In treno

Arcabas_EmmausIl treno attraversa la pianura canavesana senza troppa fretta. La freccia del Nord copre la distanza di cento chilometri, da Aosta a Torino, in due ore e dieci: una buona media da motorino. I treni regionali fanno pietà: sporchi, scassati, e anche i controllori, depressi, condividono con i pendolari stressati la loro frustrazione. Mentre aspetto il mio treno nella scintillante nuova stazione sotterranea di Porta Susa arriva il Freccia Rossa per Milano: fa l’effetto di un’astronave aliena che è capitata per sbaglio sulla terra. Oggi lectio brevis, rientro prima del previsto e ne approfitto per scaricare la posta e scrivere una riflessione. Come vi dicevo ho ripreso gli studi (sono a metà novembre e sono già scoppiato, più per la levataccia e il viaggio per le lezioni, a dire il vero). Ultimo anno di Licenza in Teologia Pastorale, una specie di master teologico di buon livello, una trentina di studenti di diverse nazioni, tutti teologi, quasi tutti preti o religiosi, quattro corsi a semestre, tutti tosti, che mi permettono di stare al passo con i tempi, tanto più ora che perdo terreno sulla concretezza delle relazioni, che sempre più sento la solitudine nel non potere confrontarmi sulle cose di Dio nella quotidianità di una parrocchia.

Leggo e rileggo i dati che ci ha fornito don Luca (ciao Luca!) nel suo corso di Pastorale parrocchiale. È la sintesi di un indagine sociologica molto seria, fatta dieci anni fa (un po’ datata ma i tempi sono questi) sul comportamento religioso degli italiani. La ricerca conferma alcune sensazioni e ne smentisce altre. La prima, interessante riflessione è a partire dai risultati su cosa fa o dovrebbe fare la Chiesa, ciò che la gente si aspetta dalla Chiesa come organizzazione: da una parte si sottolinea l’urgenza di avere dei riferimenti morali, dall’altra si lascia alla singola coscienza l’agire sui casi concreti. Si potrebbe dire che le persone si sono appropriate della vita di fede, non delegandola ad altri. Certo, ci sono numerose contraddizioni nelle risposte, la Chiesa viene percepita come una forte agenzia educativa, una sorgente di riflessione morale ma, dall’altra, non deve interferire, ad esempio, con le scelte affettive.

Una specie di religione “fai da te”, e questo lo vedo e lo capisco.

Ma la cosa che mi sorprende in positivo è una serie di dati riguardanti la fede in Dio e la frequenza alla messa. L’88% degli italiani dichiara di credere in Dio (erano l’84% nel 1981), il 62% negli angeli, il 61% nella vita dopo la morte (solo il 47% nel 1981), Per quanto riguarda la messa, solo il 14% dichiara di non andare mai a Messa (il 21% nel 1981) e ben il 43% almeno una paio di volte al mese. La presunta morte della religione e del cristianesimo, in particolare, profetizzato negli anni ’60, quindi, non è avvenuta, anzi, le persone, almeno in Italia, sentono ancora un fortissimo legame con la fede cattolica e con la parrocchia e sono in crescita coloro che ancora vedono nelle nostre traballanti parrocchie una porta d’accesso al Mistero. Un’altra considerazione mi preme: 20 milioni di adulti (20 milioni!), quasi il doppio del pubblico che vede la serata finale di Sanremo, quaranta volte tanto i tifosi che vanno a vedere la partita di calcio della propria squadra del cuore, partecipano ad una nostra Messa una o più volte al mese. Non vale la pena di investire tantissimo nelle nostre celebrazioni, di renderle accoglienti, evangelizzanti, gioiose, significative?



