Ancora Natale

dic 22, 2009 44 Comments by

ci55bNevica, dalle mie parti, finalmente. Alcuni amici di Milano mi mandano dei disperati e divertiti SOS: sono “sepolti” dalla neve. Natura batte efficenza 2-0. Il mio bimbo da tre giorni ha la febbre alta e sono “recluso” in casa, sarà un Natale diverso, ma autentico e di fede, spero. Vi faccio un piccolo regalo, un racconto che, come tutti gli anni, invio agli amici. Buon Natale a tutti, sopratuttto a coloro che lo vivranno con fatica.

UNO

La sala era riempita di fumo e dal rumore dei tanti avventori che parlottavano seduti ai tavoli del locale. Bisognava tenere un tono di voce piuttosto alto per riuscire a superare il volume di Video Killed the Radio Star dei Buggles che le casse pompavano con qualche decibel di troppo.

Un gruppo di cinque ragazzi, in fondo alla sala, un po’ euforici, complice un bicchiere di birra di troppo, festeggiavano la fine della maturità.

«Propongo un brindisi alla mitica quinta C del Liceo Scientifico Alighieri!», propose Dario.

Tutti alzarono i bicchieri mezzi vuoti e li fecero tintinnare.

«Che il futuro ci sorrida!», disse Sandra.

«Spacchiamo il mondo!», incalzò Tiziana.

Tutti bevvero, e la discussione si fece più tranquilla.

«Avete deciso cosa fare?», chiese Luca.

«Non mi dispiacerebbe provare ingegneria qui al Politecnico», fece Angelo.

«Col papino ingegnere non l’avrei mai detto!», fece qualcuno.

Angelo arrossì e qualcuno gli diede una manata sulla spalla per sdrammatizzare.

«E tu Tizi?»

«La biologa, certamente, voglio trovare la cura contro il cancro», disse, sicura di sé.

Tutti scoppiarono a ridere prendendola in giro e chiamandola Miss Nobel.

«Dai, ragazzi, facciamo una cosa seria! Tu, Dario?»

«Vorrei provare Brera, sapete che mi piace un sacco disegnare, ci provo, insomma, magari ne viene fuori qualcosa di bello».

Tutti annuirono: Dario era considerato da tutti un genio della penna e molti pensavano che avrebbe fatto meglio a fare un Liceo Artistico.

«Sandra?»

«Prima la famiglia, poi magari tento il Teatro, se mi prendono»

«E il fatto che il tuo fidanzato lavori al Piccolo non c’entra, vero?»

«Aiuta!» replicò, divertita, Sandra.

Tocca a te, Luca, che farai?

«Vorrei coltivare la mia passione, provarci, almeno»

Sin da piccolo Luca era stato affascinato dal Cosmo, dalle stelle. Al suo nono compleanno lo zio gli aveva regalato il suo primo cannocchiale e, da allora, non aveva più smesso di guardare il cielo.

«Chissà cosa faremo fra trent’anni?», disse, facendosi serio, Angelo

«Spaccheremo il mondo!» ribadì, baldanzosa, Tiziana.

«Sarebbe già bello essere felici delle proprie scelte» fece Sandra.

«Trovare l’infinito», disse Luca.

«Cioé?»

«Andare oltre, capire il senso, cercare, non adeguarsi, lottare, scoprire. Non importa quello che faremo, l’importante è non arrendersi, non sedersi».

«Voli troppo in alto» chiosò Dario «Sarà già bello costruire una famiglia ed avere uno straccio di lavoro».

L’ambiente, ora, si era fatto serio.

Luca fissò con aria birichina e di sfida i suoi amici. Stavano insieme dalle medie, ed erano cresciuti insieme nella più bella stagione della vita. Ora la vita li avrebbe separati, forse per sempre.

«No, non basta, Dario, una vita si misura dal desiderio, dalla voglia di scoprire, qualunque cosa faremo. E, secondo me, qui dentro siamo tutti capaci a volare in alto. Scommettiamo?».

