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Peccato e perdono

TN_ev3pa17[1]Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa [2]e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. [3]Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. [4]Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. [5]Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». [6]Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: [7]«Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?».[8]Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? [9]Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? [10]Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, [11]ti ordino _ disse al paralitico _ alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». [12]Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». Mc 2

Il secondo capitolo di Marco inizia con la guarigione del paralitico. Vorrei fare alcune osservazione di lettura: anzitutto dobbiamo tenere a mente che nella mentalità giudaica popolare ( e forse ancora un po’ nella nostra) c’era la convinzione che la malattia fosse una punizione di Dio ai nostri peccati. Poco era servita la riflessione di Giobbe che, invece, aveva slegato la retribuzione del peccato alla condotta della vita. Un paralitico dalla nascita era tale perché i suoi genitori avevano peccato e se era diventato paralitico era sicuramente a causa di un suo peccato. Vi immaginate che razza di isolamento si produceva con questo discorso? Capiamo perché l’arrivo improvviso di un paralitico innesca un discorso sul peccato.

Il paralitico viene calato dall’alto, ci immaginiamo la calca intorno alla casa che aveva accolto Gesù. l’unico modo di arrivare a Gesù era passando dal tetto di frasche che ricopriva le case a un unico piano caratteristiche della Palestina. Il paralitico viene portato perché bloccato, immobilizzato… che bella immagine di chiesa! La chiesa è colei che porta chi è paralizzato dal dolore, dalla solitudine, dal peccato, fino ai piedi di Gesù. Oggi portate nella preghiera qualche persona che conoscete, fate il servizio che fecero queste persone nei confronti del paralitico: è un servizio alla carità che potete fare.

Gesù resta stupito dalla fede di questa gente e perdona il peccato di quest’uomo. E’ stupefacente gioco che innesca Marco: gli scribi pensano in cuor loro: “Solo Dio può perdonare i peccati!”. Hanno perfettamente ragione: solo Dio può perdonare i peccati, quindi Gesù … Vedete il gioco di Marco? Nel perdono del paralitico e nella successiva guarigione adombra la divinità di Gesù.

Vale la pena anche di sottolineare il fatto che la guarigione del paralitico è il segno di una guarigione interiore ben più profonda.

Veniamo ora a noi: cos’é il peccato? Non vi sembri una domanda senza senso perché dalla risposta a questa domanda capiamo quanto cristianesimo c’é nella nostra fede. A me pare che, per rispondere, occorra rifarsi alla Scrittura. Nell’antico Testamento il peccato è legato all’idea del fallire un bersaglio, come la freccia che non colpisce la preda. Nel Nuovo Testamento il peccato è legato all’idea di un rifiuto dell’amore, di un rifiuto della luce. E’ proprio così: peccato è rifiutare la pienezza che Dio mi vuole dare, credermi capace di gestire la mia vita e, perciò, fallire il bersaglio. Dio mi ha creato per essere un’aquila e a me va bene restare un pollo. Peccato è, anzitutto, un’offesa nei miei confronti, una svalutazione di ciò che potrei essere e, perciò, un fallimento nel raggiungimento della mia felicità. E’ come se vi avessi regalato una lavatrice e voi la usaste come lavastoviglie: non lamentatevi se il vostro servizio di porcellana va in mille pezzi! Dio mi ha creato, sa in cosa consiste la mia felicità, mi dona il libretto di istruzioni che è la Scrittura e io decido che me la cavo benissimo da solo, che so io badare alla mia vita. Ecco cos’é il peccato.

Capite, allora, che io e Dio spingiamo dalla stessa parte. Anzi, forse più Dio di me. E peccato è tutto ciò che non realizza la mia natura più profonda. Cito spesso l’episodio del colloquio tra il Papa Giulio e Micelangelo che gli stava scolpendo il monumento funebre. Davanti alla bellezza del Mosé il papa, stupito, chiese a Michelangelo come avesse fatto a fare un capolavoro del genere. E Michelangelo a lui: “E’ stato semplice, ho preso un blocco di marmo di Carrara e ho tolto via tutto ciò che non era Mosé”. Anche per noi è così: siamo dei capolavori da realizzare e il peccato è tutto ciò che non sono io nel profondo.

Dio ha un Progetto su di noi. Lo conosciamo? Crediamo davvero che questo Progetto rappresenti la nostra massima realizzazione? In estrema sintesi il peccato è un non-amare, un credermi capace di realizzare da solo la mia felicità.

Ecco il primo ostacolo all’accoglienza della buona notizia: il peccato. Posso essere paralizzato nella mia miopia, chiudere il cuore nella durezza senza riconoscere che è il Signore che fa.

Alcune annotazioni finali su questo aspetto a partire dalle tante obiezioni che mi sento rivolgere quando parlo di peccato e di perdono. Anzitutto: molte persone contestano che il perdono sia intermediato da un uomo, il prete, peccatore quanto e più di me. Perché non posso confessarmi direttamente a Dio? Obiezione più che corretta, che però non tiene conto del desiderio del Signore Gesù che esplicitamente, a più riprese, affida il ministero del perdono proprio agli apostoli. Che, dunque? Non so dirvi il motivo, lo chiederemo direttamente al Signore. Mi pare però di intuire due ragioni soggiacenti a questa scelta. Io non so voi, ma a me costa molto di più confessarmi al Signore, il Perfetto, colui che è tutta luce, colui nel quale non è mai ombra, che non ad un uomo come me che conosce il peccato e conosce la forza del perdono… Questa solidarietà che si esprime con il condividere la stessa povertà, lo stesso dono, mi riempie di meraviglia, mi gonfia il cuore. Sì: davvero il Signore è con noi e ci perdona e la sua voce passa attraverso l’esperienza e il consiglio di un fratello che ha riceuto, per farmene dono, il ministero della pace del cuore. Idealizzo? Forse sì, me ne rendo conto. Eppure questo è il sogno di Dio. Non fermatevi all’esperienza negativa di questo o quel confessore che non hanno saputo trasmettervi calore e accoglienza… forse era stanco, sfiduciato. Sapeste che pena fare il confessore, alle volte! Vedere il dono di Dio gettato dalla finestra dietro paraventi quali ‘precetto’ e ‘dovere’ come quando si dichiara il proprio reddito al fisco (cioé: meno dichiaro e meno pago!). Ma anche che gioia interiore quando si assiste stupiti alla grazia che riempie il cuore di una persona! Una seconda ragione a difesa del ministero del perdono è dato dall’esperienza storica. Sapevate che all’inizio della chiesa, nei primi secoli, la confessione era pubblica, all’inizio della celebrazione eucaristica? Ve lo immaginate? Che figuracce! Eppure era così forte il senso di appartenenza alla comunità che si riteneva essenziale chiedere perdono anche ai fratelli. Ora questo compito di rappresentare la comunità è delegato al sacerdote. Sappiamo vedere in lui il fratello ferito dalla nostra colpa, dal nostro peccato! Infine voglio dire due parole sull’inutile senso di vergogna che alle volte l’avversario riesce a farci provare pur di tenerci lontano dall’abbraccio di Dio. Sapete che alle volte ho l’impressione di avere davanti penitenti più preoccupati del proprio peccato che del perdono? Come se vi volessero regalare dieci miliardi e voi foste tutti preoccupati perché siete vestiti da lavoro! All’obiezione: “Chissà cosa pensa il prete di me” reagisco rivelando uno scoop clamoroso. Sono prete, penso, confesso e perciò vi svelo cosa pensa un prete dopo due ore di confessione. Semplicemente dice: “Signore, abbi pietà di me peccatore” perché spesse volte le confessioni degli altri sono degli splendidi esami di coscienza per noi!

