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Amore e solitudini

Non posso proprio dirle, con mia grande tristezza, di avere un compagno del cuore, un ragazzo con cui condividere tutte le profonde emozioni e ideali di cui ha parlato e che pagina per pagina ho vissuto e fatti miei; però le rivelo che nelle sue riflessioni ho trovato grandissimo conforto, ma soprattutto ho osservato crescere in me la forza e la fiducia di portare a vele spiegate questi veri propositi. Da poco ho chiuso una piccola storia, che speravo fosse d’amore; le ragioni sono diverse, ma a capo di tutte c’è  l’abissale differenza che io e questo ragazzo abbiamo nel relazionarci alle cose e agli eventi della vita. Io cerco sempre di scavare e rintracciare la profondità delle cose; lui preferisce rimanere in superficie, così, dice, riesce a mantenersi tranquillo, evita i problemi inutili e soprattutto attraversa con piena soddisfazione i godimenti. (…) Cristina, Milano

Certamente il mondo degli affetti è quello che ci riempie il cuore e ci dona le ali per affrontare le fatiche della vita. Il desiderio di amare e di essere amati, di crescere, di fiorire alla vita, di condividere con un’altra persona un lungo pezzo del proprio percorso alla ricerca della felicità, è un desiderio piantato nel cuore di ogni essere umano. Il tuo desiderio di incontrare una persona da amare e con cui fare una famiglia, Cristina, è bello e pulito, legittimo e grande. Ma difficile da realizzare. Ho scelto di rispondere pubblicamente alla tua lettera, anche se parla di cose riservate, perché il tuo problema, credimi, è immensamente diffuso. Ragazzi e ragazze cresciuti in un contesto cristiano, scoutismo, oratorio, movimenti, che hanno passato gran parte dei loro fine settimana in parrocchia, sono andati a Taizè, hanno costruito e coltivato una propria vita interiore con forza e passione e che si trovano a crescere senza trovare la persona giusta. Agli inizi pensano che sia solo questione di tempo. Poi il tempo rivela loro che la questione è ben più faticosa. Si hanno delle storie, magari quando si inizia a lavorare, ma la descrizione (che ho abbreviato) dell’ultima tua esperienza è assolutamente esemplare: nessuno vuole una storia seria. Se si tratta di uscire e di farsi le coccole va bene, di condividere degli interessi e il letto, magnifico. Ma quando si inizia a parlare di progetti, di valori, di sogni, allora tutto diventa difficile, esagerato, e la gente fugge come se avessi la peste. E non credere che la cosa riguardi solo le ragazze: molto spesso anche i ragazzi vivono la stessa esperienza, magari aggravata dal fatto di avere un carattere timido ed introverso. Sorrido, a volte, pensando di aprire un’agenzia matrimoniale di ragazzi e ragazze troppo seri per il mondo attuale!

Il problema c’è, ed è evidente. Il nostro mondo si è progressivamente superficializzato, quando il Papa parla di cultura edonista parla dell’atteggiamento per cui la vita va vissuta intensamente, senza impegno, sfruttando al massimo ogni esperienza, bruciando ogni emozione.

La prima vittima di questo atteggiamento è proprio l’amore. E in particolare l’amore di coppia. Anche le relazioni di coppia vivono sempre di questo atteggiamento di coinvolgimento parziale: molti vogliono sposarsi lasciando però una porta aperta, con un contratto a termine che eviti complicazioni. Spesso questa scelta avviene di comune accordo: si tenta di vivere insieme, poi, eventualmente si torna sui propri passi con eleganza. Non voglio avere un approccio moralistico su questo aspetto ma, è certo, che l’amore ne soffre. L’amore chiede le ali, non c’è storia. Chiedergli di restare inchiodato a terra lo soffoca. Che dirti ancora, Cristina? Non ti scoraggiare, non pensare di avere fallito la tua vita: saremo giudicati sull’amore, anche se non saremo riusciti a trovare la persona giusta. E amare si può fare sempre, con intensità e forza, con passione e speranza. Ama chi incontri, ama con fiducia e benevolenza, con ironia e cuore leggero. Non abbassare la guardia, però, non arrenderti: continua ad uscire, cura il tuo aspetto e la tua interiorità ma non accontentarti di chi ti promette emozioni senza alcuna intenzione di mantenerle. Il vecchio proverbio “Meglio soli che male accompagnati” ha una sua verità di fondo. E apriti alla vita, continua a servire il Signore in parrocchia o dove credi, magari esci un poco dal tuo contesto ed esplora nuovi mondi, conosci nuove persone. Le nostre piccole vite, affidate al Signore, possono germogliare quando meno ce lo aspettiamo…

Category: Incontri

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37 comments

  1. Ciao Paolo,
    so che non dipende da te ma mi ha fatto sorridere che dopo la tua bella riflessione gli annunci di Google proponessero: FLIRTA ADESSO!

    Condivido tantissimo il fatto che la questione delle relazioni è proprio spinosa. E’ difficile trovare una persona con cui condividere un cammino bello e serio insieme e soprattutto si entra nella realtà dell’amore come se fosse una cosa automatica che va da sè. Invece ad amare si impara…quindi anche un aiutino non guasterebbe, ma spesso crediamo che in questo ambito non sia indispensabile chiederlo. Coinvolgere poi Dio-inventore dell’amore nelle nostre storie!
    Grazie a Dio qualcuno lo fa e io resto estasiata. Si vede la differenza!

  2. Cristina, credo, si è fatta il più bel regalo, perchè ha avuto la forza di troncare una relazione sterile, dimostrando grande maturità, ma quanta fatica in questa decisione. Quanti ne ho visti ‘mandar giù rospi’ pur di non rimanere soli, pur di non affrontare ‘l’inadeguatezza’ del partner.
    Forse è vero che viviamo dentro questa ‘tensione’ verso ciò che abbiamo sperimentato di Dio, ma non ci basta.
    In fondo ci sentiamo soprattutto uomini, con le nostre debolezze, con l’esigenza di sentirci qualcuno accanto, di progettare qualcosa con lui, che ci aspetti la sera a casa, dopo quel lavoro che non ci piace troppo e fatto di colleghi che magari ci piacciono anche meno….diciamocelo: abbiamo paura, non siamo abbastanza forti per affrontare la vita da soli.
    E allora che fare? Che dire a questi ‘bravi’ ragazzi?
    Di non farsi prendere dallo sconforto e dall’angoscia, di uscire un po’ dagli schemi e di vivere intensamente. Ricordiamoci innanzitutto chi ci ha amato per primi, e che è lui al primo posto, non noi. Lui ci conosceva già, ed è venuto a salvarci proprio perchè ha avuto tenerezza di noi e non ci ha chiesto di cambiare noi e il mondo in un sol giorno, ma di affrontare la Vita giorno per giorno, nelle piccole cose, senza mai dimenticarci di Lui e del suo amore.

