati, di crescere, di fiorire alla vita, di condividere con un’altra persona un lungo pezzo del proprio percorso alla ricerca della felicità, è un desiderio piantato nel cuore di ogni essere umano. Il tuo desiderio di incontrare una persona da amare e con cui fare una famiglia, Cristina, è bello e pulito, legittimo e grande. Ma difficile da realizzare. Ho scelto di rispondere pubblicamente alla tua lettera, anche se parla di cose riservate, perché il tuo problema, credimi, è immensamente diffuso. Ragazzi e ragazze cresciuti in un contesto cristiano, scoutismo, oratorio, movimenti, che hanno passato gran parte dei loro fine settimana in parrocchia, sono andati a Taizè, hanno costruito e coltivato una propria vita interiore con forza e passione e che si trovano a crescere senza trovare la persona giusta. Agli inizi pensano che sia solo questione di tempo. Poi il tempo rivela loro che la questione è ben più faticosa. Si hanno delle storie, magari quando si inizia a lavorare, ma la descrizione (che ho abbreviato) dell’ultima tua esperienza è assolutamente esemplare: nessuno vuole una storia seria. Se si tratta di uscire e di farsi le coccole va bene, di condividere degli interessi e il letto, magnifico. Ma quando si inizia a parlare di progetti, di valori, di sogni, allora tutto diventa difficile, esagerato, e la gente fugge come se avessi la peste. E non credere che la cosa riguardi solo le ragazze: molto spesso anche i ragazzi vivono la stessa esperienza, magari aggravata dal fatto di avere un carattere timido ed introverso. Sorrido, a volte, pensando di aprire un’agenzia matrimoniale di ragazzi e ragazze troppo seri per il mondo attuale!

Il problema c’è, ed è evidente. Il nostro mondo si è progressivamente superficializzato, quando il Papa parla di cultura edonista parla dell’atteggiamento per cui la vita va vissuta intensamente, senza impegno, sfruttando al massimo ogni esperienza, bruciando ogni emozione.

La prima vittima di questo atteggiamento è proprio l’amore. E in particolare l’amore di coppia. Anche le relazioni di coppia vivono sempre di questo atteggiamento di coinvolgimento parziale: molti vogliono sposarsi lasciando però una porta aperta, con un contratto a termine che eviti complicazioni. Spesso questa scelta avviene di comune accordo: si tenta di vivere insieme, poi, eventualmente si torna sui propri passi con eleganza. Non voglio avere un approccio moralistico su questo aspetto ma, è certo, che l’amore ne soffre. L’amore chiede le ali, non c’è storia. Chiedergli di restare inchiodato a terra lo soffoca. Che dirti ancora, Cristina? Non ti scoraggiare, non pensare di avere fallito la tua vita: saremo giudicati sull’amore, anche se non saremo riusciti a trovare la persona giusta. E amare si può fare sempre, con intensità e forza, con passione e speranza. Ama chi incontri, ama con fiducia e benevolenza, con ironia e cuore leggero. Non abbassare la guardia, però, non arrenderti: continua ad uscire, cura il tuo aspetto e la tua interiorità ma non accontentarti di chi ti promette emozioni senza alcuna intenzione di mantenerle. Il vecchio proverbio “Meglio soli che male accompagnati” ha una sua verità di fondo. E apriti alla vita, continua a servire il Signore in parrocchia o dove credi, magari esci un poco dal tuo contesto ed esplora nuovi mondi, conosci nuove persone. Le nostre piccole vite, affidate al Signore, possono germogliare quando meno ce lo aspettiamo…

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35 Commenti a “Amore e solitudini”

  1. Alessandro Campi says:

    Sarei curioso, da milanese, di conoscere Cristina di Milano. Non pensate male, non per provarci. Ma per trovare una persona con cui condividere idee comuni e esperienze.

  2. Monica BG says:

    Ciao Paolo,
    so che non dipende da te ma mi ha fatto sorridere che dopo la tua bella riflessione gli annunci di Google proponessero: FLIRTA ADESSO!