Category: Parole

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87 comments

  1. ##@@@ Qualche impegno diocesano e parrocchiale …. nonchè qualche problema di salute non mi han permesso di esser molto presente sul blog…. pero’ vi leggo spesso e ne rimango sempre edificato!!!
    I commenti a questo bellissimo testo evangelico sono molto profondi…. e …. completi…

    sottolineo solo alcune cose che mi stanno piu’ a cuore , anche se già toccate da paolo e dalle vostre riflessioni.

    mi piace molto la frase di Paolo: la Chiesa (cioe’ noi, ricordiamocelo sempre) e’ formata da coloro che portano qualcuno…. paralizzato nel cuore o nel corpo… da Gesu’ e lo portano non xche’ lo …condanni !!! ma lo guarisca.[ è un atteggiamento che dovrebbe avere ogni cristiano quando incontra un fratello…. prima di giudicarlo amiamolo …. e già amandolo e’ come se lo affidasimo all’Amore diGesù!!! Poi pensera’ LUI ha perdonare a guarire a correggere a incoraggiare: noi portiamolo con delicatezza con umilta’ con amore al Signore!! ]

    ### belle e suggestive x me almeno altre considerazioni di Paolo… ” il peccato nell’antico testamento come freccia che non colpisce il bersaglio…..” verissimo infatti
    nonostante siano passati secoli ancora esiste – almeno dalle mie parti- l’espressione( quando manchi il bersaglio , cioe’ quando non riesci a fare una cosa stabilita, anche in senso figurato) ..che peccato!!!

    anche molto pratica l’espressione … “Sacra Scrittura come libretto di istruzioni….”
    forse anche molto di piu’… certo non un libretto di ricette… ma piuttosto segnali… di luce… di forza.. xche’ la PAROLA e’ efficace… e se letta con fede porta , anche subito i suoi frutti!!!

    ” siamo capolavori irrealizzati…” proprio cosi’… che poi l’intersecarsi della Grazia di DIO con la volonta’ ( libertà) dell’uomo… producono grandi cose… e fan si che il grezzo marmo … anzi povera creta ( da qui il vocabolo cretini!!!) che siamo noi… diventi un capolavoro di DIO.

    sulla confessione e sul confessarsi davanti ad un prete …e’ gia’ stato detto tutto!!!! cosi su differenza tra sacramento della riconciliazione e accompagnamento spirituale… –Penso che alla fine cio’ che conta , intanto e’ il pentimento… il che vuol dire prima riconoscere che siamo peccatori …in cammino verso la piena santita’…. peccatori santificati .. dallo Spirito… perche’ salvati da Cristo.. x rendere gloria al Padre… questo e’ l’essenziale il resto puo’ modificare nel tempo … e la storia del sacramento ci dice che di fatto cosi’ e’ avvenuto…. ma l’essenziale e’ rimasto…

    importante è avere ” gli stessi sentimenti di Cristo”” sia chi va dal confessore sia il confessre che assolve nel nome di DIo .. sempre e’ stato detto dall’antchita’ … Pietro battezza …e’ Cristo che battezza… Paolo perdona … e’ Dio che perdona…— trasmettere amore e accoglienza… amare come amerebbe LUI … e naturalmente questo si nota subito … si nota subito se uno e’ preoccupato di credere nell’ Amore di Dio ..

    . si vede sia in colui che si confessa che spesso si presenta come uno che porta con se’ la lista della spesa… sia nel Confessore che puo’ purtroppo esser piu preoccupato di far osservare …il Diritto caonico ..che far passare l’ Amore di DIO..( anche se rimane vero che il diritto canonico dovrebbe sempre andar d’accordo con il vangelo)… Forse pero’ rimane vero che se Gesu’ avesse osservato il diritto canonico del suo … tempo … quello presentato dai farisei e scribi… il paralitico non avrebbe potuto guarirlo!!!! tanto meno perdonarlo!!

    anche noi penso( preti e no!!! xche’ e’ un discorso di mentalita’) dobbiamo esser piu preoccupati del perdono che del ..peccato…

    su una cosa non sono in piena sintonia con Paolo ” preferisco confessarmi ad un prete peccatore come me che a Dio, perfetto ecc. non so perche’ ma mi piace confessarmi anche a Dio … forse perche’ lo confondo con un buon nonno!!! ma poi naturalm mi confesso anche da un prete x i motivi detti abbondantemente da tutti voi…

    concordo invece con Paolo …” cosa dira’ mai il prete di me!?!?… niente. il prete dira’ di se stesso ..”Signore abbi pieta’ di me peccatore”!!! io pero’ son portato anche a pensare o dire…::: Grazie Signore… xche ‘ mi hai fatto incontrare persone che credono in te e ti amano piu di me!!!! e magari aggiungo… alla sua provocazione “trovero’ ancora fede sulla terra al mio ritorno? “” io ti dico …” si , x la tua fedelta’ a noi… al tuo amore x noi al tuo perdono onnipotente!!! si, troverai ancora fede!!!””” chiedo una preghiera . grazie… DIO VI E CI BENEDICA E SI COMPIA IN NOI LA SUA VOLONTA’

  2. Quanto mi mette in crisi parlare di peccato, confessione, perdono…
    “Peccare = fallire il bersaglio”. Mi piace molto questa definizione. Ma mi sento di aggiungere un’altra cosa: sbagliando il bersaglio posso anche colpire qualcuno o qualcosa d’altro. I miei peccati, purtroppo, lasciano un segno, una ferita non solo in me stessa, ma anche negli altri. E queste ferite ci saranno sempre, non sanguineranno più, ma la cicatrice si vedrà comunque.
    Conoscete il racconto “Lo steccato”? (http://www.paroledisaggezza.altervista.org/anonimo-steccato.htm). Ogni chiodo piantato nello steccato rappresenta un peccato che abbiamo commesso e se togliamo questi chiodi possiamo vedere i buchi che essi lasciano nel legno e che rimarranno per sempre.
    La confessione è una bellissima occasione per togliere questi chiodi, ma è difficile mettersi di fronte a Qualcuno ed ammettere i propri errori. Come già detto da altri in questi bellissimi commenti, c’è vergogna a tirar fuori tutto, ma proprio tutto nella confessione…
    Ma ancora più difficile, personalmente, è perdonare me stessa. Ricevo il perdono di Dio, certo, ma intorno a me non si cancellano le ferite che ho lasciato… come posso perdonarmi questo? Come posso sanare le loro ferite? “Amando come Lui mi ha amata”… è la risposta, ma io non ne sono ancora capace, perché prima di tutto odio ancora me stessa e quindi come posso trasmettere amore?
    Una volta chiesi ad un sacerdote di spiegarmi bene il significato dell’indulgenza plenaria. Se ho già confessato i miei peccati, chiedevo, che significato ha l’indulgenza? Mi fece questo paragone, richiamando in pratica il discorso dei chiodi nel legno: con la confessione “tappi” i buchi causati dai tuoi peccati, con l’indulgenza plenaria cancelli ogni segno di “stucco”… Forse è banale come paragone, ma mi aveva colpito molto.
    Pace e bene a tutti!

  3. una visione che va un po oltre a quello che dice paolo nelle sue osservazioni meno “egoistiche”. Noi ci rivolgiamo al sacerdote a Dio per chiedere di perdonare i nostri peccati, il nostro bersaglio mancato, le ferite che abbiamo impresso agli altri, mettiamo a nudo nei stessi per sentirci liberi da una colpa, chiediamo perdono e siamo perdonati anche se noi ci perdoniamo di meno, anche se quel buco resta anche se la ferita è sempre lì…perchè succede questo, perchè io mi sento sempre e comunque un peso dentro, perchè non mi sento veramente libera? forse perchè non sono capace di perdonare gli altri realmente?

