Mosé

set 09, 2009 81 Comments by

05_papiro

In quei giorni, Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i lavori pesanti da cui erano oppressi. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli. Voltatosi attorno e visto che non c’era nessuno, colpì a morte l’Egiziano e lo seppellì nella sabbia. Il giorno dopo, uscì di nuovo e, vedendo due Ebrei che stavano rissando, disse a quello che aveva torto: “Perché percuoti il tuo fratello? ”. Quegli rispose: “Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di uccidermi, come hai ucciso l’Egiziano? ”. Allora Mosè ebbe paura e pensò: “Certamente la cosa si è risaputa”. Poi il faraone sentì parlare di questo fatto e cercò di mettere a morte Mosè. Allora Mosè si allontanò dal faraone e si stabilì nel paese di Madian e sedette presso un pozzo. (Es 1,11-15)

Abramo ci ha svelato il volto di un Dio misterioso che ci chiama ad andare a noi stessi, a dare retta al bisogno di senso che portiamo nel cuore, Mosè ci conduce nel deserto per scoprire che il Dio dei Padri si occupa (e tanto) dell’umanità. Mosè è il principe d’Egitto, salvato fortunosamente dalla figlia di Faraone, e viene a sapere delle sue umilissime origini. Il libro dell’Esodo non parla “del” Faraone ma di “Faraone” come un nome proprio, come un nome collettivo che simboleggia la tirannia del potere da cui liberarsi. Possiamo immaginarci il temperamento del giovane e pasciuto principe che vede la sofferenza degli ebrei e decide, dall’alto della sua posizione, di fare qualcosa. Ma lo zelo di Mosè, che tanto assomiglia all’atteggiamento dei giovani borghesi degli anni sessanta che volevano convincere gli operai, si fonda su basi fragili. Mosè presume, pensa di sapere, crede che la folla gli andrà dietro. Perché mai dovrebbe farlo? Per il popolo Mosè è e resta il figlio del tiranno che obbliga Israele in un regime di semi-schiavitù… E avviene il fattaccio raccontato dal libro dell’Esodo: Mosè interviene per fermare un egiziano che sta malmenando un povero ebreo, nella colluttazione l’egiziano resta ucciso. Mosè non se fa scrupolo, continua il suo percorso come se nulla fosse. L’indomani, vedendo due ebrei litigare, cerca di intervenire e riceve una risposta che, per lui, è la fine del suo fragile delirio di onnipotenza: “Vuoi forse fare a noi quello che hai fatto all’egiziano?”. Mosè scopre che non è amato, che nessuno lo segue, anzi che è temuto per i suoi eccessi di violenza. Mosè vede il suo nascente sogno giovanile frantumarsi, il suo ego svanire a contatto con la bruciante realtà. Deluso, amareggiato, Mosè abbandona tutto e fugge verso il deserto. La sua vita è compromessa: è comunque un omicida, non un rivoluzionario, decide di rifugiarsi al di là del deserto, di ritirarsi a vita privata…. Quante persone conosco che hanno fatto questa esperienza! Entusiasti, sognatori, appassionati che hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo, che si sono impegnati, in parrocchia, nel sindacato, in politica, per poi scontrasi con la realtà e decidere di ritirarsi a vita privata. C’è molto dolore in quella scelta, e anche un po’ di sufficienza. Mosè è un liberatore da liberare, un condottiero che deve prima affrontare la durissima battaglia del proprio egocentrismo per diventare davvero lo strumento di Dio. Di là dal deserto Mosè trova pace: una moglie, Zippora, un figlio, un mestiere che suo suocero Ietro gli insegna, il guardiano di greggi. Fa tenerezza vedere il principe d’Egitto, smessi gli abiti del suo rango, nascondersi dietro la pesante tunica dei beduini. Fine del sogno, Mosè non sa neppure più dove sia l’Egitto e la corte. Ora è un fuggiasco, un latitante che si nasconde nelle tende dei beduini. I suoi sogni di grandezza sono perduti per sempre. Ora Mosè è pronto per diventare il condottiero che sognava di essere, ma che non pensava di poter diventare. Alla fine del suo percorso di fallimento, Dio lo stava aspettando.

