Santi subito!
Triste il paese, il nostro, in cui la memoria dolorosa dei defunti si sovrappone e si sostituisce ad una delle feste più gioiose dell’anno così che, paradossalmente, il giorno dei Santi è diventato il giorno della visita ai cimiteri! Pazienza, cerchiamo, almeno nella liturgia, di tenere ben distinti i due livelli: abbiamo bisogno di meditare, e tanto, sulla gloria dei santi per affrontare il ricordo dei nostri amati defunti.
Il nostro tempo è chiamato a compiere un’opera ciclopica: riappropriarsi dei santi, tirandoli giù dalle nicchie e facendoli entrare nella nostra vita. Rischiamo di vedere il santo come qualcuno di completamente estraneo alla nostra vita; con il proposito corretto di esaltarne le qualità, si corre il rischio di allontanare questi nostri fratelli dalla concretezza relegandoli nella sfera del miracolistico e, perciò, dell’impossibile. Cosa c’entrano i santi con me? Con il mio lavoro, le mie preoccupazioni, i miei limiti?
È importante, credo, ridire che il santo è un cristiano riuscito bene, un cristiano che ha lasciato germogliare il germe della fede piantato nel suo cuore il giorno del battesimo fino a farlo diventare l’albero frondoso alla cui ombra gli uomini riposano.
Ciascuno di noi è chiamato a diventare santo, cioé a realizzare in pieno il motivo per cui esiste, a centrare il bersaglio, lasciandosi costruire da Dio. Il santo, uomo completo, non è colui che fa delle cose straordinarie, ma che fa le cose di tutti i giorni straordinariamente bene (frase di Teresiana memoria …).
La Chiesa, madre di santi, ci propone oggi come modelli Santi più vicini alla nostra sensibilità e che possono davvero essere presi ad esempio per la nostra quotidianità: studenti universitari simpatici e concreti, come Piergiorgio Frassati; madri di famiglia che accettano il sacrificio nella quotidianità, come Gianna Beretta Molla; professionisti che vivono con passione il proprio lavoro, come Giuseppe Moscati.
Se riusciamo a rimettere i santi accanto a noi, ci accorgeremo che la loro santità non consiste nel fare cose fuori dal comune, o in atteggiamenti devozionistici o pietistici, rassegnati o zuccherosi.
Conoscere i santi significa veramente percepire in essi una profonda umanità innalzata dall’amore di Dio. Uomini e donne di tutti i tempi che hanno cercato di lasciarsi fare dalla grazia del Signore, senza intralciarlo, ma mettendo la propria sensibilità e intelligenza a servizio del Vangelo. Il più grosso miracolo che i santi compiono è quello di lasciare che Dio lavori nella loro vita.
E noi? Se la santità è il modello della piena umanità, perché non porci questo obbiettivo? Santo è chi lascia che il Signore riempia la sua vita fino a farla diventare dono per gli altri. Come brillantemente annota uno scrittore francese del secolo scorso: “Non c’è che una tristezza, quella di non essere Santi”.
Festeggiare i santi significa celebrare una Storia alternativa.
La storia che studiamo sui testi scolastici, la storia che dolorosamente giunge nelle nostre case, fatta di violenza e prepotenza, non è la vera Storia. Intessuta e mischiata alla storia dei potenti, esiste una Storia diversa che Dio ha inaugurato: il suo regno.
Le Beatitudini ci ricordano con forza qual è la logica di Dio.
Logica in cui si percepisce chiaramente la diversa mentalità tra Dio e gli uomini: i beati, quelli che vivono fin d’ora la felicità, sono i miti, i pacifici, i puri, quelli che vivono con intensità e dono la propria vita, come i santi. Questo regno che il Signore ha inaugurato e che ci ha lasciato in eredità, sta a noi, nella quotidianità, renderlo presente e operante nel nostro tempo.
Buon onomastico a tutti, allora.
Un abbraccio particolare a quanti, lo scorso we hanno condiviso con me la Parola a Vicoforte. Stiamo uniti nella preghiera, lasciamo che il Signore riempia i nostri cuori!




Vorrei riportare una riflessione fatta da un prete che seguo molto nell’omelia di domenica scorsa….
La festa di oggi ti dice: “Ringrazia i tuoi santi; ringrazia i tuoi angeli. Ringrazia tutte quelle persone che si sono avvicinate nel tuo cammino, che si sono affiancate con amore e ti hanno aiutato, ti hanno sostenuto, ti hanno dato una mano, ti hanno salvato la vita, ti hanno aperto visioni e finestre di vita diverse.
Quando oggi siete tornati a casa, vi prendete un attimo di tempo, foglio e carta, scrivete i numeri da 1 a 31, i giorni di un mese, e per ogni giorno scrivete il nome di una persona importante per voi, una di quelle il cui aiuto, presenza, vicinanza, ci hanno fatto bene o sono state fondamentali, porti di salvezza. Poi ve lo mettete come un calendario vicino al comodino del letto e ogni mattina leggete il vostro santo. Vi sentirete in compagnia e sostenuti.”
Miriam, credo di non essermi spiegato: il nostro paese ha abolito il 2 novembre come festività, perciò siamo costretti ad appiccicare le due ricorrenze, festa dei santi + memoria dei defunti, facendolo diventare la… festa dei morti! La tristezza consiste nel fatto che non abbiamo una festa specifica per l’una o l’altra cosa, e perciò viviamo in confusione entrambe. In altri paesi, in America Latina, ad esempio, le due ricorrenze sono celebrate con solennità, senza lavorare.
ah ora ho capito!:-)
grazie e….allora concordo pienamente
In Argentina no, si lavora tanto il 1º quanto il 2 novembre…. e questo è ancora più triste. Di feste religiose in cui non si lavora ne sono rimaste poche: il 1º gennaio, il venerdì santo, l´8 dicembre e Natale. E basta…………..
Persino le feste nazionali si spostano al lunedì, per cui i ragazzi soprattutto non sanno neanche chi o cosa si ricorda. E si moltiplicano, nelle grandi città, i negozi che aprono anche la domenica, e quelli che sono aperti 24 ore su 24. A me sembra che, anche come cristiani, qualcosa dobbiamo fare. Almeno io cerco di non comperare niente di domenica, e neanche in orari notturni. Questo è un paese in cui i vincoli famliari e personali si mantengono ancora, ed è molto bello… speriamo che duri!
Un abbraccione con un grosso augurio di Pace
Lu
Che bello simone quello che hai scritto!!! grazie
Scusatemi, ma non trovo più l’enciclica che mi avete mandato. Sono imbranata e non esperta in computer, se mi dite come fare a trovarla, e come fare a ricopiarla, per avere una spece di volumetto. Grazie infinite.
io non sono molto piu’ esperto di te jenny. non capisco pero’ aquale enciclica ti riferisci. se riesci a farmi capire meglio provo ad aiutarti. ciao.
[...] Fonte | paolocurtaz.it – “Santi Subito“ [...]