Dimorare

TN_ev3pa14“E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea” (1,29)

Dio dimora in casa di Pietro. Dio abita, non è di passaggio, si ferma per restare con noi. la nostra esperienza di fede non è passeggera, legata ad un momento di emozione. No: questo Gesù che ci viene incontro vuole condividere con noi la quotidianità, la ferialità, perciò entra in casa. Ricordate Betania? Questa casa viene citata soprattutto in Giovanni e in Luca: lì, a quattro chilometri da Gerusalemme, Gesù di ritirava con Marta, Maria e Lazzaro, in un gesto d amicizia e di umanità straordinario. Gesù avverte la necessità di fuggire dalla Gerusalemme che rifiuta i Profeti per ritrovare l’ambiente di Nazareth nella casa dei suoi amici. Siamo disposti a fare della nostra vita una piccola Betania? Permettere al Signore di abitare la nostra casa, permettergli di condividere il solito ‘tran-tran’? La buona notizia che Marco ci porta è quella di un io che lascia i templi per riempire le case, che vuole condividere con noi ogni cosa, anche la gioia della famiglia.

Al mattino si alzò quando era ancora buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. (1,35)

Dopo una giornata a dir poco frenetica, Gesù si ritira a pregare e, per farlo, ritaglia una parte della notte, rinunciando al sonno. Desta una grande impressione questo Gesù che si ritira a pregare: tutti gli evangelisti lo annotano con stupore. Perché mai Gesù pregava? Aveva bisogno di chiedere qualcosa? Che senso ha Gesù in preghiera? Certo: se la preghiera è, così come spesse volte pensiamo, un chiedere, un elemosinare, non ha nessun senso che Gesù preghi. Ma se la preghiera è invece un dimorare nel cuore di Dio, un aprire la propria vita e lasciarla abitare dalla sua presenza, allora ha senso pregare. E Gesù è Maestro nella preghiera. Ci immaginiamo questa intimità profonda che Gesù ha col Padre. E un po’ la invidiamo. Cos’é per noi la preghiera? Cose ne pensiamo? Come la viviamo? Nel linguaggio corrente ‘preghiera’ è addirittura sinonimo di ‘chiedere’. E in effetti gran parte della nostra preghiera è dedicata al chiedere. Mi ricordo quella simpatica richiesta di san Filippo Neri: “Sia fatta la volontà di Dio soprattutto se assomiglia alla mia”! Non è forse così? In fondo in fondo non pensiamo che sappiamo noi cosa è bene per noi e cerchiamo di convincere Dio ad esaudirci? Gesù vive la preghiera come un cercare la volontà del Padre, perché sa che nella volontà del Padre è la sua felicità. Perciò la sua preghiera è così straordinaria: perché vera. Qualcuno penserà: “cosa è mai la preghiera?”. La preghiera, lo vediamo, è questo motore che muove l’azione di Gesù. E’ così anche per noi? L’azione scaturisce dalla preghiera, questo è il messaggio di questa pagina. L’equilibrio tra preghiera e azione è fondamentale nella nostra vita interiore: l’una scaturisce dall’altra. Qui ricordo la bella frase che san Bernardo, arcidiacono di Aosta, usava come motto per il suo apostolato di preghiera e carità: “Hic Christus adoratur et pascitur”: qui Cristo è adorato e sfamato. Questa è la frase che campeggia sull’Ospizio del Gran san Bernardo.Cari fratelli sacerdoti e religiosi, che dedicate tanto tempo all’annuncio del Vangelo in maniera da riempirvi freneticamente la giornata senza avere tempo di pregare, attenti! Il paradosso è che rischiamo di vivere la vita per Cristo senza incontrare Cristo. Di dedicare le nostre risorse e le nostre energie a Lui senza più avere il tempo di incontrarlo… paradossale, ma è così. La buona notizia che Gesù ci viene a portare è che possiamo avere un colloquio intimo con Dio e che questo può riempire il nostro cuore. E questo colloquio è la preghiera.



243 Commenti all'articolo “Dimorare”

  1. Davide scrive:

    @miriam
    Grazie…..ripeto sono contento di condividere questa giornata con te

  2. Elisa scrive:

    @Saulo
    Caro Saulo, non posso che augurarti Buon Cammino!
    Ho imparato che gli amici migliori sono quelli che aprono il loro cuore ma non hanno la pretesa di aprire il tuo… semplicemente camminano al tuo fianco.
    Da quel che leggevo nei tuoi commenti mi sembri proprio così! Non cambiare!
    Le tue parole sono sempre state preziose e mancheranno sicuramente…
    Pace e bene!!!