Dio dei Padri, tu non vuoi dei condottieri valenti, ma degli uomini autentici, consapevoli dei propri limiti. Nulla ci allontana da te, ma tu conduci le nostre storie verso orizzonti di bene e di libertà, Dio che liberi Mosè da se stesso!

Parole

About the author

Tutte le informazioni le puoi trovare in questa pagina

81 Commenti a “Mosé”

  1. Molly says:

    che bello però che il mio Signore “se sceje li peggio” (detta alla romana!) :) allora ho speranza anche io! e mi fa piacere che poi questi grandi come mosè, san pietro, san paolo e tutti gli apostoli non ci hanno capito molto dei piani del Signore o meglio ci hanno dovuto lavorare parecchio! (ho sicuramente qualche chance allora!!!)
    tutte le fatiche della mia miserrima fede avranno una giustificazione…
    ora comunque so che finchè non ho toccato il mio fondo del fondo profondo, non ne uscirò perchè è proprio li che Lui mi cercherà come se sapesse che prima o poi ci sarei arrivata! (scusate il pessimo italianao)
    e mi piace che questo mio Signore per confondere i sapienti usa i pecorari, i pescatori, gli omicidi e i persecutori… chissà perchè i suoi pensieri non sono i nostri pensieri e le sue vie non sono le nostre vie ma è meraviglia del mio Dio il cercarmi sempre … quanti progetti falliti dietro di me? qualcuno anche bello grosso ma se vedo il giro che mi ha fatto fare per portarmi ad essere la donna che sono oggi posso solo dire grazie…
    Animo a tutti i principi e le principesse d’egitto prima di capirci qualcosa bisogna pascolà le pecore!
    un beeeeee a tutti dalla pecorara

  2. Lucia S says:

    oddio Paolo, che sensazione di déjà vu! eravamo talmente sicuri di aver ragione, di avere le soluzioni!
    La cosa che mi piace di più della Parola è che mi ci ritrovo, io con la mia storia, le mie vicissitudini, i miei sbagli…. e anche col mio entusiasmo, la voglia di fare cose, di cambiare il mondo! Certo, avevo vent´anni, come Mosè, m´immagino, e questo è normale… ma sarà la vita a insegnarmi che sono le proposte di Dio quelle più intelligenti, e non le mie, che sono i suoi metodi i più adatti, e non i miei… e son qui, tanti, tanti anni dopo, a scoprire ancora la superbia e l´onnipotenza che, ormai, fanno fatica a venir fuori, anche perché il corpo non le aiuta, ma che fanno forza, e a volte mostrano il naso…. e anche un po´di più…
    besos, mi amigo, e Pace a te! e a tutti!
    Lu

  3. SPINA says:

    @Molly
    stupenda ! Esattamente così…la penso come te, anch’io ho fatto la tua stessa esperienza…e chissà forse dovrò farla ancora,permettimi….la aguro di cuore anche a tutti gli amici cattolici annoiati ed arrivati! Con gioia e ..senza polemica! Spina.

  4. SPINA says:

    Non mi dite che siete tutti a guardare i mitici miliardari in mutande che corrono dietro a una sfera…che rotola dove caspita vuole. Di solito sono più bravi a correre dietro le sottane, si fa pre dire quelle non se le sono mai messe, di signorine di dubbie capacità artistiche… Spina …spinosa…

  5. lidia says:

    Oh bé … di mio non ho mai ammazzato nessuno a parole.
    Quello che ho capito in questi ultimi giorni è che a me è chiesto solo la decisione di rischiare per amore della verità e senza alcuna sicurezza, anzi …. e poi affidarsi al Signore. Un mix, insomma tra Abramo e Mosè … con una partecipazione di Noè, con la passione di Isaia e con la comparsa di qualche altro profeta: in altre parole “vivere come Gesù” e pure inconsapevolmente.

  6. Molly says:

    @SPINA
    emmm io ero già al letto… insomma i cuccioli dormivano il marito non c’è per lavoro ed io mi sono messa sul lettone a 4 di bastoni a leggere …. bel programmino vero?