  4. @rosaria

    “Ama il prossimo tuo come te stesso”.Io credo stia qui il punto,imparare ad amare noi stessi. Quando ci si confessa ci si dovrebbe sentire più liberi e più leggeri,proprio perché la nostra colpa(il chiodo)non ci appartiene più,resta solo di lasciarsi riparare(lo stucco)attraverso un abbraccio Amorevole,così che la nostra ferità si chiuda. Lasciarsi riparare. Quindi mettere da parte il nostro amor proprio. Siamo tutti chiamati a perfezione,quella perfezione che è santità,ma la ricerca di questa perfezione non deve avvenire in maniera perfetta,proprio perché il nostro limite(quindi gli errori,gli sbagli e i peccati)ci ricorda costantemente la nostra natura e,di conseguenza il nostro incessante e fiducioso bisogno di Lui,lasciandoci Amare così come siamo. Accettandoci. Non dobbiamo quindi tormentarci nei nostri peccati trascorsi o attuali,altrimenti impediamo alla Grazia di Colui che ci vorrebbe tanto abbracciare,di raggiungerci. Sarebbe un po’ come se tu,dopo aver pestato il piede ad un amico,gli domandassi continuamente scusa. L’amico ti può anche perdonare ma,non può abbracciarti nell’intento di lenire il tuo tormento,se tu(un tu generico) continui a fissare la tua colpa. Certo il segno della piaga può anche restare,ma sta a noi farla diventare un punto di ripartenza e non di arrivo. Quella cicatrice è li solo per ricordarci quanto siamo incapaci di amare e quindi bisognosi del Suo sostegno,ma non deve piegarci su noi stessi. Io credo proprio che Gesù non voglia anime tormentate,ma arrendevoli,fiduciose e abbandonate nella sua Misericordia. Questa credo sia la gioia più grande che potremmo farGli.
    Correggetemi se sbaglio……
    Un saluto a tutti!

  5. @Davide
    Condivido pienamente Davide!!!!! CHI GUARDA SOLO SE STESSO E IL PROPRIO PECCATO NON PUò IRRADIARE LUCE!!!! . Invece e’ piu’ vero che OGNI UOMO E’ PORTATORE DI DIO E DEL SUO AMORE.
    PROBABILMENTE BISOGNA ABBANDONARSI A QUESTO AMORE CHE E’ IN NOI…
    Abbandonarsi e’ un atteggiasmento apparentemente “passivo”…. ma e’ l’atteggiamento dell’innamorato!!!
    Forse non e’ nemmeno necessario desiderare sempre cose piu’ perfette…

    Un proverbio cinese dice che pretendere di accontentare i propri desideri, anche quelli piu’ belli, e’ un po’ come cercare di spegnere un fuoco con della paglia!!!!
    Non voglio certo far un elogio alla mediocrita’…. ma anche santa teresa d’avila diceva:” FATE IL POSSIBILE X ALLONTANARE IL PENSIERO DELLA VOSTRA MISERIA; FISSANDOLO SULLA MISERICORDIA DI DIO!!!

    Un aneddoto: Un foglio di carta si vantava di esser bianco , immacolato. E non sarebbe stato meglio x lui e x tutti se un Dante Alighieri lo avesse sporcato d’inchiostro… o una bella ragazza ( PENSA A QUANTE VE NE SONO NEL BLOG- TUTTE RIGOROSAMENTE VIRTUALI!!!) vi scrivesse una lettera d’amore?…La vita e’ un po’ cosi’ … non e’ mai un foglio immacolato… e’ magari un po’ macchiata !!… MA SE LA ABBANDONIAMO AL SIGNORE … LUI SA DIPINGERLA E ARRICCHIRLA DI COLORI MERAVIGLIOSI!!! LUI , MEGLIO DI DANTE , SA SCRIVERE DIRITTO SU RIGHE STORTE!!! Davide vai avanti cosi’ che vai bene…. e resisti !!!! sei praticamente l’unico , oltre janus (e il prete contadino) maschietto su questo blog. buona settimana a te e a tutti . una preghiera reciproca!!

  6. @davide e @sandro grazie x ciò che avete scritto…Stasera ho pure il sottofondo musicale :tuoni fulmini ed pioggia mentre vi leggo 🙂 sono d’accordo con voi!Bravi!Grazie veramente

  7. @rosaria
    mah … forse perchè io ho sempre inteso la Confessione come Confessione di Fede e da qui i peccati arrivano tutti e ben ben illuminati, ma ho sempre avuto il sospetto che i peccati che ci schiaffeggiano, che ci ipnotizzano e che ci fanno temere di essere imperdonabili (già questo è un gran peccato) non sono quelli che davvero ci allontanano da Dio.
    Voglio dire, spesso i veri peccati sono quelli che manco ci sognamo lo siano.
    L’ho già detto ma credo sia troppo facile confessare i peccati che sono gesti, comportamenti fatti, quelli più pericolosi sono il “non fare” … i peccati di omissione: omissione di fiducia, di difesa, di credere … omissione di pensare, di agire, di promuovere e – il più grosso – di donarsi gratuitamente.

    I nostri peccati (quelli conosciuti come tali) sono terra, ma i peccati di omissione sono Cielo negato, volutamente negato.
    Nessuno di questi peccati di omissione è frutto di un “incidente”, ma è voluto, pensato, perseguito perchè fa comodo.

    Forse il peso che sentiamo dentro quando usciamo dal confessionale è sì una non liberazione, ma non di quello che abbiamo detto al confessore, ma di quello che non abbiamo detto e che non reputiamo peccato.

    Per esperienza, inoltre, dico che molte volte ho visto confessori uscire dai confessionali con gli occhi rossi e lucidi. Il motivo? A me hanno sempre detto: “certe confessioni confessano il confessore”! E quando succede grantisco che gli angeli cantano tanta è la meraviglia.

    Ma io sono sempre sopra le righe e quindi è probabile sia tutto sbagliato, di certo ho sempre chiesto un confessore amico perchè ciò che desidero di più è essere confessata nella vita, prima che nel confessionale … ed un amico lo vede tutto, e lo vede prima ancora che chi lo compie ne è cosciente.

  8. Sono belissime le cose che avete detto sulla confessione, ma per me personalmente nonlo so, non saprei cosa dire, so solo che la confessione mi ha sempre lasciato un amoro in gola, una tristezza profonda, prima me ne creavo un problema, adesso ho smesso di pensarci, lo faccio perchè so che è giusto farlo, ma esaltarla, sentirmi felice o svuotata da un peso, no non è per me. Lascio il tempo al tempo, può darsi che col tempo anche questa situazione cambierà. Di questo brano comunque, mi commuove il gesto degli amici del paralitico che portano con fatica a Gesù, il loro compagno e questo per me vale più di tutto sono loro i primi a ricevere perchè dando amore lo si riceve in abbondanza.

  9. @Elisa
    cara elisa grazie per le tue parole mi ci ritrovo molto e devo dire che una volta ho partecipato alla grande indulgenza di assisi ci ho messo veramente tanto per capire che non era un’invenzione della chiesa ma un’occasione come i saldi a fine staggione… però confermo quanto tu dici sul fatto che la cosa più difficile forse è amarsi visto che il peccato lascia sempre un segno…

    spero nello Spirito ne sa più di me… guarirà il mio cuore

    un abbraccio

  10. O Signore , abbi pietà di me peccatore!Se iniziamo a guardarci dentro a cogliere il “male” che ci avvolge e soffoca il piccolo bene che tentiamo di fare saremmo più benevoli nel cogliere tutto il bene degli altri…Saremmo più ottimisti!Non ci sta niente da fare vale sempre quella vecchia massima “conosci te stesso!”la nostra vita è un mistero che và preso sul serio e mai finiremo di conoscerci,anche perché le esperienze che viviamo ci trasformano di volta in volta..Solo Dio ci conosce bene ! 🙂 per conoscerci,abbiamo bisogno di una guida,di un padre spirituale,di un sacerdote,di una persona saggia che si disponga con umiltà e discrezione a seguirci 😉 bisogna “smascherare” i nostri punti deboli…Il Signore ci chiede di conoscere la nostra struttura interiore e corporea di accettarla pienamente per poterla amare.Dobbiamo accettare i nostri difetti per poterli curare e per evitare di fare del male agli altri…È normalissimo che a volte dopo una confessione ci sentiamo distrutti: abbiamo scavato nel nostro profondo,abbiamo subito una sorta di intervento chirurgico interiore,nessuno esce pimpante da una sala operatoria c’è bisogno della convalescenza …..Purtroppo i vizi esistono!Ogni vizio è un esercito di parassiti che si annidano nelle pieghe della nostra natura umana…Ricordate la risposta del demonio a Gesù?”il mio nome è legione!”i vizi ci corrodono,ci svuotano come i tarli svuotono il mobile d’arte, e ci riducono a una fragile parvenza,che piano piano si affloscia su se stessa.Noi siamo deboli!Come si può vivere senza vizi?Chi è senza peccato scagli la prima pietra! Vi sembrerà strano ma il vizio è il motore della vita…Gesù ci dice ” i figli delle tenebre sono più scaltri dei figli della luce”.Purtroppo è un dato di fatto : la società in cui viviamo , cresce non attraverso la modestia,la sobrietà,l’umiltà,l ‘onestà,la docilità,la mitezza….Ma attraverso la rete di benessere,la competizione , le ricchezze,l’orgoglio,l’arroganza,la mancanza di scrupoli,la spregiudicatezza.Sembrerebbe che per l’uomo virtuoso non ci sia posto in questo mondo…L’uomo virtuoso percorre strade lunghe,faticose e difficile e alla fine non trova né ricchezze,né potere,né piacere,né applausi,ma il BENESSERE INTERIORE!Per entrare dentro di noi abbiamo bisogno dell’intervento dello Spirito Santo che ci aiuta ad illuminare le nostri regioni oscure…Incominciamo a capire che alla radice dei vizi c’è l’egoismo!Che genera la superbia!Sembra strano ma il più delle volte abbiamo bisogno di quello che abbiamo in noi di peggiore per raggiungere ciò che di migliore c’è in noi…

