Ho udito

set 30, 2009 40 Comments by

imagesIl Signore disse: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Hittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti! ”. Mosè disse a Dio: “Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti? ” Es 3, 7-12

Mosè, liberatore da liberare, ha fatto la sua scelta: si è rifugiato nel suo mondo privato, non vuole più avere a che fare con la vita pubblica, politica. Travolto dalle sue ambizioni, trova una certa serenità nella vita semplice che sua moglie Zippora riesce a garantirgli. Alla fine del suo contorto percorso, da principe d’Egitto a beduino, Dio lo sta aspettando. Quanti “Mosè” ho conosciuto nella mia vita! Entusiasti e altruisti, sono stati bruciati dall’esperienza, delusi, ingannati, disincantati. Ma, quando tutto sembra finito, Dio costruisce sulle rovine dei propri sogni infranti una nuova, sconvolgente realtà. Lo splendido racconto del rovo ardente ci svela, ancora una volta, i tratti del volto di Dio. Un roveto che arde, un fuoco in mezzo alle spine perché, come spiegano i rabbini, Dio soffre per il suo popolo. Il dialogo tra Dio e Mosè è straordinario: il Dio dei padri dice a Mosè di conoscere il dolore del popolo ridotto in schiavitù. Dio conosce, Dio sa, Dio vede. La Parola afferma perentoriamente l’interesse di Dio per l’umanità, si distanzia dalla visione asettica e teorica di una divinità posta al di sopra del destino dell’uomo che distrattamente, annoiata, volge lo sguardo verso le sofferenze umane. Il Dio che emerge dalla Scrittura è, invece, un Dio passionale e appassionato, che conosce. E interviene, direte voi. No. Mosè interverrà al posto di Dio, Mosè diventerà il braccio misericordioso di Dio per il popolo. Questa prospettiva ci inquieta: non preghiamo Dio perché, appunto, ci risolva i problemi? Non siamo credenti e devoti proprio per questa ragione? Il Dio dei padri vede il dolore, e manda il fragile Mosè a liberare il popolo. Mosè rifiuta, ovvio. Il suo passato è duramente segnato dal fallimento, non vuole certo impegolarsi in una nuova avventura. “Chi sono io?”, obietta a Dio. Ora Mosè è consapevole della propria fragilità. Come Elia sull’Oreb che si sente rivolgere da Dio la domanda “Che fai qui, Elia?”, come la domanda posta dai farisei al Battista: “Chi sei tu?”, come la rivelazione della natura profonda di Simone il pescatore, “Io ti dico: tu sei Pietro”, il cammino della fede ci porta alla conoscenza intima di noi stessi, non per crogiolarci nelle nostre qualità o per schiantarci dal peso dei nostri difetti, ma per essere liberi e concreti, umili e operativi. Dio rivela il suo nome a Mosè: il nome, in Israele, non è un dato anagrafico, ma la confidenza dell’essenza che portiamo nel cuore. Dio si confida, si dice, si racconta, annulla la naturale distanza che sussiste fra creatore e creatura. Il suo nome, che ci sfugge nella sua completezza, è: Jahwè. Difficile da interpretare, il nome impronunciabile di Dio può significare: “io sono colui che c’è”, colui che è presente, che non si defila, che non ti abbandona. Anche noi, come Mosè, siamo chiamati a sperimentare l’interesse di Dio per la storia dell’umanità, per la nostra storia, e ad accettare la proposta di collaborazione che Dio mi offre, per diventare, come Mosè, dei liberatori liberati dal proprio ego abnorme, e diventare, infine, la mano di Dio che accarezza il volto contratto dal dolore, che stringe forte la mano dello schiavo per liberarlo.

Facci uscire dai comodi rifugi in cui ci nascondiamo, Signore, rendici capaci di essere tuo sorriso per l’uomo d’oggi, tu che sei colui che è presente, Dio vivente nei secoli, amen.

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40 Commenti a “Ho udito”

  1. miriam says:

    “il cammino della fede ci porta alla conoscenza intima di noi stessi, non per crogiolarci nelle nostre qualità o per schiantarci dal peso dei nostri difetti, ma per essere liberi e concreti, umili e operativi.” GRAZIE MILLE PAOLO PER QUESTA BELLISSIMA RIFLESSIONE….

  2. lu says:

    già Lui non abbandona….quando capiremo che siamo noi lhe continuamente l’abbandoniamo?? Grazie Paolo! a presto a Vicoforte!!