  7. Lucia says:

    Bisogna toccare il fondo per scoprirlo li che ti aspetta, io l’ho toccato e adesso conosco il mio limite grazie a un libro di Paolo (“Convertirsi alla gioia”), letto, riletto e meditatato ora conosco e chiamo per nome il mio limite. Molte volte sono fuggita, mi sono isolata ma alla fine il Signore mi ha aspettata e trovata. Ho detto per anni interi di non credere, di cercare senza trovare e invece poi, nel momento in cui tutto sembrava perso, finito, quando non avevo più scuse e motivi difronte all’evidenza dei fatti,accettando tutto, ho incontrato Dio, dentro il mio deserto.

  8. Maddalena says:

    “Dio dei Padri, tu non vuoi dei condottieri valenti, ma degli uomini autentici, consapevoli dei propri limiti. Nulla ci allontana da te, ma tu conduci le nostre storie verso orizzonti di bene e di libertà, Dio che liberi Mosè da se stesso!”

    Quest’invocazione è la sintesi di tutta la nostra fede.
    E’ sempre Dio che prende l’iniziativa, il rapporto che Dio da sempre ha stabilito con l’uomo è di un amore gratuito e donato per primo, che mai si arrende davanti ai continui tradimenti dell’uomo. Tale atteggiamento di Dio si manifesta in un modo speciale, attraverso un’alleanza pattuita con un popolo, tra i tanti, da Lui prescelto solo per amore, senza alcun merito umano, scegliendo allo stesso modo anche ognuno di noi, liberandoci da noi stessi e contemporaneamente onorandoci della Sua presenza.
    Non mi retengo “un uomo autentico” (anche se sono una donna) ma sono consapevole dei miei limiti e dell’amore smisurato che Lui ha per me e per ognuno di noi, non ci resta che ricambiare questo amore seguendo Gesù.

    P.S.:fratelli perchè siete appassiti? dobbiamo essere girasoli sempre rivolti verso la nostra fonte di calore: annafiatevi.

  9. Lucia S says:

    Beh, la tentazione di fare “il salvatore” chi non l´ha provata qualche volta? o spesso? io sì, soprattutto quando ero giovane. IO salverò il mio popolo opprresso da faraone! IO!
    E quanti “aspiranti salvatori” ho trovato e trovo nella mia vita? voi no? quelli che hanno tutte le risposte, quelli che corrono tutti i rischi, quelli che s´immolano, anche se non ce n´è affatto bisogno….. Mosè era un giovane un po´stupidino e senza esperienza, e partì, da prode qual era, a salvare i suoi…. avrebbe potuto anche aver successo, perché no? ma Dio aveva pensato un´altra storia…o mamma mia! e così Mosè dovette crescere e imparare tante cose…. una delle quali era che lui non salvava nessuno, ma Dio sì. Certo, anche lui aveva il suo ruolo in quella telenovela, ed era anche un ruolo protagonico… ma aveva imparato che, per così dire, Dio si era “nascosto” dentro di lui, aveva scritto il copione…. e che lui faceva solo la parte che gli toccava, anche se sembrava il protagonista.
    Meno male. Così lui e Dio fecero quella stupenda telenovela che è l´esodo, e anche la gente fece la sua parte. Ma di questo si parlerà nella prossima puntata…
    Bravo, Mosè! aveva imparato che da solo…. mhmmmmmmhmmmmmhmmmmm……
    ma con lo Sconosciuto del roveto… beh… le cose cambiavano. Accettò qualcosa di “impossibile”, e ci credette pure lui…. e Dio credette in lui, come aveva credut in Abramo, in Isacco, in Giacobbe…. come crede in noi…
    Che roba.
    Sentite, sorelle care e fratelli superstiti: a voi non è mai toccato fare i dirigenti? i lider? i capi? a me sì, e questa storia mi va a pennello… vi devo anche dire che certo, non ho ammazzato nessun “nemico”, almeno fisicamente, e spero di non averlo fatto in nessun modo, e che Gesù con me ha usato una strategia molto più delicata… e anche divertente….:ho imparato a ridere, o almeno sorridere, di me, delle mie pretese, delle mie aspettative…… Devo anche dire, però, che a volte le cose sono riuscite, e che forse il mio EGO, grande, senz´altro, era spinto a intraprendere certe avventure dall´entusiasmo… ho visto Dio sorridere del mio ingenuo e irruente coraggio… se ci penso sorrido pure io… ma è anche vero che spesso in quell´entusiasmo, c´era tanta passione, tanta voglia di fare le cose per Lui (e con Lui!)
    Gesù, quanta strada abbiamo fatto insieme! e io ti dico: grazie per l´entusiasmo, grazie per il coraggio, ma soprattutto grazie per avermi insegnato ad ascoltarti, a seguire le Tue idee, e non le mie. Ho ancora molto da imparare, ma insieme abbiamo fatto cose belle, carissimo Socio principale, che mi hai voluta come “mano d´opera” in quest´impresa del Regno! Grazie per avermi chiamata, grazie per avermi guidata, e grazie per la gioia che ho vissuto con Te!
    Non so se ho attraversato il Giordano, mi sa di no… mi sa di essere ancora lì, sulla sponda, a pensare se oso o non oso…. Lui mi guarda, e io faccio finta di non vederlo… Lui mi dice: dài, facciamo anche questa! e io gli dico: aspetta ancora un po´….
    Per me niente roveti ardenti: mi si è presentato un giorno, ci siamo voluti bene, ha creduto in me!!!!! anche se ero una bambina!!!! e io sono rimasta fregata per il resto dei miei giorni. E gli dico grazie, e perdonami, perché non me la sento ancora…. e Lui dice: vabbè, ti aspetto….
    Scusate, ma non ho le parole giuste, allora la racconto così…
    Pace a voi tuttti, e tanta gioia!
    Lu

