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	<title>Commenti a: Shoa</title>
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	<description>Pensieri e Parole</description>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3984</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:46:52 +0000</pubDate>
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		<description>vorrei ricordare, principalmente ai giornalisti, che la tragedia si chiama Shoah o catastrofe. L&#039;olocausto è un sacrificio in cui la vittima è bruciata completamente ma è un sacrificio di lode (Lv 1).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vorrei ricordare, principalmente ai giornalisti, che la tragedia si chiama Shoah o catastrofe. L&#8217;olocausto è un sacrificio in cui la vittima è bruciata completamente ma è un sacrificio di lode (Lv 1).</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3983</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:42:22 +0000</pubDate>
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		<description>al silenzio di Dio ad Auschwitz

Signore, quando ritornerai nella tua gloria, 
non ricordarti solo degli uomini di buona volontà. 
Ricordati anche degli uomini di cattiva volontà. 
Ma, allora non ricordarti delle loro sevizie e violenze. 
Ricordati piuttosto dei frutti che noi abbiamo prodotto 
a causa di quello che essi ci hanno fatto. 
Ricordati della pazienza degli uni, 
del coraggio degli altri, dell&#039;umiltà, 
ricordati della grandezza d&#039;animo, 
della fedeltà che essi hanno risvegliato in noi. 
E fa’, Signore, che questi frutti da noi prodotti 
Siano, un giorno, la loro redenzione. 


Preghiera di un deportato ebreo prima della morte. Fu trovata da un soldato americano, 
scritta su un foglio di carta da pacco, nel lager nazista di Auschwitz appena liberato.
Riportata su una lapide nella cattedrale di Blois.
G. Ravasi, Preghiere, Mondadori</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>al silenzio di Dio ad Auschwitz</p>
<p>Signore, quando ritornerai nella tua gloria,<br />
non ricordarti solo degli uomini di buona volontà.<br />
Ricordati anche degli uomini di cattiva volontà.<br />
Ma, allora non ricordarti delle loro sevizie e violenze.<br />
Ricordati piuttosto dei frutti che noi abbiamo prodotto<br />
a causa di quello che essi ci hanno fatto.<br />
Ricordati della pazienza degli uni,<br />
del coraggio degli altri, dell&#8217;umiltà,<br />
ricordati della grandezza d&#8217;animo,<br />
della fedeltà che essi hanno risvegliato in noi.<br />
E fa’, Signore, che questi frutti da noi prodotti<br />
Siano, un giorno, la loro redenzione. </p>
<p>Preghiera di un deportato ebreo prima della morte. Fu trovata da un soldato americano,<br />
scritta su un foglio di carta da pacco, nel lager nazista di Auschwitz appena liberato.<br />
Riportata su una lapide nella cattedrale di Blois.<br />
G. Ravasi, Preghiere, Mondadori</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Molly</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3951</link>
		<dc:creator>Molly</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:15:11 +0000</pubDate>
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		<description>hei Don Sandro io ci sono .... anzi ci sei tu nelle mie preghiere...
che il Signore si con te!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hei Don Sandro io ci sono &#8230;. anzi ci sei tu nelle mie preghiere&#8230;<br />
che il Signore si con te!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucia1</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3950</link>
		<dc:creator>Lucia1</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 06:26:39 +0000</pubDate>
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		<description>@ don Sandro

Coraggio!
Ti siamo vicini!
Un abbraccio da tutti noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ don Sandro</p>
<p>Coraggio!<br />
Ti siamo vicini!<br />
Un abbraccio da tutti noi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: spina</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3948</link>
		<dc:creator>spina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 17:55:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=626#comment-3948</guid>
		<description>Un animale feroce  ranicchiato nella parte d&#039;ombra in ognuno di noi:questo è il razzismo, duro a morire perchè parte dell&#039;uomo, impastato di bene e di male.Per non dimenticare quanto atroce sia l&#039;uomo non rifiutiamo questa verità,se ci ascoltiamo la sentiamo emergere anche solo quanto guardiamo un altro essere umano e pensiamo che ci sia un qualunque motivo per cui lui non ha gli stessi nostri diritti, desideri, sentimenti.
Non ci sono giustificazioni ad una disposizione d&#039;animo qualsiasi che ci porti a pensare che noi ,io,sono diverso , quindi merito quel che sono e che possiedo mentre un&#039; altro no.
Dio è venuto a stravolgere questo &quot;ordine&quot; del pensiero umano ecco perchè qualcuno lo ha rifiutato, qualcuno lo ha ucciso, qualcuno lo ha strumentalizzato , qualcuno lo ha annacquato!
Per non dimenticare quanto sia feroce l&#039;intelligenza umana posta al servizio dell&#039;odio....non neghiamo a noi stessi che siamo tutti capaci di diventare omicidi....
