<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Davide: l&#8217;epilogo</title>
	<atom:link href="http://www.paolocurtaz.it/2010/02/davide-lepilogo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/02/davide-lepilogo/</link>
	<description>Pensieri e Parole</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 22:14:45 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Di: andrew</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/02/davide-lepilogo/comment-page-1/#comment-4084</link>
		<dc:creator>andrew</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 14:38:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=637#comment-4084</guid>
		<description>cara lucia1,
a proposito di quel &quot;guai a voi...&quot;, mi ha molto consolato ciò che ascoltai ad una lectio tempo fa. Il padre biblista ci disse che, in greco, il termine utilizzato non è &quot;guai&quot; ma &quot;aimè&quot;! 
E credo, come acutamente fu osservato, che questo apparente minimo cambiamento di significato, nasconda una vera e propria rivoluzione, tale per cui non dobbiamo più vedere in questo ammonimento come la condanna emessa da giudice crudele e distaccato.
Aimè ... significa che Gesù soffre dentro di sè il male dell&#039;altro, è come se un pezzo della sua carne si squrtasse in due quando i suoi figli sono in pericolo e fanno il male. E in effetti, anche nella Parabola del Padre di Luca 15, dopo che il figlio esprime l&#039;intenzione di partire, viene detto a proposito del padre &quot;Egli, poi, divise la vita tra loro&quot;. E anche qui normalmente viene tradotto &quot;divise le sostanze&quot; ma la parola greca è bìos, cioè vita. Come a dire: il male che facciamo divide, spezza in due la vita del Signore.  questo male, però, Gesù deciderà di portarlo sulle sue spalle come un Agnello.accogliere che ho bisogno del fatto che il Padre divida la vita per me, cioè muoia a causa mia, è la Buona Notizia!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara lucia1,<br />
a proposito di quel &#8220;guai a voi&#8230;&#8221;, mi ha molto consolato ciò che ascoltai ad una lectio tempo fa. Il padre biblista ci disse che, in greco, il termine utilizzato non è &#8220;guai&#8221; ma &#8220;aimè&#8221;!<br />
E credo, come acutamente fu osservato, che questo apparente minimo cambiamento di significato, nasconda una vera e propria rivoluzione, tale per cui non dobbiamo più vedere in questo ammonimento come la condanna emessa da giudice crudele e distaccato.<br />
Aimè &#8230; significa che Gesù soffre dentro di sè il male dell&#8217;altro, è come se un pezzo della sua carne si squrtasse in due quando i suoi figli sono in pericolo e fanno il male. E in effetti, anche nella Parabola del Padre di Luca 15, dopo che il figlio esprime l&#8217;intenzione di partire, viene detto a proposito del padre &#8220;Egli, poi, divise la vita tra loro&#8221;. E anche qui normalmente viene tradotto &#8220;divise le sostanze&#8221; ma la parola greca è bìos, cioè vita. Come a dire: il male che facciamo divide, spezza in due la vita del Signore.  questo male, però, Gesù deciderà di portarlo sulle sue spalle come un Agnello.accogliere che ho bisogno del fatto che il Padre divida la vita per me, cioè muoia a causa mia, è la Buona Notizia!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: costanza</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/02/davide-lepilogo/comment-page-1/#comment-4023</link>
		<dc:creator>costanza</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 08:58:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=637#comment-4023</guid>
		<description>Questo brano mi ricorda quanto poco noi genitori conosciamo i nostri figli, così come Davide poco conosceva Assalonne, e quanti notti insonni si passino nel tentare di decifrare i flebili segnali che loro ci mandano; che i figli si seguono, si amano, si difendono anche quando si rivoltano, anche quando insultano, perché non c&#039;è altri che un genitore che può difendere il proprio figlio; salvo poi lasciarli andare, frecce scoccate da un arco il cui fine è il riposo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo brano mi ricorda quanto poco noi genitori conosciamo i nostri figli, così come Davide poco conosceva Assalonne, e quanti notti insonni si passino nel tentare di decifrare i flebili segnali che loro ci mandano; che i figli si seguono, si amano, si difendono anche quando si rivoltano, anche quando insultano, perché non c&#8217;è altri che un genitore che può difendere il proprio figlio; salvo poi lasciarli andare, frecce scoccate da un arco il cui fine è il riposo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Janus</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/02/davide-lepilogo/comment-page-1/#comment-4013</link>
		<dc:creator>Janus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 12:14:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=637#comment-4013</guid>
		<description>Caro Paolo,
questo brano mi fa tornare alla mente un altro episodio, forse più famoso ... forse, a mio avviso, più intenso, più lirico, di più grande spessore (ma questo solo perchè sono innamorato di Omero).