  3. “Ma quando si inizia a parlare di progetti, di valori, di sogni, allora tutto diventa difficile, esagerato, e la gente fugge come se avessi la peste. E non credere che la cosa riguardi solo le ragazze: molto spesso anche i ragazzi vivono la stessa esperienza, magari aggravata dal fatto di avere un carattere timido ed introverso”.

    In una metropoli come Milano non è facile, ma a volte si ha anche la grazia di incontrare persone con progetti, valori, sogni comuni.
    E si fugge ugualmente, pensando che fermarsi presso un porto sicuro sia una non scelta, che da qualche parte ci sarà qualcuno/a che incarni meglio quei progetti, quei valori, quei sogni.
    E quando ci si rende conto che forse si sta sbagliando qualcosa, si continua a fuggire (la città e la quotidianità, del resto, lo permettono benissimo); quando va bene si riesce ad “aggiustare” ora i progetti, ora i valori, ora i sogni.
    Quando va male, la disperazione prende il sopravvento.

    Non ci sentiamo amati abbastanza o non sappiamo amare abbastanza?

  4. Non c’e’ niente da fare IL DIVISORE sa ben operare e di menzogne ne racconta tante e alla fine ci si cade e si crede a lui… e questa dell’amore che non paga e’ una di quelle!
    oggi e’ diventata una scommessa trovare un marito, una moglie, un compagno, una compagna che diano testimonianza della nostra vita e del nostro amore! scommessa perche’ quando accenni che vuoi sposarti non uno e ripeto non uno dei conoscenti ti dica “che bello e’ una notizia fantastica!” il contrario battutine su battutine per scoraggiare il tuo progetto… qui a roma si sa il romano ha per difetto il lamentarsi ma io dico BASTA con questo atteggiamento dove il matrimonio e’ considerato la tomba dell’amore!!! (figuriamoci avere un semplice fidanzato col quale sognare e progettare!) e’ gia’ e’ cosi’ purtroppo… a me piu’ di una persona quando con un sorriso che tagliava le nuvole dicevo che mi sposavo qualcuno (in realta’ ben 5 persone !sig!) mi chiedevano se mi sposavo perche’ in attesa di un bambino – allucinata dicevo no! e la risposta era : e allora perche’ ti sposi!!!

    Scusate le chiacchiere ma vi assicuro da queste si capisce oggi come si raggiona, come si vedono le cose!!!
    Quanti ragazzi/e sono per il divertiamoci e via? quanti ragazzi/e preferiscono correre nei tempi dell’amore solo perche’ e’ piu’ fico cosi’?

    Cara Cristina, ci siamo passati sicuramente in molti sappiamo cosa provi ma non cambiare!!! sei bella cosi’, non credere ai surrogati dell’amore, credi solo all’Amore… sempre, anche se e’ difficile. Non pensare di essere sbagliata … vai controcorrente a testa alta … come dice Paolo non abbasar la guardia rimani vigile e pretendi per la tua vita un amore da 10 e lode! si vive ad un ritmo di vita ormai COSIFICATO e non piu’ PERSONALE … si vive troppo per il fare e ci sono troppi vuoti d’aria nei rapporti. Ma non voglio credere a quete menzogne… Perche’ Gesu’ che e’ uno che della vita ne sa qualcosa, e non e’ certo un personaggio da fumetti, mi risponde oggi cosi'(anche se mi sta molto scomoda questa risposta!):

    25Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? 28E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. (mt 6)

    come al solito ho esagerato … ma e’ una questione che mi preme molto difendere l’AMORE!!!

    ps: ciao don Sandro come stai? spero un pochino meglio… ricorda che c’e’ un posticino per te nel mio cuore, forza fratello tante preghiere!

    pps: ciao Paolo i tuoi occhi? spero meglio

    unsorrisodamollychiacchierona

  5. Sto abastanza bene , car Molly….Poi dopo le cose scritte da Paolo e da te ( e altri) su questo argomento …ancora meglio…
    Sono realtà molto vere e molto belle …. magari un pò difficili da realizzare !!! ma da proporre sempre con grande entusiasmo… partendo da dove ci troviamo… x andare avanti anzi in Alto ” excelsior”=sempre più in alto..diceva il mio primo parroco tanti anni fa…
    Una preghiera x la mia diocesi…he sta passando un momento non facile … non da ora e x vari motivi… un abbraccio e una preghiera reciproca**
    ****
    Mi sembra opportuno dare qualche flash sul convegno ” testimoni digitali” ( visto che nessuno ne ha ancora parlato su questo blog).
    Riassumo il tutto in poche parole….
    DISCERNIMENTO, ovvero osservare ascoltarecomprendere valutare , possibilmente insieme.
    PARTECIPAZIONE cioè , farsi presenti, non tirarsi fuori.
    ANIMA….per offrire una testimonianza cristiana…che ha una sua originalità…xchè ha una origine ben precisa.
    RELAZIONE che non si improvvisano ma si costruiscono , nel rispetto , nel dialogo… nel confronto sereno e positivo.. con un supplemento di carità.
    RESPONSABILITA’ sinonimo di fedeltà testimonianza, verità , franchezza: il tutto in modo propositivo, non aggressivo o apologetico … ” La verità si difene da sola..” ( card. Bea, un Padre del Concilio vat. II)
    ***
    LO Spirito Santo impalpabile- solo apparentemente- come e “onde” Web… ci dia una mano!!!