Crediamo con altrettanta forza che un Dio , in carne ed ossa, un Dio uomo è venuto a dirci che possiamo essere altro....irrimediabilmente segno di contraddizione quaggiù,veri uomini realizzati e felici con LUI a fianco.Spina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un animale feroce  ranicchiato nella parte d&#8217;ombra in ognuno di noi:questo è il razzismo, duro a morire perchè parte dell&#8217;uomo, impastato di bene e di male.Per non dimenticare quanto atroce sia l&#8217;uomo non rifiutiamo questa verità,se ci ascoltiamo la sentiamo emergere anche solo quanto guardiamo un altro essere umano e pensiamo che ci sia un qualunque motivo per cui lui non ha gli stessi nostri diritti, desideri, sentimenti.<br />
Non ci sono giustificazioni ad una disposizione d&#8217;animo qualsiasi che ci porti a pensare che noi ,io,sono diverso , quindi merito quel che sono e che possiedo mentre un&#8217; altro no.<br />
Dio è venuto a stravolgere questo &#8220;ordine&#8221; del pensiero umano ecco perchè qualcuno lo ha rifiutato, qualcuno lo ha ucciso, qualcuno lo ha strumentalizzato , qualcuno lo ha annacquato!<br />
Per non dimenticare quanto sia feroce l&#8217;intelligenza umana posta al servizio dell&#8217;odio&#8230;.non neghiamo a noi stessi che siamo tutti capaci di diventare omicidi&#8230;.<br />
Crediamo con altrettanta forza che un Dio , in carne ed ossa, un Dio uomo è venuto a dirci che possiamo essere altro&#8230;.irrimediabilmente segno di contraddizione quaggiù,veri uomini realizzati e felici con LUI a fianco.Spina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sandro</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3945</link>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 15:46:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=626#comment-3945</guid>
		<description>grazie delle belle testimonianze di robis , ww ,molly , lucia( son stazionario di salute, grazie x interessamento)
Son stato ad Auswhich... e il cuore si fa piccolo... guardando quei cumuli di ...occhiali ... o di capelli... o di sandaletti...e le camere a gas..  pensando a cosa puoì arrivare a compiere... la cattiveria umana!!!
Stein. Kolbe. Bonhoffer... solo alcuni tra i piu&#039; noti... ma  come sempre dove abbonda il peccato ....sovrabbonda la Grazia( xche&#039; certo  in quel luogo insieme a tanta zizzania... Dio ha raccolto anche tanto buon grano...
 Forse non ci resta-- oltre che ricordare-- che pregare... sullo stile del lebbroso....&quot; se vuoi puoi guarirmi!!! &quot; se TU vuoi puoi purificare il cuore umano.... da un cuore di pietra renderlo un cuore di carne... capace di amare , di donare......se vuoi PUOI xche&#039; la Tua Onnipotenza la riveli soprattutto nel Perdono... e nella Misaericordia.&quot;    &quot;SI    lo voglio!!!! &quot; 
 diamogli una mano.... e anche un  Cuore... se di Carne ...meglio!!
 ricordando anche quanto diceva uno di questi martiri....&quot; non e&#039; l&#039;atto religioso  a fare il Cristiano... ma il prender parte alla Sofferenza di Dio nella vita del mondo...&quot;
  intanto impariamo ad accogliere nell&#039;altro cio&#039; che ci unisce... prima di cio&#039; che ci divide!!!
...m e&#039; capitato di chiedere in occasione del mio peregrinare egli ospedali... la preghiera al una giovane donna islemica( ci unisce la fede in DIO) ...ed e&#039; stato bello saper che ha pregato e fatto pregare tanti  Figli di Dio islamici.... L&#039;Unico Dio... 