Mi riferisco al brano dell&#039;Iliade, in cui Priamo (Re di Troia)... si prostra fino ai piedi di Achille (un soldato di ventura ... alla fine) per supplicare la restituzione del corpo del figlio Ettore, l&#039;eroe buono e giusto, nobile ed esempio di virtù, caduto per mano dello stesso Achille.

Ecco il nostro Davide mi pare che abbia compiuto la sua parabola : da Achille, passando per Ettore e ritrovando la propria piena ed autentica umanità, nello scoprirsi Priamo.

Ti cito, che meglio non saprei dire: &quot;la vita è una progressiva spogliazione, a volte dolorosa che passa attraverso la riscoperta di una piena umanità&quot;.

A presto,
salùt</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Paolo,<br />
questo brano mi fa tornare alla mente un altro episodio, forse più famoso &#8230; forse, a mio avviso, più intenso, più lirico, di più grande spessore (ma questo solo perchè sono innamorato di Omero).</p>
<p>Mi riferisco al brano dell&#8217;Iliade, in cui Priamo (Re di Troia)&#8230; si prostra fino ai piedi di Achille (un soldato di ventura &#8230; alla fine) per supplicare la restituzione del corpo del figlio Ettore, l&#8217;eroe buono e giusto, nobile ed esempio di virtù, caduto per mano dello stesso Achille.</p>
<p>Ecco il nostro Davide mi pare che abbia compiuto la sua parabola : da Achille, passando per Ettore e ritrovando la propria piena ed autentica umanità, nello scoprirsi Priamo.</p>
<p>Ti cito, che meglio non saprei dire: &#8220;la vita è una progressiva spogliazione, a volte dolorosa che passa attraverso la riscoperta di una piena umanità&#8221;.</p>
<p>A presto,<br />
salùt</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: spina</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/02/davide-lepilogo/comment-page-1/#comment-4003</link>
		<dc:creator>spina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 08:45:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=637#comment-4003</guid>
		<description>Carissima Lucia 1,meno male che noi cristiani abbiamo paura dei &quot;Guai a voi ....&quot; di Gesù.....
Forse perchè lo interpretiamo  solo come &quot;Guai a voi ...&quot;e mai come &quot;guai a me .....&quot;
Abbiamo tanto da imparare da Davide &quot;padre&quot; , che davvero tanto assomiglia al padre della parabola del vangelo :il papà che aspetta e spera sempre che quel figlio tanto amato capisca...nulla di complicato...capisca solo che è atteso e che è infinitamente amato.Come dice Paolo :lui non un altro !
La stessa possibilità di riscatto , la stessa capacità di vedere nell&#039;altro comunque un fattore di cambiamento e di novità positiva,dovremmo averla anche noi...per i fratelli, buoni o cattivi, cristiani o no....
Questa apertura del cuore del &quot;padre&quot; che già dell&#039;antico testamento ci viene incontro....
non come buonismo e passiva sopportazione delle vicissitudini umane, ma come continuo tentativo di costruire un rapporto umano vero,
sincero,che fa crescere,che è fonte di vita ed incentivo al cambiamento anche per chi solo lo scorge ed intuisce da lontano....
Se questo è il messaggio del Dio che nella storia si fa vicino all&#039;uomo, allora capiamo bene come nei &quot;guai&quot;, ed anche belli grossi,
ci siamo già...e non abbiamo da temere un demonio che ci insegua per l&#039;eternità con un forcone,perchè già ora patiamo le conseguenze di tanti &quot;non rapporti&quot;,di tanti incontri abortiti,di tante &quot;ricchezze&quot; ignorate e &quot;snobbate&quot; perchè poste dove noi non vogliamo nemmeno provare a scorgerle.