    Condivido tantissimo il fatto che la questione delle relazioni è proprio spinosa. E’ difficile trovare una persona con cui condividere un cammino bello e serio insieme e soprattutto si entra nella realtà dell’amore come se fosse una cosa automatica che va da sè. Invece ad amare si impara…quindi anche un aiutino non guasterebbe, ma spesso crediamo che in questo ambito non sia indispensabile chiederlo. Coinvolgere poi Dio-inventore dell’amore nelle nostre storie!
    Grazie a Dio qualcuno lo fa e io resto estasiata. Si vede la differenza!

  3. MG says:

    Cristina, credo, si è fatta il più bel regalo, perchè ha avuto la forza di troncare una relazione sterile, dimostrando grande maturità, ma quanta fatica in questa decisione. Quanti ne ho visti ‘mandar giù rospi’ pur di non rimanere soli, pur di non affrontare ‘l’inadeguatezza’ del partner.
    Forse è vero che viviamo dentro questa ‘tensione’ verso ciò che abbiamo sperimentato di Dio, ma non ci basta.
    In fondo ci sentiamo soprattutto uomini, con le nostre debolezze, con l’esigenza di sentirci qualcuno accanto, di progettare qualcosa con lui, che ci aspetti la sera a casa, dopo quel lavoro che non ci piace troppo e fatto di colleghi che magari ci piacciono anche meno….diciamocelo: abbiamo paura, non siamo abbastanza forti per affrontare la vita da soli.
    E allora che fare? Che dire a questi ‘bravi’ ragazzi?
    Di non farsi prendere dallo sconforto e dall’angoscia, di uscire un po’ dagli schemi e di vivere intensamente. Ricordiamoci innanzitutto chi ci ha amato per primi, e che è lui al primo posto, non noi. Lui ci conosceva già, ed è venuto a salvarci proprio perchè ha avuto tenerezza di noi e non ci ha chiesto di cambiare noi e il mondo in un sol giorno, ma di affrontare la Vita giorno per giorno, nelle piccole cose, senza mai dimenticarci di Lui e del suo amore.

  4. ww says:

    “Ma quando si inizia a parlare di progetti, di valori, di sogni, allora tutto diventa difficile, esagerato, e la gente fugge come se avessi la peste. E non credere che la cosa riguardi solo le ragazze: molto spesso anche i ragazzi vivono la stessa esperienza, magari aggravata dal fatto di avere un carattere timido ed introverso”.

    In una metropoli come Milano non è facile, ma a volte si ha anche la grazia di incontrare persone con progetti, valori, sogni comuni.
    E si fugge ugualmente, pensando che fermarsi presso un porto sicuro sia una non scelta, che da qualche parte ci sarà qualcuno/a che incarni meglio quei progetti, quei valori, quei sogni.
    E quando ci si rende conto che forse si sta sbagliando qualcosa, si continua a fuggire (la città e la quotidianità, del resto, lo permettono benissimo); quando va bene si riesce ad “aggiustare” ora i progetti, ora i valori, ora i sogni.
    Quando va male, la disperazione prende il sopravvento.

    Non ci sentiamo amati abbastanza o non sappiamo amare abbastanza?

  5. Molly says:

    Non c’e’ niente da fare IL DIVISORE sa ben operare e di menzogne ne racconta tante e alla fine ci si cade e si crede a lui… e questa dell’amore che non paga e’ una di quelle!
    oggi e’ diventata una scommessa trovare un marito, una moglie, un compagno, una compagna che diano testimonianza della nostra vita e del nostro amore! scommessa perche’ quando accenni che vuoi sposarti non uno e ripeto non uno dei conoscenti ti dica “che bello e’ una notizia fantastica!” il contrario battutine su battutine per scoraggiare il tuo progetto… qui a roma si sa il romano ha per difetto il lamentarsi ma io dico BASTA con questo atteggiamento dove il matrimonio e’ considerato la tomba dell’amore!!! (figuriamoci avere un semplice fidanzato col quale sognare e progettare!) e’ gia’ e’ cosi’ purtroppo… a me piu’ di una persona quando con un sorriso che tagliava le nuvole dicevo che mi sposavo qualcuno (in realta’ ben 5 persone !sig!) mi chiedevano se mi sposavo perche’ in attesa di un bambino – allucinata dicevo no! e la risposta era : e allora perche’ ti sposi!!!