DUE

Il trillo del microonde l’avvisò che era pronto il piatto di pasta riscaldato dal giorno prima. Si sedette al tavolo di cucina e mangiò senza appetito, mentre il rumore della strada di attenuava col passare dei minuti. Il notiziario delle venti vomitava notizie senza che ascoltasse veramente.

Mise il piatto sporco nel lavello, a far compagnia ad almeno altri dieci piatti dei giorni precedenti e si sedette davanti al portatile. Scaricò la posta e fece una rapida cernita.

Si ricordò di dover inviare una mail ad un collega statunitense e si alzò per prendere dalla libreria una usuratissima rubrica di pelle rossa.

Eccolo: Landle, lanlde@yahoo,com.

L’occhio le cadde su un altro nome: Luca.

Luca: 02263526

Sorrise.

Luca.

Mentre scriveva la mail una finestra mentale si apriva sul suo passato.

Interruppe il suo lavoro, prese il cellulare e provò a chiamare. Una voce registrata l’avvisava che quel numero era inesistente.

Si sedette di nuovo davanti al video e cominciò a fare una ricerca su Google.

“Luca Risetti”.

Risultati della ricerca: 4856 pagine. Cominciò ad aprire le pagine più interessanti: articoli scientifici, conferenze, Stati Uniti, Europa, Giappone, titoli di pubblicazioni, Università di Oxford, Columbia University. Mentre leggeva il cuore le si allargava: il suo Luca era diventato un astronomo quotatissimo.

E gli altri?

Digitò qualche nome, ma era troppo complicato.

Ebbe un’idea: aprì una pagina su Facebook: Liceo Alighieri, Milano, 1981.

Era ormai tardi, ma il cuore di Tiziana era in tumulto.

Chissà che fine avevano fatto gli altri?
Luca ce l’aveva fatta. E Angelo? E Sandra? E Dario?

Si sedette con una tazza di tisana bollente al finocchio sul divano occupato da decine di libri e di articoli scientifici. Un senso di nostalgia le attanagliò il cuore.

Anche lei, forse, ce l’aveva fatta. Era nel più grande centro di ricerca biologica d’Europa, aveva una bella posizione e fatto delle scoperte risultate fondamentali per la comprensione dello sviluppo del tumore all’ovaio ma no, non aveva trovato la cura per il cancro.

Sorrise, pensando all’ultima volta che si erano visti, in birreria.

Sì, era una donna realizzata, non poteva chiedere di meglio.

Si guardò intorno: l’elegante e funzionale bilocale le rivelava impietosamente l’enormità della sua bugia.

Era sola.

Lo era sempre stata, sacrificando alla sua missione ogni affetto, ogni futuro, ogni desiderio.

Sì, qualche storia, qualche collega interessante, qualche notte d’amore, ma niente di più.

Non c’era spazio mentale per gli affetti. E ora che il suo corpo di donna segnalava implacabilmente la fine della possibilità di diventare madre, sentì un senso di disagio.

«No, non ho trovato l’infinito, Luca», disse fra sé.

TRE

«Mamma, in che anno ti sei diplomata?»

«1981, credo»

«Eri al Dante Alighieri, vero?»

«Perché?»

«C’è una pagina su di voi su Facebook, mamma».

Sandra si asciugò le mani e si sedette incuriosita davanti al video.

Invidiava la capacità di Mattia, tredici anni, di usare quell’aggeggio infernale. Lesse con avidità le informazioni: la foto di una signora con lo sguardo vivace la riempì di stupore.

«Tiziana, ma guarda!»

Cercatori di infinito, dove siete?

«Come si fa ad usare ‘sto aggeggio?»

«Mamma, sei paleolitica! Ti mettiamo al museo! Dai, faccio, io, dimmi cosa devo scrivere!»