  11. Grazie… sembrano solo parole quelle di tutte voi, ma sono quelle parole che m’illuminano e scavando lentamente dentro di me lasciano un segno che fortifica. Ne farò tesoro cercherò d’amare di più e preoccuparmi meno delle mie miserie, cercherò la luce negli occhi degli altri e sempre di più nelle vostre parole e cercherò di mettere quella flebile fiammella che è accesa in me anche al servizio degli altri…grazie perchè ricevo da voi forza e coraggio

  12. @rosaria
    il “grazie” a te che, personalmente, mi hai costretta a riverificare il Sacramento della Confessione.
    Il rischio più grosso dei cristiani è quello di dare tutto troppo per scontato, soprattutto riguardo ai Sacramenti.

    C’è però una cosa da dire (forse sarà anche sbagliata), ma credo che ogni Sacramento serva a noi. Non servono al Signore che già ci ha perdonato in anticipo, già ci ha fatti degni della Sua Grazia in anticipo, tanto è gratuito il Suo amore.
    Servono a noi per conoscere i nostri limiti, servono a noi per superarli, servono a noi per andare in profondità, sercono a noi per imparare ad amare sul serio senza giudicare.
    Da ogni Sacramento preso per il verso giusto e per lo scopo per cui esiste se ne esce con il coraggio di amare per primi, se ne esce con la semplicità che tanto complica la vita a molti … se ne esce migliorati.

    Il tuo tormento (che io stessa ho provato) forse è perchè la Luce del Signore è in te o forse perchè la scimmia del Signore non vuole che tu ti lasci illuminare da questa luce … oppure … oppure è solo un tormento d’amore che per contrasto sconvolge.

    Comunque sia, grazie di cuore.

  13. @sandro ù

    Grazie x la risposta Sandro! L’unica cosa che mi sento di precisare è ciò che intendevo con “perfezione”.Quando dicevo siamo chiamati tutti a perfezione,intendevo perfezione nell’amare e non nell’essere.Quanto più saremo capaci di amare,tanto più saremo vicini a Dio e resi capaci di perdonare noi stessi.Io credo che Dio il giorno del nostro passaggio non ci domanderà conto delle nostre colpe,che saranno state sovrabbondantemente ricoperte dalla sua Misericordia,ma delle nostre mancanze nell’amore.Anche in noi stessi e di tutte le volte che non ci siamo lasciati toccare.
    Ricorreggetemi se sbaglio…..
    Buona giornata!

  14. Finalmente posso rispondere con un “vezzo polemico” 🙂
    Non sono d’accordo con Curtaz … non sono d’accordo con Davide.

    Iniziamo da Davide:
    “Ama il prossimo tuo come te stesso” … non è spirito Cristiano … è spirito ebraico … In Mt 22 e seg … Gesù risponde ad una domanda sulla Legge (quindi Bibbia) … e dice quanto sopra come “secondo” (il primo è l’amora integrale a Dio) massimo insegnamento della Legge appunto … oltretutto ( a me sembra) senza troppa “enfasi” … giusto per rispondere … vedendo già i limiti del, trasponendo, “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto e te stesso” …
    E’ in Gv.13,14 che Gesù ci lascia il Vero Insegnamento : “Amatevi Come Io Vi Ho Amato”!
    Che è moolto diverso dal primo 😉
    … per la riflessione sull’Amore … invito a riflettere San Bernardo di Chiaravalle ( a cui io arrivai per altre ben più tragiche vie in gioventù 🙁 )
    Quanto di seguito dici … può esser vero in termini psicologici … ma prepara una pericolosa china … in fondo alla quale c’è Hans Kung che dice che l’inferno è vuoto! … come dici l’importante è non perdere memoria e consapevolezza del proprio peccato!

    Paolo … finalmente non sono d’accordo su quello che dici 🙂 mi stavo preoccupando 🙂 🙂

    Cito: “Perché non posso confessarmi direttamente a Dio? Obiezione più che corretta, che però non tiene conto del desiderio del Signore Gesù che esplicitamente, a più riprese, affida il ministero del perdono proprio agli apostoli. Che, dunque? Non so dirvi il motivo, lo chiederemo direttamente al Signore.”

    Non prendiamoci “in giro” … non puoi “confessarti a Dio” … semplicemente perchè Dio già conosce il tuo peccato 🙂
    Tutta la vita dell’uomo passata e futura è “presente” nello stesso momento davanti agli occhi di Dio … quello che noi reputiamo passato … è invece un “eterno attimo presente” per il Signore …
    Quindi ecco la confessione per tramite del Sacerdote : perchè arrivare a confessare ad altri le proprie debolezze è difficile e prevede un confessare a se stessi … che è cosa ancora più difficle.
    Avere la consapevolezza del proprio peccato … e portarne la pena, viverne il peso…è ancore più difficile.
    Il Sacerdote accoglie e presenta davanti a Dio , non il tuo peccato, ma il tuo pentimento … il tuo percorso di redenzione , la tua richiesta il tuo pianto per la ri-conciliazione.
    Non si va dal confessore per scaricare la propria colpa … si va dal confessore per iniziare (o meglio completare … perchè dovrebbe esser già iniziato in se stessi) un percorso di “pentimento e redenzione”.
    Il Confessore non è uno spazzino (quello lo fa lo psicologo … che tende a farti superare la colpa … guardate come è sottile il male) … è un “compositore floreale” … che porta al Signore i fiori che possono sbocciare dal letame umano (ciao Faber!)
    Dio perdona il peccato perchè riconosce il pentimento (ed accetta la penitenza) … non lo perdona “a prescindere” … attenzione!

    Cristo concede agli Apostoli anche questo importante Sacramento … perchè Cristo è “gerarchico e clericale” prima e più di tutti gli altri 🙂 … ma questo è un altro bel discorso sulle tendenze “Laicali (o laiciste?)” dalla nostra Chiesa.

    Salùt

    PS
    Mi sono riletto il brano in greco …
    … è molto bello osservare che Gesù chiama il paralitico “TEKNON” (Figlio) … ed usa questa parole che ha come radice “TeK-n” che vuole dire “Operare,Fare, Fabbricare”… insomma lo riconoscefiglio perchè il paralitico ha risposto con la fede alla chiamata del Signore ed il Signore ha “lavorato in lui … lo ha CREATO … lo ha edificato” … ecco perchè è figlio!

    Più avanti Gesu si dice “UIOS” (figlio) di Dio … ed è ancora una volta corretto (poteva essere altrimenti ? 🙂 ) perchè UIOS … vuol dire “Generato” non “Creato” 😉

    Ma tutto il testo greco nasconde dei tesori che un po’ il latino mi pare “piallare”.

    Ri-Salut!

  15. Anche per me vivere il Sacramento della riconciliazione è molto difficile soprattutto scavare nel mio profondo e trovare le radici del mio peccato.Mi piacerebbe molto avere una guida spirituale che mi aiuti ma non ho mai avuto il coraggio di chiederlo ai don che conosco, sono sempre così indaffarati che non me la sento di chiedergli aiuto.