    Scusate le chiacchiere ma vi assicuro da queste si capisce oggi come si raggiona, come si vedono le cose!!!
    Quanti ragazzi/e sono per il divertiamoci e via? quanti ragazzi/e preferiscono correre nei tempi dell’amore solo perche’ e’ piu’ fico cosi’?

    Cara Cristina, ci siamo passati sicuramente in molti sappiamo cosa provi ma non cambiare!!! sei bella cosi’, non credere ai surrogati dell’amore, credi solo all’Amore… sempre, anche se e’ difficile. Non pensare di essere sbagliata … vai controcorrente a testa alta … come dice Paolo non abbasar la guardia rimani vigile e pretendi per la tua vita un amore da 10 e lode! si vive ad un ritmo di vita ormai COSIFICATO e non piu’ PERSONALE … si vive troppo per il fare e ci sono troppi vuoti d’aria nei rapporti. Ma non voglio credere a quete menzogne… Perche’ Gesu’ che e’ uno che della vita ne sa qualcosa, e non e’ certo un personaggio da fumetti, mi risponde oggi cosi’(anche se mi sta molto scomoda questa risposta!):

    25Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? 28E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. (mt 6)

    come al solito ho esagerato … ma e’ una questione che mi preme molto difendere l’AMORE!!!

    ps: ciao don Sandro come stai? spero un pochino meglio… ricorda che c’e’ un posticino per te nel mio cuore, forza fratello tante preghiere!

    pps: ciao Paolo i tuoi occhi? spero meglio

    unsorrisodamollychiacchierona

  6. sandro says:

    Sto abastanza bene , car Molly….Poi dopo le cose scritte da Paolo e da te ( e altri) su questo argomento …ancora meglio…
    Sono realtà molto vere e molto belle …. magari un pò difficili da realizzare !!! ma da proporre sempre con grande entusiasmo… partendo da dove ci troviamo… x andare avanti anzi in Alto ” excelsior”=sempre più in alto..diceva il mio primo parroco tanti anni fa…
    Una preghiera x la mia diocesi…he sta passando un momento non facile … non da ora e x vari motivi… un abbraccio e una preghiera reciproca**
    ****
    Mi sembra opportuno dare qualche flash sul convegno ” testimoni digitali” ( visto che nessuno ne ha ancora parlato su questo blog).
    Riassumo il tutto in poche parole….
    DISCERNIMENTO, ovvero osservare ascoltarecomprendere valutare , possibilmente insieme.
    PARTECIPAZIONE cioè , farsi presenti, non tirarsi fuori.
    ANIMA….per offrire una testimonianza cristiana…che ha una sua originalità…xchè ha una origine ben precisa.
    RELAZIONE che non si improvvisano ma si costruiscono , nel rispetto , nel dialogo… nel confronto sereno e positivo.. con un supplemento di carità.
    RESPONSABILITA’ sinonimo di fedeltà testimonianza, verità , franchezza: il tutto in modo propositivo, non aggressivo o apologetico … ” La verità si difene da sola..” ( card. Bea, un Padre del Concilio vat. II)
    ***
    LO Spirito Santo impalpabile- solo apparentemente- come e “onde” Web… ci dia una mano!!!

  7. Jenny says:

    Cara Cristina, ti dico solo una cosa(gli altri ti hanno detto già tutto)Prega e affidati a LUI. Solo LUI sa di che cosa hai bisogno.Saluti a tutti

  8. mario says:

    Ho conosciuto mia moglie quando avevo 31 anni, e mi sono fidanzato con lei a 32.