 una preghiera reciproca..... anche xche&#039; i controlli ... continuano... e ho bisogno di saper che ... son sostenuto dalla preghiera di ...tanti. un abbraccio!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie delle belle testimonianze di robis , ww ,molly , lucia( son stazionario di salute, grazie x interessamento)<br />
Son stato ad Auswhich&#8230; e il cuore si fa piccolo&#8230; guardando quei cumuli di &#8230;occhiali &#8230; o di capelli&#8230; o di sandaletti&#8230;e le camere a gas..  pensando a cosa puoì arrivare a compiere&#8230; la cattiveria umana!!!<br />
Stein. Kolbe. Bonhoffer&#8230; solo alcuni tra i piu&#8217; noti&#8230; ma  come sempre dove abbonda il peccato &#8230;.sovrabbonda la Grazia( xche&#8217; certo  in quel luogo insieme a tanta zizzania&#8230; Dio ha raccolto anche tanto buon grano&#8230;<br />
 Forse non ci resta&#8211; oltre che ricordare&#8211; che pregare&#8230; sullo stile del lebbroso&#8230;.&#8221; se vuoi puoi guarirmi!!! &#8221; se TU vuoi puoi purificare il cuore umano&#8230;. da un cuore di pietra renderlo un cuore di carne&#8230; capace di amare , di donare&#8230;&#8230;se vuoi PUOI xche&#8217; la Tua Onnipotenza la riveli soprattutto nel Perdono&#8230; e nella Misaericordia.&#8221;    &#8220;SI    lo voglio!!!! &#8221;<br />
 diamogli una mano&#8230;. e anche un  Cuore&#8230; se di Carne &#8230;meglio!!<br />
 ricordando anche quanto diceva uno di questi martiri&#8230;.&#8221; non e&#8217; l&#8217;atto religioso  a fare il Cristiano&#8230; ma il prender parte alla Sofferenza di Dio nella vita del mondo&#8230;&#8221;<br />
  intanto impariamo ad accogliere nell&#8217;altro cio&#8217; che ci unisce&#8230; prima di cio&#8217; che ci divide!!!<br />
&#8230;m e&#8217; capitato di chiedere in occasione del mio peregrinare egli ospedali&#8230; la preghiera al una giovane donna islemica( ci unisce la fede in DIO) &#8230;ed e&#8217; stato bello saper che ha pregato e fatto pregare tanti  Figli di Dio islamici&#8230;. L&#8217;Unico Dio&#8230;<br />
 una preghiera reciproca&#8230;.. anche xche&#8217; i controlli &#8230; continuano&#8230; e ho bisogno di saper che &#8230; son sostenuto dalla preghiera di &#8230;tanti. un abbraccio!!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pa</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3943</link>
		<dc:creator>Pa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:19:22 +0000</pubDate>
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		<description>@robis grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@robis grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: robis</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3940</link>
		<dc:creator>robis</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 08:47:09 +0000</pubDate>
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		<description>Mercoledì sera ho assistito ad un concerto che gli alunni (orchestra e coro) del Conservatorio di Milano hanno voluto offrire alla città in occasione della Giornata della Memoria. Erano tutti ragazzi giovanissimi e questo mi ha fatto ancora di più apprezzare quanto era scritto nella presentazione della serata:

“Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria della Shoah, cioè dell’omicidio di massa più terribile che la
storia ricordi, perché pianificato freddamente, a tavolino, per anni, burocratizzato fino
all’inverosimile, proprio per renderlo “normale” e “accettabile” alla gente comune: per questo è
stato istituito il Giorno della Memoria; per aiutare tutti, ma soprattutto i giovani, a tenere sveglie le
coscienze, a insegnare a non cedere al conformismo, alle frasi fatte di chi vuole, addormentando il
nostro senso morale, renderci complici prima di semplici battute pseudoumoristiche o di
generalizzazioni, poi di insulti, di piccole angherie, che, se lasciate impunite, possono diventare
grandi, fino ad arrivare al vilipendio, all’esclusione, alla persecuzione, infine al dramma.
E questo potrebbe avvenire, e purtroppo in molti casi ancora avviene, nei confronti di tutti: Ebrei,
Cristiani, Musulmani, Neri, Zingari, Extracomunitari …, ma non tutti a quel tempo hanno accettato questa terrificante “normalità” dell’orrore, e per questo, grazie ai “Giusti”, che hanno aiutato, nascosto, salvato dei loro simili anche a rischio della propria vita, è possibile raccontare e ricordare, e liberamente ascoltare.”

Il concerto si è aperto con l’esecuzione de “Un sopravvissuto di Varsavia” di Schoenberg. E’ incredibile come l’ascolto di quest’opera ti catapulti dentro l’orrore di quello che è stato: il recitativo altamente drammatico…straziante…l’accompagnamento dell’orchestra con suoni stridenti, improvvisi squilli di trombe e di corni…nessun riferimento tonale né ritmico…un senso di grande sbandamento…lo smarrimento totale dell’uomo…angoscia e dolore…e presentimento di morte…la senti avvicinarsi!
Ma…incredibile…nel momento culmine del terrore…improvvisamente i duecento ragazzi del coro si alzano e intonano “Shema Ysraël”.
Andare incontro alla morte invocando Dio, affidandosi a Lui…l’Unico che può dare un senso quando la ragione proprio non si trova…
Non fraintendetemi - la musica sicuramente rende l’idea meglio delle mie parole – non voglio togliere nulla allo sgomento causato da tanta sofferenza però, nel turbine di quel delirio,  l’improvvisa “entrata in scena” di Dio, l’aggrapparsi di questo popolo alla propria fede, alla propria storia…è stato un momento di forte emozione…una grande testimonianza…sappiamo cosa rispondere a chi chiede “dov’era Dio?”…Era lì…con loro!

“Non posso ricordare ogni cosa
Devo essere rimasto privo di conoscenza
per la maggior parte del tempo.
Ricordo soltanto il grandioso momento
quando tutti cominciarono a cantare
come se si fossero messi d’accordo,
l’antica preghiera che essi avevano trascurato per tanti anni 
il credo dimenticato!