  6. Cara Cristina, ti dico solo una cosa(gli altri ti hanno detto già tutto)Prega e affidati a LUI. Solo LUI sa di che cosa hai bisogno.Saluti a tutti

  7. Ho conosciuto mia moglie quando avevo 31 anni, e mi sono fidanzato con lei a 32.

    Non c’è stata nessuna storia precedente, perché io, anche nei momenti in cui sono stato più lontano da Dio e dalla Chiesa, ho sempre voluto un matrimonio, e non una “storia”.

    C’è stata tanta sofferenza in questa attesa, ma oggi benedico questa attesa, perché ho capito che era necessaria.

    Se avessi conosciuto Marina solo 3 o 4 anni prima, penso che non le avrei dedicato un secondo sguardo. Perché noi diciamo che ci sono altre cose che contano, oltre alla bellezza e più della bellezza, ma la verità è che, alla fine, proprio sulla base dell’aspetto esteriore noi “tagliamo” gran parte delle anime che potrebbero completarci.

    Io credevo di essere “sfortunato” perché non riuscivo a trovare la persona giusta.
    Oggi ho capito che ero io a non essere la persona giusta.

    C’è stato un momento ben preciso del nostro fidanzamento (e del mio cammino di fede, che durava già da qualche anno), quando questo sarebbe potuto anche terminare, in cui Dio mi ha fatto sentire in modo chiaro che proprio Marina era la persona che Lui aveva pensato per me.

    A Cristina, se sta leggendo, vorrei porre una domanda: sei DAVVERO disposta a mettere la tua vita nelle mani di Dio, ad accettare la Sua proposta, senza porre condizioni?

    Perché Dio davvero può farti volare, ma solo se ti fidi di Lui, se ti abbandoni a Lui.

    Se sei disposta, mettiti in un cammino di spiritualità “serio”, con un direttore spirituale in gamba che ti segua ed una comunità che ti supporti, e vedrai accadere meraviglie nella tua vita. Se il matrimonio è la tua vocazione, vedrai che incontrerai la persona adatta, ma solo quando sarai pronta ad incontrarla. E magari sarà molto diversa, esteriormente ed interiormente, da come te l’aspetti e da come la desideri. Perché Dio non ti manderà la persona che vuoi, ma la persona che può farti diventare migliore.

    “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6, 33).

    Nel tempo ho scritto delle poesie per la mia sposa, e ne ho condiviso un paio su Internet, che penso possano completare questo mio commento.

    Se qualcuno fosse interessato, le può leggere qui:

    http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-1144

    e qui:

    http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-24349

    Mi viene anche in mente che c’è una bella preghiera per i single, da un libro di Jean Vanier, che trovate qui di seguito. Perdonate il post un po’ lungo.

    Noi che non siamo impegnati con te, Gesù, in un celibato consacrato né nel matrimonio, che non siamo impegnati con i nostri fratelli in una comunità, noi veniamo a rinnovare la nostra alleanza con te.

    Noi continuiamo a seguire questa strada sulla quale ci hai chiamati ma della quale non ci dai il nome, portiamo questa povertà di non sapere dove ci guidi.

    Su questa stada c’è la ferita di non essere scelti, non amati, non attesi, non toccati; c’è la ferita di non scegliere, di non amare, attendere, toccare.

    Non abbiamo appartenenza. La nostra casa non è un focolare: non abbiamo dove riposare il capo.

    Se ci succede, davanti alla scelta degli altri, di essere impazienti e depressi, infelici davanti alla loro efficacia, tuttavia noi diciamo di nuovo sì a questo cammino. Crediamo che sia quello della nostra fecondità, che sia necessario passare da questo per crescere in te.

    Poiché i nostri cuori sono poveri e vuoti, sono disponibili. Noi li facciamo diventare spazio di accoglienza per i nostri fratelli.

    Poiché i nostri cuori sono poveri e vuoti, sono feriti. Lasciamo salire verso di te il grido della nostra sete.

    E ti rendiamo grazie, Signore, per la via di fecondità che hai scelto per noi.

    (Jean Vanier, da “La comunità. Luogo del perdono e della festa”)

    A tutte le persone che soffrono perché sono sole, a tutte quelle che soffrono perché fanno fatica ad essere fedeli alla promessa che hanno fatto, a tutti coloro che sono in ricerca (e spero tanto che tutti i lettori di questo blog sentano questo desiderio di continuare sempre a cercare una verità più completa e più grande nella propria vita), il mio fraterno augurio:

    Pace e Bene!
    Mario

  8. Qualche tempo fa, una persona che aveva partecipato a un corso vocazionale francescano ad Assisi, mi aveva raccontato che i frati hanno spiegato che le vocazioni sono due, o al matrimonio o alla vita consacrata, e che il discernimento, più presto che tardi, ti deve condurre verso una delle due scelte.
    Era turbata da questo aut-aut, soprattutto dal fatto che una terza possibilità non fosse contemplata.
    L’ho incoraggiata a leggere tra le righe anche se le ho detto e mi sono detta che la terza possibilità non può non esistere… per quanto mi riguarda, so che, se mai fossi stata presente al corso, avrei tagliato la corda immediatamente dopo aver sentito teorizzare che nella vita si deve per forza scegliere tra testa o croce.
    Certo, scegliere una volta per tutte significa decidere un modo chiaro di farsi dono agli altri. Ma ho capito – non da sola – che anche chi non sceglie, o non è scelto, in qualche modo si fa comunque dono agli altri.

    Per questo trovo davvero bella la preghiera del single e ringrazio Mario per averla divulgata!
    Mi fa molto effetto, in particolare, l’inizio:
    “Noi che non siamo impegnati con te, Gesù, in un celibato consacrato né nel matrimonio, che non siamo impegnati con i nostri fratelli in una comunità, noi veniamo a rinnovare la nostra alleanza con te.
    Noi continuiamo a seguire questa strada sulla quale ci hai chiamati ma della quale non ci dai il nome, portiamo questa povertà di non sapere dove ci guidi.”
    La dedico alla mia “amica disorientata”.

    Quanto a me, anche se ogni tanto mi ritrovo in quello che canta Antonello Venditti (“la solitudine è una strana compagna, lei ti sorride come una p****** e poi ti lascia senza il fiato per poter gridare:- Stai, stai con me.-“), credo che non sia importante tanto capire dove il Signore ci stia guidando, quanto la certezza di sapere che ci tiene sempre per mano!!!

