Santi subito!

ott 30, 2009 28 Comments by

141377072_1e6f7819f7_mTriste il paese, il nostro, in cui la memoria dolorosa dei defunti si sovrappone e si sostituisce ad una delle feste più gioiose dell’anno così che, paradossalmente, il giorno dei Santi è diventato il giorno della visita ai cimiteri! Pazienza, cerchiamo, almeno nella liturgia, di tenere ben distinti i due livelli: abbiamo bisogno di meditare, e tanto, sulla gloria dei santi per affrontare il ricordo dei nostri amati defunti.

Il nostro tempo è chiamato a compiere un’opera ciclopica: riappropriarsi dei santi, tirandoli giù dalle nicchie e facendoli entrare nella nostra vita. Rischiamo di vedere il santo come qualcuno di completamente estraneo alla nostra vita; con il proposito corretto di esaltarne le qualità, si corre il rischio di allontanare questi nostri fratelli dalla concretezza relegandoli nella sfera del miracolistico e, perciò, dell’impossibile. Cosa c’entrano i santi con me? Con il mio lavoro, le mie preoccupazioni, i miei limiti?

È importante, credo, ridire che il santo è un cristiano riuscito bene, un cristiano che ha lasciato germogliare il germe della fede piantato nel suo cuore il giorno del battesimo fino a farlo diventare l’albero frondoso alla cui ombra gli uomini riposano.

Ciascuno di noi è chiamato a diventare santo, cioé a realizzare in pieno il motivo per cui esiste, a centrare il bersaglio, lasciandosi costruire da Dio. Il santo, uomo completo, non è colui che fa delle cose straordinarie, ma che fa le cose di tutti i giorni straordinariamente bene (frase di Teresiana memoria …).

La Chiesa, madre di santi, ci propone oggi come modelli Santi più vicini alla nostra sensibilità e che possono davvero essere presi ad esempio per la nostra quotidianità: studenti universitari simpatici e concreti, come Piergiorgio Frassati; madri di famiglia che accettano il sacrificio nella quotidianità, come Gianna Beretta Molla; professionisti che vivono con passione il proprio lavoro, come Giuseppe Moscati.
Se riusciamo a rimettere i santi accanto a noi, ci accorgeremo che la loro santità non consiste nel fare cose fuori dal comune, o in atteggiamenti devozionistici o pietistici, rassegnati o zuccherosi.

Conoscere i santi significa veramente percepire in essi una profonda umanità innalzata dall’amore di Dio. Uomini e donne di tutti i tempi che hanno cercato di lasciarsi fare dalla grazia del Signore, senza intralciarlo, ma mettendo la propria sensibilità e intelligenza a servizio del Vangelo. Il più grosso miracolo che i santi compiono è quello di lasciare che Dio lavori nella loro vita.

E noi? Se la santità è il modello della piena umanità, perché non porci questo obbiettivo? Santo è chi lascia che il Signore riempia la sua vita fino a farla diventare dono per gli altri. Come brillantemente annota uno scrittore francese del secolo scorso: “Non c’è che una tristezza, quella di non essere Santi”.

Festeggiare i santi significa celebrare una Storia alternativa.

La storia che studiamo sui testi scolastici, la storia che dolorosamente giunge nelle nostre case, fatta di violenza e prepotenza, non è la vera Storia. Intessuta e mischiata alla storia dei potenti, esiste una Storia diversa che Dio ha inaugurato: il suo regno.

Le Beatitudini ci ricordano con forza qual è la logica di Dio.

Logica in cui si percepisce chiaramente la diversa mentalità tra Dio e gli uomini: i beati, quelli che vivono fin d’ora la felicità, sono i miti, i pacifici, i puri, quelli che vivono con intensità e dono la propria vita, come i santi. Questo regno che il Signore ha inaugurato e che ci ha lasciato in eredità, sta a noi, nella quotidianità, renderlo presente e operante nel nostro tempo.

Buon onomastico a tutti, allora.

Un abbraccio particolare a quanti, lo scorso we hanno condiviso con me la Parola a Vicoforte. Stiamo uniti nella preghiera, lasciamo che il Signore riempia i nostri cuori!

Santi

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28 Commenti a “Santi subito!”

  1. simone says:

    Vorrei riportare una riflessione fatta da un prete che seguo molto nell’omelia di domenica scorsa….

    La festa di oggi ti dice: “Ringrazia i tuoi santi; ringrazia i tuoi angeli. Ringrazia tutte quelle persone che si sono avvicinate nel tuo cammino, che si sono affiancate con amore e ti hanno aiutato, ti hanno sostenuto, ti hanno dato una mano, ti hanno salvato la vita, ti hanno aperto visioni e finestre di vita diverse.
    Quando oggi siete tornati a casa, vi prendete un attimo di tempo, foglio e carta, scrivete i numeri da 1 a 31, i giorni di un mese, e per ogni giorno scrivete il nome di una persona importante per voi, una di quelle il cui aiuto, presenza, vicinanza, ci hanno fatto bene o sono state fondamentali, porti di salvezza. Poi ve lo mettete come un calendario vicino al comodino del letto e ogni mattina leggete il vostro santo. Vi sentirete in compagnia e sostenuti.”

  2. Paolo says:

    Miriam, credo di non essermi spiegato: il nostro paese ha abolito il 2 novembre come festività, perciò siamo costretti ad appiccicare le due ricorrenze, festa dei santi + memoria dei defunti, facendolo diventare la… festa dei morti! La tristezza consiste nel fatto che non abbiamo una festa specifica per l’una o l’altra cosa, e perciò viviamo in confusione entrambe. In altri paesi, in America Latina, ad esempio, le due ricorrenze sono celebrate con solennità, senza lavorare.
    :-)

  3. miriam says:

    ah ora ho capito!:-) :-) :-) grazie e….allora concordo pienamente

  4. Lucia S says:

    In Argentina no, si lavora tanto il 1º quanto il 2 novembre…. e questo è ancora più triste. Di feste religiose in cui non si lavora ne sono rimaste poche: il 1º gennaio, il venerdì santo, l´8 dicembre e Natale. E basta…………..
    Persino le feste nazionali si spostano al lunedì, per cui i ragazzi soprattutto non sanno neanche chi o cosa si ricorda. E si moltiplicano, nelle grandi città, i negozi che aprono anche la domenica, e quelli che sono aperti 24 ore su 24. A me sembra che, anche come cristiani, qualcosa dobbiamo fare. Almeno io cerco di non comperare niente di domenica, e neanche in orari notturni. Questo è un paese in cui i vincoli famliari e personali si mantengono ancora, ed è molto bello… speriamo che duri!
    Un abbraccione con un grosso augurio di Pace
    Lu

  5. Molly says:

    Che bello simone quello che hai scritto!!! grazie

  6. Jenny says:

    Scusatemi, ma non trovo più l’enciclica che mi avete mandato. Sono imbranata e non esperta in computer, se mi dite come fare a trovarla, e come fare a ricopiarla, per avere una spece di volumetto. Grazie infinite.

  7. sandro says:

    io non sono molto piu’ esperto di te jenny. non capisco pero’ aquale enciclica ti riferisci. se riesci a farmi capire meglio provo ad aiutarti. ciao.

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