120 Commenti all'articolo “In treno”

  1. Saulo scrive:

    OOhhh… finalmente Paolo ! , sei uscito dal ripostiglio dell’Antico Testamento :-)

    Stavo proprio per chiederti perchè ti eri rifuggiato lì e … mi hai letto nel pensiero e pubblicato questo post “contemporaneo” :-)

    Era dal post “Kebab” che non ci parlavi un pò di te, nel senso di come VIVI la fede oggi, nella tua nuova situazione personale e familiare.

    Volevo proprio chiederti ad esempio, se nel tuo Peregrinare casa-università, coll’abito del pendolare, modello Gesù fra Giudea e Galilea, se questo ti aveva permesso di avvicinare persone nuove, “tastare il polso” dei cristiani durante la settimana, o come me, ti rifuggiavi nelle cuffiette (io, ascoltando radio Maria :-) ).

    Parlaci più spesso di te, come cristiano, come padre, come compagno (?), così come molti dei partecipanti fanno aprendo i loro cuori a tutti :-)

    Fa niente se questo ti portarà a descrivere di nuovo l’osservazione del camoscio solo in mezzo alla neve …. vuol dire che ci doteremo di un pacco nuovo di lamette per le vene (SCHERZOOOOOo :-D )

    Nel merito di questo post, anch’io da “giovane” preferivo ed auspicavo messe più allegre, con canti giovanili, magari di autori moderni (tipo: RnS, GEN, don Paolo Spoladore, etc.), Offertorio curato, Preghiera dei Fedeli reale…. ma ti confesso che “crescendo” nel mio cammino di fede, ora preferisco una messa più raccolta, più “interiorizzata”, più “intima”…

    Non disdegno ogni tanto le messe come ho descritto sopra, ma per me che (quando riesco) vado tutte le mattine a messa, la mattina la preferisco più raccolta, con più silenzio (come ad esempio alla fine della Proclamazione della Parola del Signore. Quale parola può essere migliore di quella ?)

    P.S.: Un abbraccio a tutte le amiche e gli amici del Blog, con l’Augurio di una fremente e purificante Attesa del Signore (come ci ha chiesto nostra Madre nell’ultimo messaggio a Medjugorje).

    PER IL WEBMASTER : La nuova veste grafica potrà sembrare più carina rispetto la precedente, ma sicuramente meno pratica per la gestione delle citazioni e link ;-)

  2. laura scrive:

    x Saulo
    che sorpresona!!! ma…ti fermi o riscappi? :)
    ad ogni modo ti abbraccio. ciao

  3. sandro scrive:

    Grazie , Paolo , dello “spaccato” esistenziale che sei riuscito a dare al tuo commento…. tanto da risuscitare …dai morti anche Saulo…. e , chissà, magari tanti altri che , come me….ogni tanto si defilano…. penso ai Janus, molly, miriam, lidia , paola,lucia ecc..
    Grazie ancora a chi mi ha dato una mano x impostare il discorso sui mass media( ringrazio uno x tutti:janus)
    Grazie anche a chi mi contatta sull’e-mail personale…. e a chi ora e’ molto intento a pregare x me , causa operazione!!!
    Grazie anche a te , Paolo…. il tuo commento mi richiama alla frase di Gesu’ (letta nel vangelo della Messa di oggi):….”sento compassione di questa folla!!”
    Facendo il pendolare hai tempo per metterti( mentre guardi quei volti assonnati e stanchi ) in una situazione di condivisine… in un sentire profondo e intenso… Forse domandandoti anche :” cosa posso fare x testimoniare Xto…?? ” Perche’ rimane vero che un processo di fede e’ quasi sempre mediato da una relazione positiva!..
    Le percentuali che esponi nel tuo commento( paragonando il 1981 all’oggi) sono molto significative….
    Significa non solo che la Grazia… lavora sempre.!!!. Ma anche che vi son state e vi son tuttora persone che sanno ascoltare e interpretare i bisogni profondi del cuore umano e… testimoniare in modo convincente.. il Maestro…
    Non si tratta di inventare cose nuove , ma di ascoltare quello che già accade nell’esistenza …di ognuno(..un amore, un dolore, una fatica..ecc)
    Ma se non scattano relazioni vere , anche le parole piu’ sacre si …perdono!
    Anche “l’identità forte” di cui spesso si sente parlare… la si costruisce …nella storia, negli incontri e scontri ..della vita!– Proprio come ha fatto LUI che pur essendo DIO …si è abbassato…( non x questo perdendo la sua identita’…anzi!!).
    Una preghiera reciproca!