  9. Scriviamo a 4 mani in differita: Io a Torino e Lorenzo in trasferta in Turchia… collegati via skype.
    Era un po’ quella (descritta nella “cristina” di turno la nostra vita prima di incontrarci.
    Tanto desiderio di impegnarci in relazioni che mettessero al centro la persona e altrettanta delusione nello scoprire che dall’altra parte c’era solo superficialità.
    Poi dopo una grossa delusione lessi una frase: “colui che sposerai è vivo, è da qualche parte… si sta preparando ad incontrarti, anche lui ti sta aspettando…prega per lui”.
    Così ho fatto.
    E’ stata una lunga attesa:
    ma ne è valsa la pena.
    Un autore che ci piace molto (Michel Quoist) dice nel suo libro “Parlami d’amore”
    “o mio bell’amore sconosciuto … per te di tutta la mia forza adesso voglio arricchirmi per poter arricchire te, perchè quanto tu ti donerai attraente ai miei occhi io non voglio rapirti come un ladro che arriva, ma accoglierti come un tesoro offerto perchè il tesoro sai tu e ti domerai….”
    Il pregare per il “mio futuro marito” mi ha dato molta forza nel periodo in cui vedevo le amiche man mano trovare una collocazione affettiva e io presa tra il lavoro e la parrocchia, il servizio a lourdes, gli scout mi chiedevo se tutto quello avesse un senso.
    Abbiamo letto che ww parla dei corsi ad Assisi.
    Noi è lì che ci siamo conosciuti (ed è stato un delirio!!!!), abbiamo preso coscienza di quanto il Signore tira dei fili invisibili davvero da lontano che conducono al tuo bene.
    E’ vero I frati a questi corsi cercano di fare una grande distinzione tra chi è chiamato al Matrimonio e chi è chiamato alla vita consacrata.
    Verissimo.
    Però ci permettiamo di aggiungere che nel corso per fidanzati vengono dati degli elementi validissimi per “corteggiare” in modo Cristiano.
    1 – creare le situazioni pozzo cioè delle situazioni di incontro autentico tra ragazzi e ragazze (cosi come molti corteggiamenti nella Bibbia avvenivano davanti ad un pozzo.
    2- curare la propria fisicità, valorizzarsi
    3- tenere presente che passati i 30 anni ci si innamora in maniera diversa rispetto a quando se ne aveva 20
    4 – creare fascino, assumendo i tratti di gesù (che aiuta a fare verità in se, non umilia, non giudica, che accoglie, che da e non prende…)
    Per rispondere a Paolo l’idea di creare una agenzia matrimoniale “cattolica” ci attira molto.
    Ora finiamo il corso di diploma in pastorale famigliare e poi vediamo; abbiamo anche in mente un nome: Il Pozzo di Giacobbe.
    Bello no?
    PS: Paolo domani porto la mia mamma a sentire la tua conferenza (questa volta non è sbagliato il giorno no??)

    1. Ciao, mi chiamo Irene e scrivo da Roma. Ho scoperto questo sito cercando uno spazio di confronto per chi, come me, vive la condizione di solitudine.
      Mi ha fatto piacere leggere della vostra esperienza ad Assisi, perché è stata anche la mia nel 2001. Io condivido anche la proposta di uno spazio di incontro per chi è in cerca di una persona con cui condividere la vita in modo serio (ma non serioso!) e gioioso. A Roma esiste “Cantico dei Cantici”; a Milano (l’ho scoperto da poco e voglio approfondire), l’agenzia matrimoniale cattolica “Familia Nova”, oltre all’esperienza dell’ “Anello D’Oro”, nata 50 anni fa ad opera di un sacerdote all’interno del Consultorio “La Casa”. E so che anche nella parrocchia di Bovolone (VR) si tengono degli incontri per persone in cerca di un senso alla loro condizione di soli.
      Non è facile vivere questa solitudine con serenità; spesso non è neanche facile creare delle relazioni di semplice amicizia, perché ognuno è legato dalle proprie paure, ferite, resistenze, abitudini…che si affiancano al forte desiderio di amare ed essere amati, anche fisicamente. Io, per esperienza personale, ho tuttora grosse difficoltà ad inserirmi in un gruppo…Roma è grande e dispersiva e rischi di sentirti annullato e schiacciato da tante difficoltà. Una preghiera per me. Grazie! Irene

  10. @cinzia e lorenzo
    Grazie per la testimonianza, per avermi chiarito un po’ le idee sui corsi ad Assisi…
    e in bocca al lupo per il vostro “Pozzo di Giacobbe”!

  11. Bel sasso lanciato Paolo!

    Condivido pienamente quanto suggerito da Cinzia e Lorenzo. E voglio sottolineare il pozzo. Meditare che sempre ci viene chiesto di conquistare, di corteggiare per portare a Gesù.

    Icona è l’incontro di Gesù con la Samaritana. Dove avviene l’incontro? Al pozzo. C’è una disponibilità di Gesù, un togliersi i pregiudizi nell’incontro. Una donna, 2000 anni fa, che a mezzogiorno va al pozzo… sicuramente per evitare di fare incontri, visto il caldo. Gesù la “corteggia”, non si pone i problemi che era donna, e per giunta samaritana (ossia poco di buono), inoltre ha avuto 5 mariti. Ecco questo per dire che nell’incontro con l’altro dobbiamo sempre toglierci i pregiudizi gli stereotipi, che ci tengono inchiodati (soprattutto crescendo – verissimo che a 30 anni ci si innamora in maniera diversa che a 20). Oltre al fatto che c’è una superficialità, ma del resto come cristiani siamo chiamati a essere nel mondo, ma non del mondo. Dunque possiamo, con l’aiuto di Dio, riuscire a conquistare e a portare nella profondità, anche in una conoscenza che cerca di essere sfuggente e superficiale.

    Non so se ho confuso meglio le idee.
    Un caro saluto. Francesco

  12. Già, anch’io vorrei potere avere Cristina a portata di mano (tra l’altro ho un’amica con lo stesso nome e problema … grosso problema) e … siamo delle stesse parti.

    Non aggiungo altro perchè tanto è stato detto e poi – non so – non vorrei incappare nel “provaci tu!!!” o similari.