  16. emilia :Anche per me vivere il Sacramento della riconciliazione è molto difficile soprattutto scavare nel mio profondo e trovare le radici del mio peccato.Mi piacerebbe molto avere una guida spirituale che mi aiuti ma non ho mai avuto il coraggio di chiederlo ai don che conosco, sono sempre così indaffarati che non me la sento di chiedergli aiuto.Ma forse sbaglio!

    @Janus
    a volte sei troppo difficile per me ma mi piace vedere che abbiamo gli stessi gusti musicali che bella quella frase di Fabrizio e come mi manca. grazie

  17. @emilia
    Faber 😉
    “..dai diamanti non nasce niente … dal letame nascono i fior!”

    Mi spiace di risultare “diffcile” … ci mediterò su un po’.

    Insisti col tuo “don” … costringilo a fare il “don” … tene sarà grato 😉

    Cià

  18. @Janus
    non è solo colpa tua anche la mia ignoranza conta parecchio
    il “mio” don adesso lo spostano abbastanza lontano da me comunque proverò a chidergli…
    grazie

  19. @janus Gesù disse ai discepoli”come io vi ho amato,così amatevi anche voi gli uni gli altri” Gv 13,34 . Rispondendo alla domanda rivoltàgli sul primo dei comandamenti ,Gesù disse” il primo è :ascolta israele.Il signore dio nostro è l’unico signore,amerai dunque il signore dio tuo con tutto il cuore,con tutta la mente, con tutta la tua forza.E il secondo è : amerai il prossimo tuo come te stesso. non c’è altro comandamento più importante di questo” Mc 12,29-31.San paolo ci dice “chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.Infatti il precetto:non commettere adulterio,non uccidere,non rubare,non desiderare e qualsiasi altro comandamento si riassume in queste parole: AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO.È il comandamento x eccellenza che Gesù definì il primo fra tutti.Dio è amore e quindi dimorare in lui vuol dire amare.Amare non vuol dire dare il superfluo,xk sarebbe solo un atto di giustizia,ma dare il proprio necessario…Anche spirituale.Le imperfezioni ,proprio xk feriscono il mio amor proprio,sono da donare come sacrificio.Si,devo cercare di dare in elemosina il mio interno…Amare gli altri come se stessi,è un impegno grande xk si stenta a considerare chi mi è vicino come un alter ego.Se io amassi l’altro me stesso,non parlerei mai male del prossimo e nemmeno penserei male.Lascerei x il mio fratello il cibo più buono,lo conforterei nei momenti di difficoltà senza giudicarlo nelle sue imperfezioni,saprei lodarlo senza remora di sorta,aiutarlo sacrificando il mio comodo.A tutti piace essere trattati bene,pochi comprendono che anche mio fratello esige la stessa cosa.Se si ama il prossimo,si sa sorridere anche nel dolore,xk a me fa piacere avere accanto una persona sorridente:pure x l’altro è così.”ama il prossimo tuo come te stesso!”nel vangelo predicato da cristo , questo comando è l’altro aspetto dell’amore verso dio,come l’amore verso dio è l’altro aspetto di quello verso il prossimo.Inscindibili,l’uno la porta e la via dell’altro.il comando di amare il prossimo come se stesso è ribadito fortemente da Gesù.Il vangelo è il lieto annuncio di una qualità,di un profumo,di un sapore,di un’intensità,riversati su ciò che da sempre e ovunque è.Soprattutto è evidente circa il precetto dell’amore.Così il cristiano non ha la missione di presumersi l’ambulanza del pronto soccorso che salva in estremis,ma quella di testimoniare che l’amore vicendevole,che tutti percepiscono nelle fibre del loro cuore,è cammino reale,saporito,soave,anche nelle situazioni che la ragione umana non riesce a decifrare.E proprio là dove il limite umano diviene difficoltà,la grazia dischiude la porta alla via maestra dell’amore.La chiave di quella porta è il perdono!Gesù raccolse il precetto dell’amore verso il prossimo già enunciato dall’antico testamento e lo pose come fondamento del nuovo.L’uomo entra nella capacità di amare non dalla porta della sua bravura,né da quella della sua innocenza,entra invece dalla porta del suo limite e perfino dei suoi peccati.Alla via dell’amore si accede soltando chinando il capo,non xk si è così bravi da possedere perfino la virtù dell’umiltà,ma xk si è peccatori bisognosi di perdono fraterno.Senza la partecipazione dei cattivi istinti,difetti,insuccessi,incongruenze,oso dire scandali che di conseguenza richiedono l’umiliazione di chinare il capo e chiedere perdono,senza il ruolo di questa negatività , le sole virtù non fruttano il vero amore.Il solamente virtuoso non sa amare di quell’amore che sprizza gioia nel grande cielo di dio.Chi non è mai caduto nella tentazione,non potrà mai amare l’altro come se stesso,xk il suo se stesso non conosce l’amarezza dello stato d’animo dopo la caduta…Quando uno si trova a tu x tu con il suo limite e la sua debolezza…Amare xk si è amati,perdonare xk si è perdonati,senza alzare polvere,nemmeno quella della consapevolezza che si sta amando…Bisogna vedere come comprendo quel “come me stesso” se al passivo o all’attivo.Se x me significa”ama come tu stesso sei amato!”allora va bene…Ma se lo intendo come secondo il mio modo di amare xcui mi sento protagonista del mio amore,modello a me stesso è orgoglio e vanità!Nella nostra mente predomina l’idea dell’amore come attivismo,di cui se stesso è il soggetto e gli altri l’oggetto.Di solito quando chiediamo all’altro di amarci,chiediamo che ci rivolga il suo protagonismo,le sue coccole,i suoi doni,le sue preferenze,il suo affetto.Si tratta sempre di chiedere amore fra pari,come dire “ora tocca a te,xk prima è toccato a me”chiediamo l’amore altrui di cui ci sentiamo degni e padroni.L’amore non è uno strumento x raggiungere o far raggiungere Dio è la qualità di Dio in noi.”nessuno ha mai visto Dio,se ci amiamo gli uni gli altri,Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi” I Gv 4,12.Dove c’è amore c’è Dio nella sua perfezione.Quando il peccatore ama,è Dio che ama in lui,forse usando gli stessi strumenti con cui il peccatore ha peccato….Così anche la prostituta “ha amato molto”mettendo in atto le sue abitudini …Lavando i piedi a Gesù,asciugandoli con i suoi capelli,baciandoli,cospargendoli di profumo.Non cambio’ il vasetto di profumo…E Gesù che disse rivolgendosi a Simone?

  20. @Miriam
    … cara Miriam … così non vale 🙂
    Se citi testi di altri devi dichiararlo 😉

    Guarda che io ho tanta strada 🙂 … ed in gioventù ero più vicino al Bushido che al Vangelo … per cui, chi mi convertì … un bel viaggetto tra i testi dei missionari cristiani in giappone me lo fece fare 😉

    Se citi Padre Mazzocchi … se non altro per un atto di rispetto … lo devi dire 😉

    Sai perchè me lo ricordo questo passo … perchè commentava un concetto ZEN molto vicino al concetto intorno al quale ci dimeniamo : Venera il Cielo, Ama l’Uomo … per dire che l’Amore tra gli uomini è un concetto/morale naturale ed universale …
    … e poi perchè parlava di “ambulanze” … ed io sono soccorritre da anni 🙂

    Ora non ho tempo … ma il nodo è proprio questo … se la cosa è chiara in tutte le culture ed in tutti i tempi (l’amore per il prossimo) … Cristo che Verità porta ? 😉

    Spero nei prossimi giorni di “completare” il pensiero.

    Cià

  21. @Janus
    l’ ho fatto a posta 😉 tanto e’ vero che il commento era solo x te….senza dirti ne se ero d’accordo o meno….insomma mi sono permessa di metterti alla prova …o meglio saggiare la tua preparazione amico..:-)

  22. @janus non sono d’accordo che sei poca cosa 😉 anzi sei molto stimolante x un cristianesimo non stagnante…E me l’hai dimostrato conoscendo il bellissimo testo di padre mazzocchi 🙂 e dove ci sono ambulanze tu sussulti 😉

  23. Janus :

    @Miriam

    Ora non ho tempo … ma il nodo è proprio questo … se la cosa è chiara in tutte le culture ed in tutti i tempi (l’amore per il prossimo) … Cristo che Verità porta ? ;-)

    Spero nei prossimi giorni di “completare” il pensiero.