  3. rosaria says:

    certo ,è Lui che guida la nostra mano, che ci da una missione in questo nostro vivere, ma a volte è difficile capire ,siamo così lontano da suoi disegni, dalla sua idea che ha per noi, crediamo che la nostra sia la strada giusta, che la nostra missione sia quella che noi, con il nostro ragionare da uomini ,ci siamo creati e poi… si fallisce perchè non Lo abbiamo ascoltato abbastanza, perchè non abbiamo aperto gli occhi del nostro cuore, non abbiamo ascoltato la parola EFFATA ,perchè in qualche modo ci siamo allontanati….siamo tutti parte di questa comunità, disse domenica il mio don ,e tutti dobbiamo contribuire nella misura di quel che possiamo e dare comunque la precedenza alle cose più importanti, ad accudire i doni che Dio ci ha donato, la vita in primis e i figli ( per me che son mamma) poi ,e dopo ,ritagliando qua e la un po del mi tempo, offrire qualcosa di me, donarmi per aiutare anche se solo con un sorriso o una stretta di mano. Quante volte invece mi chiudo e il mondo e la sua sofferenza mi lascia indifferente!!!!!! tante, forse troppe volte ho peccato così

  4. nicodemo says:

    ciao paolo..riceverai centinaia di mail tutti i giorni..se un giorno avessi un pò di tempo, vorrei poterti “parlare” via mail. chiedo scusa se ho abusato di questo spazio, ma non sapevo proprio come contattarti..

  5. Enrico says:

    E pure basterebbe pochissimo per migliorare questo mondo … se ognuno di noi ci mettesse un po’ di cuore in tutte le cose che fa. Come diceva Santa Madre Teresa «Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno.»

  6. rosy says:

    ..io invece qualche senso di colpa lo nutro ancora….Per tanto tempo ho dedicato il “mio tempo” e non i ritagli, alla comunità, la parrocchia, il catechismo. Oggi sto ristabilendo le giuste priorità, la famiglia, il mio essere sposa e madre prima di tutto. Ben lieta di essere quella voce balbuziente che annuncia la sua Parola…ma senza affanno….

  7. alba says:

    Rosy, a volte la parrocchia, la comunità , il servizio verso gli altri possono essere il comodo rifugio in cui ci nascondiamo…
    credo che ognuno deve cercare il proprio comodo rifugio ( che può essere in casa e fuori casa): importante è individuarlo per poi essere il sorriso di Dio nel mondo( a volte questo sorriso lo diamo molto volentieri fuori casa e molto meno in casa….. )

  8. Giacomo says:

    Ispirato dal titolo che narra dei sensi di Dio, consiglio a tutti il libro “Almeno 5″, di Gennaro Matino e Erri de Luca, edito da Feltrinelli, che sviluppa proprio la presenza dei cinque sensi nelle Scritture.

  9. rosaria says:

    @alba
    è vero!!!!!!!!!!!

  10. Enrico says:

    …Ricordiamoci che … «Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via». (1 Tm 6,7). Porteremo in Cielo soltanto l’amore di cui abbiamo saputo colmare la nostra anima : amore a Dio, amore alla Divina Madre, amore ai fratelli.

  11. sandro says:

    @enrico
    :-) Verissimo enrico… spesso diciamo ( o dico ) che solo L’amore conta… e che saremo giudicati su cio’… verissimo. lo dice anche san matteo cap 25…

    …ma anche l’Amore e’ Suo Dono!!!

    … forse bisognerebbe comprendere ( ma non so quanto sia giusto cio’ che dico , teologicamente) che saremo riconosciuti da LUI… dal nostro peccato, quelli dice San Paolo- se non erro- son solo …nostri e sono in noi x invidia del diavolo

    ,…ma di bello c’è che anche il nostro peccato e’ stato redento!!! …il Suo Sangue e’ caduto su di noi…!!!! e’ venuto x questo…

    in un certo senso EGLI restera’ un ” sogno” un progetto… forse un po’ irraggiungibile…( anche dopo l’Incarnazione)… se mi illudo di raggiungerlo …probabilmente … saro’ un po’ presuntuoso…. un po’ frustrato… e forse anche avro’ avuto poca fede…. ( oppure no!?!?)-

    una preghiera…. x credere comunque sempre nel SUO AMORE!!!

