Levi

ott 12, 2009 80 Comments by

TN_si6va08

La situazione di Levi era pesante: era un pubblicano. Cioé: collaborazionista con l’invasore romano da cui appaltava le tasse, ladro perché faceva la cresta sulla riscossione dei tributi e idolatra perché maneggiava denaro con l’effige dell’Imperatore. Era perciò un peccatore pubblico, non lo si poteva avvicinare senza contrarre l’impurità legale che impediva la partecipazione al culto di Israele. Levi era quindi una persona decisa, disposta a tutto, temuto e odiato dai suoi concittadini. Insomma: l’ultimo a cui un Profeta si sarebbe indirizzato. E invece proprio lui viene chiamato. Non è stupefacente? Dio, al solito, ci spiazza, ci mette KO.

Levi viene chiamato e si alza subito. Talmente inatteso è l’arrivo di Gesù, talmente inaudito, che non riesce a capacitarsene. Eppure proprio lui viene chiamato, lui il peccatore, lui l’evitato, lui il temuto. Che idea aveva Matteo di sé? Non lo sappiamo, ma lo possiamo intuire dalla sua reazione che è simile ad una pentola a vapore che esplode: Matteo molla tutto e dà una festa straordinaria. Quanta rabbia, quanta sofferenza aveva Matteo nel cuore! Ed è bastata una semplice scossa perché tutto crollasse come un cartello di carte. Lo sguardo di Gesù ha aperto la diga del suo cuore.Sapete, amici? La nostra fragilità, il nostro peccato non sono sufficienti a tagliarci fuori, non bastano a scoraggiare Dio. Avete l’impressione di non essere degni? Di non essere capaci? A Dio non importa. Dio non ci ama perché siamo buoni ma amandoci ci rende buoni. Di che abbiamo paura? Di essere malati dentro? Guai se ci sentissimo a posto: non avremmo nel cuore quell’arsura che ci permette di essere continuamente alla ricerca di Dio. L’ostacolo del nostro peccato, della nostra fragilità è nulla rispetto alla straordinaria bontà di Dio. Nulla, capite? Ma il sentirsi imperdonabili, sentirsi inutili, incapaci, questo sì ci può allontanare dalla grazia, talmente ripiegati su noi stessi da non accorgerci di essere, da subito, amati.

Capiamo allora la festa di Matteo. E capiamo lo scandalo dei benpensanti, allora come oggi. Questo Gesù che accoglie tutti e che di tutti riesce a far emergere la verità interiore, è scomodo, a tutt’oggi. Non vi é mai successo di criticare in cuor vostro la presenza a Messa di una persona di cui conoscete la vita non proprio evangelica? A me sì. E non mi accorgevo, in quello stesso momento, di passare dalla parte di chi si crede giusto e, tragicamente, non sente il bisogno di Dio. Il secondo ostacolo da cui preghiamo il Signore di liberarci è quello del giudizio benpensante, di chi si mette sempre un gradino più su e vuole insegnare a Dio cosa deve fare per comportarsi bene…

E questa considerazione mi permette di anticipare qui la riflessione sulla chiesa. la chiesa, amici, è la comunità di quelli che, come Levi, hanno incontrato lo sguardo gonfio di tenerezza del Cristo e si sono lasciati riconciliare. Non é perciò la comunità dei perfetti, di quelli che non sbagliano, come alle volte alcuni (specie non credenti) vorrebbero. Non c’é nulla di più alieno al cristianesimo di una asettica perfezione. No! La chiesa è un popolo di perdonati, non di giusti! E perciò, proprio perché perdonati, la chiesa accoglie chi nel suo cuore riconosce di essere amato e perdonato e perciò fa festa.

Vedete, in conclusione, come gli ostacoli al vangelo, in questo brano di Levi, siano sostanzialmente tre: la disistima di sé, il sentirsi imperdonabili, il peccato e il giudizio. Verifichiamo allora il nostro atteggiamento e, se avete ancora voglia, andiamo avanti nella riflessione…

Parole

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80 Commenti a “Levi”

  1. Janus says:

    @sandro
    Sandro, grazie …
    Come sai nella storia della Chiesa per un “-que” (“filio-que”) ci si è divisi …
    … ma io sono poco più di uno iota … (e già mi vanto :-) ) … per cui credo non si corrano rischi di divisioni … sono nel Blog proprio perchè è affascinante per me vedere come il Signore opera “diversamente” in persone diverse :-)

    Arriviamo a noi … hai capito che son di Milano … e se hai bisogno di un appoggio in città non esitare a dirmelo … se chiedi a Curtaz/WEB.Master, la mia mail personale, autorizzo fin d’ora a comunicartela. Ci tengo, ci conto.

