Diventare Chiesa

dic 13, 2009 66 Comments by

m503501_d0003880-000_pCon oggi iniziamo il discorso ecclesiale, che ritengo essere una delle riflessioni più importanti per noi. Riusciremo a sperimentare l’anelito profondo che Gesù ha di costruire questa comunità di credenti, un po’, se volete, il suo sogno segreto. È un’esperienza straordinaria, quella di scoprirsi chiesa: uomini e donne di tempi diversi, di culture diverse, di mondi diversi, che fanno la stessa identica esperienza di Dio. Vogliamo leggere e commentare per intero questo capitolo, per poter verificare come mi situo io rispetto al sogno di Dio che è la Chiesa, se, cioé, mi ritrovo o se vivo con un’idea di Chiesa lontana dalla realtà dal vangelo la qual cosa, credetemi, è immensamente più diffusa di quanto non sembri!
Troppo spesso identifichiamo la Chiesa con la piccola esperienza che ho avuto: quel parroco lì, il mio oratorio, la mia catechista. l microcosmo in cui viviamo viene dilatato fino a identificarlo con la Chiesa. Che ridere! In più, ed è diffusissimo, ci facciamo qualche idea della Chiesa a partire da quotidiani e settimanali che brillano per la loro evangelicità e finiamo col dare credito a prospettive parziali o distorcenti di una realtà che, senza la fede, risulta incomprensibile. Il dubbio che nasce, alla fine dei conti, è che non crediamo ad un’immagine di Chiesa che emerge dagli stereotipi del mondo contemporaneo ma che, in realtà, della Chiesa reale non ne sappiamo nulla.
Vedremo, ed è innegabile, che la Chiesa sperimenta la propria caducità, la propria miseria, perché composta da uomini che sbagliano. Ma un conto è tenere conto di questa fragilità, un conto è non vedere che questa fragilità!
Che idea mi sono fatto della Chiesa? Che esperienza ne ho avuta? Io, da parte mia, vi confesso che ne sono appassionato, rapito, che ho dovuto anch’io passare dalla falsa immagine che ne avevo al colpo d’ala dello Spirito che me ne ha rivelato l’intima bellezza e ora, lo confesso, ne sono innamorato. Ma, perdovuto capire, studiare, leggere la storia della Chiesa, uscire dalla mia Parrocchia, girare il mondo. E vedere con crescente stupore, questo Cristo che seduceva i cuori di uomini e donne così diversi eppure accomunati dalla stessa speranza. Questo, e solo questo è Chiesa.
Ma, certo, occorre lo sguardo della fede per accorgersene. Un bel proverbio cinese dice: “quando il saggio indica la luna, lo sciocco vede il dito.” Non sarà un po’ così anche per noi?

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66 Commenti a “Diventare Chiesa”

  1. Paolo says:

    Mi sembra che la prospettiva evangelica sia quella di vedere al Chiesa come l’ha vista Gesù, uno strumento al servizio del Regno. Quindi parlare della Chiesa significa parlare di sé stessi, del nostro modo di relazionarci. All’interno della comunità esistono dei carismi e dei compiti, ci sono dei fratelli che hanno il compito di conservare la fede, di guidare al Pastore eterno. Il Magisteri ha proprio questo compito, e lo fa, e anche bene. Poi ci sono delle persone che nn la pensano come, evviva! Vi immaginate se il Papa dovesse tenere conto del mio pensiero? E di quello di milioni di altre persone, magari anche di quelli che non credono e dicono cosa la Chiesa dovrebbe fare? Ma dai! E’ un lavoro faticoso, ma qualcuno lo deve fare, e sempre con l’opera dello Spirito che, bene o male, continua a guidare i discepoli. E i Pastori.

  2. Janus says:

    @ Paolo.

    Sai che questo discorso è il mio rovello?

    Fino a Robis :-) … pensavo di aver trovato una mia dimensione … poi la nostra amica mi ha fatto riflettere molto profondamente … proprio su quell’esperienza da “microcosmo” che a me mancava totalmente … quindi, essendo convinto da sempre che “un’esperienza vissuta vale sempre più di cento raccontante” … sto cercando di riacquistare quel rapporto con la micro-comunità, col micor-cosmo territoriale … che è la Parrocchia.

    Prima di scrivere mi sono riletto il Catechismo … che parla di noi-Chiesa …
    Credo che non si possano trovare parole più alte e più dense.