  4. Jenny scrive:

    @Saulo ti ricordi di me? Sono quella che ha ricevuto da te, l’Enciclica,Deus Caritas Est, il 20 gnugno, poi non ti ho più sentito. Grazie e ben tornato. Abbracci a tutti

  5. miriam scrive:

    che bello ritrovare saulo….sandro e tutti gli altri…che bello ritrovare l’amore nelle parole di paolo..”che perdo terreno sulla concretezza delle relazioi”…certo che vale la pena e come investire sulle nostre celebrazioni e renderle vere ULTIMA CENA….un saluto affettuoso a tutti ..

  6. Pa scrive:

    Caro Paolo, io da pendolare milanese di km ne faccio molti meno, ma i regionali anche da noi sono “una esperienza di vita” (potremmo dire che siamo molto legati tra noi e viviamo rapporti molto stretti, …….nel senso letterale dei termini :) )
    Chissà prima o poi qualcuno svilupperà una teologia del pendolarismo?
    Bella provocazione la tua pubblicando questi dati.
    Immagino che, come dici, possano essere tante le contraddizioni di questa fotografia. Ne aggiungo una a corollario delle tue percentuali positive (anche se di dieci anni fa).
    Questo pomeriggio in ufficio è passato il prete per le benedizioni di Natale, mi aspettavo un fuggi fuggi da parte dei presenti e invece, fioccano richieste di immaginette e di benedizioni per casi specifici (chi una malattia, chi una separazione).
    Sembravano degli angioletti. Irriconoscibili, oserei dire, pensando alle quotidiane beghe da ufficio in cui sanno tirare fuori il peggio dell’essere umano.
    Penso, boh, un po’ scaramantico come approccio e mi colpisce vedere che anche le persone caratterialmente “difficili” richiedono questo segno. Però va così. Io alla fine, a furia di accompagnarlo per i vari piani, me ne becco tre di benedizioni e la giornata finisce tranquilla…..(ma domani pronti a riaffilare i coltelli :) )
    E’ forse un peccato che siano dei momenti improvvisati (è arrivato a fine giornata quando qualcuno era appena andato a casa) dove il panico per preparare la busta non aiuta a vivere il momento con consapevolezza. Perchè non riusciamo a viverlo bene e stiamo lì come se fosse la visita dell’esattore delle tasse?
    Certo non è proprio quello che si può chiamare pastorale del lavoro, ma perchè non partire anche da qui?
    Altra mega provocazione mi arriva da don Sandro “Ma se non scattano relazioni vere , anche le parole piu’ sacre si …perdono!”
    Vero, vero, vero. Ma che fatica facciamo a vivere relazioni vere!?! E perchè sembra che certi ambienti siano più ostici alla verità nelle relazioni? E il rischio non sta anche nel fingere (anche a se stessi) una appartenenza religiosa formale e non sostanziale?
    Vero che lo Spirito Santo opera nei modi più impensabili ma il Dio trinitario ci invita a stare alla sua presenza in modo consapevole, dentro la relazione più vera in assoluto. Forse anche i gesti scaramantici salvano, per grazia, ma che diversità sta anche solo nell’intravedere (perchè di più non so)una relazione vera e libera tra ognuno di noi e Dio.
    Forse il post è un po’ incasinato (non sono lucidissima in questi giorni) e un po’ mi sono fatta prendere la mano. Pardon e salùt (per dirla alla janus):)