    A presto.
    Salùt.

  2. betty says:

    Anche se non intervengo spesso, leggo sempre il blog e oggi, caro Sandro, sono stata proprio contenta di leggerti, avevo in mente te a Milano e mi chiedevo come andava, grazie per “anche il pentimento avviene normalmente più perchè si incontra l’AMORE che per aver trascurato una legge” è una esperienza che faccio spesso e il ritrovarmela scritta davanti mi ha fatto capire, ancora di più, l’amore del Signore.

    @sandro

  3. ww says:

    @sandro
    Se Dio non dispone diversamente… in fin dei conti potrebbe… ti porterò io nella preghiera a Vicoforte, e pazienza… per scoprire il mio nome di battesimo sarà per la prossima volta!

    Se posso permettermi un incoraggiamento a un sacerdote, credo che anche “quei” pellegrinaggi diano senso al nosttro cercare di incontrare Cristo nell’altro.

    Proprio questo pomeriggio, nell’ennesimo ospedale, in attesa dell’ennesimo medico per l’ennesima visita, riflettevo per l’ennesima volta su quante persone di ogni età, condizione fisica e mentale ed estrazione socioculturale si incontrano in quei posti.
    Ci sono giorni in cui le osservo distrattamente, altri – come oggi – in cui mi domando che cosa stiano provando, quanta rabbia e quanta sofferenza abbiano dentro, quale delle due prevalga.
    Tante volte mi avrebbe fatto bene incontrare un prete in una sala d’attesa… a me non è mai successo… e chissà a quante persone fa bene il solo fatto di incontrarti, don Sandro!

    La riflessione odierna è stata interrotta dal medico e dalla sua chiamata: “Signora ww, si accomodi”.
    Oggi più che mai, quel “si accomodi” suonava come il “seguimi” rivolto a Levi.

    Levi ha mollato tutto e ha gioito. Il Signore chiede di fare altrettanto anche a noi, di testimoniare la gioia di averlo incontrato, di sorridere anche in una sala d’attesa a chi è scoraggiato, di fare coraggio a noi stessi quando siamo stanchi, di essere vicini a chi ha scelto di non estrinsecare la propria sofferenza ma non per questo soffre meno… insomma, di affidarci al Signore con le nostre fragilità e senza opporre resistenza al Suo disegno!

  4. Davide says:

    Ma se realmente ci sentiamo Amati in tutto il nostro essere,intrisi di quell’Amore Paterno di cui non riusciamo a stare senza,se avvertiamo la Misericordia di Dio,toccare il nostro cuore,elevandolo a misticismo,al punto di coprire la nostra miseria,come possiamo ancora dubitare?
    Come possiamo ancora soltanto sperare di essere perdonati e non certi di esserlo,”solo” per la Bellezza di cotanta Grazia?
    Come possiamo disistimare noi stessi,se avvertiamo,il Suo sguardo profondamente innamorato,osservarci come la più bella delle creature?
    Come possiamo giudicare,quando da peccatori incalliti che siamo,avvertiamo quell’abbraccio consolatore che ci disarma e ci priva di ogni parola?
    Come possiamo peccare dinnanzi a tutto questo,negandoci e rinnegando Lui?
    Quanto è ancora piccola la nostra fede.
    Preghiamo il Signore perché la nostra fiducia in Lui si faccia abbandonata a tal punto,da lasciarsi rivestire come fiori del campo,da lasciarsi nutrire come gli uccelli del cielo,da lasciarsi entusiasmare in maniera assoluta,inevitabile,vinta. Rimettiamo il nostro cuore nelle sue mani. Totalmente.

    P.S.: Perdonate questo modo di riflettere un po’ out. Mi è nato questo pensiero,spontaneo, solo dopo aver letto tutti i vostri profondi e meditati commenti. Io,ad oggi,non riesco a farlo diversamente. Spero solo possa,alla sua maniera,comunicarvi qualcosa.
    Un saluto a tutti.