…

Fu allora che udii il sergente che gridava: “Contateli!”.
Cominciarono lentamente e in modo irregolare
Uno, due, tre, quattro - “Attenzione!”
il sergente urlò di nuovo, “Più svelti!”
“Cominciate di nuovo da capo!
Fra un minuto voglio sapere
quanti ne devo mandare alla camera a gas!
Contateli!”.
Ricominciarono, prima lentamente
uno, due, tre, quattro, poi sempre più presto,
sempre più presto
tanto che alla fine risuonò come una fuga precipitosa
di cavalli selvaggi
e tutto ad un tratto, nel mezzo del tumulto,
essi cominciarono a cantare:

Shema Ysraël
Adonai, Elohenu,
Adonai echad;
Veahavta et Adonai elohecha
bechol levavcha,
uvechol nafshecha
Uvechol meodecha.
Vehayù had e varim haéleh
asher anochi metsavecha
hajom al levavecha
veshinantòm levanecha
vedibarta bam
beschitecha, bevetecha
uv’lechetecha vadérech
uvshochbecha
evkumecha.”

(Ascolta Israele,
il Signore è il Dio nostro,
il Signore è uno.
Amerai il Signore tuo Dio
con tutto il tuo cuore
con tutta la tua anima
e con tutte le tue forze
e saranno queste parole
che io ti comando oggi,
sul tuo cuore
le ripeterai ai tuoi figli
e ne parlerai con loro,
stando nella tua casa
camminando per la via,
quando ti coricherai
e quando ti alzerai.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì sera ho assistito ad un concerto che gli alunni (orchestra e coro) del Conservatorio di Milano hanno voluto offrire alla città in occasione della Giornata della Memoria. Erano tutti ragazzi giovanissimi e questo mi ha fatto ancora di più apprezzare quanto era scritto nella presentazione della serata:</p>
<p>“Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria della Shoah, cioè dell’omicidio di massa più terribile che la<br />
storia ricordi, perché pianificato freddamente, a tavolino, per anni, burocratizzato fino<br />
all’inverosimile, proprio per renderlo “normale” e “accettabile” alla gente comune: per questo è<br />
stato istituito il Giorno della Memoria; per aiutare tutti, ma soprattutto i giovani, a tenere sveglie le<br />
coscienze, a insegnare a non cedere al conformismo, alle frasi fatte di chi vuole, addormentando il<br />
nostro senso morale, renderci complici prima di semplici battute pseudoumoristiche o di<br />
generalizzazioni, poi di insulti, di piccole angherie, che, se lasciate impunite, possono diventare<br />
grandi, fino ad arrivare al vilipendio, all’esclusione, alla persecuzione, infine al dramma.<br />
E questo potrebbe avvenire, e purtroppo in molti casi ancora avviene, nei confronti di tutti: Ebrei,<br />
Cristiani, Musulmani, Neri, Zingari, Extracomunitari …, ma non tutti a quel tempo hanno accettato questa terrificante “normalità” dell’orrore, e per questo, grazie ai “Giusti”, che hanno aiutato, nascosto, salvato dei loro simili anche a rischio della propria vita, è possibile raccontare e ricordare, e liberamente ascoltare.”</p>
<p>Il concerto si è aperto con l’esecuzione de “Un sopravvissuto di Varsavia” di Schoenberg. E’ incredibile come l’ascolto di quest’opera ti catapulti dentro l’orrore di quello che è stato: il recitativo altamente drammatico…straziante…l’accompagnamento dell’orchestra con suoni stridenti, improvvisi squilli di trombe e di corni…nessun riferimento tonale né ritmico…un senso di grande sbandamento…lo smarrimento totale dell’uomo…angoscia e dolore…e presentimento di morte…la senti avvicinarsi!<br />
Ma…incredibile…nel momento culmine del terrore…improvvisamente i duecento ragazzi del coro si alzano e intonano “Shema Ysraël”.<br />
Andare incontro alla morte invocando Dio, affidandosi a Lui…l’Unico che può dare un senso quando la ragione proprio non si trova…<br />
Non fraintendetemi &#8211; la musica sicuramente rende l’idea meglio delle mie parole – non voglio togliere nulla allo sgomento causato da tanta sofferenza però, nel turbine di quel delirio,  l’improvvisa “entrata in scena” di Dio, l’aggrapparsi di questo popolo alla propria fede, alla propria storia…è stato un momento di forte emozione…una grande testimonianza…sappiamo cosa rispondere a chi chiede “dov’era Dio?”…Era lì…con loro!</p>
<p>“Non posso ricordare ogni cosa<br />
Devo essere rimasto privo di conoscenza<br />
per la maggior parte del tempo.<br />
Ricordo soltanto il grandioso momento<br />
quando tutti cominciarono a cantare<br />
come se si fossero messi d’accordo,<br />
l’antica preghiera che essi avevano trascurato per tanti anni<br />