  7. Saulo scrive:

    @Laura
    Cara Laura… il futuro è nelle mani di Dio 
    Come va la tua opera di Evangelizzazione in famiglia ? Coraggio, non sei sola. Lui te l’ha assicurato ;-)

    @Sandro
    Caro don Sandro, non ero “morto” e neanche perso, semplicemente avevo scelto di rituffarmi fra la gente ed essere meno nel “virtuale”.
    Leggerti è sempre molto edificante.
    Non ti posso vedere fisicamente, ma da quello che scrivi (confrontando i tuoi primi interventi ed oggi), ti immagino con un’aurora che ti illumina il capo. Le difficoltà e le sofferenze, ti stanno illuminando i pensieri, sempre più profondi e basilari. Grazie perché ce ne fai dono e ci illumini a nostra volta.

    @Jenny
    Ciao Jenny, come stai ? Ho visto che sei diventata assidua del blog 
    Se posso esserti ancora utile in qualche modo, fammelo sapere 

    @Miriam
    Ciao cara smanettatrice-di-cellulari, come stai ?
    Ho notato che anche tu partecipi meno…

    @ TUTTI, vorrei condividere con voi il bellissimo ultimo messaggio da Medjugorje :

    Messaggio a Mirjana 2 Dicembre 2009

    “Cari figli, in questo tempo di preparazione e di gioiosa attesa, Io come Madre desidero indicarvi ciò che è più importante: la vostra anima. Può nascere in essa mio Figlio? E’ purificata con l’amore dalla menzogna, dalla superbia, dall’odio e dalla malvagità?
    La vostra anima ama al di sopra di tutto Dio come Padre e il fratello in Cristo? Io vi indico la strada che innalzerà la vostra anima all’unione completa con mio Figlio. Desidero che mio Figlio nasca in voi. Che gioia per me, la Madre. Vi ringrazio!”

  8. Simone scrive:

    essendo un ragazzo di 21 anni condivido veramente il modo di celebrare la messa in modo diverso da quello tradizionale…
    Va bene che si celebra così da anni “introduzione,atto penitenziale, gloria, letture, vangelo, predica, credo, preghiera dei fedeli etc etc…”, ma credo che ai ragazzi e bambini d’oggi sia diventata una vera lagna.
    Nella mia ignoranza non ho mai sentito nel Vangelo che vengano dettati i momenti-fasi di una celebrazione eucaristica e come sia giunta oggi uno schema di messa così sarà pure tradizione, ma non regge più.
    Io porto l’esempio dei miei coetanei che non vengono a messa perchè è noiosa, ma credetemi anche nell’animo del più miscredente, del più delinquente c’è la voglia di crescere e di raggiungere la verità…una verità che sia anche laica o atea, ma che sia la ricerca dello scopo della vita.
    E a mio avviso le Chiese d’oggi hanno poco da insegnare e allontanano sempre di più i giovani.
    Io frequento quando mi è possibile a delle bellissime messe presso un’abbazia dove visse padre David Maria Turoldo, molti lo conosceranno per le sue poesie, molti lo conosceranno come un rivoluzionario allontanato dal Vaticano…ed oggi in quel luogo continuano la vita religiosa altri frati che propongono un modello di messa che alcuni definiscono innovativo, ma io lo definisco originario.
    - Innanzitutto chi celebra la messa è seduto in mezzo ai fedeli e sull’altare c’è il coro e basta (a significare che il sacerdote è uno di noi e sull’altare sta la comunità)
    - La celebrazione inizia con una predica introduttiva del sacerdote
    - Si leggono per mezzora i salmi, e la gente è protagonista, una strofa la legge la parte sinistra della chiesa e un’altra la parte destra e ci si alterna così via
    - Ci sono le letture
    - L’omelia
    - Padre nostro e benedizione pane
    e vino
    - Comunione
    - E la fine c’è una terza predica dove il sacerdote commenta dei libri da leggere
    Credetemi io ho ritrovato la fede.