  5. lidia says:

    Bè, don Sandro, al solito hai bagnato il naso a tutti .. e anch’io cercherò di appoggiarti … Sai di dove sono, e quindi … è un attimo …
    E per Mondovi … magari ci riesci lo stesso ad andarci …

  6. sandro says:

    @ janus, Betty, WW, Davide, Lidia

    GRAZIE!!!!

    :-) :-D )

  7. Davide says:

    @sandro
    Grazie a te Sandro,i tuoi commenti mi sono mooolto di aiuto…..:-))

  8. laura says:

    @sandro
    Caro don Sandro, è sempre bello leggere quello che scrivi, anche se mi dispiace sapere che non stai bene, e che continui a girare per gli ospedali. Grazie per la presenza che puoi donarci! Un abbraccio :)

  9. laura says:

    @miriam
    Grazie Miriam, speriamo… ;)

  10. laura says:

    @Davide
    Caro Davide, waw!!! E menomale che dicevi di non riuscire a scrivere…forse era solo timidezza ;) …grazie!!! :)

  11. Davide says:

    @laura
    Cara Laura io ti ringrazio,ma ciò che ho scritto semplicemente non mi appartiene.Lo sento,lo vivo,ma non è mio,spero tu mi abbia capito.La mia difficoltà nello spiegarmi,sotto l’aspetto logico nella stesura di una riflessione,è reale credimi.Invece i pensieri come il precedente,sono spontanei,naturali.In quel preciso momento,in cui,quasi in maniera istantanea,stendo il mio pensiero,io mi sento un pò come uno stereo che trasmette musica,ma la musica mi passa “solo” attraverso,non viene da me……in tutto ciò non ho neanche il ben minimo merito.Il merito è solo delle Onde Radio.E che Onde Radio…..;-)
    Un abbraccio

  12. laura says:

    @Davide
    …bello! :) Un abbraccio anche a te, e…alle Onde Radio ;)

  13. sandro says:

    x davide e laura

    domani la liturgia ci dice che Gesù è venuto per servire e non esser servito…

    cio’ significa che , in verità solo LUI e’ il Servo( sofferente secondo isaia) di DIO e di conseguenza dell’Umanita’, di ogni uomo… concretamente…
    Noi siamo “servi inutili” dice Lui stesso…/ chissa’ cosa voleva dire con questa frase?! chi lo sa me lo dica!!

    Io tendo a pensare pero’ che volesse dire” senza di me”( non potete far nulla)..
    Con Lui tutto ha senso…. anche …le mie parole..i miei pensieri..( cosi’ sembra almeno a te davide e laura, e magari ad altri… Deo Gratias.

    x te laura ho trovato qualcosa che ti puo’ aiutare ( anche se son quasi stufo di considerarvi una categoria a parte!!! per cui dico che cio’ che scrivo vale anche x me… e x tutti…!!!!!!!!!!

    °°°°°° i sacramenti son mezzi x giungere alla salvezza … ma GESu’ è la SALVEZZA.!!!
    °°° queste persone son fratelli e sorelle che soffrono… oltre che per la loro situazione … anche perche’ si sentono criticati dagli altri….tutti abituati , come siamo, a cercare la pagliuzza negli ochi altrui prima di togliere la trave dai propri occhi………

    °°°° se uno non puo’ accostarsi all’Eucarestia… puo’ esser pero’ in comunione di vita e di amore con il Signore, offrendo con LUI e in LUI – durante la Messa,- la propria croce…. in questo modo , tra l’altro, rende testimonianza di vita e di misericordia maggiore di coloro che ” credono ” di esser a posto, per esser regolarmente sposati, ma poi magari non sono pronti a vedere Gesu’ negli altri, non riescono a perdonare, criticano, giudicano e condannano.

    °°°°° nel GIUdizio Finale cosa ci domanderà Gesù?… quante volte abbiamo ricevuto Gesu’? o quante volte ci siamo confessati? …o piuttosto ci domanderà se abbiamo messo in pratica il Comandamento Nuovo dell’Amore.?… il criterio ultimo sarà…. quanto Amore concreto avremo saputo donare agli altri, sull’esempio di Gesù: questa e’ una Legge che trascende ogni cosa , anche l’appartenenza formale lla Chiesa.( se non fosse cosi solo chi ha consapevolezza di appartenre alla chiesa si salverebbe… ben pochi !!!)