    Non c’è stata nessuna storia precedente, perché io, anche nei momenti in cui sono stato più lontano da Dio e dalla Chiesa, ho sempre voluto un matrimonio, e non una “storia”.

    C’è stata tanta sofferenza in questa attesa, ma oggi benedico questa attesa, perché ho capito che era necessaria.

    Se avessi conosciuto Marina solo 3 o 4 anni prima, penso che non le avrei dedicato un secondo sguardo. Perché noi diciamo che ci sono altre cose che contano, oltre alla bellezza e più della bellezza, ma la verità è che, alla fine, proprio sulla base dell’aspetto esteriore noi “tagliamo” gran parte delle anime che potrebbero completarci.

    Io credevo di essere “sfortunato” perché non riuscivo a trovare la persona giusta.
    Oggi ho capito che ero io a non essere la persona giusta.

    C’è stato un momento ben preciso del nostro fidanzamento (e del mio cammino di fede, che durava già da qualche anno), quando questo sarebbe potuto anche terminare, in cui Dio mi ha fatto sentire in modo chiaro che proprio Marina era la persona che Lui aveva pensato per me.

    A Cristina, se sta leggendo, vorrei porre una domanda: sei DAVVERO disposta a mettere la tua vita nelle mani di Dio, ad accettare la Sua proposta, senza porre condizioni?

    Perché Dio davvero può farti volare, ma solo se ti fidi di Lui, se ti abbandoni a Lui.

    Se sei disposta, mettiti in un cammino di spiritualità “serio”, con un direttore spirituale in gamba che ti segua ed una comunità che ti supporti, e vedrai accadere meraviglie nella tua vita. Se il matrimonio è la tua vocazione, vedrai che incontrerai la persona adatta, ma solo quando sarai pronta ad incontrarla. E magari sarà molto diversa, esteriormente ed interiormente, da come te l’aspetti e da come la desideri. Perché Dio non ti manderà la persona che vuoi, ma la persona che può farti diventare migliore.

    “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6, 33).

    Nel tempo ho scritto delle poesie per la mia sposa, e ne ho condiviso un paio su Internet, che penso possano completare questo mio commento.

    Se qualcuno fosse interessato, le può leggere qui:

    http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-1144

    e qui:

    http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-24349

    Mi viene anche in mente che c’è una bella preghiera per i single, da un libro di Jean Vanier, che trovate qui di seguito. Perdonate il post un po’ lungo.

    Noi che non siamo impegnati con te, Gesù, in un celibato consacrato né nel matrimonio, che non siamo impegnati con i nostri fratelli in una comunità, noi veniamo a rinnovare la nostra alleanza con te.

    Noi continuiamo a seguire questa strada sulla quale ci hai chiamati ma della quale non ci dai il nome, portiamo questa povertà di non sapere dove ci guidi.

    Su questa stada c’è la ferita di non essere scelti, non amati, non attesi, non toccati; c’è la ferita di non scegliere, di non amare, attendere, toccare.

    Non abbiamo appartenenza. La nostra casa non è un focolare: non abbiamo dove riposare il capo.

    Se ci succede, davanti alla scelta degli altri, di essere impazienti e depressi, infelici davanti alla loro efficacia, tuttavia noi diciamo di nuovo sì a questo cammino. Crediamo che sia quello della nostra fecondità, che sia necessario passare da questo per crescere in te.

    Poiché i nostri cuori sono poveri e vuoti, sono disponibili. Noi li facciamo diventare spazio di accoglienza per i nostri fratelli.

    Poiché i nostri cuori sono poveri e vuoti, sono feriti. Lasciamo salire verso di te il grido della nostra sete.

    E ti rendiamo grazie, Signore, per la via di fecondità che hai scelto per noi.

