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Crocefissi

3293450633_57c59c6747_mSono a cena da amici, da tempo non li vedo. Hanno invitato anche i loro vicini che vogliono conoscermi. in realtà la serata mi pesa molto: scendo a Torino due volte a settimana in treno e la sveglia alle 5 e mezza pesa sulla serata. Va bene, però: parliamo, ci confrontiamo. I miei amici hanno invitato anche questi vicini perché vogliono tentare un aggancio alla fede. Loro si dicono atei, sono distanti, anche polemici. No problem: sono abituato a confrontarmi e la serata scorre via abbastanza bene. Poi si finisce col parlare della sentenza della Corte Europea: i crocefissi vanno tolti dalle aule. Il dibattito si infiamma, le ragioni si scontrano: tutti ammettono che la nostra, ormai, è una società multietnica e che va rispettata ogni posizione, ma, giustamente, il crocefisso, come detto dalla Corte Costituzionale, è simbolo universale di amore, non solo di identità cristiana. Il livello si alza: qualcuno annota amaramente che l’Europa ha scordato le proprie radici, che ormai si potrebbe mettere nelle classi il simbolo dell’Euro, che ben rappresenta la cultura attuale degli europei e, infine, la nostra fede non è una fede di simboli ma di sostanza. però, obietta qualcuno, non c’è reciprocità, rischiamo di prestare il fianco ad una visione rassegnata della fede, perdente rispetto all’arroganza di altre confessione religiose. Insomma: le posizioni, alla fine, convergono: non è giusto che l’Europa ci chieda di rinnegare una tradizione così innestata nel nostro vissuto quotidiano. Ora tutti mi guardano. ho ascoltato, non molto preso, a dire il vero. Mentre parlavano pensavo alle foto di quel ragazzo morto in carcere, ai pensati sospetti che sia stato massacrato di botte, al chiarimento del ministro che ha detto che il ragazzo aveva negato il consenso di informare i famigliari… Penso a quanto dolore,a  quanta solitudine, a quanta tenebra abbia potuto abitare il cuore di quel ragazzo. Ecco, un crocefisso da appendere alle nostre preghiere, stasera. “Allora?”, insiste il padrone di casa- “Non so, ragazzi, non mi prende molto questa discussione, avete tutti espresso delle buone ragioni, e non morirò certo sulle barricate per difendere una delle posizioni. Sono stupito e compiaciuto da tanta popolare adesione al mantenimento del crocefisso nelle nostre aule. Mi chiedo solo una cosa: perchè vogliamo così fortemente tenerlo appeso ai nostri muri, dopo che lo abbiamo tolto dalla nostra vita?”

(Il mio amico Silvio ha fatto un Contest di Natale simpatico, una lotteria gratuita. Andate a vedere: www.cercoiltuovolto.it/wp/2009/video/buon-natale-contest-2009/)

Category: Diario personale

67 comments

  1. Ok, grazie Paolo. Come dici sempre…la chiesa è larga, lunga e profonda, e la rete trattiene ogni specie di pesce presente nel mare. Questo l’importante.

  2. @Paolo,
    hai ragione e mentre ti leggevo mi sono ricordata del … “nodo piano”. E’ il primo nodo che si insegna negli scout perchè è il nodo più semplice e forte in determinate circostanze.

    Questo nodo ha la caratteristica di tenere insieme, due capi della stessa corda, ma opposto: oppure tenere insieme due corde diverse ma dello stessi spessore. La cosa strana è che non è un nodo che tiene bene i pesi, ma se due forze uguali e contrarie si scontrsno il nodo “tiene insieme bene”.