  9. laura scrive:

    Caro Saulo…posso risponderti che sbatto ogni giorno il muso contro una disarmante realtà: non esiste persona piu difficile da aiutare di quella che non ammette che ne ha bisogno!
    Quindi come dicevi tu…il futuro e‘ nelle mani del Signore, e a Lui affido anche il presente.
    Ciao :)

  10. Saulo scrive:

    @Simone
    Ciao Simone, interessante la “liturgia” a cui partecipi ….

    Capisco bene il “disagio” che provi oggi in certe messe, ci sono passato anch’io.

    Ma ti faccio una domanda: Se un altro giovane interviene nel blog e dice che ha ritrovato la fede con una “liturgia” diversa ancora da quella che frequenti tu e da quella canonica… e poi un altro ancora che invece la coltiva bene (la fede) nelle messe canoniche, etc. etc…… Qual’è quella giusta ?

    Tu ce le vedi le nostre vecchiette (non ne abbiano a male le donne, ma è un dato di fatto che ritornate alla Casa del Padre dopo di noi maschietti :-) ) in quelle belle e gioiose messe africane che durano 3-4 ore ?

    Oppure ce lo vedi un ns. fratello africano che passa dalla sua messa a quella “canonica” nostra che non deve sforare i 45 minuti ?

    Non penso ci sia una ricetta unica, ma dei punti fermi che devono valere per tutti, si ;-)

  11. laura scrive:

    Anche io non credo che esista un tipo di celebrazione che accontenti tutti…e penso che dovremmo venirci incontro, senza lamentarci sempre delle omelie lunghe, del sacerdote che non ci è simpatico…
    Ma una specie di ricetta che con me ha funzionato c’è: prima della messa una preghiera allo Spirito Santo, una preghiera per i sacerdoti e in particolare quelli della parrocchia.
    Posso dire che le omelie di un sacerdote che prima trovavo noiose, quasi incomprensibili ora sono tra le poche che le ascoltano veramente volentieri!!!
    Proprio qualche giorno fa alcune signore si lamentavano con me di quelle prediche fatte sottovoce e noiose, e io ho dato loro questo consiglio: invocate lo Spirito Santo prima che inizi la Messa, vedrete cosa succede!

  12. miriam scrive:

    PER SAULO : sono molto impegnata nel reale…infatti non ho avuto proprio modo di meditare e discutere con i mebri del blog gli ultimi articoli di PAOLO…un bacio

  13. Simone scrive:

    @saulo

    la mia non è una critica è solo un mio pensiero riguardo a quello che hai detto tu…
    1) per quanto riguarda le riflessioni sull’antico testamento le trovo molto interessanti, sul Vangelo ormai siamo più o meno preparati tutti e l’antico testamento invece è oscuro per molti cristiani
    2) le riflessioni devono essere a tutto tondo a partire da eventi personali di Paolo, a Gesù a tante altre cose…e sinceramente preferisco che si parli più di cose attinenti alla Bibbia che la vita privata di Paolo.
    Ogni tanto vanno bene le news, perché sono il primo io curioso a sapere come va avanti la sua vita….però che non sia incentrato il blog su quello
    3) il camoscio nella neve non vedo che problema ti dà, a me quella omelia era piaciuta molto. Meglio paragoni con la natura e cose semplici che paroloni e definizione che solo i teologi spiegano.

  14. Saulo scrive:

    @Simone
    Ciao Simone, mi piace il tuo spirito “combattivo” :-)

    Forse però non hai fatto caso alle faccine nel mio primo post a Paolo ;-)

    Se ti compri un cappotto nuovo, indossi ancora il vecchio ? ;-)

    Ovviamente questo è il blog di Paolo e può farne cosa meglio crede, ma io preferisco confrontarmi sulla vita vissuta, sul Vangelo “indossato” ogni giorno, piuttosto che argomentare su personaggi pre-Cristo. Non hanno nulla in più da dirmi di salvifico rispetto a quanto mi ha già detto Gesù nel Vangelo ;-)

    “sul Vangelo ormai siamo più o meno preparati tutti …” … wow…. MAGARI, aggiungo io.
    Se così fosse… guardandomi attorno, l’hanno letto tutti come se fosse uno dei libri di Dan Brown.