    Non rinunciare alla tua bellezza interiore, non svenderti, Cristina, non nascondere il tuo tesoro e mostralo a tutti, sei troppo preziosa e … magari, ti capiterà di insegnare ad amare a qualcuno che potrebbe sembrare “il peggio del peggio”.
    Tutto è possibile.

  13. Leggere questa discussione mi ha allargato un po’ il cuore e fatto sentire un po’ meno solo e smarrito, riassaporare il gusto dell’essenziale anche se doloroso ma Vero, anche se fa emergere le mie fragilità e quello che non c’è ancora, mi ritorna di forza il Vangelo di oggi “Non sia turbato il vostro cuore, abbiate Fede in Dio…Io sono la Via, la Verità, la Vita…”. Avrò io mai questa Fede e il coraggio di viverla con gioia?

  14. Touchè!
    Evviva gli “amici” che qui incontro e che riaccendono in me la fiamma della consapevolezza e della speranza. La mia “storia” (35 anni con il mio primo ed unico uomo) da nove anni sofferente per l’intromissione di un’altra persona e per “virate ad ampio raggio” del ragazzo con cui sono cresciuta ed ho conosciuto la vita, è ancora in piedi, anche se piuttosto malconcia proprio per la presenza di Gesù nella mia esistenza. E’ difficile, quasi eroico, ma non impossibile corteggiare per il Signore. Molte cose stanno cambiando, nessuna certezza però mi è data! Una preghiera.

  15. Scusate se mi permetto di coomentare,ma la solitudine è essere se stessi,pareti alla relazio9ne senza confondersi. Come Gesù.che era un uomo libero e coerente
    con se stesso- Uomo e Dio che trovava il suo essere partendo dalla preghiera in solitudine. certo la vita di fede porta alla solutidine e io lo vissuta e la vivo
    continuamente in famiglia e a scuola
    dove insegno religione e sono solo
    Grazie.
    Scusate io Fiorenzo Franceschini ho effettuato l’iscrizione alla Associazione
    Zaccheo ma non ho avuto riscontro di tale iscrizione.se potete avvisare Paolo curtaz.
    Fiorenzo Franceschini, Francia2@aliceposta.it
    grazie

  16. aiuto…ho bisogno di fare luce per la situazione travagliata in cui mi trovo .mi sono completamente innamorata di un uomo sposato:non è una sbandata sono 2 anni che cerco razionalmente di trovare e tornare alla ragione.tra noi non c’è stato nulla ma l’ attrazione mentale è troppo forte mi sto distruggendo perchè resisto al sentimento che provo nei suoi confronti sulla base dei principi morali (non teorici)con i quali sono stata educata.è uno stato di stavolgimento quello in cui mi trovo da una parte la ragione con tutti i suoi principi e valori …dall’ altra ciò che sento e non ho mai provato per nessuno.lui mi rispetta e in silenzio vive lo stesso dramma :da una parte il dovere verso la famiglia dall’ altra ciò che sente .tutto è aggravato dal fatto che non esprimiamo fisicamente il bene che sentiamo di volerci.il sesso non c’entra si tratta di un sentimento che va oltre.è stato un caso il nostro incontro apparteniamo a due realtà completamente differenti e abbiamo vissuto esperienze opposte.

  17. Il fatto di innamorarsi è una cosa bella e succede più volte nella vita, grazie al cielo! Ma dall’innamoramento all’amore ce ne vuole di spazio e di conoscenza! La vostra situazione, al di là della questione morale, è complicata: di fatto non vi conoscete, siete “solo” innamorati. E se lasciaste tutto e vi metteste insieme per poi scoprire che non funziona? Credimi: hi visto moltissimi casi così! La soluzione, credo, non è mollare, e neanche crogiuolarsi in questo sentimento, ma provare a vedere cosa nel tuo rapporto di coppia si è smarrito, si è spento, si è rassegnato. Spesso nell’altro cerchiamo quello che “manca” al nostro coniuge e così ci perdiamo l’intensità di quello che è stato. Come un giardino che avete coltivato in questi anni, facendolo fruttificare: se ora lo abbandoni perchè hai visto un terreno che ti sembra migliore, cosa ne sai dei frutti ce farai? Sai che le statistiche ci dicono che il 70% delle coppie che manifestano una grave crisi, dopo cinque anni si dichiarano molto felici? Il modo di affrontare una crisi penso non sia quello di fuggire (creandosi altri problemi!) ma di affrontare quelli che ci sono e superarli. Come vedi non è una legge che qualcuno da fuori ci ha imposto, ma il modo in cui funziona l’amore. Ti auguro di superare questo momento e di riscoprire tutto quello che hai fatto in questi anni!

  18. Ciao!

    Purtroppo quello che tu racconti è anche il problema che io ho qua a Genova (e non sono il solo) cercare una compagna/o per la vita che possibilmente non sia una persona superficiale ma che abbia idee/valori più profondi.

    ……

  19. PER ARIEL
    carissima in punta di piedi entro nella tua storia … mi ha colpito moltissimo quello che hai scritto e mi spiace per il tuo dolore… purtroppo mi baso solo su quello che leggo non ho la pretesa di trovare una soluzione ne ho la bacchetta magica per tirartene fuori… solo due chiacchiere nulla piu’.
    sono profondamente convinta che non esiste il principe azzurro o come vediamo nei film americani l’uomo giusto o la donna giuste… certo al romanticismo e al cuore gli piace pensare che nel mondo c’e’ una sola persona giusta per noi ma se questa si trova in papuasia e io non faro’ mai il viaggio saro’ una sfigata a vita???
    questo per dire (e non e’la prima volta che lo faccio) che secondo me quest’uomo per il quale hai un sentimento fortissimo e ricambiato non e’ e non sara’ l’unico del mondo per te… il cuore e’ vero e’ ballerino e certe volte fa degli scherzetti ma questo vuol dire che c’e’ speranza che un giorno trovi un uomo che ti faccia battere il cuore allo stesso modo se non di piu’…
    non voglio dirti molla tutto cerca di non vederlo perche’ sono una bacchettona non te lo dico anche perche’ posso immaginare che non sia facile vivere cosi’ ma mi sembra che in questa storia non ci sia una via d’uscita … non ci sia un progetto o un futuro… (ti prego cara amica non prendere a male le mie parole e se ti stia offendendo in qualche modo scusami profondamente sto solo ragionando ad alta voce e se segui il blog lo sai che lo faccio spesso!)
    sono purtroppo molto diretta nel dire cosa vuoi da lui: che lascila moglie per te? cosa vuoi per te: sei pronta ad affrontare le difficolta’ che ci sono nell’amare un uomo separato con figli?