    (Jean Vanier, da “La comunità. Luogo del perdono e della festa”)

    A tutte le persone che soffrono perché sono sole, a tutte quelle che soffrono perché fanno fatica ad essere fedeli alla promessa che hanno fatto, a tutti coloro che sono in ricerca (e spero tanto che tutti i lettori di questo blog sentano questo desiderio di continuare sempre a cercare una verità più completa e più grande nella propria vita), il mio fraterno augurio:

    Pace e Bene!
    Mario

  9. ww says:

    Qualche tempo fa, una persona che aveva partecipato a un corso vocazionale francescano ad Assisi, mi aveva raccontato che i frati hanno spiegato che le vocazioni sono due, o al matrimonio o alla vita consacrata, e che il discernimento, più presto che tardi, ti deve condurre verso una delle due scelte.
    Era turbata da questo aut-aut, soprattutto dal fatto che una terza possibilità non fosse contemplata.
    L’ho incoraggiata a leggere tra le righe anche se le ho detto e mi sono detta che la terza possibilità non può non esistere… per quanto mi riguarda, so che, se mai fossi stata presente al corso, avrei tagliato la corda immediatamente dopo aver sentito teorizzare che nella vita si deve per forza scegliere tra testa o croce.
    Certo, scegliere una volta per tutte significa decidere un modo chiaro di farsi dono agli altri. Ma ho capito – non da sola – che anche chi non sceglie, o non è scelto, in qualche modo si fa comunque dono agli altri.

    Per questo trovo davvero bella la preghiera del single e ringrazio Mario per averla divulgata!
    Mi fa molto effetto, in particolare, l’inizio:
    “Noi che non siamo impegnati con te, Gesù, in un celibato consacrato né nel matrimonio, che non siamo impegnati con i nostri fratelli in una comunità, noi veniamo a rinnovare la nostra alleanza con te.
    Noi continuiamo a seguire questa strada sulla quale ci hai chiamati ma della quale non ci dai il nome, portiamo questa povertà di non sapere dove ci guidi.”
    La dedico alla mia “amica disorientata”.

    Quanto a me, anche se ogni tanto mi ritrovo in quello che canta Antonello Venditti (“la solitudine è una strana compagna, lei ti sorride come una p****** e poi ti lascia senza il fiato per poter gridare:- Stai, stai con me.-”), credo che non sia importante tanto capire dove il Signore ci stia guidando, quanto la certezza di sapere che ci tiene sempre per mano!!!

  10. cinzia e lorenzo says:

    Scriviamo a 4 mani in differita: Io a Torino e Lorenzo in trasferta in Turchia… collegati via skype.
    Era un po’ quella (descritta nella “cristina” di turno la nostra vita prima di incontrarci.
    Tanto desiderio di impegnarci in relazioni che mettessero al centro la persona e altrettanta delusione nello scoprire che dall’altra parte c’era solo superficialità.
    Poi dopo una grossa delusione lessi una frase: “colui che sposerai è vivo, è da qualche parte… si sta preparando ad incontrarti, anche lui ti sta aspettando…prega per lui”.
    Così ho fatto.
    E’ stata una lunga attesa:
    ma ne è valsa la pena.
    Un autore che ci piace molto (Michel Quoist) dice nel suo libro “Parlami d’amore”
    “o mio bell’amore sconosciuto … per te di tutta la mia forza adesso voglio arricchirmi per poter arricchire te, perchè quanto tu ti donerai attraente ai miei occhi io non voglio rapirti come un ladro che arriva, ma accoglierti come un tesoro offerto perchè il tesoro sai tu e ti domerai….”
    Il pregare per il “mio futuro marito” mi ha dato molta forza nel periodo in cui vedevo le amiche man mano trovare una collocazione affettiva e io presa tra il lavoro e la parrocchia, il servizio a lourdes, gli scout mi chiedevo se tutto quello avesse un senso.
    Abbiamo letto che ww parla dei corsi ad Assisi.
    Noi è lì che ci siamo conosciuti (ed è stato un delirio!!!!), abbiamo preso coscienza di quanto il Signore tira dei fili invisibili davvero da lontano che conducono al tuo bene.
    E’ vero I frati a questi corsi cercano di fare una grande distinzione tra chi è chiamato al Matrimonio e chi è chiamato alla vita consacrata.
    Verissimo.
    Però ci permettiamo di aggiungere che nel corso per fidanzati vengono dati degli elementi validissimi per “corteggiare” in modo Cristiano.
    1 – creare le situazioni pozzo cioè delle situazioni di incontro autentico tra ragazzi e ragazze (cosi come molti corteggiamenti nella Bibbia avvenivano davanti ad un pozzo.
    2- curare la propria fisicità, valorizzarsi
    3- tenere presente che passati i 30 anni ci si innamora in maniera diversa rispetto a quando se ne aveva 20
    4 – creare fascino, assumendo i tratti di gesù (che aiuta a fare verità in se, non umilia, non giudica, che accoglie, che da e non prende…)
    Per rispondere a Paolo l’idea di creare una agenzia matrimoniale “cattolica” ci attira molto.
    Ora finiamo il corso di diploma in pastorale famigliare e poi vediamo; abbiamo anche in mente un nome: Il Pozzo di Giacobbe.
    Bello no?
    PS: Paolo domani porto la mia mamma a sentire la tua conferenza (questa volta non è sbagliato il giorno no??)