  10. Miriam says:

    Mosè…Strumento di liberazione..Cosa ha visto di speciale il Signore in Mosè?Niente…Non era un superuomo!La sua vita “difettosa” ce lo conferma…Mosè come ogni chiamato era libero di scegliere o rigettare la chiamata di Dio..Di nuovo si parla di chiamata che prima consiste in un alzarsi e poi in un venir fuori…La vita di Mosè dà un esempio di entrambe le chiamate.Dio chiama a venir fuori dalla nostra vita…X cercare la Sua presenza la Sua sapienza la Sua Parola..Abramo come dice Paolo ci chiama ad andare a noi stessi Mosè ci conduce nel deserto esce dalla sua vita x rifugiarsi nel deserto…E invece inizia il suo viaggio..Ha già viaggiato sul Nilo..E ora lo troviamo in viaggio verso il deserto x sfuggire al faraone..Attenti amici che dite di essere “delusi” da questo blog ;-) non fate come il faraone di Mosè che appare intelligente abile perspicace forse attraente xk apparentemente ascolta discute entra in dialogo con Mosè….Ma è solo un uomo condizionato dalla sua posizione dai suoi privilegi dal suo essere faraone è questo in fondo il suo dramma..È prigioniero del dovere della sua carica…Se Paolo ci ha attratti tutti qua nel suo blog è xk ci fà ardere il cuore quando ci parla di Dio..E i “seguaci” di uno che fa ardere il cuore amano la realtà e la condivisione fraterna…Mosè è chiamato come ogni credente..Siamo chiamati x annunciare la fede vivendola nell’unione fraterna celebrandola nella liturgia e nella preghiera..Sto parlando della chiamata all’evangelizzazione! Tutti noi ne facciamo parte..E questo blog è strumento di evangelizzazione..Avete forse dimenticato che l’evangelizzazione ha i suoi frutti quando ci esponiamo in prima persona?La gioia e il dolore non è più solo cosa privata nostra da dire ai nostri intimi…Ma è x glorificare Dio ed annunciare le sue meraviglie!Se ci mettiamo a nudo è xk come Mosè vogliamo essere strumenti di liberazione: la mia esperienza può essere liberante x un altro e viceversa…Ognuno è libero di dire la sua…Ma ricordiamoci che anche le osservazioni nella vita prima di esporle vanno meditate..