    Il mio rovello è il lato “pratico” … la mancanza di vocazioni sacerdotali, l’impiego (non l’impegno bene-inteso) del laicato in ordine alla gestione della Chiesa (almeno sul territorio) …
    … sto cercando di farmi un’idea riguardo la figura del diaconato permanente o sulla necessità del clero diocesano di vivere sul territorio creando un minimo di “comunità” … intesa proprio come “calore familiare” (molte crisi, mi viene raccontato, nascono da, paradossalmente, il senso di solitudine, di “pasti mal fatti e consumati da soli” … di rincorse verso tutti, senza ritorni affettivi … insomma credo abbiate capito) … sto anche cercando di farmi un’idea sulle situazioni “alla Curtaz”, senza stravolgere l’Ordine Sacro, credo però che, con un po’ di buona volontà, alcune esperienze di sacerdozio non debbano essere “disperse”.

    Insomma, credo che il quadro sia chiaro … ora che, un po’ di più, vivo la Parrocchia … mi rendo conto delle difficoltà di questa Chiesa che, da odiarla … sono arrivato, come Paolo, invece, ad amarla profondamente.

    C’è però un aspetto che non posso tacere … che mi affascina e che mi preoccupa… ed è l’osservare … negli ultimi tempi … il nascere di uno “spirito del tempo” … in molti ambienti lontai, in molte menti distanti … eppure tutte in sintonia !!
    Forse è “tempo dello Spirito” … e chi lo sa le forme che prenderà ..?

    Salùt

  3. Jenny says:

    Io vado a messa tutte le mattine, mi sento contenta solo se ci vado. Felice proprio felice, e passo la giornata in una gioia indescrivibile. Ma se fosse x il prete!!,Le avevamo chiesto di spostarla di mezz’ora lui ha detto NO.Ora parto da casa 20 min.prima ma è sempre iniziata.Invece che alle 7’30 incomincia alle 7’25.Saluti a tutti un abbraccio fraterno.

  4. lidia says:

    @Janus
    anch’io sono passata dal – se non proprio odio – detestare la Chiesa ad amarla profondamente ed appassionatamente e … non posso fare altrimenti perchè … eh eh … dovrei odiare me stessa perchè anch’io sono una piccola, piccola parte di questa Chiesa al servizio del Signore.
    E servire il Signore, non lo so, non credo sia solo un rendersi utili in qualche cosa, forse è solamente un rispondere al Signore che ha sempre bisogno (per parole sue) di testimoni dell’AMARE e dell’AMORE del Padre.

    Lo dico sempre: “nel momento stesso in cui la Chiesa mi si è negata è stato il momento in cui l’ho amata ed ho creduto” … e tutto è stato più facile, persino il perdono. Ma è solo Grazia … o almeno credo.
    Ma è sempre comunque bello toccare con mano tante persone che amano la Chiesa e sono misericordiosi fino all’ultima cellula.

  5. CINZIA E LORENZO says:

    Mamma mia che belle cose sono uscite!!!!
    Siete mai statia a Lourdes? alla messa internazionale???
    Nella basilica di San Pio X, c’è posto a sedere per migliaia di persone…. spesso però non ci si sta tutti…
    Ci si commuove fino alle lacrime a vedere l’umanità Chiesa che prega insieme e loda insieme il Cristo.

    Lo sappiamo è una piccola goccia questo modo di descrivere la CHIESA, di persone del mondo intero… ma è un’ aspetto di essa che ci ha molto emozionato.

    Ci viene in mente un canto che si insegna ai campi estivi e che è abbastanza adatto a descrivere questo POST:
    Mani che si stringono forte,
    in un cerchio di sguardi,
    che si incrociano
    come un abbraccio stretto,
    per sentire che la Chiesa vive,
    che vive dentro di noi, insieme a noi. ..
    E sono mani che si tendono in alto,
    che si aprono grandi per raccogliere quella forza immensa,
    che il Signore mette in fondo al cuore, e annunciare a tutti che Dio ci ama.

    Un buon Avvento a tutti!!!
    Quello VERO!!!

  6. lidia says:

    Sì, Cinzia e Lorenzo, ci sono stata una volta sola a Lourdes (e credo di non essere mai ritornata a casa ddavvero) e mi ricordo quella Messa, me la ricordo molto bene.
    All’inizio sembrava tutto TROPPO, ma dopo pochi secondi si aveva la certezza che era semplicemente TANTO, MA TANTO LEGAME AFFETTIVO TRA TUTTI CON IL SIGNORE.
    D’altra parte la Chiesa sta insieme per legami affettivi, la Fede è legame affettivo, la Chiesa nascente appena dopo la morte di Gesù non si è dispersa grazie a semplici legami affettivi tra gli apostoli che avevano “perso” una amico comune.
    E credo che noi dobbiamo continuare in questi legami affettivi e … per prendere in giro affettuosamente Paolo, direi che per indicare la luna senza incappare nel pericolo che si guardi il dito che indica, forse varrebbe la pena di indicare la luna CON GLI OCCHI, CON IL SORRISO E CON L’AFFETTO accompagnati dalla parola che parla della luna … ma è solo un “forse” un po’ tirato per i capelli