il credo dimenticato!</p>
<p>…</p>
<p>Fu allora che udii il sergente che gridava: “Contateli!”.<br />
Cominciarono lentamente e in modo irregolare<br />
Uno, due, tre, quattro &#8211; “Attenzione!”<br />
il sergente urlò di nuovo, “Più svelti!”<br />
“Cominciate di nuovo da capo!<br />
Fra un minuto voglio sapere<br />
quanti ne devo mandare alla camera a gas!<br />
Contateli!”.<br />
Ricominciarono, prima lentamente<br />
uno, due, tre, quattro, poi sempre più presto,<br />
sempre più presto<br />
tanto che alla fine risuonò come una fuga precipitosa<br />
di cavalli selvaggi<br />
e tutto ad un tratto, nel mezzo del tumulto,<br />
essi cominciarono a cantare:</p>
<p>Shema Ysraël<br />
Adonai, Elohenu,<br />
Adonai echad;<br />
Veahavta et Adonai elohecha<br />
bechol levavcha,<br />
uvechol nafshecha<br />
Uvechol meodecha.<br />
Vehayù had e varim haéleh<br />
asher anochi metsavecha<br />
hajom al levavecha<br />
veshinantòm levanecha<br />
vedibarta bam<br />
beschitecha, bevetecha<br />
uv’lechetecha vadérech<br />
uvshochbecha<br />
evkumecha.”</p>
<p>(Ascolta Israele,<br />
il Signore è il Dio nostro,<br />
il Signore è uno.<br />
Amerai il Signore tuo Dio<br />
con tutto il tuo cuore<br />
con tutta la tua anima<br />
e con tutte le tue forze<br />
e saranno queste parole<br />
che io ti comando oggi,<br />
sul tuo cuore<br />
le ripeterai ai tuoi figli<br />
e ne parlerai con loro,<br />
stando nella tua casa<br />
camminando per la via,<br />
quando ti coricherai<br />
e quando ti alzerai.)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: molly</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3937</link>
		<dc:creator>molly</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 17:37:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=626#comment-3937</guid>
		<description>grazie a WW per averci ricordato di Padre Kolbe e che dire di Edith Stein cioè di Santa Teresa Benedetta della Croce (mi sembra di aver letto che in tedesco quel della si legga anche dalla croce quindi Teresa Benedetta dalla Croce ... una profezzia infondo)   


Un pugnetto di cenere e di terra scura passata al fuoco dei forni crematori di Auschwitz: è ciò che oggi rimane di S. Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein; ma in maniera simbolica, perché di lei effettivamente non c’è più nulla. Un ricordo di tutti quegli innocenti sterminati, e furono milioni, nei lager nazisti. Questo piccolo pugno di polvere si trova sotto il pavimento della chiesa parrocchiale di San Michele, a nord di Breslavia, oggi Wroclaw, a pochi passi da quel grigio palazzetto anonimo, in ulica (via) San Michele 38, che fu per tanti anni la casa della famiglia Stein. I luoghi della tormentata giovinezza di Edith, del suo dolore e del suo distacco. 
Sulla parete chiara della chiesa, ricostruita dopo la guerra e affidata ai salesiani, c’è un arco in cui vi è inciso il suo nome. Nella cappella, all’inizio della navata sinistra, si alzano due blocchi di marmo bianco: uno ha la forma di un grande libro aperto, a simboleggiare i suoi studi di filosofia; l’altro riproduce un grosso numero di fogli ammucchiati l’uno sopra l’altro, a ricordare i suoi scritti, la sua produzione teologica. Ma cosa resta veramente della religiosa carmelitana morta ad Auschwitz in una camera a gas nell’agosto del 1942? 
Certamente, ben più di un simbolico pugnetto di polvere o di un ricordo inciso nel marmo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la sua vicenda è balzata via via all’attenzione della comunità internazionale, rivelando la sua grande statura, non solo filosofica ma anche religiosa, e il suo originale cammino di santità: era stata una filosofa della scuola fenomenologica di Husserl, una femminista ante litteram, teologa e mistica, autrice di opere di profonda spiritualità, ebrea e agnostica, monaca e martire; “una personalità – ha detto di lei Giovanni Paolo II – che porta nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo”. 
Elevata all’onore degli altari l’11 ottobre 1998, la sua santità non può comprendersi se non alla luce di Maria, modello di ogni anima consacrata, suscitatrice e plasmatrice dei più grandi santi nella storia della Chiesa. Beatificata in maggio (del 1987), dichiarata santa in ottobre, entrambi mesi di Maria: si è trattato soltanto di una felice quanto fortuita coincidenza? 