    Ecco, è la stessa cosa,

  3. Non so se c´entra… ma da noi questi tipi di problemi si suscitano quando c´è qualcosa di molto grosso in giro… per ci si discute di questo e si dimentica la cosa “grossa”… Qui siamo arrivati a una guerra (con l´Inghilterra, per la sovranità su alcune isole), figuratevi, una guerra praticamente navale con l´Inghilterra!, per levare la gente dalle piazze dove chiedeva, esigeva, faceva casino per la situazione politica che si stava vivendo. Mi credete se vi dico che il giorno dell´occupazione delle suddette isole le folle erano in piazza a osannare i dittatori? io mi domanderei da quale grosso problema vogliono distrarre l´attenzione. Certo, forse è solo un vizio latino americano, ma forse… forse no.
    Non ho sentito che ci fosse tanto scandalo per la legge sui clandestini. In Italia! i cui cittadini sono stati accolti e sfamati in mille paesi!
    Io vedo una cosa: una cultura in piena decadenza (non voi!), rammollita dal confort e dal lavaggio del cervello, non sa distinguere l´essenziale e si lascia menare per il naso da… da chi?
    besos e tanta Pace, e tanta luce!
    Lu
    PS: non so chi ha detto che il sangue dei martiri è seme di cristiani, o qualcosa del genere.
    Scusate, forse ho detto male qualcosa, ma io l´italiano non lo parlo da anni…

  4. Ha ragione Paolo, non è più nei nostri cuori, nella nostra mente, nel nostro quotidiano,in ogni gesto che facciamo anche il più semplice, perchè se così fosse non saremmo qui a parlarne perchè saremmo noi stessi dei Crocivissi viventi di testimonianza.

  5. il dibattito si e’ un po’ smorzato …. x fortuna…
    penso che sia stato detto di tutto e di più…!!
    cosa aggiungere!!???

    °°°° penso che potrebbe esser utile analizzare la questione in varie ottiche: ne cito 3.—-storica—–emozionale—– esistenziale (consapevole che le 3 non sono del tutto separate)
    nella storia grazie al Crocifisso le abbiamo prese e le abbiamo …date.
    °°°°sicuramente le abbiamo prese nelle persequzioni!!! e cosi , come diceva Tertulliano, il sangue dei martiri …era seme di altri ..cristiani!!
    °°°° successivamente le abbiamo date…( eufemismo) usando proprio il crocifisso “…con questo segno ..vincerai..” si diceva hai tempi di Costantino)
    °°° ma prest son arrivati i seguaci di Maometto…. hanno occupato ( eufemismo) a Terra Santa e tante zone cristiane — compresa la Spagna–
    °°° a nostra volta abbian fatto lo stesso….
    e poi abbiamo pensato di usar lo stesso metodo in America Latina…
    —— senza contare le ” botte da orbi” tra i cristiani dlle varie confessioni…—–( sempre brandendo il Crocifisso!!!) °°°°
    sul piano emozionale vi metto tutte quelle reazione di vario genere che , questa volta x i crocifissi altre volte x argomenti ugualmente importanti, inevitabilmente( ma anche giustamente) animano gli …spiriti..!!!
    °°° e’ ovvio che una parte di verita’ e’ siua in janus che in Costanza… e in tante altre posizioni…
    …molte reazioni son dovute… a come siamo stati educati… alle nostre esperienze…( tutte e sempre importanti x chi le ha vissute!!!)
    °°° anch’io posso provar nostalgia… dei tempi ..andati!!! di una societa’ che era ” cristiana”… ma a cosa mi servirebbe? … forse a illudermi… forse a non capire che vivo in un’altra realta’…( bella o brutta conta poco…. è la realta in cui devo vivere e testimoniare XTO)
    …in una realta’ che la rivoluz. francese e la mordernita?… ha reso sicuramente meno( apparentemente) cristiana…\\ motivo in piu’ x esser cristiano…con un linguaggio comprensibile a chi dice di non credere ma che forse e’ nostalgico del BENE del VERO.. del BELLO( e gesu’ e’ venuto a portare solo cio’)
    nel campo emozionale ci stanno anche le reazioni ..i dibattiti televisivi… ecc
    tutte cose da prender con le molle!!! xche’ si puo’ benissimo usar il crocifisso … come forma di ..potere..( ne piu ne meno che in passato)… fino adire: amorte chi non vuole i crocifissi!!! dimenticando che LUI in croce vi e’ andato …e non vi ha messo nessuno…!!!