    se la risposta fosse si: vorrei che fosse il mio uomo e che lasciasse la moglie per me … ok va bene non sarebbe ne il primo ne l’ultimo che ha un matrimonio fallito alle spalle … e tu non saresti ne la prima ne l’ultima donna che vive i problemi e le sofferenze che ci sono in queste situazioni…
    ho poche informazioni su come e dove vi incontriate se e’ un collega o un amico … non so nenache se lui ha problemi con la moglie o trova in te una novita’ che lo incuriosisce… posso solo immaginare le difficolta’ anche solo morali che stai affrontando (sono una rovinafamiglie?)
    ho una carissima amiche che ora vive con un divorziato senza figli (situazione molto diversa dalla tua per carita’) si sono comprati casa si vogliono bene e stanno costruendo qualcosa… certo per lei ragazza di parrocchia che crede profondamente la fa soffrire il fatto di non potersi sposare ma poi con serenita’ ha accettato il fatto che il cuore e’ in pace e sereno e a me piace pensare che infondo il Signore a suo modo li abbia benedetti

    la chiesa sull’indissolubilita’ del matrimonio e’ molto chiara e da sposata lo sono anche io … ma siamo uomini e donne che possono sbagliare e per fortuna siamo gia’ stati tutti perdonati dal sangue di Cristo …

    un abbraccio e un sorriso

  20. Grazie Paolo e Molly x le vostre riflessioni e consigli. Da ottiche e con sensibiltà ed esperienze proprie,(e diverse) date ad Ariel un notevole contributo…. xchè continui a riflettere… continui ad interrogarsi … a confrontarsi con la Parola…e con la propria Vita…( e quella altrui!!)
    Da parte nostra – di tutti- continuiamo ad esser vicini ad Ariel con l’affetto e con una semplice e umile preghiera. Ciao Ariel .

  21. Sono passati 22 anni da quando io e mio marito ci siamo conosciuti; un periodo lungo, ma che mi sembra brevissimo, pieno di tante cose belle e brutte. Ma che ha fatto di noi quello che siamo adesso. E’ un dono, quello che abbiamo ricevuto (anche se poi non va dimenticata la fatica quotidiana) ma un dono talmente grande che ancora mi stupisco ogni mattina al risveglio, che ancora ci cerchiamo al telefono se stiamo lontani, che ancora discutiamo e ci scontriamo, consapevoli però che i figli se ne andranno a costruire la loro strada, ma la nostra siamo noi due. E, come ci siamo sempre detti, più con lo sguardo che con le parole, è qualcosa che viene da oltre noi e va oltre, non ci potremmo amare se qualcuno non ci ‘fornisse’ l’amore. “Portami come sigillo sul tuo braccio, portami come sigillo sul tuo cuore, perché forte come la morte è l’amore, potente come gli inferi la passione” (citato a memoria).
    Ed è una gioia che auguro a tutti.

  22. Sarebbe davero una bella idea quella dell’agenzia matrimoniale per ragazzi e ragazze troppo seri!
    🙂
    Questo spazio virtuale, nel quale tu ci aiuti a metterci in contatto…con l’anima…può sicuramente aiutare qualcuno a trovare l’anima gemella!

    A chiunque viva in questo momento una storia d’amore mi permetto di dire una cosa: siate e restate amici, prima che amanti!
    Non bruciate inutilmente le tappe del vostro cammino andando a cercare la sublimazione dei vostri sentimenti reciproci nella sessualità.
    Il dialogo sessuale è un dialogo “totalizzante”, un diaologo che parla di una definitività di vita, di un PER SEMPRE che ancora, da fidanzati, non è attuato, per cui viverla prima significa vivere una menzogna!
    Dare tutto il nostro corpo a chi amiamo, senza avergli dato, prima, tutta la nostra vita, in maniera definitiva, è una bugia.
    L’amore è paziente…

  23. Avevo proprio bisogno di leggere queste parole..d’altronde sono convinta che Dio ci parla in diversi e impensabili modi.
    Viviamo in un mondo dove tutto si vive di fretta, dove prendersi una responsabilità è una cosa paranormale. Sono poche le persone che vivono i rapporti seriamente, che si tratti di amicizia come di rapporto di coppia.
    A 26 anni sembra assurdo sognare un rapporto normale, fatto di progetti futuri che includono casa, famiglia,figli..io non pensavo e non penso di sognare cose irrealizzabili. Sono consapevole che tutto questo sia difficile, so che il rapporto di coppia comporta sacrifici, compromessi,rinunce..ma sono anche consapevole che quando di base c’è amore e affetto tutto passa in secondo piano.
    Certo, bisogna essere in due..e spesso questo non lo si capisce..si tende a dare per scontate molte cose, si tende a non dedicare il giusto tempo all’altra persona, che si tratti di una telefonata o di un semplice messaggio, o anche solo di un gesto di affetto.
    Tutto troppo veloce, tutto troppo alla svelta..tutto troppo lasciato al caso..

  24. Ciao a tutti, scrivo per la prima volta sul sito. Fidanzato da 14, convivente da 11, un figlio di 8, sposato da 6, una conversione a Gesù Cristo nostro Signore nel mentre.

    Vorrei dire a Cristina che l’Amore oltrepassa i nostri sogni, nel senso che arriva dopo che la sua idealizzazione è infranta (se il seme non muore…), esattamente quando irrompe la Vita, se ad essa ci si affida totalmente.

    “L’abissale differenza che io e questo ragazzo abbiamo nel relazionarci alle cose” non è ragione sufficiente, cara amica, e forse semplicemente non era Amore.

    Dico così perchè tale abissale differenza la riscontro ogni giorno tra me e mia moglie. E ciononostante continuo ad amarla oggi da marito ancor più di ieri, sebbene l’azione dello Spirito e del sacramento matrimoniale abbia di certo acuito la percezione delle nostre reciproche differenze.

