In treno

dic 02, 2009 121 Comments by

Arcabas_EmmausIl treno attraversa la pianura canavesana senza troppa fretta. La freccia del Nord copre la distanza di cento chilometri, da Aosta a Torino, in due ore e dieci: una buona media da motorino. I treni regionali fanno pietà: sporchi, scassati, e anche i controllori, depressi, condividono con i pendolari stressati la loro frustrazione. Mentre aspetto il mio treno nella scintillante nuova stazione sotterranea di Porta Susa arriva il Freccia Rossa per Milano: fa l’effetto di un’astronave aliena che è capitata per sbaglio sulla terra. Oggi lectio brevis, rientro prima del previsto e ne approfitto per scaricare la posta e scrivere una riflessione. Come vi dicevo ho ripreso gli studi (sono a metà novembre e sono già scoppiato, più per la levataccia e il viaggio per le lezioni, a dire il vero). Ultimo anno di Licenza in Teologia Pastorale, una specie di master teologico di buon livello, una trentina di studenti di diverse nazioni, tutti teologi, quasi tutti preti o religiosi, quattro corsi a semestre, tutti tosti, che mi permettono di stare al passo con i tempi, tanto più ora che perdo terreno sulla concretezza delle relazioni, che sempre più sento la solitudine nel non potere confrontarmi sulle cose di Dio nella quotidianità di una parrocchia.

Leggo e rileggo i dati che ci ha fornito don Luca (ciao Luca!) nel suo corso di Pastorale parrocchiale. È la sintesi di un indagine sociologica molto seria, fatta dieci anni fa (un po’ datata ma i tempi sono questi) sul comportamento religioso degli italiani. La ricerca conferma alcune sensazioni e ne smentisce altre. La prima, interessante riflessione è a partire dai risultati su cosa fa o dovrebbe fare la Chiesa, ciò che la gente si aspetta dalla Chiesa come organizzazione: da una parte si sottolinea l’urgenza di avere dei riferimenti morali, dall’altra si lascia alla singola coscienza l’agire sui casi concreti. Si potrebbe dire che le persone si sono appropriate della vita di fede, non delegandola ad altri. Certo, ci sono numerose contraddizioni nelle risposte, la Chiesa viene percepita come una forte agenzia educativa, una sorgente di riflessione morale ma, dall’altra, non deve interferire, ad esempio, con le scelte affettive.

Una specie di religione “fai da te”, e questo lo vedo e lo capisco.

Ma la cosa che mi sorprende in positivo è una serie di dati riguardanti la fede in Dio e la frequenza alla messa. L’88% degli italiani dichiara di credere in Dio (erano l’84% nel 1981), il 62% negli angeli, il 61% nella vita dopo la morte (solo il 47% nel 1981), Per quanto riguarda la messa, solo il 14% dichiara di non andare mai a Messa (il 21% nel 1981) e ben il 43% almeno una paio di volte al mese. La presunta morte della religione e del cristianesimo, in particolare, profetizzato negli anni ’60, quindi, non è avvenuta, anzi, le persone, almeno in Italia, sentono ancora un fortissimo legame con la fede cattolica e con la parrocchia e sono in crescita coloro che ancora vedono nelle nostre traballanti parrocchie una porta d’accesso al Mistero. Un’altra considerazione mi preme: 20 milioni di adulti (20 milioni!), quasi il doppio del pubblico che vede la serata finale di Sanremo, quaranta volte tanto i tifosi che vanno a vedere la partita di calcio della propria squadra del cuore, partecipano ad una nostra Messa una o più volte al mese. Non vale la pena di investire tantissimo nelle nostre celebrazioni, di renderle accoglienti, evangelizzanti, gioiose, significative?

Pensieri

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121 Commenti a “In treno”

  1. Molly says:

    Bentornato SAULO!!! ci sei mancato

    Doloroso argometno per me quello della Messa… purtroppo nella mia parrocchia mi devo sforzare tanto ad andarci sono proprio un peso ste messe freddine e insipide fatte di aria fritta e bei cristiani che sfoggiano la loro prima fila … ma sfido il qualunquismo e ci vado con marito e figli nonostante siamo visti come un circo dato che i bambini non sempre riescono ad essere buonissimi! (soprattutto Filippo che ha 1 anno e mezzo è difficile farlo stare proprio fermo) ma per noi è importante fare la messa tutti e 4. non mi piacciono quelle coppie che fanno i turni per andare a messa è un affare di famiglia andare in parrocchia solo che la mia ad accoglienza lascia molto a desiderare… e mi spiace non avere una buona opionione della mia parrocchia .. spero che i sacerdoti che ci sono si lascino illuminare dal Signore. Purtroppo è una di quelle parrocchie dove si fanno le cose perchè si sono sempre fatte, a messa si va perchè se no la gente chissà cosa dice… mi piace sempre ricordare che la Chiesa è una comunità di perdonati e non di eletti :)