    @Davide
    Visto che parliamo di belle persone… permettimi di aggiungere anche te Davide.
    Non è da tutti (soprattutto i maschietti…) avere una sensibilità come la tua!
    Vedi di continuare a condividerla con noi… Ciao

  3. miriam scrive:

    @Saulo
    Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
    Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l’altro. Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
    Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.
    Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
    Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore.
    Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici.
    E alle volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.
    Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno un’ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
    Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l’altra.
    Il tempo passa, l’estate se ne va, l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l’estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
    a quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria.
    Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
    Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore fortuna e prosperità. Oggi e sempre…….. semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
    Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente.
    Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
    Questa lettera è stata scritta da Paul Montes, missionario sud-americano

  4. Elisa scrive:

    @miriam
    stupenda cara miriam…beh, in questo blog siete tutte belle persone con una sensibilità unica che può venire solo da Dio! GRAZIE

  5. Davide scrive:

    @Saulo

    @Elisa

    @miriam
    Oggi le vostre parole mi hanno profondamente commosso,sento quanto di veramente bello traspare da ognuno di voi.Ho gli occhi inumiditi e fatico a rileggere ciò che sto scrivendo……ecco tutto questo sta uscendo dal mio cuore.Un sentimento che non posso fissare,che non posso descrivere ma che sento con tutto me stesso.Grazie x tutto quello che mi state dando,x la vostra amiciazia e sincerità.Grazie Saulo e buon cammino.Grazie Elisa x le tue parole,la tua sensibilità non è da meno.Grazie Miriam x la tua infinita dolcezza.E grazie a tutti x essersi fatti dono.
    Ora vi saluto il dovere mi chiama.Buona giornata! A domani!

  6. Molly scrive:

    @Saulo
    mi spiace anche me moltissimo … sono curiosa di sapere che fine farai e dove andrai… ma mi accontento di portarti ne cuore … buon cammino, buon tutto e se sarai o no saulo noi ci piace ricordarti così…

  7. titti scrive:

    @Saulo

    Caro Saulo, ti ho sempre letto molto volentieri e mi spiace tantissimo che tu ci lasci.. Avrai sicuramente i tuoi buoni motivi che ovviamente sfuggono ai nostri occhi (per lo meno ai miei..). Ti lascio il mio piu’ sincero grazie per tutto cio’ che hai voluto condivedere con noi e spero che le nostre strade si possano di nuovo incrociare. Per il momento ti auguro di cuore un buon cammino…

  8. Lucia scrive:

    @ Saulo

    Caro Saulo, grazie per tutto quello che mi hai dato, le tue parole, i tuoi pensieri mi hanno arricchita molto, mi dispiace molto non poterti più avere tra di noi, ma so che con la preghiera ci porterai con te. Ti auguro ogni bene, anche per la tua salute, e buon cammino di cuore. Pregherò per te.

  9. laura scrive:

    @Saulo
    Caro Saulo, non trovo le parole, quindi ti dico solo grazie, è stato bello camminare per un po’ insieme… grazie per il dono che sei stato! Spero di rincontrarti, qui o chissà… ;)
    Ti auguro tante tante cose belle! Ciao, un abbraccio!

  10. miriam scrive:

    Sono qui a rapporto!”

    Una volta un sacerdote stava camminando in chiesa, verso mezzogiorno, passando dall’altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare.
    In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava; l’uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi.

    L’uomo si inginocchiò,abbassò la testa, quindi si alzò e uscì.
    Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia… si inginocchiava brevemente e quindi usciva.
    Il sacerdote, un po’ spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l’uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese:

    “Che fai qui?” L’uomo gli rispose che lavorava nella zona e aveva mezz’ora libera per il pranzo
    approfittava di questo momento per pregare,

    “Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po’ lontana, quindi mi inginocchio e dico:
    “Signore, sono venuto nuovamente per dirTi quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati… non so pregare molto bene, però Ti penso tutti i giorni… Beh Gesù… qui c’è Jim a rapporto”.
    Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.

    Il sacerdote si inginocchiò davanti all’altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell’amore di Dio, e
    incontrò Gesù.

    Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim:
    “SONO VENUTO SOLO PER DIRTI, SIGNORE, QUANTO SONO FELICE DA QUANDO TI HO
    INCONTRATO ATTRAVERSO I MIEI SIMILI E MI HAI LIBERATO DAI MIEI PECCATI…
    NON SO MOLTO BENE COME PREGARE, PERO’ PENSO A TE TUTTI I GIORNI… BEH
    GESU’… ECCOMI A RAPPORTO!”
    Un dato giorno il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto.

    I giorni passavano e Jim non tornava a pregare. Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato
    di salute,ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.

    Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la
    sua allegria era contagiosa.
    La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l’infermiera e questa gli disse,
    mentre Jim ascoltava: “Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno.
    Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: “L’infermiera si sbaglia…però lei non può sapere che:
    TUTTI I GIORNI, da quando sono arrivato qui, a MEZZOGIORNO, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice:

    “SONO VENUTO SOLO PER DIRTI, JIM, QUANTO SONO STATO FELICE DA QUANDO HO
    TROVATO LA TUA AMICIZIA E TI HO LIBERATO DAI TUOI PECCATI. MI E’ SEMPRE
    PIACIUTO ASCOLTARE LE TUE PREGHIERE, TI PENSO OGNI GIORNO… BEH JIM…QUI
    C’E’ GESU’ A RAPPORTO! Da oggi, ogni giorno, non possiamo perdere l’opportunità di dire a Gesù: “Sono qui a rapporto!” Gesu’ e’ vivo e sta accanto ad ognuno di noi,egli non aspetta altro che tu’ gli dai il permesso di entrare nel tuo cuore ,difatti e’ scritto nell’apocalisse “Ecco io sto’ alla porta e picchio, se uno mi ama e mi fara’ entrare, Io verro’ da lui,cenero’ con lui ed egli con me” (Apocalisse cap 3 :20) Pensa Gesu’ il Re dei Re non aspetta altro di mettersi a RAPPORTO con te ,non rimandare a domani quello che puoi fare in questo istante. Buona giornata e che Dio ti benedica

  11. rosaria scrive:

    @Saulo
    non trovo parole..tutti le hanno dette anche per me
    TI dico solo GRAZIE va per la tua strada, qualunque essa sia ,in pace..porterai sempre con te un po di tutte noi

  12. Maddalena scrive:

    Cari tutti, solo adesso riesco a leggere, sono in ufficio e per leggere “tutto il fine settimana” fra un lavoro ed un altro è stato davvero difficile, ma quando leggo i vostri commenti mi “arde il cuore”, quando si “vede” Dio si è davvero felici, quando c’è condivisione la gioia si espande contangiando le altre persone.
    La condivisione vera è quando si riesce ad esprimere i propri sentimenti, il proprio vissuto, tutto ciò che ci ha mandato alle stelle e ciò ci ha fatto star male (Cara Lidia è per te). Condividere così significa aprirsi, esporsi (non cè unione senza questa apertura). Qui c’è.
    E’talmente bello che sembra che il regno dei cieli sia qui.
    E’ importante stare insieme. Lui che è il nostro Supervisore ci ascolta e ci guarda dentro e nasce il contatto, l’unione nasce dal raccontarsi, dall’aprirsi, dal potersi dare-accogliere.La prima cosa da fare è il poter entrare uno nel cuore dell’Altro e l’Altro nel proprio cuore e condividere questo amore con gli altri.
    Questa è preghiera, questo è quello che vuole Gesù.

  13. Maddalena scrive:

    @miriam

    …che brividi, Miriam!tutti a rapporto!

  14. Lucia scrive:

    Grazie Miriam, e anche a te WW, mi servivano proprio i vostri scritti oggi,il Signore si è servito di voi per rimettermi in riga, la stanchezza di questo fine settimana mi stava deviando un po’.