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° sull’esistenziale… beh aggiungo poco…( devo andr a celebrar la MORTE E RISURREZIONE DI GESU’)
    da questo saremo giudicati e x questo dobbiamo distinguerci….” DALL’AMORE CHE AVRETE GLI UNI X GLI ALTRI”

    non ovunque abbiamo crocifissi di legno ( .. uomini crocifissi si)… ma x GRAZIA abbiamo ovunque testimoni Cristiani…

    un abbraccio e una preghiera.

  6. avete detto di tutto di piu’….con certi di voi concordo…ma da quando e’ scoppiato questo caso mi chiedo “ci brucia piu’ il crocifisso o il fatto che qualcuno ci vuole imporre di toglierlo?” sinceramente,da parte mia che ci sia o meno sui muri no diminuisce ne aumenta la mia fede ne quella degli altri…quanta indifferenza anche se sta li’ appeso a quel muro :vecchio pieno di polvere ovunque lo si vede…e quanti oltraggi subisce ancora ….questo nostro allarmarci mi sa piu’ di una sfida personale che amore per GESU’ (attenzione non mi riferisco certo a voi!) personalmente per quello che e’ la CROCE per noi , desidero che resti li’ dov’e’…..ma voi sapete meglio di me che il SIGNORE si serve di questi episodi…per smuovere la nostra apatia….un bacio a tutti!

  7. Concordo pienamente con don Sandro: il crocifisso (e lo scrivo con la “c” minuscola) è importante per i cristiani, ma i cristiani vedono davvero il Crocifisso?

    Credo che i più vedano solo una croce, ma non vedano per nulla il Crocifisso su questa croce. Lotte, dibattiti, guerre, prese di posizioni, vesti più o meno stracciate, segni di potere hanno la “croce” come emblema … martiri, missionari, testimoni dell’amore di Dio in terra, uomini di pace e di giustizia, persone misricordiose, i “sanpaolo” moderni ecc. – invece – hanno il CROCIFISSO come emblema, ovvero COLUI CHE STA SU QUELLA CROCE.

    Che lo lascino nelle scuole, che lo tolgano non cambia nulla per quelli che hanno negli occhi un uomo di nome Gesù che è l’unica rivelazione di Dio che abbiamo … un tipo di nome Gesù, uno che ha dimostrato sui fatti di essere Figlio Unigenito di Dio che ci è salito su quella croce infame e proprio per mano di quelli che asserivano che “Dio era tutt’altro”. Credo che nessun cristiano si debba scordare che Gesù è divventato il Crocifisso perchè accusato di bestemmia e la bestemmia era un Dio che si chinava con amore sconvolgente sui piccoli e sugli umili, un Dio che oltre ad annullare il peccato originale dava anche la forza, la Grazia e l’esempio di come essere tutti figli autentici di Dio.

    Davvero se guardassimo di più a quello che c’è sopra due pezzi di legno incrociato, ci accorgeremmo che è un uomo che soffre e che è stato insultato ed offeso … dopo di che perderemmo tutti la voglia di fare lo stesso per difendere un simbolo.

    E poi, ci possono togliere tutte le statue o croci in legno che vogliono, ce n’è una che non ci toglieranno mai: è quello del “segno della croce” che tracciamo sul nostro corpo e – che piaccia o meno – farsi il “segno della croce” addosso significa che i crocifisso siamo noi, ma crocifissi dall’amore di Dio, per l’amore di Dio, con amore da Dio.

    Buona notte a tutti … e non ho bevuto per scrivere simili cose, ho solo una tonnellata di antidolorifici in ccrpo … una piccola crocina di dolorino fisico.