C’è in realtà un “filo mariano” che si dipana in tutta l’esperienza umana e spirituale di questa martire carmelitana. A cominciare da una data precisa, il 1917. In Italia è l’anno della disfatta di Caporetto, in Russia della rivoluzione bolscevica. Per Edith il 1917 è invece l’anno chiave del suo processo di conversione. L’anno del passo lento di Dio. Mentre lei, ebrea agnostica e intellettuale in crisi, brancola nel buio, non risolvendosi ancora a “decidere per Dio”, a molti chilometri dall’università di Friburgo dov’è assistente alla cattedra di Husserl, nella Città Eterna, il francescano polacco Massimiliano Kolbe con un manipolo di confratelli fondava la Milizia dell’Immacolata, un movimento spirituale che nel suo forte impulso missionario, sotto il vessillo di Maria, avrebbe raggiunto negli anni a venire il mondo intero per consacrare all’Immacolata il maggior numero possibile di anime. Del resto – e come dimenticarlo? – quello stesso 1917 è pure l’anno delle apparizioni della Madonna ai pastorelli di Fatima. Un filo mariano intreccia misteriosamente le vite dei singoli esseri umani stendendo la sua trama segreta sul mondo. 
Decisiva per la conversione della Stein al cattolicesimo fu la vita di santa Teresa d’Avila letta in una notte d’estate. Era il 1921, Edith era sola nella casa di campagna di alcuni amici, i coniugi Conrad-Martius, che si erano assentati brevemente lasciandole le chiavi della biblioteca. Era già notte inoltrata, ma lei non riusciva a dormire. Racconta: &quot;Presi casualmente un libro dalla biblioteca; portava il titolo &quot;Vita di santa Teresa narrata da lei stessa&quot;. Cominciai a leggere e non potei più lasciarlo finché non ebbi finito. Quando lo richiusi, mi dissi: questa è la verità&quot;. Aveva cercato a lungo la verità e l’aveva trovata nel mistero della Croce; aveva scoperto che la verità non è un’idea, un concetto, ma una persona, anzi la Persona per eccellenza. Così la giovane filosofa ebrea, la brillante assistente di Husserl, nel gennaio del 1922 riceveva il Battesimo nella Chiesa cattolica. 
Edith poi, una volta convertita al cattolicesimo, è attratta fin da subito dal Carmelo, un Ordine contemplativo sorto nel XII secolo in Palestina, vero “giardino” di vita cristiana (la parola karmel significa difatti “giardino”) tutto orientato verso la devozione specifica a Maria, come segno di obbedienza assoluta a Dio. Particolare non trascurabile – un’altra coincidenza? – il giorno in cui la Stein ottiene la risposta di accettazione da parte del convento di Lindenthal, per cui aveva tanto trepidato nel timore di essere rifiutata, è il 16 luglio del 1933, solennità della Regina del Carmelo. Così Edith offrirà a lei, alla Mamma Celeste, quale omaggio al suo provvidenziale intervento, i grandi mazzi di rose che riceve dai colleghi insegnanti e dalle sue allieve del collegio “Marianum” il giorno della partenza per l’agognato Carmelo di Colonia. 
Il 21 aprile 1938 suor Teresa Benedetta della Croce emette la professione perpetua. Fino al 1938 gli ebrei potevano ancora espatriare, in America perlopiù o in Palestina, poi invece – dopo l’incendio di tutte le sinagoghe nelle città tedesche nella notte fra il 9 e il 10 novembre, passata alla storia come &quot;la notte dei cristalli&quot; – occorrevano inviti, permessi, tutte le carte in regola; era molto difficile andare via. In Germania era già cominciata la caccia aperta al giudeo. 
La presenza di Edith al Carmelo di Colonia rappresenta un pericolo per l’intera comunità: nei libri della famigerata polizia hitleriana, infatti, suor Teresa Benedetta è registrata come &quot;non ariana&quot;. Le sue superiori decidono allora di farla espatriare in Olanda, a Echt, dove le carmelitane hanno un convento. 
Prima di lasciare precipitosamente la Germania, il 31 dicembre del 1938, nel cuore della notte, suor Teresa chiede di fermarsi qualche minuto nella chiesa “Maria della Pace”, per inginocchiarsi ai piedi della Vergine e domandare la sua materna protezione nell’avventurosa fuga verso il Carmelo di Echt. “Ella – aveva detto – può formare a propria immagine coloro che le appartengono”. “E chi sta sotto la protezione di Maria – lei concludeva –, è ben custodito.” 
L’anno 1942 segnò l’inizio delle deportazioni di massa verso l’est, attuate in modo sistematico per dare compimento a quella che era stata definita come la Endlösung, ovvero la &quot;soluzione finale&quot; del problema ebraico. Neppure l’Olanda è più sicura per Edith. Il pomeriggio del 2 agosto due agenti della Gestapo bussarono al portone del Carmelo di Echt per prelevare suor Stein insieme alla sorella Rosa. Destinazione: il campo di smistamento di Westerbork, nel nord dell’Olanda. Da qui, il 7 agosto venne trasferita con altri prigionieri nel campo di sterminio di Auschwitz- Birkenau. Il 9 agosto, con gli altri deportati, fra cui anche la sorella Rosa, varcò la soglia della camera a gas, suggellando la propria vita col martirio: non aveva ancora compiuto cinquantuno anni.