    Io Simone, l’ho letto tutto (il Nuovo Testamento) solo a 40 anni (e di questo me ne vergogno…) e tu ?
    C’hai trovato le risposte alle tue attuali domande ?
    Se si, cos’altro cerchi ?

  15. ww scrive:

    Trovo interessante il post di Pa.
    In ufficio da me il sacerdote passa mentre chi vuole prega e chi non vuole sta zitto o non si fa trovare, ci distribuisce l’immaginetta dell’anno e fila via verso un altro piano… e, nel mentre, nessuno prova mai a dirgli nulla (un po’ per pudore e un po’ per efficienza meneghina, credo).
    Eppure anch’io sono pronta a scommettere che, in quei pochi minuti, si rivolgono al Signore molte più persone di quelle che lo fanno abitualmente… e già questo mi sembra un risultato.

    Faccio un altro esempio per riportarmi a manifestazioni di religiosità da parte di persone che non sempre sono solite a compierle.
    Secondo dati che ho avuto modo di verificare, i pellegrinaggi ai santuari e il turismo religioso in genere non conoscono battute d’arresto nonostante la crisi economica.
    In proposito, ho sentito seriamente dire a più di una persona qualcosa di simile a: “Questo è un periodo difficile per la mia famiglia. Piuttosto che mettere i soldi da parte per una vacanza, preferisco andare a pregare a Lourdes sperando che, al ritorno, le cose migliorino.”

    Tutto questo per dire che penso che forse facciamo fatica ad abbandonarci all’idea che “solo Dio basta.”
    Ma forse, in certi momenti – di crisi e di povertà, non solo nell’economia ma anche nei rapporti tra le persone – ci rendiamo conto che solo in Dio possiamo confidare. E andiamo avanti – se possibile – un po’ più sereni.

  16. Paolo scrive:

    @ simone @ saulo
    Per arrivare alla liturgia com’è oggi milioni di cristiani hanno sperimentato e cercato di conservare l’essenziale. La Chiesa non deve seguire ogni novità, ma valutare attentamente ogni situazione. Ciò che noi viviamo, come lo celebriamo, è ciò che da duemila anni, bene o male è stato tramandato, Penso che il problema, oggi, sia che le nostre messe faticano ad essere veri punti di incontro fra visibile e invisibile, e non esiste riforma che non comporti al conversione del cuore!

    @ saulo
    Come ho già detto a Janus: convertiti al cattolicesimo, abbandona l’empio Marcione che considerava inutile l’Antico Testamento! :-)

  17. cinzia e lorenzo scrive:

    Dear All
    Innanzitutto rispondiamo a Paolo
    Sicuramente ne vale la pena!!!
    Ne vale la pena anche se fosse rimasto solo più un Cristiano che si accosta alla Messa domenicale, alla fede!!!
    Inoltre ci permettiamo di aggiungere un “pezzo”:
    Una messa è “significativa ed accogliente” di x se… è Cristo che si dona x noi, ogni volta!!!
    Poco tempo fa abbiamo fatto una condivisione di coppia proprio su questo tema:
    Tutti e due abbiamo avuto una grande fortuna: nella nostra vita abbiamo incontrato molte persone che con il loro carisma hanno reso “significative” tutte le pagine scritte nel nostro cuore di Cristiani (peccatori!!!)
    Questo ci ha donato tanto: I bimbi del catechismo, quelli di un orfanatrofio in albania, Gli scout, i ragazzi dell’oratorio, i disabili conosciuti a lourdes, gli esercizi con il nostro Don, Le coppie di fidanzati…L’importante è essere consapevoli che il Signore così come ci ha dato a piene mani ci indichi anche come restituire gratuitamente quanto abbiamo ricevuto ( con la sola buona volontà e con tanto aiuto da parte della Spirito Santo).
    In sostanza ci par bello pensare che molto dell’aspetto di rendere la CHIESA un luogo accogliente è NOSTRO di noi laici!
    Vorremmo poi tranquillizzare e incoraggiare Paolo: Non sei Solo!!!
    Internet è un po’ quella RETE che il signore ti chiede di gettare come pescatore di uomini :D e per confrontarti con tantissima gente su realtà di Chiesa.
    … E’ pur sempre una “rete”!!!
    Buona festa dell’immacolata a tutti.
    Siete nele nostre Preghiere Cinzia e Lorenzo