  8. Vi lascio i miei pensieri un po’ sparsi e anche un po’ contradditori su questa vicenda:

    mi ha sorpreso la motivazione della sentenza della Corte Europea: “limita la libertà”. Perché “limita”? Mi sarei aspettata e avrei capito di più una motivazione che, partendo dal fatto che la religione cattolica non è più religione di Stato, non può essere l’unica rappresentata nei luoghi pubblici. Penso che la laicità dello Stato vada salvaguardata considerando quello che succede in altre parti del mondo. Guardandola “alla lontana” potrebbe anche essere che questa sentenza, che ora ci sembra una martellata, in futuro ci preservi dalle richieste di religioni più aggressive della nostra alle quali, altrimenti, sarebbe stato improponibile dire di no. Rimane da capire come mai quello che per noi è il simbolo massimo dell’amore, la donazione totale, il sacrificio estremo… disarmato e disarmante…possa aver dato fastidio a qualcuno. Questo mi ha davvero colpito: cosa avrà spinto un’intera famiglia a perseguire questo “risultato” con tanta tenacia? Quali incontri sbagliati o esperienze negative li possono aver portati a questo? Più che per i giudici, che tutto sommato hanno solo (seppur compiaciuti) interpretato delle regole, mi son ritrovata a pregare per questa famiglia chiedendomi che sentimenti possono aver coltivato in questi anni…”In cosa crede chi non crede?” Si chiedeva il cardinal Martini…in questo caso la risposta mi sfugge…

    Le reazioni in difesa del crocefisso (non sto parlando di nessuno dei commenti del blog…sia chiaro!) mi mettono spesso a disagio. Questo insistere sul simbolo culturale, sulla tradizione…ma prendendo bene le distanze dal significato religioso…mi lasciano un po’ di stucco…per non parlare dei toni!
    Anche chi, in questi giorni ha invitato i cristiani ad “alzare la voce” istigandoci a diventare simili a chi ci ha attaccato…quale causa serviva?
    Mi chiedo: è così che si difende sinceramente il crocefisso o in realtà ciò che interessa è la salvaguardia di un territorio, di una posizione, di un privilegio, di un pugno di voti? Mi infastidirebbe moltissimo che i miei sentimenti venissero usati per scopi diversi da quelli per cui li ho maturati!

    Però c’è un aspetto che mi preoccupa un po’ ed è: rinuncia di qui, rinuncia di là…cosa lasceremo alle generazioni future? Mi capita da qualche tempo di rimanere un po’ allibita dall’analfabetismo religioso dei nostri ragazzi. Penso che chi, tra noi, è catechista lo possa confermare. Io, col gruppetto di bimbi nuovi del coro, passo più tempo a spiegare di cosa parla il testo del canto che non a insegnare il canto stesso: non sanno niente…evidentemente in famiglia non parlano mai di questi argomenti, a scuola men che meno (i partecipanti all’ora di religione nelle classi dei miei due figli sono: 10 su 20 per il minore e 4 su 23 (!) per il maggiore…)…se l’ultimo aggancio con Gesù rimaniamo noi…ci tocca una responsabilità enorme!

    Ma non voglio farmi prendere dal vittimismo o dalla sindrome del panda. Non voglio alzare la voce né imporre niente a nessuno: la fede non “funziona” quando è imposta ma solo quando è vissuta.
    Sono, resto e voglio restare fiduciosa: il nostro crocefisso…risorge sempre!

  9. @Robis
    Dici:”…c’è un aspetto che mi preoccupa un po ed è: rinuncia di qui , rinuncia di là…cosa lasceremo alle generazioni future?…”

    E’ una bella responsabilità quella che abbiamo, ma è quella difficile, impegnativa di diventare noi testimoni credibili di Gesù, con la nostra vita.
    Non è tanto quello che possiamo “raccontare” o insegnare ai nostri ragazzi, quanto il desiderio di conoscere Qualcuno che possiamo trasmettere loro.
    Come un insegnante non “passa automaticamente” il suo sapere agli alunni senza prima aver suscitato in loro la CURIOSITA’, il DESIDERIO di sapere…
    Potrebbe volerci tutta la vita senza vedere nessun risultato, ma la Storia va avanti, guidata dallo Spirito Santo…è arrivata fino a noi dopo 2000 anni, credi che si fermerà qui?
    (A proposito Paolo, grazie per l’MP3 del ritiro che è già sul sito trlp!!!) 😉

  10. Che belle persone siete, tutti.
    Alla fine ci ricomponiamo sotto il Crocifisso. Spero che questo ampio dibattito, a tratto tagliente, sia servito a tutti a vivere di più la logica della Croce che è il dono totale di sé.
    🙂