Sandra si slacciò il grembiule e si sedette.

«Ma, non so come si faccia, cosa devo dire? Scrivi che vivo a Roma e che sono sposata con Marco, quello del teatro, che ho tre figli e che mi occupo di eventi culturali con mio marito. Anzi, no, prima scrivi che non ho superato la selezione per il Piccolo e che ho fatto Lettere in Cattolica ma non ho mai finito. E poi… Scrivi che faccio la mamma quasi a tempo pieno, visto che ho dei ragazzi piuttosto scalmanati!».

«Piano mamma, un attimo… allora, ragazzi splendidi… e poi?».

Sandra restò un po’ in silenzio.

«Scrivi che non so se ho trovato l’infinito, ma che questo finito mi piace un sacco»

Mattia la guardò in maniera enigmatica ma non si pose domande e digitò, scuotendo la testa.

«Occhei, mamma, adesso guarda qui che ti faccio una foto»

«Così? Ma se sono tutta spettinata!»

QUATTRO

«Sei sposato?»

Aspettò la risposta.

«Separato, purtroppo, con due figli, un vero casino. Ora vivo da solo ma il lavoro mi prende molto, specialmente ora che lavoro per l’Expo. Ma non va male, ora, ho superato molto dolore. Però non ho più tanta voglia di innamorarmi, se devo essere sincero fino in fondo. E tu, sposato?».

Dario sorrise.

Si immaginava Angelo, stempiato da come aveva visto nella foto, decisamente sovrappeso, correre con il casco arancione in giro per i cantieri della metro. Guardò fuori dalla finestra del grattacielo in cui stava, nel cuore di Tokio.

«E’ difficile avere delle relazioni stabili, nel mio ambiente. Ma ora sì, ho una storia che spero diventi importante. Qui a Tokio le cose sono davvero difficili, la cultura giapponese è splendida ma molto enigmatica per noi occidentali».

«Quanto ti fermi?».

«Ho un contratto col ministero fino al 2010, poi forse vogliamo aprire un canale con gli Emirati Arabi, fare una specie di cittadella d’arte moderna laggiù. O, forse, mi fermerò per qualche anno e riprenderò a scolpire, mi manca tanto stare in trincea».

«Tiziana a Londra, biologa, Sandra a Roma, sposata, io a Milano a fare tunnel e tu a Tokio a fare il direttore di museo, manca solo Luca!».

«Chissà dov’è finito! Ci manca la sua saggezza…

A proposito, il tuo infinito?»

Il cursore lampeggiava sul video, passò qualche istante.

«Ci ho rinunciato. Tu?».

«Ci vivo in mezzo».

CINQUE

Ormai l’appuntamento era fisso: ogni sabato sera dopo le 22, in modo da permettere a Sandra di mettere a letto i ragazzi e a Dario di sopravvivere al fuso orario. Si erano raccontati milioni di cose, di emozioni, erano tornati loro, i ragazzi della quinta C. Tiziana aveva ripreso voglia di uscire, di relazionarsi, Sandra faticava più degli altri, travolta dagli impegni. Angelo sembrava sempre il solito pessimista, ma qualche segnale di cedimento lo stava mostrando e Dario, figurati, intasava sempre la posta con immagini di orribili, ma per lui splendide, opere d’arte contemporanea.

Fu un sabato sera che accadde.

«La smettere di dire vaccate?»

Tiziana sobbalzò dalla sedia e urlò, come se la potesse sentire: «Luca!».

I messaggi si incasinarono un sull’altro e, a distanza di migliaia di chilometri, si sentiva in tutti la gioia di ritrovarsi.

«Adesso basta bella gente, io non ho il tempo come voi plebei di stare al computer a fare gli adolescenti, sono serio io! E non ho neanche voglia di parlarne chattando. Se volete mi venite a trovare, miei ospiti, e vi offro la più astronomica vacanza della vostra vita. Natale si avvicina e potreste anche evitare di fare i taccagni e prendervi un volo low cost, al resto penso io. Io lavoro in giro per il mondo, ma per sei mesi tengo un corso in Università e godo di privilegi astronomici, avendo fatto qualche scoperta interessante».