    Cià

    d’accordo: lo specifico cristiano è, appunto, Gesù rivelatore del Padre, che si mette molto al di là di ogni intuizione religiosa e di ogni afflato (dignitoso) umanitario ed umanista. La guarigione/perdono del paralitico serve, appunto, a manifestare il vero volto di Dio (“Solo Dio può perdonare!”) che è volto di misericordia.

    Appunto linguistico (vado nel tuo specifico!): Gesù non è affatto clericale, contestando duramente la gestione del sacerdozio al suo tempo. Ciò che egli desidera è una comunità ministeriale, fondata sui carismi specifici, e ad alcuni membri della comunità affida il ministero (servizio) del perdono e dell’eucarestia. Il problema della contrapposizione clericale/laicale non passa neanche in mente a Gesù, che vuole una comunità in cui ognuno ha dei ruoli ben definiti. L’attuale rischio è di avere dei presbiteri laicizzati e dei laici clericali.

    (Non dirmi che sei di nuovo d’accordo sennò comincio davvero a inquietarmi!!!)

  24. @Paolo
    che strano è proprio il discorso che ho fatto oggi quello dei presbiteri laicizzati e dei laici clericali … e con le stesse parole per di più.
    Idem per quanto riguarda Gesù.

    Ora inizio a preoccuparmi davvero!

    @Janus
    Non sai le volte che ho insistito con quel “amatevi come io vi ho amati” … e non sai quante ne ho prese per questo.
    Come le ho prese per quel “fate questo in memoria di me” riferito al pane spezzato ed al vino versato simboli del donarsi nella vita di Gesù. Credo non c’entri un po’ nulla con la consacrazione (che comunque esiste), ma credo che c’entri con il donare la propria vita (quindi il cuore, perchè mani e tempo lo donano tutti) rivolto a tutti i cristiani nessuno escluso.
    ———————————————————————————
    Pare non c’entri nulla questo commento con il tema in questione, eppure … eppure pensare a queste ultime parole di Gesù, sai i peccati che saltano fuori!

  25. Rieccomi… dopo un viaggio di 17 ore…..
    Devo dire che vi capisco poco. Forse sono ancora stordita dal viaggio…
    Da una parte vedo che di solito ci amiamo poco e male, per cui è da vedere se è poi così scontato il “come te stesso”. Se amassimo il prossimo come noi stessi, siate un po´realisti: quanta gente conoscete che si odia, o si maltratta, o si vuol “male”? e quanta che è capace di essere gentile, paziente e confortatrice ANCHE con se stessa? Io con me stessa ci sto dal mattino al mattino, se non ho un buon rapporto con me, come volete che ce l´abbia con la mia vicina? E non parlatemi di egoismo: l´egoismo è volersi “male”, volersi bene è amarmi come mi ama Dio che mi dice che sono preziosa ai suoi occhi e che non mi abbandonerà mai. Peccare è non amarsi, è farsi male, chiedere perdono è volersi bene, ed è bello, e richiede festa spalancare il cuore e lasciare che sia l´amore di Gesù a riempirlo e ad amare in me. Se Gesù mi ama, perché non dovrei essere buona pure io con me? buona, pietosa, misericordiosa….. Io posso non piacermi, ritenermi piena di mancanze e difetti, peccati e sozzure: benissimo, ma in quello stato mi ama Gesù, PRIMA che io mi penta, prima che ritorni a casa. Ci rendiamo conto di quanto siamo importanti per il Padre, che ci aspetta dall´alba al tramonto scrutando l´orizzonte, con l´ansia di vederci ritornare? e che fa una mega-festa? Perché per Lui siamo belli, amabili, degni di tenerezza, degni del Figlio! chi sono io per dire a Dio: guarda, Dio, tu ti sbagli, io sono una vera porcheria, me odiami, maltrattami, è quel che corrisponde, e devi fare così! Chi sono io per dire a Dio che si deve comportare in un altro modo? E che io mi devo odiare? questo non è Vangelo, non è Parola, è criterio terrestre e diabolico. E allora, se devo comportarmi come Gesù, se lui mi perdona, anch´io mi devo perdonare. Se lui vuole che io viva bene, devo vivere bene, con i criteri di Gesù, non con i miei. L´ho detto altre volte: non far festa, non chiedere la grazia della festa per celebrare la Riconciliazione non è essere in sintonia col Signore. So bene che queste cose non ce le hanno insegnate…. e che è un cambiamento di mentalità quel che ci è chiesto, cioè una conversione: cambiare criteri, lasciare i miei e prendere quelli di Gesù. Più leggo la Parola e più amata mi sento, più sognata, più desiderata, più aspettata da Dio, più bella per Lui… e come non rallegrarmi????
    Il testo di Marco da cui parte la riflessione di Paolo mi piace tanto: quei 4 sono capaci di amarmi e di darsi da fare (scoperchiare tetti, anche se di frasche!!!!), e di fidarsi che Gesù non li sbatterà via, (come osano???), anzi, che si occuperà di me…. e non mancano il bersaglio! Gesù è come loro credevano. E tutto cambia per me.
    Vorrei la grazia di scoperchiare tetti, di credere che Gesù è super-buono, che la misericordia è la nuova Parola che ci è data, e che ci porta alla somiglianza col Padre (siate misericordiosi come il Padre….). credere che Dio è diverso!!!!!
    Che bello, ragazzi, ragazze!
    un forte abbraccio, e che la sovrabbondanza della Pace, della Gioia, della Festa abiti nei nostri cuori!
    Lu

  26. @Paolo
    … aaaargh! Quasi d’accordo, quasi in disaccordo 🙂

    Diciamo che sull’analisi degli effetti siamo in sintonia ( “rischio di avere dei presbiteri laicizzati e dei laici clericali”) … sicuramente è sulla natura delle cause che non ci troviamo 😉 … se interessa, facciamoci sopra un bel post.

    … solo una considerazione:
    Ti cito: “Gesù non è affatto clericale, contestando duramente la gestione del sacerdozio al suo tempo” .
    … ecco la chiave è nelle ultime due parole “suo tempo” …
    … ed io aggiungerei … “quella casta sacerdotale” :
    – solo alcuni tra i figli di Levi … nessuno pronuncia/conosce il vero nome di Dio … sacrifici al tempio … rispetto di assurde norme alimentari/comportamentali … centralità del Tempio come unico/esclusivo luogo del sacro (sono 2000 anni, dalla distruzione del tempio, che gli ebrei non compiono un rito sacro propriamente detto !!!) … esclusività della salvezza ai soli discendenti ebrei (in linea di sangue materna) …
    … insomma è un po’ difficile farseli simpatici questi sacerdoti 🙂 🙂
    Ma la lotta del Signore … non è contro “ogni istituzione sacerdotale” … :-)Anzi …
    Gesù non fa una Nuova Sinagoga … (anche nel testo del nostro post c’è il verbo SYANGO (raccogliersi, riunirsi … dentro, attorno, assieme) … ma fonda una Chiesa (EK-KLESEIN che vuole dire “chiamare fuori” ) …
    Gesù distrugge le mura della Sinagoga … ed ISTITUISCE una Chiesa che cammina per il mondo … Ma questa Chiesa ha un Ordine ed una Gerarchia … che va difesa 😉

    @Lucia S
    A mio avviso … sei in errore!

    Il Peccato è offesa a Dio … ecco perchè solo Dio (che è l’offeso) può perdonarti … TU NON PUOI AUTO ASSOLVERTI … o pensare che Dio ti abbia già perdonato! 🙂

    Devi chiederGlielo … devi volerlo … dopo certo che si fa festa …
    … e birra e salamelle e rugby … 🙂

    Il fatto che il Padre sia li ad aspettarti con immutato Amore … NON ESCLUDE IL FATTO CHE TU DEBBA TORNARE ALLA SUA CASA …

    Concentrati sul fatto che devi fare un percorso per tornare a Dio … concentrati sulla qualità e sulla profondità di questo percorso … il fatto che Dio ti aspetti non è merito Tuo 😉 … il “tornare ad esser degna” di accogliere il Suo Amore.. si!