  7. laura says:

    Scusate la parentesi, ma per chi voleva notizie di don Sandro:
    saluta e ringrazia tutti di cuore, l’operazione è durata più del previsto e sta aspettando l’esito di altri esami.
    Gli siamo sicuramente tutti vicini con la preghiera…

  8. Jenny says:

    Grazie Laura sono felice di questa notizia,gli sono vicina con la preghiera.Un abbraccio ciao.

  9. Paolo says:

    Cito don Sandro, molto sofferente, so che non leggerà e non me ne avrà se lo cito:

    “caro paolo vedo che son piu’ testoni di me!!!! tu ci richiamasti una volta con ***… perche dopo aver citato mazzolari scoppio’ il finimondo… qui vedo che continuano a duellare…. si la voglia di dar patentini …di come si fa il prete o il cristiano… quando si e’ cattolici o meno …è forte…

    pensavo che la contestazione— tanto deprecata– sessantottina fosse morta e sepolta…
    ma vedo che fatta uscire dalla porta a calci nel sedere… entra dalla finestra…..

    ma parliamo un momento di me…

    (…)

    sono appena all’inizio di un nuovo cammino… spero solo di resistere a tutti sti calmanti potenti , antibiotici ecc
    ringrazia chi si interessa con preghiere di me… poi lo faro’ anch’io… ma non sono nelle condizioni di …pensare o scrivere… sono anche stato in terapia intensiva xche’ operazione di 5 ore piu’ lunga del previsto ciao una preghiera e un abbraccio”

    Vi chiedo una preghiera per lui e per me e per tutti la conversione del cuore.

  10. Jenny says:

    Paolo se vedi don Sandro o lo senti porgi gli auguri di una pronta guarigione. A leggere quello che hai scritto,torno indietro di 10 anni, la sofferenza di mio marito, vorrei che nessuno stesse male e soffra.Saluti

  11. Molly says:

    Cari amici immagino che conosciate questa preghiera… vi invito a recitarla per don Sandro amico di blog ma per molti amico in carne ed ossa… so che il Signore ascolta tutte le preghiere e le nostre non saranna rimandate al mittente:

    O Signore Gesù, la malattia ha bussato alla porta della mia vita, mi ha sradicato dal mio lavoro e mi ha trapiantato in un altro mondo, il mondo dei malati.

    Un’esperienza dura, o Signore, una realtà difficile da accettare. Eppure, Signore, Ti ringrazio per quanto ho imparato e sto imparando da questa malattia:
    ho toccato con mano la fragilità e la precarietà della vita, mi sono liberato da tante illusioni.

    Ora guardo tutto con occhi diversi: quello che ho e che so che non mi appartiene, è un Tuo dono;
    ho scoperto che cosa vuole dire <>, aver bisogno di tutto e di tutti, non poter fare nulla da solo; ho provato la solitudine, l’angoscia,
    lo smarrimento, ma anche l’affetto, l’amore, l’amicizia di tante persone.

    Signore Gesù, anche se mi è difficile, Ti dico con tutto il cuore: sia fatta la Tua volontà! Ti offro le mie sofferenze e le unisco volentieri alle Tue.

    Aiuta i medici, gli infermieri, i familiari e tutti quelli che, giorno e notte, si sacrificano per me.
    Dona a tutti un cuore grande, paziente, generoso.

    Sostienimi nelle sofferenze, dammi fiducia, pazienza, coraggio. E, se vuoi, dona la guarigione a me a agli altri. E così sia! Mio Signore.

  12. ww says:

    “…vedere con crescente stupore, questo Cristo che seduceva i cuori di uomini e donne così diversi eppure accomunati dalla stessa speranza. Questo, e solo questo è Chiesa.”

    Anche qui dentro siamo davvero diversi.
    Il nostro essere vicini a don Sandro e alla sua sofferenza mi sembra un piccolo importante esempio delle infinite esperienze di Chiesa che il Signore ci permette di fare nel quotidiano.

    @Paolo
    Salutacelo, e contate entrambi sulle nostre preghiere!