  2. Saulo says:

    @Molly
    Ciao Molly, piacere risentirti :-)

    Sono daccordissimo con te: a messa si va insieme di famiglia, anche se vi sono bambini piccoli (=doni appena ricevuti ;-) )

    Nella parrocchia dove ero prima, ad un anziana che aveva ripreso una mamma perchè il figlio piangeva, il mitico parrocco le disse (all’anziana!) : “lasciateli stare, è il loro modo di pregare”.

    Per chi è duro di memoria, gli si può ricordare che in ben 3 Vangeli :

    Mt 19:14 Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli».

    Mc 10:14 Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.

    Lc 18:16 Allora Gesù li fece venire avanti e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.

  3. robis says:

    Nella mia parrocchia da qualche anno i Battesimi sono inseriti nella Messa domenicale e non più celebrati a parte la domenica pomeriggio come avveniva prima.

    All’inizio molti hanno protestato per questa decisione: alcuni perché la Messa diventava troppo lunga (!) altri perché temevano la presenza degli invitati al Battesimo: “Non sono interessati – vorranno fare le fotografie – chissà che confusione ecc…” Tutte cose che effettivamente a volte succedono. Però…

    Al momento del Padre Nostro il parroco chiama vicino a sé i genitori con il piccolo, i padrini e gli eventuali fratellini, li prende per mano e così, con loro schierati davanti all’altare, si recita tutti insieme la preghiera di Gesù. Dovreste vedere come sono contenti ed emozionati e come “risponde” bene l’assemblea che li guarda con simpatia e tenerezza…sorridono tutti!

    Più avanti, al ringraziamento dopo la comunione, viene cantato l’Inno agli Angeli Custodi come per affidare il bimbo al suo Angelo…

    Se anche tornati a casa si dimenticassero tutto…
    Se anche la prossima volta che li vediamo fosse tra otto anni per la prima comunione…
    Se anche qualcuno ridesse dei nostri gesti semplici e li scambiasse per ingenui…
    Se anche di tanti piccoli semi che vengono gettati ne dovesse germogliare uno solo e magari i frutti si vedessero tra vent’anni…ne varrebbe la pena!

    Ne vale sempre la pena!!!

  4. miriam says:

    SONO D’ACCORDISSIMO CON PAOLO!

  5. miriam says:

    giusto robis….

  6. laura says:

    durante la messa il sacerdote chiede al Signore di non guardare i nostri peccati ma alla fede della Sua chiesa:
    e noi potremmo fare altrettanto…apprezzando quello che c’e’ di veramente importante, Lui che viene sempre, nonostante noi, nonostante i difetti di alcune celebrazioni, che si dona a noi anche nella nostra indifferenza, e non si stanca…
    se penso a questo tutto il resto scompare.

  7. Saulo says:

    @Laura
    Hai ragione Laura, anche se hai toccato un punto dolente, per me.

    Ogni volta che durante la messa sento il sacerdote che dice : “…non guardare ai ns. peccati ma alla fede della tua Chiesa …”….
    Ma siamo sicuri che c’e’ più fede che peccati ???

    Oppure ci tiriamo una zappa sui piedi come ogni volta che quando recitiamo il Padre nostro, diciamo : “rimetti a noi i ns. debiti, COME NOI LI RIMETTIAMO AI NS. DEBITORI” ?

  8. Jenny says:

    Scusate, ma ieri non ho aperto il blog,
    lavoro e ho poco tempo.Ringrazio tutti in paricolare, don Sandro per le sue belle parole,Laura il mio angelo, Saulo e tutti.Un abbraccio a tutti compreso Paolo Ora che sono poco a casa ci sentiremo meno ma pregherò per tutti.