Cosi continuiamo a non capire e ostinati ci sentiamo sempre più soli ed incompresi....e paradossalmente dalla profondità dei secoli un Dio Padre continua a proporre l&#039;alternativa al nostro essere distruttivo....continua ad aspettare ...con infinita pazienza ed amore.
Baci a tutti ! Spina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima Lucia 1,meno male che noi cristiani abbiamo paura dei &#8220;Guai a voi &#8230;.&#8221; di Gesù&#8230;..<br />
Forse perchè lo interpretiamo  solo come &#8220;Guai a voi &#8230;&#8221;e mai come &#8220;guai a me &#8230;..&#8221;<br />
Abbiamo tanto da imparare da Davide &#8220;padre&#8221; , che davvero tanto assomiglia al padre della parabola del vangelo :il papà che aspetta e spera sempre che quel figlio tanto amato capisca&#8230;nulla di complicato&#8230;capisca solo che è atteso e che è infinitamente amato.Come dice Paolo :lui non un altro !<br />
La stessa possibilità di riscatto , la stessa capacità di vedere nell&#8217;altro comunque un fattore di cambiamento e di novità positiva,dovremmo averla anche noi&#8230;per i fratelli, buoni o cattivi, cristiani o no&#8230;.<br />
Questa apertura del cuore del &#8220;padre&#8221; che già dell&#8217;antico testamento ci viene incontro&#8230;.<br />
non come buonismo e passiva sopportazione delle vicissitudini umane, ma come continuo tentativo di costruire un rapporto umano vero,<br />
sincero,che fa crescere,che è fonte di vita ed incentivo al cambiamento anche per chi solo lo scorge ed intuisce da lontano&#8230;.<br />
Se questo è il messaggio del Dio che nella storia si fa vicino all&#8217;uomo, allora capiamo bene come nei &#8220;guai&#8221;, ed anche belli grossi,<br />
ci siamo già&#8230;e non abbiamo da temere un demonio che ci insegua per l&#8217;eternità con un forcone,perchè già ora patiamo le conseguenze di tanti &#8220;non rapporti&#8221;,di tanti incontri abortiti,di tante &#8220;ricchezze&#8221; ignorate e &#8220;snobbate&#8221; perchè poste dove noi non vogliamo nemmeno provare a scorgerle.<br />
Cosi continuiamo a non capire e ostinati ci sentiamo sempre più soli ed incompresi&#8230;.e paradossalmente dalla profondità dei secoli un Dio Padre continua a proporre l&#8217;alternativa al nostro essere distruttivo&#8230;.continua ad aspettare &#8230;con infinita pazienza ed amore.<br />
Baci a tutti ! Spina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucia1</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/02/davide-lepilogo/comment-page-1/#comment-4001</link>
		<dc:creator>Lucia1</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 07:04:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=637#comment-4001</guid>
		<description>Quando ho letto questo testo per la prima volta, un anno fa, l&#039;ho trovato semplicemente &quot;toccante&quot;.
Ieri, rileggendolo, il primo pensiero è stato &quot;Toh! il figliol prodigo dell&#039;A.T.&quot;
Stamane ho pensato: Davide rappresenta lo stesso padre di Lc.15 quando aspetta il figlio che non si decide a tornare.
Ho ripensato a ciò che abbiamo scritto sull&#039;ultimo post riguardo &quot;coloro che non si convertono&quot; e al loro destino ultimo ed ora l&#039;immagine di questo padre così disperato mi pare molto eloquente.
Già nell&#039;A.T. Dio ci diceva quanto ci ama, quanto soffre per la nostra ostilità, quanto è disposto a perdonarci...
Se noi fossimo capaci di trasmettere agli altri questo volto di Dio forse ci sarebbero più &quot;figli&quot; disposti a riabbracciare il Padre, chissà?