    Vedo un po’ troppa auto-assoluzione nelle tue parole … ed un po’ di “leggerezza gaudente” nell’approcciare il “peccato”.

    Salùt

  27. @Janus
    “…il fatto che Dio ti aspetti non è merito tuo…il “tornare ad esser degna” di accogliere il Suo Amore…si!”

    Concordo con te sul fatto che è Dio che ci perdona e che non è merito nostro. Ma non è nemmeno nostro il merito di “tornare ad essere degni”…è solo merito Suo se ci accorgiamo dei nostri sbagli, è solo merito Suo se sentiamo il desiderio di farci perdonare, di chiedergli perdono, è merito Suo se riusciamo a fare quel percorso per tornare da Lui. Merito nostro può essere solo quello di seguire quello che Lui stesso ci “suggerisce” con lo Spirito santo di fare…solo la nostra ubbidienza a certe ispirazioni, la volontà di farlo può essere considerato merito nostro.
    Ciao Janus! Ma perchè ti preoccupi quando sei d’accordo con Paolo? 😉

  28. @laura
    Confesso che oggi sono in uffcio 🙂

    Laura : “Ma non è nemmeno nostro il merito di “tornare ad essere degni”…

    Invece è proprio merito/compito nostro … così come è colpa … e colpa grave … non farlo.

    Se è Dio che fa tutto … anche in terra … noi che ci stiamo a fare ?
    Se fosse vero che l’uomo è solo una “variabile” di poco conto … perchè Dio si è fatto Uomo ed ha affidato ad altri uomini il compito di realizzare il Suo Regno in Terra ?

    Io tremo dinanzi a questo Cristianesimo moderno che emerge da molti interventi e che propone un uomo totalmente agito, disarmato ed impotente … attribuendosi le Grazie del Signore, facendosi “incolpevole” “salvato” ed “assolto” !
    Questa è apostasia …
    La pienezza della Grazia non l’avremo su questa terra … su questa terra ci dobbiamo conquistare la dignità di riceverla in cielo.

    Cristo dice “venite a me” … indica un percorso … l’uomo deve compiere questo percorso … diversamente, semplicemente ,l’uomo si perde … (ma state tranquilli … dietro l’angolo c’è satanasso ad accoglierlo)

    Se l’uomo si perde, se si allontana, se si danna … cosa diciamo … che è colpa di Dio ? 🙂

    Oggi si è persa la consapevolezza del maligno … così facendo si è persa anche la prospettiva vera e salvifica della Grazia e della Salvezza nel Signore!

    La bruttissima traduzione che si fa del “Padre Nostro” …
    quel “non indurci in tentazione” … Non aiuta.
    E’ Dio che ci induce in tentazione ???? Daii !!

    Sotto sotto genera le derive che in parte mi pare di poter riassumere così e che un po emergono da alcuni commenti:
    Il peccato alla fine, se è Dio che fa tutto … è visto solo come una perturbazione transitoria del nostro dialogo (rapporto) … ed un po’ forse lo ha pure voluto il Signore il mio peccato … alla fine Lui mi Ama e mi perdona comunque … io non devo fare nulla … fa tutto lui !

    Su sta roba Hans Kung ha costruito una carriera 🙁

    L’uomo, invece,su questa terra, è “agente”, nel bene e nel male … è può agire per compiere il male o può agire per “instaurare omnia in Christo”. 🙂 (.. e qui c’è la risposta alla simpatica “diatriba” col Curtaz 🙂 )

    Se si dovesse fallire … se dovesse vincere il maligno … cosa facciamo … diamo la colpa a Dio ? 🙂

    Dai, non scherziamo !

    Salùt

  29. Ragazze … non fate arrabbiare Janus, che vi ricordo essere 1.90mt per 120kg, con l’ovale sotto il braccio pronto fare sfondamento (lo sento carico) 😀 😀

  30. @Janus
    Caro Janus, sta a noi SCEGLIERE se seguire la Vita o la morte.
    Non ho detto che noi non facciamo nulla e che è Dio che fa tutto, ma la grazia esiste, non possiamo negarlo, come non possiamo appropriarci meriti che non abbiamo.
    Questo non significa che allora noi non dobbiamo fare nulla perchè tanto ci pensa Dio! La decisione se seguirlo o meno dove la metti? E’ lì la differenza…non mi fermo e aspetto, ma decido volta per volta come agire.
    Ma non posso negare che dietro la mia decisione c’è Lui che in qualche modo influisce, ma SOLO se io Lo ascolto e decido di seguirLo, allora la mia scelta sarà quella giusta…ho/abbiamo questa libertà che non possiamo sottovalutare.
    Quanto alla tentazione, NON è Dio che ci tenta, semmai permette che siamo tentati, e poi sta a noi lottare…e se perdiamo la colpa non è certo di Dio. Che comunque vede e spera e aspetta e prova ad aiutarci, ma a volte siamo così presuntuosi da credere di sapere cosa sia meglio per noi e scegliere la cosa sbagliata.
    Lo Spirito Santo esiste, e se ci affidiamo a Lui è un grande aiuto, la Sua Grazia non possiamo negarla! Possiamo ignorarlo e non ricevere così la grazia che Lui non aspetta altro che donarci. 🙂 Ciao!

  31. xJanus:
    ho l´impressione che non hai letto quel che ho scritto. Il fatto che Dio mi ami anche quando sono in peccato non significa che nel peccato ci debba rimanere, anzi! e il fatto che mi debba amare bene pure io non significa che mi debba abbandonare al dolce far niente e al menefreghismo, significa solo che mi devo riconciliare con me stessa e perdonarmi, perché questo piace a Dio. E che i “meriti” siano di Gesù… beh…. sai…. prendila come vuoi, miei non sono. Io ricevo da Lui una proposta, che ha a che vedere col mio rapporto con Lui, con la gente , con me stessa e con la natura, (i Regno) e scelgo. Anche se queste scelte hanno momenti privilegiati e forti, più espliciti, si fanno tutto il tempo.
    E che mi ama basta per far festa.
    Anch´io sapevo molto quando ero giovane…. adesso so poche cosette e non son sicura servano a qualcosa. Questo vale solo per me, non per te. Ognuno ha la propria strada e quella di Santa Teresa del Bambin Gesù non si assomiglia affatto a quella di Santa Teresa d´Avila. Eppure entrambe sono dottori della chiesa.
    besos, pace a tutti!
    Lu

  32. @laura

    Cara Laura, ora hai fatto un intervento già diverso dal precedente 🙂

    Invece che vita e morte … diciamo che sta a noi scegliere se seguire Cristo o satana. Meno edulcorato il concetto, ma più preciso.

    “ma la grazia esiste, non possiamo negarlo,”
    – Io non ho detto che la Grazia NON esiste … io ho detto che non è su questa terra che ne vivremo la PIENEZZA … che è diverso.

    “Questo non significa che allora noi non dobbiamo fare nulla perchè tanto ci pensa Dio! La decisione se seguirlo o meno dove la metti? E’ lì la differenza…”
    – Appunto … è proprio questo il punto che rivendico.