  18. Lucia1 scrive:

    Anch’io ero una di quelle che trovava l’Antico Testamento noioso, ma ho cambiato completamente idea da quando ho incontrato un biblista vetero-testamentarista che, spezzando la Parola, mi ha fatto capire, con enorme sorpresa, che non si capisce nulla di Gesù se non si conosce anche l’A.T.
    D’altronde lo ha detto anche Lui a Emmaus: “Stolti e tardi di cuore,….”.
    Avvicinarmi un po’ alla volta (ce n’è voluto un bel po’) all’A.T. mi ha fatto crescere nella fede e nella comprensione di ciò che il Vangelo dice: tutto combacia meravigliosamente; è come un bellissimo puzzle che si ricompone un po’ alla volta nella nostra testa, fino ad arrivare a Gesù.
    Certo alcuni libri sono piuttosto noiosi (su Numeri credevo di cedere), ma in generale ne vale la pena.
    Consiglio a tutti di provare ad avvicinarsi alla lettura almeno di Genesi ed Esodo, aiutati da un buon e facile commento: c’è da restare stupiti e affascinati.

    Un abbraccio forte e una preghiera per don Sandro.

  19. Saulo scrive:

    @Paolo
    E vabbè che stai ri-studiando Teologia e che come tesina hai “Crociata contro i Marcioniani”, ma adesso non puoi venirmi a dire che l’AT è più importante del NT :-D
    Daiii…

    Io non dico che è inutile…. mi sto sciroppando anche i Libri dei 12 Profeti maggiori per colpa tua, perchè in una tua vecchia registrazione sul Natale, provocavi dicendo : “Quando vado in Paradiso, voglio incontrare l’Arci-sinagogo di Betlemme e chiedergli come mai c’erano i pastori davanti alla grotta e lui dov’era ???”. Da qui mi hai fatto scattare la curiosità di risalire dal NT all’AT per capire quali erano le profezie che conoscevano già gli ebrei e come hanno fatto a non capire che Gesù di Nazareth, nato a Betlemme, fosse il Messia (ho trovato il riferimento, neanche molto chiaro, sulla nascita a Betlemme in Michea….ma circa 700 anni prima … e poco altro fin’ora…).

    Detto questo, l’AT può esserti utile per conoscere la storia…la pazienza infinita di Dio con questo popolo di dura cervice che si è scelto …. ma una volta che il Messia è venuto, ha pagato per i ns. peccati e ci ha aperto la strada alla salvezza eterna… di cos’altro ho bisogno ?

    Siamo Cristiani, non anticotestamentari ;-)

    Cmq, divertiti pure a rovistare nel ripostiglio dell’AT.
    Io preferisco il solarium del NT :-)

  20. Paolo scrive:

    @saulo
    Libero di farlo, ma sbagli. Almeno per rispetto di Gesù, ebreo, che ha alle sue spalle tutta la ricerca del suo popolo. La Chiesa ha sempre visto nel NT il completamento dell’AT, ma se non lo conosciamo perdiamo di profondità. Insomma anche noi come fanno tutti: fast! Veniamo da una lunga storia, è bene conoscerla ed amarla.

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