  11. Miriam says:

    Tutti quanti noi potremmo essere il faraone..Xk nel faraone si riassumono tutte quelle forme che ci condizionano e ci risucchiano senza le quali agiremmo in altro modo…E invece Mosè è lo slancio della libertà!Della volontà di capire le cose!Di decidere!Il nostro desiderio di libertà dovrebbe farci domandare: xk agisco così ? Xk reagisco così? Queste domande ci aiutano a liberarci dai condizionamenti xk ci mettono in discussione..Lasciamoci toccare dalle Spirito solo così le nostre violenze avranno fine…La violenza non porta mai da nessuna parte…Mosè toccato dallo Spirito non agisce più con la violenza come quando uccise l’egiziano….Ma con coraggio!Noi siamo “assassini” o coraggiosi?Dio agisce con la parola e la persuasione anche quando le circostanze sembrano totalmente contrarie..Ricordiamoci che l’amore x Dio è facile xk non amarlo?mentre verso il prossimo l’amore è un pò arduo…È difficile su ammettiamolo rispondere alle esigenze degli altri,alle situazioni di disagio dell’altro..Il faraone indurisce il cuore…E voi cari amici “delusi” dalla piega che sta prendendo il blog ,vi siete chiesti se con questo strumento il Signore vi sta parlando?O se attraverso di voi vuole aiutare qualcuno ?Non indurite il cuore…Partecipate e se manchiamo in ciò che desiderate arricchitelo con la vostra presenza il blog ..È questo l’ Amore…

  12. Lucia S says:

    perché dici “delusi”, Miriam? almeno io non mi sento affatto delusa, anche se probabilmente non mi leggerete per una decina di giorni…. Vado da mia figlia, a 1200 Km da qua, e lei l´internet non ce l´ha ancora… è una cittadina abbastanza grande, ma nel profondissimo sud… zona di pionieri, di petrolio… poi vi racconterò.
    Mi mancherete, se non trovo un cyberpoint per leggervi.
    Un forte abbraccio, Pace a tutti!
    Lu

  13. Miriam says:

    @lucias ci mancherai anche tu cara lucia s ! Ho letto l’intervento di janus condiviso in pieno da francesca…E mi è sembrato di capire che non sono soddisfatti..Ho chiesto a janus di essere più chiaro ma evidentemente ha molto da fare e non è riuscito ancora a rispondere…Francesca non la “conosco” è la prima volta che leggo un suo commento…Ambedue mi sembrano “delusi” del blog…E chiedevo la loro partecipazione attiva x migliorarlo a loro “gusto” ;-)

  14. rosaria says:

    dio è sempre lì alla fine di quel burrone con quella mano tesapronto in ogni istante an aiutarci…ma intanto siamo caduti, precipitati, tutte le nostre fantasie,tutti i nostri sogni tutto il nostro ardire frantumato, siamo nudi, spogliati di tutto ed è allora quando non siamo più nulla che gesù si fa sentire , svela un pò per volta,il suo disegno per noi,ci svezza lentamente come si fa per un bambino con il cucchiaino ma noi che lo abbiamo accolto, lo sentiamo? Spesso, tante volte no ma lui è sempre lì c’e sempre stato e finchè la nostra mente prenderà il sopravvento sul cuore non potremo sentirlo il problema è sempre quello” EFFATà ” è difficile vivere a pieno con il cuore in mano nella società in cui viviamo ,delusioni e fallimenti vivono a braccetto con noi .Vorrei tanto accucciolarmi tra le braccia di Gesù e sentire il suo cuore battere insieme al mio….sempre forse isolandomi ci riuscirei ,e poi, il vivere cristiano la nostra missione il nostro disegno scritto da Dio per noi dove lo mettiamo? come è difficile????

  15. Lucia1 says:

    Io non ho l’animo di Mosè. Non mi sento in grado di fare niente di particolare per gli altri, anzì sono piuttosto paurosa e potrei paragonarmi a quei topolini di campagna sempre chiusi nella propria tana che escono solo quando proprio ne sono obbligati, ma faccio la maestra e credo sia quello il campo di battaglia in cui il Signore mi ha chiamato ad essere come Mosè. In questo periodo dove ai nostri piccoli vengono proposti solo disvalori dell’effimero (successo, ricchezza, bellezza, giovinezza, apparire) il mio compito è mostrare loro che esiste una “terra promessa” in cui si può essere davvero felici amando e rispettando gli altri e se stessi.
    Quando discuto con loro di queste cose (adesso hanno 10 anni, ma mi hanno sempre seguito con attenzione), sento im me una forza e una passione che non mi appartiene e che non mi riconosco, allora sì, forse in quei momenti il Signore si serve di me per arrivare a loro e Lo ringrazio per questo dono grandissimo che mi fa.