    Perchè in fondo e sopra a tutto resta l’Amore, quell’amore che non è costruzione ideale o convivenza piccina, ma prontezza concreta e quotidiana a dar sè per il bene dell’altro, foss’anche un bene che ti fa immensamente soffrire, frutto di un legame che è dono di Dio.

    Prima di tutto ciò c’è una sorta di paura che va vinta, io credo: quella di compromettere la propria “visione” dell’amore, quella di chi teme di accontentarsi di meno, oppure la paura della solitudine.

    In quel “meno” apparente c’è un grande “più” che si apprende: la capacità di accogliere e amare l’altro così com’è, debolezze incluse, e di affidare la sua crescita e la sua vita a Dio nella preghiera.
    E quanto alla solitudine, con Dio non lo si è mai.

    Il matrimonio è vocazione, una risposta positiva alla vocazione richiede prontezza spirituale e cuore retto.
    Mi viene il dubbio che chi cresce in ambiti “protetti”, siano pure essi cristiani, non è favorito sempre nell’incontro con l’Amore, quasi la crescita all’interno di un percorso comune e “garantito” rassicuri talmente da rendere pigri spiritualmente.
    Per questo condivido pienamente il suggerimento di don Paolo sull’aprirti alla vita e a nuovi contesti.
    Fiducia! quindi, e un abbraccio fraterno.

  25. Cristina, chi ti scrive è una vita che è solo,solo nel cammino di fede, da bambino
    poi come religioso cappuccino( per 10 anni) quindi sposato e ai me non poter condividere la stessa fede. poi vedovo con due figli piccoli e abbandonato da tutti specie i più stretti e ora chen i figli stanno terminamdo gli studi solo ancora. tante volte ho chiesto il perchè e ho scoperto che la solitudine può diventare un momento di grande opportunità per incontrare Dio,specie
    vedendo la solitudine di Gesù. ( vedi la solitudine del credente di Alberto mello
    monaco di bose). non sei sola io prego per te.

  26. Carissimi,
    toccate argomenti “leggeri”……come vedo! L’amore compiuto nel dono di sè è, ancor oggi, un mistero grandioso, se lo si vuol leggere nella giusta prospettiva. Paure, solitudini, abbandoni, sostegni e tradimenti sono solo alcune delle tappe di un viaggio faticoso e -a volte – pieno di insidie e di trappole. Ma non siamo soli, abbiamo in tutto ciò l’esempio della misericordia e dell’infinito amore del Padre, che qualche volta assume le sembianze di una dura ma dolce croce da condividere col Figlio. Accogliamola, facciamola maturare nel segno della tenerezza, coltiviamola nel giardino della pazienza e i frutti non mancheranno. Porto questa croce da dieci anni, e a volte è insostenibile, ma quando lo sconforto sta per avere la meglio, la sapienza dell’Amore mi si manifesta sempre, mi asciuga gli occhi e mi fa vedere con limpidezza un pezzetto ancora del Disegno di cui fa parte la mia esistenza. Prego per i cuori giovani (e meno giovani), per le coppie che si cercano e per quelle che infine si trovano. Un abbraccio a tutti.

  27. Ho 48 anni e sono single. Colgo l’occasione di questo spazio per confermare l’estrema difficoltà a trovare un compagno che condivida, in questa società consumista anche nelle relazioni, un percorso di vita basato su valori comuni, che non si fermi alla superficie, che abbia voglia di mettersi in gioco. Certo, da qualche parte si deve pure cominciare, conoscendosi pian piano per capire se l’attrazione, necessaria per l’avvicinamento, non sia fine a se stessa, ma sia supportata da buoni sentimenti da coltivare e far crescere. A 48 anni sembra sempre più difficile, anche perché ci si sente sfiorire e si pensa di non poter più regalare nulla di sè ad alcuno, si ha paura di esporre i propri sentimenti per non soffrire più. In Gesù, dopo la Sua riscoperta, ho capito che, invece, è ancora tutto possibile, magari con una maggiore consapevolezza dei limiti, ma certo senza chiudere le porte all’amore. Gesù anzi ti apre all’amore e alla gioia in tutti i suoi aspetti, offrendo la chiave per aprire le porte della speranza.
    La Chiesa, però, di noi single parla poco: nelle varie catechesi che ascolto in giro le categorie cui ci si rivolge sono quasi sempre gli sposati/fidanzati, i consacrati e coloro che stanno facendo un percorso di discernimento vocazionale. Noi siamo relegati in un angolino, l’attenzione non è focalizzata su chi credo invece rappresenti una bella fetta di popolazione, credente o no. Eppure quante povertà di spirito, quante solitudini ed emarginazioni, quanta malattia in questi poveri cuori…
    Allora mi chiedo come sia possibile avvicinare queste persone, spesso disperate nella propria condizione, soffocate dalla paura, dalle delusioni, dall’incertezza del futuro, dalla mancanza di speranza, dall’incapacità di dare una svolta, prendere in mano la propria vita, a qualunque punto essa si trovi, e riscoprire che è bello amare ed essere amati?
    Un saluto a Paolo e a tutti voi ed un grazie per la condivisione

  28. @ Paola
    ciao! Vorrei farti leggere una pagina del libro “Storia di un’anima” di Santa Teresa di Gesù Bambino. Non so se ti farà vedere “il tuo angolino” in modo diverso, ma potrebbe succedere…(io ci provo).

    “Gesù si è degnato di istruirmi riguardo a questo mistero, Egli ha messo davanti ai miei occhi il libro della natura ed io ho compreso che tutti i fiori che Egli ha creato sono belli, che lo splendore della rosa ed il candore del giglio non rubano il profumo alla piccola violetta o la semplicità incantevole alla margherita… Ho compreso che se tutti i piccoli fiori volessero essere rose, la natura perderebbe la sua veste primaverile, i campi non sarebbero più smaltati di fiorellini variopinti.
    Così è nel mondo delle anime, che è il giardino di Gesù. Egli ha voluto creare i grandi Santi, che possono essere comparati ai gigli ed alle rose, ma ne ha creati anche di più piccoli, e questi devono accontentarsi di essere margherite o violette, destinate a rallegrare lo sguardo del Buon Dio, quando Egli si degna di abbassarlo su di loro. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell’essere ciò che Egli vuole che noi siamo”.