  12. laura says:

    Riflettevo su come Dio si è manifestato a Mosè e al fatto che ora è diverso per noi: da Gesù abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, quindi non ci occorre che Dio si manifesti solo ad alcuni sotto forma di roveto ardente…ci parla attraverso lo Spirito, ci consola, ci aiuta, ci sostiene, ci suggerisce la cosa giusta da fare…e lo fa con tutti.
    Lo abbiamo più vicino, questo Dio che da sempre ci ascolta e ci guarda, ora ci aiuta più concretamente. E Gesù stesso ci ha detto “qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome ve lo concederà”, questa per me è una promessa che mi fa sperare nel Suo aiuto vero e concreto, non solo che si manifesti attraverso noi, ma che può intervenire Lui stesso. I miracoli esistono, certo non tutti ci credono, ma noi cristiani dovremmo, no? E cosa sono i miracoli se non il Suo intervento?
    Sono convinta che di miracoli ne avvengano molti, e magari nemmeno li notiamo. Quello che penso è che il Suo intervento dipenda da ciò che chiediamo: un sacerdote una volta ha detto che spesso quando preghiamo non otteniamo quello che vorremmo perchè magari non è la cosa giusta. In pratica se quello che chiediamo è ciò che il Signore pensa che sia bene per noi e per il progetto che ha su di noi, lo otterremo.
    Io ci conto molto sul Suo aiuto, perchè conosco i miei limiti, che sono molti, e spero che mi renda capace di quello che non so fare, ma che mi chiede di fare. E di amare come Lui vorrebbe.

  13. SPINA says:

    …Paolo,ma chi ti spinge a buttar fuori queste riflessioni? Come fai a fare sempre centro nella mia vita?

    Sapete amici, fino a un anno e mezzo fa vivevo la mia esperienza parrocchiale, bella, impegnativa , gratificante….
    Fino a febbraio scorso vivevo la mia esperienza lavorativa , bella, pliridecennale, faticosa,anch’essa gratificante…..
    Poi,il mio parroco di allora è chiamato a fare la volontà di Dio un pò più in là….Cuba,arriva giustamente un altro parroco,e la comunità viene strattonata da tante buone intenzioni,tra le quali purtroppo non c’è quella di vivere il vangelo, perlomeno non sembra,
    Assisto addolorata ed esterefatta alla processione dei miei conparrocchiani in sacrestia per dire ad un’uomo ancora un pò stordito dal traslocco le cose da fare al più presto per il buon andamento della comunità…c’era una grande urgenza di far questo…tutti sentivano questa premura….si sorpassavano in curva….
    Io riesco solo a piangere,a casa mia o in chiesa,è troppo grande il dolore,sfogo un pò di rabbia con amici fidati, prendo la porta….senza una parola.
    Pochi mesi dopo un infortunio al ginocchio mi tiene lontana dal lavoro per un mese e mezzo….quando torno qualcuno aveva già pensato a me…sono allontanata dal mio solito posto di lavoro con la scusa che mi devo formare anche con le altre specialità chirurgiche…dopo 18 anni…in nome della mobilità del personale riparto da capo….altri chirurghi,altri organi da asportare,altri interventi da memorizzare…in una settimana sono arrivata a cambiare 4 specialità!
    Tranquilli…amo troppo il mio mestiere per affrontare tutto questo con superficialità e rassegnazione, la mia esperienza ed attenzione è tutta impegnata al fine della buona riuscita di ogni intervento, dal più grande al più piccolo….
    Ovviamente mi sono rimasti i turni di reperibilità in neurochirurgia….secondo voi come mai ?
    Ebbene…ricordo molto bene di aver detto e dato al mio Dio me stessa,l’ho fatto con amore la prima volta e con passione ogni altra volta, ricordo di aver detto e sentito di amrLo profondamente….ricordo,ricordo….
    E allora ora dovrei stupirmi perchè Lui mi ha preso sul serio….?
    Mentre durante la strada che percorro con Lui nel mio cuore trovo tante dolci conferme…oggi questa,sono crollati i miei rifugi,ed io sono rimasta un pò allo scoperto….
    Dio mi ha preso sul serio e misura del mio amore sarà quanto riesco a mettermi in gioco comunque….basta con le dichiarazioni d’amore passionali…sembrerebbe che ne abbia abbastanza,almeno delle mie!
    Ogni giorno ci metto tutto il mio impegno,e cerco il sentiero,in mezzo alle sterpaglie,mi pungo un pò con i rovi ma la mia “fiammella ” per ora brucia ancora…è strano ma non mi sento affatto disillusa,anzi!
    So che questa forza non viene da me…ne sono consapevole,e faccio,le cose piccole alle quali sono chiamata ogni giorno,ci metto tanto amore e qualche lacrima se mi viene da guardare indietro…ma sono felice di fare tutto , ma proprio tutto per LUI.
    e L’AVVENTURA CONTINUA…..bacioni Spina.