e che dire dei 22,765 giusti tra le nazioni? per ricordarene uno italiano che è diventato famoso grazie ad una fiction televisiva Giorgio Perlasca ... sapete cosa sono vero? (in ebraico: חסידי אומות העולם, traslitterato Chasidei Umot HaOlam) è stato utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo .... 

insomma il bene non era addormentato mentre il male inperversava... 

un sorriso molly</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie a WW per averci ricordato di Padre Kolbe e che dire di Edith Stein cioè di Santa Teresa Benedetta della Croce (mi sembra di aver letto che in tedesco quel della si legga anche dalla croce quindi Teresa Benedetta dalla Croce &#8230; una profezzia infondo)   </p>
<p>Un pugnetto di cenere e di terra scura passata al fuoco dei forni crematori di Auschwitz: è ciò che oggi rimane di S. Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein; ma in maniera simbolica, perché di lei effettivamente non c’è più nulla. Un ricordo di tutti quegli innocenti sterminati, e furono milioni, nei lager nazisti. Questo piccolo pugno di polvere si trova sotto il pavimento della chiesa parrocchiale di San Michele, a nord di Breslavia, oggi Wroclaw, a pochi passi da quel grigio palazzetto anonimo, in ulica (via) San Michele 38, che fu per tanti anni la casa della famiglia Stein. I luoghi della tormentata giovinezza di Edith, del suo dolore e del suo distacco.<br />
Sulla parete chiara della chiesa, ricostruita dopo la guerra e affidata ai salesiani, c’è un arco in cui vi è inciso il suo nome. Nella cappella, all’inizio della navata sinistra, si alzano due blocchi di marmo bianco: uno ha la forma di un grande libro aperto, a simboleggiare i suoi studi di filosofia; l’altro riproduce un grosso numero di fogli ammucchiati l’uno sopra l’altro, a ricordare i suoi scritti, la sua produzione teologica. Ma cosa resta veramente della religiosa carmelitana morta ad Auschwitz in una camera a gas nell’agosto del 1942?<br />
Certamente, ben più di un simbolico pugnetto di polvere o di un ricordo inciso nel marmo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la sua vicenda è balzata via via all’attenzione della comunità internazionale, rivelando la sua grande statura, non solo filosofica ma anche religiosa, e il suo originale cammino di santità: era stata una filosofa della scuola fenomenologica di Husserl, una femminista ante litteram, teologa e mistica, autrice di opere di profonda spiritualità, ebrea e agnostica, monaca e martire; “una personalità – ha detto di lei Giovanni Paolo II – che porta nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo”.<br />
Elevata all’onore degli altari l’11 ottobre 1998, la sua santità non può comprendersi se non alla luce di Maria, modello di ogni anima consacrata, suscitatrice e plasmatrice dei più grandi santi nella storia della Chiesa. Beatificata in maggio (del 1987), dichiarata santa in ottobre, entrambi mesi di Maria: si è trattato soltanto di una felice quanto fortuita coincidenza?<br />
C’è in realtà un “filo mariano” che si dipana in tutta l’esperienza umana e spirituale di questa martire carmelitana. A cominciare da una data precisa, il 1917. In Italia è l’anno della disfatta di Caporetto, in Russia della rivoluzione bolscevica. Per Edith il 1917 è invece l’anno chiave del suo processo di conversione. L’anno del passo lento di Dio. Mentre lei, ebrea agnostica e intellettuale in crisi, brancola nel buio, non risolvendosi ancora a “decidere per Dio”, a molti chilometri dall’università di Friburgo dov’è assistente alla cattedra di Husserl, nella Città Eterna, il francescano polacco Massimiliano Kolbe con un manipolo di confratelli fondava la Milizia dell’Immacolata, un movimento spirituale che nel suo forte impulso missionario, sotto il vessillo di Maria, avrebbe raggiunto negli anni a venire il mondo intero per consacrare all’Immacolata il maggior numero possibile di anime. Del resto – e come dimenticarlo? – quello stesso 1917 è pure l’anno delle apparizioni della Madonna ai pastorelli di Fatima. Un filo mariano intreccia misteriosamente le vite dei singoli esseri umani stendendo la sua trama segreta sul mondo.<br />
Decisiva per la conversione della Stein al cattolicesimo fu la vita di santa Teresa d’Avila letta in una notte d’estate. Era il 1921, Edith era sola nella casa di campagna di alcuni amici, i coniugi Conrad-Martius, che si erano assentati brevemente lasciandole le chiavi della biblioteca. Era già notte inoltrata, ma lei non riusciva a dormire. Racconta: &#8220;Presi casualmente un libro dalla biblioteca; portava il titolo &#8220;Vita di santa Teresa narrata da lei stessa&#8221;. Cominciai a leggere e non potei più lasciarlo finché non ebbi finito. Quando lo richiusi, mi dissi: questa è la verità&#8221;. Aveva cercato a lungo la verità e l’aveva trovata nel mistero della Croce; aveva scoperto che la verità non è un’idea, un concetto, ma una persona, anzi la Persona per eccellenza. Così la giovane filosofa ebrea, la brillante assistente di Husserl, nel gennaio del 1922 riceveva il Battesimo nella Chiesa cattolica.<br />