  16. laura says:

    Mosè può essere uno qualsiasi di noi, almeno in un momento della nostra vita. Non necessariamente dobbiamo essere dei faraoni o avere un posto di comando o di responsabilità. Anche quando pensiamo solo di essere un po al di sopra degli altri, un po meglio, un po più giusti…
    E’ lì che il Signore mi è venuto a pescare! Mi sono ritrovata a fare un po di strada con chi credeva, andava a messa, faceva pellegrinaggi…io li guardavo e mi chiedevo cosa ci facevo lì con loro! Non mi sentivo peccatrice, anzi, vedevo il mio matrimonio civile migliore di tanti altri, mi dicevo che non avevo nulla di cui rimproverarmi, avevo una famiglia, due figli, e quanti matrimoni cristiani non erano come il mio! Magari non volevano figli per “divertirsi”, o per far carriera… io avevo scelto di stare a casa e di accudire i miei figli, che avevo desiderato con tutta me stessa. E allora cosa potevo rimproverarmi?!
    Il signore mi ha bussato sulla spalla “Vieni, ti faccio vedere cosa non va!”
    E mi ha fatto sentire il desiderio di Lui che non avevo mai sentito, era Lui che mancava nella mia vita, che non era affatto giusta, io non ero giusta, solo Lui lo è, e me lo ha fatto capire piano piano. Nel frattempo la mia vita è stata ribaltata. Guardavo mio marito e non lo sentivo più marito, io non mi sentivo più moglie… quello è stato il mio deserto, ricominciare da scelte sbagliate che ormai non potevo cambiare, ma potevo ricominciare! Con Lui! Ora sto ricominciando, sono stata al pozzo dove Gesù mi ha detto di portare mio marito, e Lui sapeva bene che non lo era… e ora sto aspettando che venga anche lui al pozzo insieme a me…sto aspettando di tornarci con lui da Gesù, perchè quello che ci mancava era Lui, nel nostro matrimonio, nella nostra vita. Grazie Gesù!

  17. Miriam says:

    @laura @lucia1 @rosaria grazie ragazze x le vostre belle riflessioni basate sulla vostra vita vissuta…Grazie veramente :-) :-) è stato bello leggervi dopo una mattinata di tensione in ospedale ….Dove una risposta ti può cambiare la vita da un momento all’altro…

  18. Simone says:

    salve a tutti…io appoggio pienemente janus e francesca. Io penso che lo scopo iniziale del blog era quello di commentare la Parola detta da Paolo, punto. Invece è diventata una chat (si parla di auguri, dei familiari, amici etc). Ad ogni inserto ci sono 200 e passa commenti delle solite 5/6 persone. Io non voglio offendere nessuno, però non mi sembra neanche giusto che se qualcuno magari avesse voglia di scrivere qualcosa deve leggersi tutto per evitare di scrivere cose già dette e riflettute. Un invito invece a chi è addetto al sito di aprire una chat (sinceramente non so neanche se sia possibile) dove si possa sostenere una discussione simultanea, lì si che condivido il parlare a tutto tondo…però i commenti devono essere fatti riferiti a quello scritto da Paolo.

  19. Molly says:

    @Simone
    carissimo … come già scritto a janus non capisco il perchè del tuo intervento che male c’è ad avere familiarità con degli amici di cammino…? e poi mica bisogna leggere tutto e tutti? senza polemica per carità è solo un confronto… se pensi all’argomento di abramo si è vero ci saranno stati anche dei commenti tra amici ma perchè dovrebbe dar fastidio male che va li ignori … la maggior parte degli interventi erano personali e di commento… e poi mica siamo tutti esegeti o teologi che dobbiamo commentare …? ti prego però non prendere come un’offesa queste parole non lo vogliono essere … ripeto è per confrontarci… è la prima volta che scrivo su di un blog non so quali siano le regole…

    un sorriso… dalla lorgorroica (lo so sono una di quelle che scrive sempre!!!)

    ps x Lucias: tanta pace nel cuore per la tua nuova avventura …

Lascia un commento