    °°°° il fallimento nel matrimonio ( ma solo in quel campo??? ) e’ una vera e propria croce, che come tutte le esperienze puo’ trasformarsi in crescita umana e cristiana…

    ricordiamo sempre che … quando tutti dicevano che Gesù aveva fallito( sulla Croce) …. e’ stato proprio li’ che ha vinto l’odio con l’amore… donandoci la Salvezza….

    °°° portare gli uni il peso degli altri… anche questo e’ amore… perdonarci come Gesù ci ha perdonati, se vogliamo a nostra volta esser perdonati…..

    lasciando a LUI il Giudizio…” la misericordia abbia sempre la meglio nel giudizio “”… così ci dice la Parola!!!

    °°°° cosa c’entra tutto cio’ con LEVI ? forse c’entra nel senso che Levi ci dice che e’ importante prender la decisione di seguirlo…!!! con un po’ di amore e di coerenza e di buona volonta’ da parte nostra… ma anche ben consapevoli che che non sara’ il nostro amore … o buona volonta’ o coerenza a salvarci … ma SOLO e SEMPRE il SUO AMORE. … BUONA e SANTA DOMENICA !!

  14. miriam says:

    @Davide
    le tue onde radio il li chiamerei ANGELI ;-)

    @laura :-)

  15. miriam says:

    @sandro
    sandro caro nello stesso tempo abbiamo postato un commento… ;-) un bacio e’ bello riaverti tra noi

  16. sandro says:

    @ miriam

    x poco … come sai…

    abbiamo postato … contemporaneamente … xche’ gli Angeli ci han messo in sintonia… sulla stessa lunghezza d’onda di Davide…

    ….. se non mi trovi piu’ qui… sai dove trovarmi… ciao .. Dio benedica la tua vita.

  17. laura says:

    @sandro
    Grazie don Sandro, le tue parole mi fanno bene, come pure le spiegazioni di Paolo qualche tempo fa…comunque voglio “tranquillizzarti”, sto cominciando a trovare un senso alla mia situazione, e se anche ogni volta provo una tristezza incredibile a non poter ricevere il Signore, sto cominciando ad accettare e a donare questa mia sofferenza, che se può essere utile agli altri…va bene così. Vuol dire che ho anch’io qualcosa da poter offrire… Ti abbraccio forte! Buona Domenica

  18. Davide says:

    @sandro
    Caro Sandro condivido il tuo pensiero su “servi inutili” e aggiungo una frase,letta “casualmente” ieri sera di Santa Teresa del Bambin Gesù,la quale a un dato momento della sua vita,consapevole del nulla che era,disse:”Signore alla fine della mia vita cosa ti presento?Non potendo presentarti i miei meriti,ti presento i tuoi”.
    Credimi,appena letta questa profonda frase ho avvertito con tutto me stesso quanto sia “servo inutile”,con un intensità tale,che non avevo mai intuito prima. Ho sempre accusato i complimenti con una divisione in me stesso: una reazione istintiva al rifiuto,mista a compiacimento. Ieri sera ho davvero capito quanto questa reazione istintiva al rifiuto fosse nascente dal tentativo di soffocare il mio io orgoglioso,che vuole prendersene merito.
    Un anno fa circa ero a casa di una persona amica e le stavo facendo un piacere. Nel momento in cui lavoravo questa persona e mio padre,che mi stavano di fronte, parlavano di me e di quanto fossi,bla,bla,bla…..e a chi dei due genitori andasse il merito. In quel preciso istante mi usci di botto,così improvvisamente,come in rifiuto a così tanti elogi,questa frase:”non è merito di nessuno,neanche mio,ma solo del Padre Eterno”.Improvvisamente tacquero. Avvertire la propria inutilità,la propria piccolezza e finitudine, di fronte all’Amore del Signore,che tutto opera in noi,suscitando l’amore per il bene,vuol dire percorrere la strada che porta a farci suoi strumenti. E con più intuiremo la nostra miseria,con più saremo resi capaci di farci suoi strumenti.
    Un caro saluto

  19. Davide says:

    @laura
    Forza Laura…… ;-)

  20. laura says:

    @Davide
    Grazie Davide! :)

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