«Luca, sei il solito egocentrico e sei sempre più suonato, ma qualche giorno potrebbe valerne la pena» scrisse Dario.

«Ci sto – scrisse Sandra – mio marito me lo deve».

«Va bene, ho un paio d’anni di ferie arretrate», digitò Tiziana.

«Siete dei bastardi, mi mettete nei casini, se non vengo faccio la figura. Ma dove sei Luca?».

«In Israele, a Tel Aviv, così ce la contiamo anche se la birra non è il massimo. Vi faccio vedere le stelle e, se fate i bravi, vi porto verso l’infinito, se non l’avete ancora trovato. L’importante è continuare a cercarlo. Sarà una bella esperienza, un bel viaggio. Scommettiamo?».

A tutti i magi

Natale 2009

Paolo Curtaz

Pensieri

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44 Commenti a “Ancora Natale”

  1. Giovanna says:

    Auguri per il tuo bimbo, Paolo! Da mamma di lungo corso, ho molti ricordi di festività condite da antipiretici e piumoni caldi…Grazie per quest’altra bella storia, e per tutto il resto, col cuore!

  2. Molly says:

    Ebbene si i bimbi lo fanno spesso… gli ultimi tre natali siamo stati a casa solo noi 4 per varicelle febbri e otiti… vi assicuro che sono stati i natali più belli … senza troppi parenti in giro, senza dover star bene lo stesso perchè si stava insieme, senza i pranzoni e i cenoni che ci appesantiscono non solo la panza, senza troppi schiamazzi ma solo tanta pazienza, tanti sorrisi e coccole… un pò mi sono pesati perchè la reclusione forzata è sempre dura (le giornate erano infinite) ma mi hanno dato il senso del natale quello fatto di amore, speranza e gioia profonda… mi trovavo il cuore in piena felicità!!!

    quest’anno sarà uno di quelli classici con parenti a casa e miliardi di regali inutili per i bimbi (che nasconderò per evitare un’ overdose ) però ho promesso di far natale nel cuore e anche se mi pesa molto il natale tradizione pranzone che finisce alle 16,00 di pomeriggio con tombolata finale ringrazierò perchè queste cose le ho e molti fratelli no!

    però una cosa bella c’è che mi sta riempiedno molto il cuore: il 24 a casa mia ci saranno anche amici di amici di colleghi che sapendo essere soli soli soli li ho invitati:è questo il natale degli ultimi che mi piace!

    Di cuore che il bambino vi rienpia di speranza-
    un sorriso
    molly

  3. stefano says:

    buon natale paolo!!!

    Dio ti benedica

  4. robis says:

    “…se perdi la strada
    e non sai dove andare
    tu cerca nel cielo
    la stella polare!”

    Buon Natale a tutti i cercatori di infinito!!!

  5. Maddalena says:

    Grazie Paolo, mi hai fatto piangere, per fortuna sono sola in ufficio, c’è tanta neve in città ed io sono riuscita ad arrivare a piedi, i miei colleghi che abitano nei paesi limitrofi non sono riusciti ad arrivare.
    E’ bellissima questa storia, mi ci sono rivista, mi sono diplomata nell’ottantadue ed ero la più piccola perchè avevo fatto la primina, avevo diciotto anni e insieme ai miei compagni, avevo tanta voglia di desiderio, tanta voglia di scoprire e tanta voglia di volare in alto. Ma solo adesso, dopo aver formato una famiglia, dopo aver un bel lavoro, quando mi sono fermata a chiedermi sul senso della vita, sono riuscita a volare alto, quel senso è Gesù. Innamorandomi di Lui ho trovato L’Infinito. Pur consapevole di aver fatto una bella esperienza continuo a cercarLo con tutte le mie forze. La fede va coltivatata.
    Grazie, ancora di cuore Paolo, ti auguro ogni bene e buona ricerca dell’Infinito a tutti.