  11. Già il crocefisso appeso ai muri…
    sono una privilegiata: sono sempre andata in scuole cattoliche, non è mai stato un problema trovarLo.
    Sono d’accordo sulla simbologia, sul riferimento che esso evoca.
    Ma mentre leggevo mi è venuto in mente anche un altro fattore: Se Gesù, l’appeso, il crocefisso è sulle pareti ma non nel nostro cuore, nei nostri pensieri… a che ci serve?
    Nel 1993 e nel 1995 ho avuto la possibilità di vivere un esperienza di missione in uno dei paesi dell’ex blocco comunista: tanto vicino e tanto lontano, l’Albania.
    Mi vengono in mente ragazzi e ragazze con i quali ho parlato a lungo…
    Hanno vissuto gli anni del discernimento della loro vita con un lavaggio del cervello perpetuo che ripeteva che Dio non esisteva… anzi lo ripeteva letteralmente la loro costituzione…
    Lì un crocefisso al muro non c’è mai stato…
    Anzi se malauguratamente in qualche famiglia veniva anche solo pronunciato il nome di Gesù finivi in luoghi che hanno fatto di quei tanti veri martiri del nostro tempo: sacerdoti e laici.
    Ma Gesù è rimasto nel cuore, il crocefisso è rimasto nel numero sufficente di persone di molte persone, e sommessamente si è comunque fatto Presenza, è germinato sotto la cenere.
    A tutte queste persone (non del forum ma le altre) che hanno vissuto la polemica mi viene da chiedere: forse non è più importante far si che Gesù, il Crocifisso si faccia PRESENZA nel nostro cuore???
    Se davvero è così, possiamo anche non averlo sulle pareti ma nulla verrà a separarci da Lui!!!!
    Non trovate???
    buona domenica a tutti
    cinzia

  12. Sono d’accordo con CURTAZ. Non ha senso difendere il crocefisso fuori se lo si è già espulso dalle nostre vite interiori.

    Nonostante ciò, vorrei che il crocefisso rimanesse nelle aule…

    Luca

  13. Cosa lasceremo allle generazioni future ? dice Laura…io credo lasceremo il crocefisso che abbiamo dentro, la nostra coerenza fra ciò che diciamo e ciò che tentiamo di essere….ci dicono i sociologi che mai come in questa generazione c’è un “buco” tra ciò che i genitori propongono e ciò che i figli fanno e vivono….qual’è la soluzione?,,,mia figlia di 30 anni mi ha detto:-manca la coerenza fra ciò che il genitore dice e come testimonia ciò che dice….._ Io credo abbia proprio ragione! ciao a tutti!

  14. ho cercato nel Vangelo le parole che mi potessero aiutare a capire cosa vuol dire testimoniare il crocefisso (che per noi cristiani è e sarà sempre il simbolo dell’Amore infinito che Dio ha per noi): ho trovato in Giovanni (15,16-17) la risposta (per me) dove Gesù stesso ci dice: DA QUESTO SAPRANNO CHE SIETE MIEI DISCEPOLI, SE VI AMERETE GLI UNI GLI ALTRI…
    Allora se è umano provare sconcerto e magari anche rabbia di fronte a una simile (e poco comprensibile) richiesta, è “evangelico” (per dirla come Paolo ha scritto nei suoi libri)andare oltre, lasciare ad altri l’oggetto per riappropriarsi dell’essenza, dell’anima del crocefisso, riportarla in noi stessi, nelle nostre vite, nella nostre fatiche quotidiane…
    Quindi che venga tolto o meno può dispiacerci perchè legato spesso a forme di sentimentalismo,di abitudine,di religiosità e magari anche di fede autentica ma che non possono e non devono dipendere solo dalla sua presenza materiale. non sono molto brava a scrivere e non so se sono riuscita a farmi capire…un grazie di cuore a TUTTI voi, per quello che riuscite a darvi l’un l’altro!!!