Ieri sera all&#039;incontro di catechesi degli adulti in cui si commentavano le beatitudini di Luca, tutti eravamo preoccupati e spaventati da quei quattro &quot;Guai a voi...&quot;: purtroppo noi cristiani abbiamo ancora tanta paura di Dio, non riusciamo a scrollarci di dosso questo giudice implacabile che con il bilancino soppesa i nostri meriti e le nostre colpe e forse applichiamo agli altri questo stesso metro, facendoci giudici e non padri accoglienti.
Scusate se il mio discorso forse non sembra logico, ma esprimere un&#039;emozione non è sempre facile (pregherei Paolo di correggermi se ho scritto un&#039;eresia).
Buona giornata a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho letto questo testo per la prima volta, un anno fa, l&#8217;ho trovato semplicemente &#8220;toccante&#8221;.<br />
Ieri, rileggendolo, il primo pensiero è stato &#8220;Toh! il figliol prodigo dell&#8217;A.T.&#8221;<br />
Stamane ho pensato: Davide rappresenta lo stesso padre di Lc.15 quando aspetta il figlio che non si decide a tornare.<br />
Ho ripensato a ciò che abbiamo scritto sull&#8217;ultimo post riguardo &#8220;coloro che non si convertono&#8221; e al loro destino ultimo ed ora l&#8217;immagine di questo padre così disperato mi pare molto eloquente.<br />
Già nell&#8217;A.T. Dio ci diceva quanto ci ama, quanto soffre per la nostra ostilità, quanto è disposto a perdonarci&#8230;<br />
Se noi fossimo capaci di trasmettere agli altri questo volto di Dio forse ci sarebbero più &#8220;figli&#8221; disposti a riabbracciare il Padre, chissà?<br />
Ieri sera all&#8217;incontro di catechesi degli adulti in cui si commentavano le beatitudini di Luca, tutti eravamo preoccupati e spaventati da quei quattro &#8220;Guai a voi&#8230;&#8221;: purtroppo noi cristiani abbiamo ancora tanta paura di Dio, non riusciamo a scrollarci di dosso questo giudice implacabile che con il bilancino soppesa i nostri meriti e le nostre colpe e forse applichiamo agli altri questo stesso metro, facendoci giudici e non padri accoglienti.<br />
Scusate se il mio discorso forse non sembra logico, ma esprimere un&#8217;emozione non è sempre facile (pregherei Paolo di correggermi se ho scritto un&#8217;eresia).<br />
Buona giornata a tutti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ww</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/02/davide-lepilogo/comment-page-1/#comment-4000</link>
		<dc:creator>ww</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 21:28:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=637#comment-4000</guid>
		<description>&quot;Il potere, spesso, acceca chi lo vive e avvelena il giudizio.&quot;

Di tanto in tanto penso al mio ambiente lavorativo - uno come tanti - e a quanto sia vera quest&#039;affermazione in quel contesto.

Ancora una volta affido al Signore la mia carriera e Lo prego di non darmi abbastanza potere, se dovessi mai risultarne accecata e/o avvelenata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il potere, spesso, acceca chi lo vive e avvelena il giudizio.&#8221;</p>
<p>Di tanto in tanto penso al mio ambiente lavorativo &#8211; uno come tanti &#8211; e a quanto sia vera quest&#8217;affermazione in quel contesto.</p>
<p>Ancora una volta affido al Signore la mia carriera e Lo prego di non darmi abbastanza potere, se dovessi mai risultarne accecata e/o avvelenata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jenny</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/02/davide-lepilogo/comment-page-1/#comment-3999</link>
		<dc:creator>Jenny</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 19:44:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=637#comment-3999</guid>
		<description>Ci vuole tanta fede e coraggio per dire a un padre che il figlio è morto,in battaglia o x altro motivo.Ne so qual&#039;cosa quando morivano i miei fratelli, ci avvisavano i carabinieri. Mio papà capiva subito come arrivava un milite. Saluti a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci vuole tanta fede e coraggio per dire a un padre che il figlio è morto,in battaglia o x altro motivo.Ne so qual&#8217;cosa quando morivano i miei fratelli, ci avvisavano i carabinieri. Mio papà capiva subito come arrivava un milite. Saluti a tutti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