  29. Cara Laura, perdona il ritardo con cui rispondo al tuo post. Sì, conosco il pensiero di santa Teresina, l’ho letto tempo fa e lo condivido nella sostanza, ognuno è prezioso e bello agli occhi del Signore, anche se apparentemente insignificante, più piccolo o meno profumato di altri. Il punto però che volevo sottolineare riguarda un angolino formato da persone che, al mondo d’oggi, sono paragonabili ai lebbrosi di allora, ai poveri di spirito e per questo meritano, secondo me, un’attenzione analoga ai beati del discorso della montagna. Persone invisibili, ma fortemente bisognose di aiuto, di carità, di speranza. Anche se ognuno, nel suo piccolo, può accettarsi per ciò che è o è diventato, rimane il fatto che chiede più o meno palesemente di sentirsi rappresentato e di dare voce ad un bisogno che ormai è dilagante: quello di sapere chi siamo, che parte abbiamo nella comunità e nelle nostre vite private che, sovente, si misurano con la solitudine. Io frequento diversi ambienti religiosi che mi siano di stimolo, mi informo, cerco di conoscere, cerco di uscire da questo spazio vuoto della mia condizione di single. Non amo fare la zitellona cinquantenne che si crogiola nella propria acidità per non essersi realizzata in una famiglia (una volta così erano considerate donne come me) o in un convento. Anzi, proprio per il fatto di aver riscoperto la fede e la vicinanza di Dio, ho riscoperto anche il valore della libertà totale e responsabile, che Dio ci chiede come presupposto per la felicità. Non per questo rinuncio alla possibilità che si aprano scenari affettivi più completi, come Dio ha detto “non voglio che l’uomo sia solo”. Allo stesso modo però comprendo pienamente il dramma interiore di chi non solo tiene più o meno consapevolmente lontano Dio, ma ancor più se non è nè sposato nè religioso, due categorie che sembrano essere le uniche possibili nella vita di un cristiano. Per il mondo, compresa la Chiesa (e lo si evince dalle catechesi) o sei così o sei cosà, senza alternative. Maggior risalto viene dato, fortunatamente e finalmente! a separati e divorziati, che spesso sono stati relegati ai margini di comunità ecclesiali perbeniste ed ipocrite. E’ importante rivolgersi a queste categorie che navigano nel mare della vita come barche senza timone. E’ importante per far capire che l’alternativa c’è, esiste ed è una: l’Amore. Con l’amore possiamo superare tutti gli stati anagrafici perchè la dimensione del dono di sè è universale, si esprime a molti livelli ed è fortemente appagante. Per questo sento dentro di me l’urgenza cosmica di questo servizio che la Chiesa tutta insieme deve fornire per formare, riformare, richiamare a sè.
    Ciao
    Paola

  30. E poi c’è un altro aspetto che emerge, e di cui mi sono dimenticata: è l’impossibilità, da parte dei single, a differenza di sposati/fidanzati e religiosi, di condividere. Non di condividere la serata in discoteca, ma di condividere la parte più vera di noi, la parte più intima, una parola che vada oltre la superficie, un gesto d’affetto. Certo, ci sono gli amici, per chi ne ha, ad un certo punto è anche difficile costruire amicizie vere proprio perchè l’egoismo, la conservazione di sè, la pigrizia hanno la meglio; c’è la famiglia, che nella nostra società è diventata quasi un peso; ci sono le associazioni/aggregazioni/movimenti dove spesso vigono leggi d’interesse e dove il singolo si perde nell’interesse comune. Vero: dare senza sperare di ricevere, ma ad una condizione, credo: quella di sentirsi amati, amati da Dio. Perchè l’Amore è reciprocità, condivisione. Almeno così credo di aver capito: si è felici se sappiamo di essere amati; a quel punto amiamo di amore autentico, doniamo autenticamente. Dio ci ama e su questa base il singolo può lavorare per esprimere il proprio amore nel mondo e tra le persone.

  31. Si, Paola, alla fine non conta essere echitettati in un tipo o nell’altro, ma essere quello che siamo chiamati ad essere: quello che conta è scoprire di essere amati, amati proprio da Lui, e allora la nostra vita può diventare dono.
    Al di là della mia condizione, quello che mi fa sentire viva e mi fa amare la vita è sapere di essere amata, il resto viene dopo.
    Secondo me è importante che sia più chiaro, evidente questo: che il Signore ci ama proprio tutti, in ogni condizione. E’ da qui che può partire la nostra risposta. Solo se siamo consapevoli di questo possiamo arrivare a metterci in gioco, altrimenti cosa ci spingerebbe a tanto?
    Un abbraccio!

  32. Interessante questo articolo e gli spunti di condivisione riflessione che ne sono scaturiti. Penso che ci voglia molta lucidità e sensibilità per affrontare temi difficili come questo, che sono causa di sofferenza per tante ragazze e donne, che per i più svariati motivi non riescono a trovare un fidanzato e marito cattolico. Purtroppo si tratta di un problema molto diffuso al giorno d’oggi.
    Il messaggio di fondo della Chiesa è quello di continuare a pregare e mantenere la fede, nonostante lo sconforto e le sofferenze. Questo è quindi un messaggio molto forte di speranza e fede, molto bello.
    Vorrei condividere la mia esperienza su questo argomento, perché anche io in passato ho sofferto molto perché non riuscivo a trovare un ragazzo cattolico con la fede da sposare per creare una famiglia cristiana. Nonostante la sofferenza ho continuato a pregare, e il Signore non mi ha abbandonata. Alla fine, anche se un po’ in là con gli anni, sono riuscita a incontrare un ragazzo cattolico, e dopo un anno di conoscenza ci siamo sposati! Devo ringraziare per questo un’associazione cattolica seria e discreta grazie a cui ho potuto trovare il mio futuro marito: si chiama Movimento Anello d’Oro, gestito dall’Istituto La Casa, un consultorio famigliare cattolico. Quindi vorrei dire a tutte di mantenere viva la fede e la speranza, davvero i piani del Signore sono imprevedibili per noi.

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Article by: Paolo

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