  15. Carissimo Paolo,
    ti conosco solo da circa un anno dopo che, capitatami in mano la tua “Lettera Perduta” e avendola letta e riletta con mia moglie siamo corsi in libreria a cercare altri tuoi scritti : li abbiamo presi tutti e divorati . Uno in particolare – e puoi capire quale – l’abbiamo donato ai giovani che anche quest’anno ci hanno sopportati nel percorso di … preparazione al loro matrimonio.

    Fatta questa premessa vengo ai crocifissi .
    Ieri sera mi è toccato di presiedere il vespro nella mia parrocchia e , pur non credendo di dovermi ritrovare davanti al problema sollecitato dalla Corte Europea, la Parola mi ha invitato, anche alla luce dei versetti del Sal.129 e delle vedove proposteci dalla liturgia, a soffermarmi su ” Io spero nel Signore ” …” finchè spunti il giorno e la stella del mattino si levi” (2Pt 1). Mi sono chiesto, e ho chiesto a chi mi ascoltava, cos’è profezia oggi per noi? Sapere quali numeri giocare al superenalotto o capire in anticipo quali tasse ci verranno imposte, in modo da evaderle sul nascere ?
    Forse sono troppe le parole, e poca la Parola .
    Il Crocifisso è una Parola senza parole : lo portiamo nella nostra vita, ma più lo ostentiamo, più siamo come quei farisei che versavano nel tesoro con molta autoreferenzialità . E ho concluso, cominciamo a riporre meglio il cricifisso nel nostro cuore e a divenire migliori profeti e migliori educatori.
    Mi sono anche chiesto : Siamo forse chiamati a vivere un nuovo profetismo dopo tanta tranquillità ? Saremo forse alla sera di quel ricco agricoltore che, avendo avuto la fortuna di una raccolto enorme, decise di abbattere tutto e vivere del carico dei nuovi silos costruiti per raccogliere e gestire tutto ciò che aveva raccolto inopinatamente ? Qual’è il nostro oggi ? La nostra ora ?
    Mi sono detto : forse il dono del Concilio, quello di alcuni santi padri sono il dono che ci è stato fatto per superare nuovi tempi difficili, tempi nei quali essere cristiani significherà, come sempre, non avere la tranquillità di una strada spianata dai criteri umani, ma solo la certezza di una Speranza oltre ogni speranza .
    Il Crocifisso .

    Ciao
    Paolo – diacono
    ( ps – amo la montagna, pur essendo un marinaro e mi piacerebbe trascorrere un periodo di spiritualità laddove tu predichi esercizi, mi terresti informato ? )

  16. questo intervento mi ricorda tanto una persona che l’anno scorso fece un presepe per la propria parrocchia…e il prete gli chiese: “come mai hai messo tutte le statuine, la capanna… ma non hai messo quella più importante…Gesù bambino?”.
    E lui rispose: “Beh rappresenta il mondo di adesso, c’è Gesù nelle nostre vite?”.

  17. “Non togliete quel crocifisso!

    Il crocifisso non genera alcuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo? Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? (…)

    Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei.

    Perché mai dovrebbero sentirsi offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano.

    Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso umano del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo (…) prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà tra gli uomini… A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi di scuola”

    Natalia Ginzburg

    scrittrice ebrea

    Anch’io la penso così… e poi che bello ricordare quando ero piccola in classe, in attesa di essere interrogata, alzavo gli occhi verso il Crocefisso e Gli chiedevo aiuto e sostegno.

  18. …Se Cristo non fosse il Figlio di Dio, non capisco per quale motivo tenerlo ancora nelle scuole e negli edifici pubblici. Non credo di esagerare, ma le ragioni avanzate nei dibattiti che ho ascoltato, seppur tutte condivisibili e molto vere, mi sembrano ancora ragioni superficiali. In fondo tanti prima e dopo di lui hanno sofferto ingiustamente e forse ancor più atroci martiri, eppure c’è lui e non un altro: perchè? Mi sembra una delle tante battaglie ipocrite che si intraprendono di questi tempi, “tutto fumo e niente arrosto”! Le motivazioni per molti forse sono altre, ma per noi cristiani la prima “battaglia” per il Crocifisso va combattuta nei cuori e con le armi dell’amore…

  19. IO SONO PIENAMENTE D’ACCORDO CON DOMENICO

    E ANCHE CON D.PAOLO, POCO IMPORTA

    APPENDERE IN CROCIFISSO SE POI LO ABBIAMO

    COMPLETAMENTE TOLTO DALLA NOSTRA VITA E

    DAL NOSTRO CUORE.