  11. ww says:

    @cinzia e lorenzo
    Grazie per la testimonianza, per avermi chiarito un po’ le idee sui corsi ad Assisi…
    e in bocca al lupo per il vostro “Pozzo di Giacobbe”!

  12. Francesco says:

    Bel sasso lanciato Paolo!

    Condivido pienamente quanto suggerito da Cinzia e Lorenzo. E voglio sottolineare il pozzo. Meditare che sempre ci viene chiesto di conquistare, di corteggiare per portare a Gesù.

    Icona è l’incontro di Gesù con la Samaritana. Dove avviene l’incontro? Al pozzo. C’è una disponibilità di Gesù, un togliersi i pregiudizi nell’incontro. Una donna, 2000 anni fa, che a mezzogiorno va al pozzo… sicuramente per evitare di fare incontri, visto il caldo. Gesù la “corteggia”, non si pone i problemi che era donna, e per giunta samaritana (ossia poco di buono), inoltre ha avuto 5 mariti. Ecco questo per dire che nell’incontro con l’altro dobbiamo sempre toglierci i pregiudizi gli stereotipi, che ci tengono inchiodati (soprattutto crescendo – verissimo che a 30 anni ci si innamora in maniera diversa che a 20). Oltre al fatto che c’è una superficialità, ma del resto come cristiani siamo chiamati a essere nel mondo, ma non del mondo. Dunque possiamo, con l’aiuto di Dio, riuscire a conquistare e a portare nella profondità, anche in una conoscenza che cerca di essere sfuggente e superficiale.

    Non so se ho confuso meglio le idee.
    Un caro saluto. Francesco

  13. lidia says:

    Già, anch’io vorrei potere avere Cristina a portata di mano (tra l’altro ho un’amica con lo stesso nome e problema … grosso problema) e … siamo delle stesse parti.

    Non aggiungo altro perchè tanto è stato detto e poi – non so – non vorrei incappare nel “provaci tu!!!” o similari.

    Non rinunciare alla tua bellezza interiore, non svenderti, Cristina, non nascondere il tuo tesoro e mostralo a tutti, sei troppo preziosa e … magari, ti capiterà di insegnare ad amare a qualcuno che potrebbe sembrare “il peggio del peggio”.
    Tutto è possibile.

  14. stelo says:

    Leggere questa discussione mi ha allargato un po’ il cuore e fatto sentire un po’ meno solo e smarrito, riassaporare il gusto dell’essenziale anche se doloroso ma Vero, anche se fa emergere le mie fragilità e quello che non c’è ancora, mi ritorna di forza il Vangelo di oggi “Non sia turbato il vostro cuore, abbiate Fede in Dio…Io sono la Via, la Verità, la Vita…”. Avrò io mai questa Fede e il coraggio di viverla con gioia?