  9. Simone says:

    @saulo

    A scrivere non ci si spiega mai bene 
    Io intendevo siamo preparati sul nuovo testamento nel senso che le omelie che assistiamo dei sacerdoti per il 90 % sono incentrate sul vangelo e poco sull’antico testamento.
    E dal tuo intervento iniziale io ho capito che tu preferisci non parlare dell’antico testamento ma parlare del presente, della vita di Paolo.
    A mio avviso il ventaglio deve essere ampio, però con la maggioranza di riflessioni sulla Bibbia in generale.
    Poi il blog è di Paolo facesse quello che vuole 

  10. Simone says:

    Erano faccine sorridenti quei sgorbi…va beh

  11. laura says:

    Caro Saulo,
    io credo in un Padre che pur conoscendo tutti i miei peccati, guarda più a quel poco di fede che ho, e amandomi nonostante i miei limiti mi rende capace di riamarlo sempre di più, e accresce la mia fede.
    Ho come tutti le mie zone d’ombra, ma sono daccordo con quello che ha detto Paolo in una conferenza: “non lasciamole parlare”, e qualcosa del genere lo diceva anche padre Pio.
    E se quello che professiamo nelle nostre preghiere ci interroga e ci riporta alle nostre responsabilità, va benissimo! Ma dare troppo peso ai nostri peccati, fino a sentirci non amati perchè giudicandoci non degni appioppiamo a Lui il nostro modo di giudicare e di amare ci facciamo solo del male…inutilmente.

  12. Simone says:

    @ quelli che mi hanno risposto sulla liturgia

    si condivido che non c’è un modello per tutti, ma è da conoscere che certe realtà diverse dal modello Vaticano sono considerate fuori dalla Chiesa.
    Chi conosce Turoldo sa bene cosa ha subito la sua confraternità e cosa sta subendo…solo perchè vogliono insegnare un Cristianesimo diverso dal tradizionale.

  13. spina says:

    Sono d’accordo con Paolo, anche perche’ da tempo mi sono accorta che ci sono tante persone che vorrebbero entrate nel “tempio” ma che restano chiuse fuori….Mi spiego meglio, ci sono molte persone che magari vengono anche a messa, altre no,ma che comunque restano sulla soglia del rapporto con Dio!
    Vorrei che noi fortunati….che qualcuno che ci ha dato lo spintone e ci ha buttati dentro, lo abbiamo avuto…ci mettessimo in testa (quando gestiamo ed organizziamo messe ed attività pastorali in parrocchia) che :
    “Sono tante le forze che ostacolano un cammino di crescita (nostro e soprattutto degli altri che ci sono accanto )
    1)La presunzione di superiorità od il senso di inferiorità(superbia )
    2)L’attaccamento alle proprie cose o alle proprie idee,ai propri schemi mentali (avarizia )
    3)La ricerca di gratificazione fine a se stessa ,secondo la logica dell’usa e getta (lussuria )
    4)L’aggressività distruttiva verso di noi e verso gli altri,l’intolleranza del diverso,del contrario (ira)
    5)La golosità nei vari ambiti secondo il criterio del “mi piace,non mi piace,”la gratificazione immediata e la paura della frustrazione (gola)
    6)La gelosia, la rivalità,il vivere male il bene operato de un altro (invidia)
    7)la pigrizia,la passività, l’indolenza (accidia )

    Figo vero? Non è farina del mio sacco ovviamente, ma quando ho letto la prima volta ho capito di come il Maligno si sia introdotto così in molte comunità , anche nella mia anche attraverso i miei comportamenti…travestito da “atteggiamento scontato “, anzi “comunemente accettato e giustificato ” come peccato veniale da moltissime coscienze…anche la mia.
    Smascherato……stò ancora facendo l’esame di coscienza….Quanti fratelli ho chiuso “Fuori dal tempio ” ? spina

  14. ww says:

    @spina
    quoto il tuo post, fortissimo!

  15. miriam says:

    …..ma al di la’ di osservare gli altri e i cosidetti “lontani” ,che ci arrivano x comunioni matrimoni funerali battesimi,com’e’ la nostra partecipazione alla Santa Messa? come la viviamo veramente?cosa sentiamo nel cuore veramente?che cos’e’ x noi?ce lo stiamo chiedendo?quel pane spezzato….che ci sfama sempre…quel vino versato….cosa vogliamo veramente dalla celebrazione eucaristica se non viviamo il mistero?se quell’agnello manco lo vediamo?

  16. Pa says:

    @spina
    fighissimo. e vero.

  17. spina says:

    PER DON SANDRO
    ho letto in ritardo….
    Ti sono vicina,e prego per la tua salute.
    Se ti operi a genova (Galliera) è facile che ci incontriamo.Il 10 sono in servizio in neurochirurgia.
    Comunque anche se non ci incontrassimo fisicamente accadrà spiritualmente.
    Andrà tutto benone e non sentirai dolore nel post operatorio,ormai l’analgesia post intervento è diventata quasi perfetta…te lo dico perchè l’ho provata personalmente sulla mia pelle (o testa ).
    Comunque la cura migliore resta affidarsi a Dio
    con l’incoscienza dei bambini….che è quella che lui gradisce di più-
    Un abbraccione Sandro…da Spina

  18. robis says:

    Leggo con un po’di amarezza alcuni commenti sulle Messe “fredde – insipide – vere lagne”. Non ci conosciamo e veniamo tutti da esperienze diverse per cui…tutto è possibile e non so che soluzione possiate trovare lì dove vivete.