  20. Anche io sono del parere che un crocifisso appeso ad un muro non significhi molto se la tua vita non è vissuta come ci dice Paolo nel commento al Vangelo della Solennità di Cristo Re.
    Il problema è mostrare dunque che io non metto sul muro l’immagine di un morto, ma l’icona dell’Amore che vince la morte, malgrado la morte stessa, perchè la assume, la fa sua, la offre per amore e nell’obbedienza totale e perfetta al Creatore e Padre di quest’Umanità disastrata che sempre più tenta di farsi vie di libertà lontano da chi davvero le vuole bene.
    E’ il paradosso più grande del Cristianesimo, quello che sfida il mondo, paradosso che il mondo non conosce e non comprende, perchè altrimenti come dice S. Paolo non avrebbero messo a morte l’Autore della vita.
    Così è dei cristiani, messi a morte nella carne ma resi vivi nello spirito, ci dice sempre san Paolo, dalla forza di quel primo Amore di Cristo offerto in quel primo Venerdì Santo nel quale sono racchiusi tutti i venerdi santi della storia, amore totale per ciascuno di noi donatoci dal TRONO della Croce di un Cristo che è, davvero, l’Unico Re.

    Ma lo vogliamo davvero un Re così?

    In ogni caso, ben venga anche chi riscopre la semplice presenza “figurativa” e non ingombrante del Crocifisso e che, seppur non praticante, lo difende.

    Ogni volta che vedo atei difendere il crocifisso (a volte meglio di come farebbero certi cristiani, con tanta convinzione che noi neppure sappiamo più dove sta di casa a volte!) mi viene da pensare alle parole di Gesù ai capi dei farisei i quali gli chiedevano di far tacere la folla osannante:
    “Se anche questi dovessero tacere, parlerebbero le pietre!”

    E’ forse giunta l’ora che le pietre parlino.
    Solo così si capirà che il Crocifisso è davvero di tutti!

    Ciao a tutti

  21. Voglio dire la mia, anche se non ho letto tutti i commenti ma solo 3 o 4 dopo l’articolo di Paolo. Sono d’accordo con lui, da dove viene tutto questo attaccamento al crocifisso?? Sinceramente non so dare una spiegazione, penso solo che la gente, anche quella non credente, si è stufata di tanto laicismo che ha superato i limite della sopportazione e soprattutto del buon senso. Credo altresì che noi tutti abbiamo bisogno di avere un crocifisso in aula, come al lavoro, in casa o appeso a un collo perchè già da 2000 anni la Chiesa ha capito l’importanza dei segni, che questo crocifisso ci ricorda che Dio ha scelto di morire per noi e per la nostra salvezza, lui giusto e noi più malfattori di Barabba o di quei “dottori” che l’hanno consegnato. Gesù è stato il più sofferente del mondo perchè è stato crocifisso? Certo che no…chissà quante persone malate da anni di tumore hanno sofferto più di lui. Ma il peccato di tutto il mondo lo ha preso solo lui ed è questo il grande dolore che nell’orto degli ulivi lo ha portato quasi, chissà, ad avere un infarto e a sudare sangue. Questo dolore fratelli nessuno lo potrà mai raggiungere e la croce è il frutto dell’obbedienza del Figlio che ha detto al Padre “Ok, accetto, pago io per tutti”. Non illudetevi di poter conservare tutto nel cuore senza aver bisogno anche di vedere.
    La pace…

  22. il crocifisso volente o nolente è incarnato nel proprio cuore di tutti,ripeto,di tutti.Toglierlo è come un atto di ripudio verso Dio dicendo,lo strappo dal mio cuore e non voglio più vederti ne sentirti.
    L’Amore di Dio non ha ostacoli e confini.
    Coraggio Lui è presente

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Article by: Paolo

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