  6. lucia viani says:

    Grazie.

    -Guardare in alto può condurti all’Infinito.
    -Stare coi piedi per terra può condurti alla Verità.
    -Guardare in alto + stare coi piedi per terra possono condurti a Gesù :-)

    buone feste e che la luce ci accompagni!

  7. anna says:

    Andiamo fino a Betlemme, come i pastori.
    L’importante è muoversi.
    E se invece di un Dio glorioso,
    ci imbattiamo nella fragilità di un bambino,
    non ci venga il dubbio di aver sbagliato il percorso.
    Il volto spaurito degli oppressi,
    la solitudine degli infelici,
    l’amarezza di tutti gli uomini della Terra,
    sono il luogo dove Egli continua
    a vivere in clandestinità.
    A noi il compito di cercarlo.
    Mettiamoci in cammino senza paura.
    Don Tonino Bello

    grazie a voi tutti!!! vi leggo tutti i giorni e siete proprio una bella “grazia!!”.
    a Paolo un abbraccio, ed un bacione per il piccolo !! buon Natale

  8. Rosy says:

    Nel commento al vangelo di oggi scrivi che la Maria ci insegna che la nostra vita è al servizio del progetto divino e che si misura dalla capacità avuta di collaborare alla costruzione del Regno.
    Sono grata a voi tutti per questa comunità virtuale, perchè nel suo piccolo è anch’essa strumento al servizio del Regno.
    Grazie a te Paolo, auguri per il tuo piccolo, spero di rivederti presto a Roma.
    Buon Natale di Pasqua a tutti!

  9. Sole says:

    Negli anni della scuola non mi facevo troppe domande sul senso della vita, anzi non ci pensavo proprio. Il significato della famiglia quello sì era importante, e il desiderio di averne una sempre con me quello sì. Pensavo che tutto sarebbe rimasto per sempre uguale, i miei genitori, i miei fratelli, un marito (presto) e dei figli (sicuramente). Ma la perdita di mia mamma ha capovolto completamente le mie sicurezze, i miei pezzi forti. Tutto da rivedere, da rimeditare, da interpretare, da dare un senso nuovo alla vita. Tutto diverso, colori e profumi. Solo l’aggrapparmi alla speranza mi ha dato la forza di continuare..ma con che paura però.. Paura di scambiare la fede per un salvagente, scambiare quelle sensazioni di pace nel cuore per il bisogno di trovare una risposta alle domande. Paura di “illudermi” che il senso vero sia proprio questo. Il Natale per me da quel momento ha assunto un altro significato e mi disturba invece ricordare con quanto superficialità invece lo vivessi. Auguro a tutti i cercatori un Santo Natale e di raggiungere presto coloro che sono diventati dei “trovatori”, coloro che hanno vera fede, coloro che non hanno più paura, coloro che hanno oltrepassato la speranza..

  10. nicodemodinotte says:

    buon Natale Paolo,
    buon Natale a tu che leggi.

  11. laura says:

    Auguri a Paolo e a tutti i cercatori!!!

    ci ritroviamo
    tutti
    davanti
    al bambino Gesù
    per lasciare i nostri cuori
    cantare
    insieme…

  12. ww says:

    “Non so se ho trovato l’infinito, ma questo finito mi piace un sacco”.

    Che il Signore che si fa piccolo tra i piccoli ci doni non solo di cercare l’infinito ma di gioire del finito!!!

    Buon Natale, anzi… tornando con la mente a Paolo a Milano mercoledì scorso… Buona Pasqua a tutti!!!