  13. Jenny says:

    Questa è la preghiera che recito per gli ammalati. I nomi lì metto se lì sò.
    “Gesù,il Tuo Sangue puro e sano circoli nell’organismo malato di don Sandro,ed il Tuo Corpo puro e sano trasformi il corpo malato di don Sandro e pulsi in lui una vita sana e forte, se questa è la Tua volontà”. AMEN

  14. sandro says:

    non mi commuovo facilmente….. nemmeno questa volta ….. ma ci son andato vicino!!!
    non ho molto da aggiungere a quanto detto da Paolo(puoi scrivere cio’ che vuoi di me, paolo.)
    si puo’ dire( x gente specializzata come Spina) che non era un “colesteatoma della mastoide con erosione della rocca petrosa! ma …. altro ….da decifrare e l’esame istologico lo dira’…
    Grazie alle vostre e altrui peghiere son abbastanza sereno.
    poi , come si suol dire, siamo nelle Mani di Dio ….quindi in buone mani!!!!!
    Ringrazio tutti quelli che , appartenenti a questo blog- “piccola chiesa virtuale”- han pregato e pregheranno ancora x me….. senza esagerare… pero’…. perche’ vi son casi piu’ gravi!!!!! ne cito alcuni …. ma ovviamente ve ne sono tanti altri: elisa lidia miriam titti laura WW spina lucia viani molly ecccc naturalmente …. come pastore del blog … Paolo(che, giustamente ogni tanto ci da’ qualche…. bastonata,se come pecore… deragliamo un po’…. cadendo nel burrone della contrapposizione….!!!! ciao a tutti e un abbraccio a ciascuno!!!!!

    una preghiera reciproca

  15. sandro says:

    scusa jenny …avevo dimenticato il tuo nome…..
    tu va a messa anche x me che non posso x ora celebrare… ma solo offrire …qualcosa…. Una Messa virtuale!!??? … non so’ forse reale. ciao in abbraccio jenny

  16. Jenny says:

    Ciao Sandro; sono felice,è già una bella soddisfazione leggere ciò che hai scritto.Non stancarti e riposa,ci sentiremo più avanti.Ti auguro di cuore di tornare presto tra noi.Un abbraccio.

  17. lidia says:

    Caro Sandro,
    io , invece, faccio finta di non commuovermi, ma poi …. e leggerti mi hai veramente commosso (embé ….
    Strano processo vero quello che capita quando si sta male (ma proprio tanto) ed in automatico (ma non si sa come accada) si pensa al dolore di altri? E’ stranissimo, ma succede e credo che questo sia “essere Chiesa”, questo è quel sentirsi tutti uniti in un unico Corpo e così uniti, che se sta male una parte anche quell’altra non sta bene.

    Lasciando perdere tutte i voli su alte vette della Teologia ed Ecclesiologia che non mi competono, direi che la Chiesa passa per la strada, passa per “capacità di commuoversi e condividere tutto”, passa dalla semplicità di essere persone che vivono lo stesso tratto di strada della vita.

    Sessantottini o meno a volte penso che la “contestazione” ed ogni altra carineria spesso sia solo frutto di un grande amore (se non importasse non si ci scalderebbe no?), ma un amore che a volte può anche sbrainatare, ma sempre è MUNITO do mosericordia e di volontà di NON DIVIDERE di tenere insieme.

    Ciao Sandro … e ti aspetto e …
    Il Signore faccia brillare su di te il Suo volto (se ho sbagliato citazione perdonatemi tutti, un po’ di sana asineria fà proprio bene)

  18. titti says:

    Caro don Sandro,
    nel rinnovarti i miei più sinceri auguri di tutto cuore, ti dedico questa frase che un sacerdote della mia parrocchia mi disse tempo fa e che porterò sempre con me: “La sofferenza offerta al Signore è il dono più bello, quello che ci avvicina di più alla Croce di Gesù che salva!”
    Buon cammino di guarigione!!!
    Un abbraccio e una preghiera.

  19. Molly says:

    caro d. Sandro la sofferenza fisica come quella spirituale restano un gran bel mistero per me, per l’uomo stesso… eppure si può ben dire che è proprio questa capacità che abbiamo di patire e rialzarci che ci fa essere pienamente uomini con la U maiuscola e donne!
    sembra strano ma anche la malattia ci insegna e ci fa da maestra. sembra strano ma spesso dopo un’operazione ci troviamo cambiati, diversi, più veri e consapevoli. sarà strano ma nei momenti di crisi abbiamo delle opportunità bellissime di ritrovarci. certo il cammino è sempre in salita e mai facile ma vale la pena percorrerlo.. ovunque ci porti.

    tua sorella in Cristo Molly

  20. Paolo says:

    Ieri sera a Milano ho conosciuto Robis e Janus, è stata una gioia vedervi! Confermo: meglio non litigare con Janus, se ne può uscire male, essendo un armadio (che però contiene i vestiti di Dio, meno male!). Una preghiera anche per don Sandro.

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