  15. Carola says:

    Touchè!
    Evviva gli “amici” che qui incontro e che riaccendono in me la fiamma della consapevolezza e della speranza. La mia “storia” (35 anni con il mio primo ed unico uomo) da nove anni sofferente per l’intromissione di un’altra persona e per “virate ad ampio raggio” del ragazzo con cui sono cresciuta ed ho conosciuto la vita, è ancora in piedi, anche se piuttosto malconcia proprio per la presenza di Gesù nella mia esistenza. E’ difficile, quasi eroico, ma non impossibile corteggiare per il Signore. Molte cose stanno cambiando, nessuna certezza però mi è data! Una preghiera.

  16. fiorenzo says:

    Scusate se mi permetto di coomentare,ma la solitudine è essere se stessi,pareti alla relazio9ne senza confondersi. Come Gesù.che era un uomo libero e coerente
    con se stesso- Uomo e Dio che trovava il suo essere partendo dalla preghiera in solitudine. certo la vita di fede porta alla solutidine e io lo vissuta e la vivo
    continuamente in famiglia e a scuola
    dove insegno religione e sono solo
    Grazie.
    Scusate io Fiorenzo Franceschini ho effettuato l’iscrizione alla Associazione
    Zaccheo ma non ho avuto riscontro di tale iscrizione.se potete avvisare Paolo curtaz.
    Fiorenzo Franceschini, Francia2@aliceposta.it
    grazie

  17. Paolo says:

    Ciao Fiorenzo, prova a scrivere a segreteria@zaccheo.org

  18. ariel says:

    aiuto…ho bisogno di fare luce per la situazione travagliata in cui mi trovo .mi sono completamente innamorata di un uomo sposato:non è una sbandata sono 2 anni che cerco razionalmente di trovare e tornare alla ragione.tra noi non c’è stato nulla ma l’ attrazione mentale è troppo forte mi sto distruggendo perchè resisto al sentimento che provo nei suoi confronti sulla base dei principi morali (non teorici)con i quali sono stata educata.è uno stato di stavolgimento quello in cui mi trovo da una parte la ragione con tutti i suoi principi e valori …dall’ altra ciò che sento e non ho mai provato per nessuno.lui mi rispetta e in silenzio vive lo stesso dramma :da una parte il dovere verso la famiglia dall’ altra ciò che sente .tutto è aggravato dal fatto che non esprimiamo fisicamente il bene che sentiamo di volerci.il sesso non c’entra si tratta di un sentimento che va oltre.è stato un caso il nostro incontro apparteniamo a due realtà completamente differenti e abbiamo vissuto esperienze opposte.

  19. Paolo says:

    Il fatto di innamorarsi è una cosa bella e succede più volte nella vita, grazie al cielo! Ma dall’innamoramento all’amore ce ne vuole di spazio e di conoscenza! La vostra situazione, al di là della questione morale, è complicata: di fatto non vi conoscete, siete “solo” innamorati. E se lasciaste tutto e vi metteste insieme per poi scoprire che non funziona? Credimi: hi visto moltissimi casi così! La soluzione, credo, non è mollare, e neanche crogiuolarsi in questo sentimento, ma provare a vedere cosa nel tuo rapporto di coppia si è smarrito, si è spento, si è rassegnato. Spesso nell’altro cerchiamo quello che “manca” al nostro coniuge e così ci perdiamo l’intensità di quello che è stato. Come un giardino che avete coltivato in questi anni, facendolo fruttificare: se ora lo abbandoni perchè hai visto un terreno che ti sembra migliore, cosa ne sai dei frutti ce farai? Sai che le statistiche ci dicono che il 70% delle coppie che manifestano una grave crisi, dopo cinque anni si dichiarano molto felici? Il modo di affrontare una crisi penso non sia quello di fuggire (creandosi altri problemi!) ma di affrontare quelli che ci sono e superarli. Come vedi non è una legge che qualcuno da fuori ci ha imposto, ma il modo in cui funziona l’amore. Ti auguro di superare questo momento e di riscoprire tutto quello che hai fatto in questi anni!

  20. ariel says:

    grazie paolo posso scriverti in privato così mi posso spiegare meglio?

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