Edith poi, una volta convertita al cattolicesimo, è attratta fin da subito dal Carmelo, un Ordine contemplativo sorto nel XII secolo in Palestina, vero “giardino” di vita cristiana (la parola karmel significa difatti “giardino”) tutto orientato verso la devozione specifica a Maria, come segno di obbedienza assoluta a Dio. Particolare non trascurabile – un’altra coincidenza? – il giorno in cui la Stein ottiene la risposta di accettazione da parte del convento di Lindenthal, per cui aveva tanto trepidato nel timore di essere rifiutata, è il 16 luglio del 1933, solennità della Regina del Carmelo. Così Edith offrirà a lei, alla Mamma Celeste, quale omaggio al suo provvidenziale intervento, i grandi mazzi di rose che riceve dai colleghi insegnanti e dalle sue allieve del collegio “Marianum” il giorno della partenza per l’agognato Carmelo di Colonia.<br />
Il 21 aprile 1938 suor Teresa Benedetta della Croce emette la professione perpetua. Fino al 1938 gli ebrei potevano ancora espatriare, in America perlopiù o in Palestina, poi invece – dopo l’incendio di tutte le sinagoghe nelle città tedesche nella notte fra il 9 e il 10 novembre, passata alla storia come &#8220;la notte dei cristalli&#8221; – occorrevano inviti, permessi, tutte le carte in regola; era molto difficile andare via. In Germania era già cominciata la caccia aperta al giudeo.<br />
La presenza di Edith al Carmelo di Colonia rappresenta un pericolo per l’intera comunità: nei libri della famigerata polizia hitleriana, infatti, suor Teresa Benedetta è registrata come &#8220;non ariana&#8221;. Le sue superiori decidono allora di farla espatriare in Olanda, a Echt, dove le carmelitane hanno un convento.<br />
Prima di lasciare precipitosamente la Germania, il 31 dicembre del 1938, nel cuore della notte, suor Teresa chiede di fermarsi qualche minuto nella chiesa “Maria della Pace”, per inginocchiarsi ai piedi della Vergine e domandare la sua materna protezione nell’avventurosa fuga verso il Carmelo di Echt. “Ella – aveva detto – può formare a propria immagine coloro che le appartengono”. “E chi sta sotto la protezione di Maria – lei concludeva –, è ben custodito.”<br />
L’anno 1942 segnò l’inizio delle deportazioni di massa verso l’est, attuate in modo sistematico per dare compimento a quella che era stata definita come la Endlösung, ovvero la &#8220;soluzione finale&#8221; del problema ebraico. Neppure l’Olanda è più sicura per Edith. Il pomeriggio del 2 agosto due agenti della Gestapo bussarono al portone del Carmelo di Echt per prelevare suor Stein insieme alla sorella Rosa. Destinazione: il campo di smistamento di Westerbork, nel nord dell’Olanda. Da qui, il 7 agosto venne trasferita con altri prigionieri nel campo di sterminio di Auschwitz- Birkenau. Il 9 agosto, con gli altri deportati, fra cui anche la sorella Rosa, varcò la soglia della camera a gas, suggellando la propria vita col martirio: non aveva ancora compiuto cinquantuno anni.</p>
<p>e che dire dei 22,765 giusti tra le nazioni? per ricordarene uno italiano che è diventato famoso grazie ad una fiction televisiva Giorgio Perlasca &#8230; sapete cosa sono vero? (in ebraico: חסידי אומות העולם, traslitterato Chasidei Umot HaOlam) è stato utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo &#8230;. </p>
<p>insomma il bene non era addormentato mentre il male inperversava&#8230; </p>
<p>un sorriso molly</p>
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		<title>Di: Lucia1</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/shoa/comment-page-1/#comment-3936</link>
		<dc:creator>Lucia1</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 14:22:42 +0000</pubDate>
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		<description>Sono reduce da due giornate piene di &quot;memoria&quot; con i miei alunni di 5° elementare: è stato molto faticoso trovare le parole adatte per far capire loro cosa è stato l&#039;olocausto, ma alla fine alcuni di loro hanno scritto nei loro testi: &quot;Noi siamo il futuro, io voglio impegnarmi perchè simili tragedie non accadano più!&quot;
Prego e spero che sia proprio così.</description>
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Prego e spero che sia proprio così.</p>
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