    ” … ma SOLO se io Lo ascolto e decido di seguirLo, allora la mia scelta sarà quella giusta…ho/abbiamo questa libertà che non possiamo sottovalutare”
    – Infatti … non sottovalutiamola questa libertà 😉
    … perchè è compiendola nel Bene che realizzeremo il Regno 🙂

    “Quanto alla tentazione, NON è Dio che ci tenta, semmai permette che siamo tentati, e poi sta a noi lottare…e se perdiamo la colpa non è certo di Dio. Che comunque vede e spera e aspetta e prova ad aiutarci, ma a volte siamo così presuntuosi da credere di sapere cosa sia meglio per noi e scegliere la cosa sbagliata”
    – Ecco brava … ma il problema non è “cadere” … il problema è pensare che anche da caduti tutto sommato “va bene così” … e non ci si rialzi!
    Il compito dell’uomo è quello di resistere alla caduta , ma se caduto di rialzarsi e di tornare a camminare nel Signore 🙂
    E’ questo sforzo che fai per rialzarti che Dio accoglie … ed è per questo sforzo che compi che ti accorda il Perdono … non perchè l’offesa che ha ricevuto è di poco conto 🙂

    “Lo Spirito Santo esiste, e se ci affidiamo a Lui è un grande aiuto, la Sua Grazia non possiamo negarla!”
    – Assolutamente … si!
    Sei molto tenera con quel “… è un grande aiuto” 🙂
    … ma è anche vero quel famoso adagio popolare “aiutati che il ciel ti aiuta” 😉

    Salùt

  33. @Lucia S

    Sono d’accordo con il concetto di “riconciliarsi” con se stessi (dopo che lo si è fatto con Dio) … meno con sta storia del “perdonarsi” 🙂

    I due concetti appartengono a “categorie” diverse … il Perdono (la remissione dei peccati) appartiene solo a Dio: è detto bene anche nel brano proposto nel post … e Curtaz, giustamente, sottolinea come Marco con abilità, usi questo sillogismo per far arrivare anche i presenti a riconoscere la divinità di Cristo).

    Per il discorso dei “meriti”… che dire … prendila come vuoi … ma Gesù non ha bisogno che tu e nessun altro Gliene attribuisca 🙂

    Ha invece bisogno di gente che qualche merito, ai suoi occhi, se lo conquisti qui in terra … altrimenti signori … chiudiamo baracca e burattini.

    Salùt.

  34. …DiPassaggio… :
    Ragazze … non fate arrabbiare Janus, che vi ricordo essere 1.90mt per 120kg, con l’ovale sotto il braccio pronto fare sfondamento (lo sento carico)

    @…DiPassaggio…
    …di passaggio ma spesso! (se sai che Janus è 1.90 per 120Kg!!!)
    Tranquillo/a, Janus non è pericoloso…è uno spirito “scientifico”, non accetta concetti come veri in assoluto, ma indaga, si informa, legge, studia…e per questo
    sembra battagliero, ma in positivo… 🙂

    @Janus
    Ora siamo d’accordo, anche se mi inquieta un po quel “tenera” alla fine…che non capisco bene… 🙂
    Cià

  35. @Janus

    Eccomi janus!Scusami per l’attesa ma il tempo ultimamente mi si è ristretto….
    Dunque,i miei commenti erano comunque di riferimento ad una risposta a Rosaria,dove riportava la sua difficoltà a perdonarsi,da qui il mio pensiero nell’imparare ad amare se stessi,imparando a perdonarci.La considerazione di Rosaria era fatta post confessione(spero di aver capito bene),quindi dopo aver ricevuto il perdono con relativo sacramento.Quindi se io dopo una confessione,ricevo il perdono con tanto di assoluzione e mi sento ancora il peso della colpa è solo perché non mi riesco a perdonare.Un perdonato che non si perdona.E se sono incapace a perdonarmi,come può la divina Misericordia entrare nel mio cuore,se questo, si lascia cullare dal mio amor proprio? Quel amor proprio che non è da confondere,con quel “come te stesso”.Amare se stessi non vuol dire piangersi addosso,non vuol dire soddisfare i propri desideri,non vuol dire ascoltare le nostre vocine interiori che ci appagano tanto e che ci lasciano soli quando sbagliamo. Amare se stessi,vuol dire conoscersi e riconoscersi(chi sono io?),saper ascoltare,vuol dire volere il proprio bene.E qual’è il nostro bene? Il nostro bene è fare la volontà del Padre,quel Padre che ci conosce alla perfezione e sa di cosa abbiamo bisogno. E il nostro bene,può anche farci male,può costarci,può chiederci sacrificio,rinuncie,proprio perchè il nostro bene è non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi.Amandoci(noi stessi e gli altri),quindi,come Lui ci ha Amati.Quindi anche la mia riflessione sull’Amore(essendo di risposta a Sandro ma di riferimento ancora alla considerazione di Rosaria) non era un inno alla faciloneria di fronte alla Misericordia di Dio.Dal momento in cui tutto copre e tutto sopporta,allora c’è data la libera scelta di fare quello che vogliamo e l’inferno è vuoto.No…. .Non intendevo dire che Dio copre tutte le nostre colpe,comprese quelle di cui non abbiamo voluto prendere atto e di cui non abbiamo chiesto perdono ma,semplicemente che il nostro io colpevole non deve offuscare la nostra propensione ad amarLo,lasciandoci Amare,imparando l’Amore.La memoria dei nostri errori è giusto che permanga,ma ripeto, non deve piegarci su noi stessi impedendo alla Sua Misericordia di raggiungerci.
    Buona notte a tutti…..

  36. Davide :@Janus
    Eccomi janus!Scusami per l’attesa ma il tempo ultimamente mi si è ristretto….Dunque,i miei commenti erano comunque di riferimento ad una risposta a Rosaria,dove riportava la sua difficoltà a perdonarsi,da qui il mio pensiero nell’imparare ad amare se stessi,imparando a perdonarci.La considerazione di Rosaria era fatta post confessione(spero di aver capito bene),quindi dopo aver ricevuto il perdono con relativo sacramento.Quindi se io dopo una confessione,ricevo il perdono con tanto di assoluzione e mi sento ancora il peso della colpa è solo perché non mi riesco a perdonare.Un perdonato che non si perdona.E se sono incapace a perdonarmi,come può la divina Misericordia entrare nel mio cuore,se questo, si lascia cullare dal mio amor proprio? Quel amor proprio che non è da confondere,con quel “come te stesso”.Amare se stessi non vuol dire piangersi addosso,non vuol dire soddisfare i propri desideri,non vuol dire ascoltare le nostre vocine interiori che ci appagano tanto e che ci lasciano soli quando sbagliamo. Amare se stessi,vuol dire conoscersi e riconoscersi(chi sono io?),saper ascoltare,vuol dire volere il proprio bene.E qual’è il nostro bene? Il nostro bene è fare la volontà del Padre,quel Padre che ci conosce alla perfezione e sa di cosa abbiamo bisogno. E il nostro bene,può anche farci male,può costarci,può chiederci sacrificio,rinuncie,proprio perchè il nostro bene è non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi.Amandoci(noi stessi e gli altri),quindi,come Lui ci ha Amati.Quindi anche la mia riflessione sull’Amore(essendo di risposta a Sandro ma di riferimento ancora alla considerazione di Rosaria) non era un inno alla faciloneria di fronte alla Misericordia di Dio.Dal momento in cui tutto copre e tutto sopporta,allora c’è data la libera scelta di fare quello che vogliamo e l’inferno è vuoto.No…. .Non intendevo dire che Dio copre tutte le nostre colpe,comprese quelle di cui non abbiamo voluto prendere atto e di cui non abbiamo chiesto perdono ma,semplicemente che il nostro io colpevole non deve offuscare la nostra propensione ad amarLo,lasciandoci Amare,imparando l’Amore.La memoria dei nostri errori è giusto che permanga,ma ripeto, non deve piegarci su noi stessi impedendo alla Sua Misericordia di raggiungerci.Buona notte a tutti…..

    amen
    Lu

  37. @Davide
    forse è proprio questo che intendevo, i nostri errori non possono essere dimenticati,(se così fosse potremo ricaderci dentro con più facilità),quindi se io perdono me stessa è un po come se non dovessi dar conto a Dio e provvedo io per me egoismo puro… quei peccati lasciano il segno …il buco nella trave dopo aver tolto il chiodo..quel chiodo che ha tolto Dio dopo la confessione e l’assoluzione…da quel punto ricomincia si parte da zero , anzi no ,da uno è rinascita …ma non più così pura e limpida ,quelle cicatrici che mi porto dentro sono la mia croce ma sono anche piene di luce e mi insegnano la strada giusta per CERCARE di non cadere nello stesso errore
    MI sono spiegata? scusate ma mi è difficile trovare le parole giuste per esprimere i miei sentimenti a volte mi sento un pò tanto fusa

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Article by: Paolo

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