    Però credo che in ogni parrocchia esista un gruppo che si occupa della liturgia e non penso che sia composto da persone che si prefiggono lo scopo di rendere la Messa una vera lagna (guarda, Simone, che non ce l’ho con te…mio figlio ha poco meno della tua età e dice le stesse cose che dici tu…). Quindi se, malgrado tutto l’impegno che sicuramente ci mettono, il risultato è “insipido” forse è il caso di farglielo notare. Si potrebbe parlarne col parroco, o chiedere quando si ritrova questo gruppo e partecipare a qualche incontro per cercare una soluzione. Oltretutto partecipando a queste cose e confrontadosi con gli altri che già ci sono si capiscono anche i perché di tante scelte, i motivi che hanno portato a prendere una direzione piuttosto che l’altra. Le Messe festive di solito in una parrocchia sono più d’una ed ognuna ha il suo “pubblico” però è importante dare una linea unitaria che sia propria di quella comunità e questo non è facile se il responsabile dei chierichetti ha vent’anni e la responsabile dei lettori settanta…se hai due organisti di cui uno tutto dedito al recupero delle tradizioni e l’altro tutto Gen…e in mezzo la povera maestra del coro che li deve mettere d’accordo (e non far vedere troppo che, in cuor suo, tifa per il Gen…).

    Insomma non è facile trovare il punto d’incontro però è giusto provarci se veramente siamo convinti che la Chiesa possa essere una comunità e non un insieme di mine vaganti.

    Per cui se veramente vogliamo delle celebrazioni “accoglienti, evangelizzanti, gioiose, significative” e le nostre non lo sono investiamoci un po’ di tempo, un po’ di fatica, un po’ di speranza. Non subiamo quello che c’è ma entriamoci dentro e facciamolo nostro.

    La libertà non è cercare cose strane e per forza alternative…come diceva Gaber “libertà è partecipazione!”

  19. rosary says:

    Non vale la pena di investire tantissimo nelle nostre celebrazioni, di renderle accoglienti, evangelizzanti, gioiose, significative?

    Ecco,credo sia questo il punto che mi tocca dal profondo. Assisto ormai da tempo a celebrazioni “perfette” liturgicamente, grazie al mio parroco che devo dire è molto attento nella cura del sacro, perchè come lui stesso sostiene: le “cose di Dio” vanno trattate con i guanti bianchi. Ma quanta poca accoglienza, vangelo, gioia, vedo in tutto ciò. Siamo diventati dei professionisti del sacro, ma ci siamo disumanizzati. Che noia queste messe fatte di silenzi, perchè anche una mosca da fastidio figuriamoci il pianto di un bambino, di pause lunghissime, di letture fatte lentamente anzicchè con espressività, di omelie lette…..per non parlare di tutti quei motivi che ostacolano un cammino di crescita (mi riferisco a Spina)…
    sento questa chiesa “vecchia” che non ha più molto da dire quando invece potrebbe dire moltissimo. Mi scaldano il cuore i commenti al vangelo di don Paolo, oppure quelle di un caro amico prete in esilio pure lui, pensando proprio a loro mi dico che nonostante tutto “servono questa chiesa” e non un’altra, questo è per me motivo di riflessione….

  20. mariateresa says:

    salve a tutti, vorrei porvi un quesito riguardo la messa: dalle mie parti c’è una chiesa dove la domenica si celebrano almeno 6 (se non di più) ciò viene amaramente criticato da molti, se non da tutti, perchè è bene fare meno messe e più Messa. MI domando, dato che le messe sono sempre piene di gente e molte persone trovandoci la sera a parlare del vangelo ricordano anche l’omelia, tanto da aprire poi anche tavole rotonde, quanto sia giusto criticare il numero delle messe. dicono che è una moda andare in quella tale parrocchia, che non è giusto allontanarsi dalla propria comunità di appartenenza (e sono d’accordo su questo) però io me la pongo la domanda perchè lì tanti e in altre chiese non c’è lo stesso “successo”. sia ben chiaro che non voglio ridurre la questione ad un pettegolezzo come suprficialmente mi è stato detto; ho 2 bambine e se un domani mi chiederanno di andare ascoltare la messa nella parrocchia non di appartenenza vorrei non essere completamente sprovveduta nel risponderle

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