  14. Miriam says:

    @spina cara , leggendoti pensavo “è quasi una mosè al femminile!” :-) mi spiego : è vero che mosè era un pasticcione come noi, uno che è andato in crisi totale come noi,insicuro ,ecc ecc..Ma in una cosa non è stato come noi …NELLA FEDE!Poche ore fa stavo in adorazione e fissando Gesù Eucarestia gli dicevo “perdonami,se faccio fatica ad entrare subito in dialogo con te…Ma tu hai osservato,udito,conosci la mia giornata di oggi…Ed eccomi qua ai tuoi piedi Xk tu vuoi liberarmi e farmi uscire da me…”e riflettevo sulla figura di Mosè che paolo x la seconda volta ci propone…Mosè,il braccio misericordioso di Dio..Che bella espressione paolo!Stupenda!Mosè fu compagno di un popolo odiato,schiavo,perseguitato…Divenne uno di loro nella sofferenza e nell’afflizione..Io sono compagna di chi soffre?Mosè mise in dubbio le sue capacità ma non la Parola Dio…Si fido’ totalmente di Lui..Dio gli fece conoscere la sua volontà…E lui inizio’ il suo cammino di fede..E come dice paolo,mosè conobbe se stesso non si crogiolo’ nelle sue qualità né si fece schiantare dal peso dei suoi difetti ma divenne libero e concreto umile e operativo al servizio del suo popolo…Se siamo ancora schiavi è xk non crediamo bene!Ogni domenica recitiamo il Credo…Eppure viviamo tutta la settimana,forse,come se Cristo non fosse mai nato,crocifisso,morto e risorto…Più che fedeli ,siamo infedeli,ma ci professiamo credenti! Signore ,ti prego,aumenta la nostra fede!

  15. Lucia1 says:

    @SPINA
    Grazie Spina, sono più o meno all’inizio di un cammino in cui stanno crollando i miei rifugi e sono triste e spaventata, ma sapere che altri stanno “con-dividendo” la mia fatica mi aiuta a stringere i denti e ad avere meno paura.

    @Miriam
    Io prego ogni giorno che il Signore aumenti la mia fede, ma il peso delle mie incapacità e dei miei fallimenti spesso mi schiaccia. Non credo che Lui voglia che mi faccia seppellire dai miei sensi di colpa ed ho trasformato la mia preghiera: Signore, lo so che non sono capace di fare nulla, ma aiutami ad accettare di esserlo e usa quel poco di buono che c’è in me per far sentire il Tuo Amore a quelli che Tu mi fai incontrare.

  16. stefano says:

    sarebbe interssante discutere se il primo fallimento di mosè è stato perchè inseguiva un suo progetto e non quello di dio oppure perchè l’uomo non è pronto all’amore.
    un abbraccio a tutti

  17. Lucia1 says:

    @stefano
    Io sono fermamente sicura che sia stato perchè inseguiva un suo progetto, se l’uomo fa la volontà di Dio diviene “pronto all’amore”, anche se lo fa inconsapevolmente. Gesù ce lo ha detto domenica scorsa e anche quando dice “Chi fa la volontà del Padre, questi sono miei fratelli e sorelle”. Ghandi “amava” i suoi fratelli e, pur non conoscendo Dio, ne faceva la volontà.
    L’amore è un dono che Dio ha messo dentro ognuno di noi (fosse anche solo per il nostro cane), ma è come un fiore: va coltivato giorno per giorno altrimenti avvizzisce.
    Forse non sono riuscita a spiegarmi: scusatemi, ma è difficile esprimere ciò che appartiene al “sentire” più che al “sapere”.
    Vi abbraccio anch’io tutti quanti.

  18. miriam says:

    @stefano
    salve stefano, se non ricordo male ;-) , mi sembra che nell’altro post,dedicato a mose’,potresti trovare qualche risposta ai tuoi quesiti…:-)

  19. miriam says:

    @Lucia1
    con una preghiera cosi’,cara lucia1 , come fa il SIGNORE,a non intervenire? ;-) un bacio a te e al tuo ANGELO CUSTODE :-) oggi infatti e’ la giornata dei SANTI ANGELI CUSTODI….di coloro appunto che ci aiutano nel nostro cammino di fede :-) :-) :-)

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