    @Paolo
    In caso di neve, trovo efficiente applicare qui a Milano qualche trucchetto che ho imparato da voi valdostani…

  13. francesca says:

    Buon Natale Paolo e grazie per aver contribuito alla mia ricerca di Dio con i tuoi scritti e i tuoi libri(sto rileggendo per l’ennesima volta il tuo”Dov’è colui che è nato?”,è profondo e semplice come le cose che piacciono a Dio:a quando il prossimo?).
    Auguri per il tuo piccolo.
    un abbraccio
    francesca
    Auguri a tutti i cercatori di Dio

  14. elena says:

    Buon Natale Paolo a te e alla tua famiglia, grazie per tutto quello che fai per noi, certo la Grazia di Dio ti accompagna continuamente ed è bello che tu la divida con noi! Auguri a tutti, che la Gioia del Natale riempia i nostri cuori e ci renda capaci di donarla a piene mani a tutti coloro che incontriamo ogni giorno!

  15. luisa says:

    Grazie per il bel racconto.
    Oggi ho terminato la lettura del libro Dove’ Colui che e’ nato ottimo libro.
    Buon Natale a te e alla tua famiglia,

  16. cinzia says:

    Grazie Paolo per quello che hai scritto… che ha commosso anche me.
    Grazie anche di condividere con noi, tutti quata parte così intima e personale che è la tua sfera privata.
    Il tuo bimbo è nelle nostre preghiere…

    Auguro a tutti voi un Natale nella consapevolezza che Dio si è fatto uomo per noi.

    Approfitto anche per chiedere preghiere (certa che le farete) per una compagna di nostra figlia di 7 anni.
    Le è stata diagnosticata una Leucemia extramidollare proprio ieri. adesso è in ospedale.
    Invochiamo maria Santissima, Madre di Tutti che vegli su questa famiglia che ora è nelle lacrime e nella preoccupazione.
    La bimba si chiama Arianna.

    Siete nelle nostre preghiere

    Cinzia e Lorenzo

  17. sandro says:

    una preghiera fiduciosa x Arianna e x i suoi genitori.

  18. rosaria says:

    ci sono anch’io nelle preghiere per Arianna e per tutti i bambini

  19. rosaria says:

    purtroppo ci sono momenti che non mi riesce di augurare un buon Natale…non ci riesco ppiù!!!!!!!
    Fin quando al mondo ci sarà un bambino che soffre….non me la sento di festeggiare il Natale non riesco ad essere serena……….

  20. lucia viani says:

    @rosaria

    è vero, è difficile festeggiare pensando ai milioni di bambini che soffrono.
    Arianna piccola, è proprio una tra questi!
    Non stanchiamoci di pregare quindi. Il nostro Dio viene ad abitare in mezzo a noi, proprio nelle vesti di un bimbo, non direi proprio fortunato….umanamente parlando.
    E’ importante, se veramente lo vogliamo, provare ad andare all’essenza in questo Natale. Proprio come ci spiega Paolo nel suo magnifico libro. Guardare con occhi nuovi e disponibili, ciò che CONTA realmente.
    Gesù,lo sappiamo, non è certo venuto a risolverci i problemi, questo Paolo ce lo ripete fino alla noia, perchè è proprio così! Cristo è venuto per riportarci all’essenza e per dare alle nostre angosce dolori sofferenze un senso nuovo. E’ venuto affinchè potessimo essere liberi dentro dal peso del dolore, dei nostri limiti, e non ha toglierci le spine!!! Quelle restano. Inutile arrabbiarci. La nostra è una fede del tutto particolare; adoriamo un Dio che si fa niente….impariamo, con l’aiuto della preghiere a caricare questo niente di Amore! Questa è l’unica via percorribile per la felicità!
    Mi unisco alla preghiera di tutti, per la piccola Arinna, certa che Dio porrà un fine e un senso a tutti i patimenti terreni!

    con affetto immenso a questa comunità virtuale che sento sempre più…famiglia!

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