  15. miriam scrive:

    Ma davvero tu mi conosci e mi ascolti, signore dio?Io voglio parlarti, Signore:
    non per corromperti in modo servile e strapparti qualche favore, non perché mi fai paura, non per farti fare le cose al mio posto.Voglio parlarti, voglio entrare in relazione con te!Io voglio pregarti, Signore.
    Voglio essere io a raccontarti le mie cose perché tu da me non le hai ancora sentite.Voglio condividere con te tutte le mie emozioni, voglio portarti dentro tutte le mie storie, voglio farti partecipare di tutte le mie gioie, voglio che tu soffra con me tutte le mie paure.Voglio presentarti i miei amici, voglio confidarti i miei amori.Voglio sognare con te il mio futuro, voglio prendere con te le mie decisioni, voglio affrontare con te tutte le mie domande.Voglio poterti dire “Ti voglio bene!” e insieme gridarti “Perché mi hai abbandonato?”
    Voglio avere il tempo per stare con te, voglio darti il tempo per farmi capire che cosa mi chiedi di fare, voglio darti il tempo di stringermi e di farmi sentire amato.Voglio darti il tempo per farmi vedere dove stai negli eventi del mio mondo.
    Voglio darti la possibilità di chiedermi tutto per amore della tua gente, della mia gente.Insegnami a pregare, Signore, perché io voglio te e ti vorrei tutto!

  16. cinzia e lorenzo scrive:

    Per parlare della preghiera
    ci piace molto quella di lode e di contemplazione…
    Spesso si corre il rischio di utilizzare Dio come una vecchia zia che sta in Australia alla quale ci si rivolge per bussare quattrini…ridurre la preghiera ai soli momenti di bisogno è un tantinello riduttivo, non trovate?
    Il fatto che ci si possa rivolgere a Dio nella contemplazione, nella lode, nell’adorazione a volte ci avvicina allo spirito di Gratuità che Lo contraddistingue….
    Logisticamente, come famiglia numerosetta, ci viene faticoso trovare un momento apposito per pregare insieme (non le preghierine con i bimbi prima di andare a nanna, parlo delle preghiere di noi grandi…) poco alla volta cisiamo resi conto che forse era opportuno rendere l’intera giornata una preghiera:
    Segno di Croce la Mattina: tutto ciò che faccio lo faccio alla Tua presenza Signore, Si va al lavoro e la preghiera non è conclusa quindi, l’atteggiamento si sforza di essere in preghiera, nella correttezza con l’azienda e il prossimo,
    Si torna a caa con i figli e si è in preghiera, con le azioni con l’amore offerto con il tempo dedicato con le cattive parole non dette….
    Prima di andare a Nanna concludiamo la preghiera…
    E’ un Modo per vivere alla Sua presenza tutto il giorno….

  17. laura scrive:

    @miriam
    Grazie Miriam! Oggi sono entrata in chiesa e ho pregato come l’uomo del tuo racconto… avevo proprio bisogno di andare da Lui…

  18. miriam scrive:

    Pregare con i cinque sensi
    Quando si parla di preghiera si pensa per lo più ad un momento fatto per lo più di parole e di silenzio. Ma accostandoci alla Sacra Scrittura, possiamo allenare tutti i 5 sensi ad aprirci all’incontro con il Signore.La Parola è, infatti, “scuola di vista”, che ci aiuta a vedere Dio con occhi nuovi, privi delle cataratte della noia, del dovere, della fretta, che ci rendono incapaci di stupore e di gratitudine, perché «guardare a Lui ci fa essere raggianti» (cfr. Sal 34), come Mosè quando usciva dalla presenza del Signore (Es 34,35).
    “Scuola di gusto”, perché ci fa assaporare le parole della Scrittura, mai uguali a se stesse, seppure lette più e più volte, per trattenerne la bellezza e la dolcezza, come faceva S. Francesco che passava la lingua sulle labbra ogni volta che diceva il nome di Gesù (Fonti Francescane 470).
    “Scuola di tatto”, perché attraverso la Parola consegnataci dagli Apostoli -ci assicura Giovanni- abbiamo la garanzia, non solo di vedere, ma anche di «toccare quello che essi toccarono con le loro mani del Verbo della vita» (cfr. 1Gv 1), e giungere anche noi alla professione di fede di Tommaso, che, dopo aver posto il suo dito sul segno dei chiodi proclama Gesù «mio Signore e mio Dio» (Gv 20, 27-28).
    “Scuola di olfatto” che, accostandoci alle “fragranti parole di Cristo” (Fonti Francescane 180), ci rende a nostra volta «diffusori del profumo della sua conoscenza» (2Cor 2,14), come S. Policarpo, che mentre bruciava nel fuoco del martirio, emanava «tanta soavità di profumo, come di incenso o di qualche altro aroma prezioso» (dalla «Lettera della chiesa di Smirne sul martirio di S. Policarpo»).
    Infine è “scuola di ascolto” perché ci rivela un Dio che è Parola dal suo stesso esistere («In principio era il Verbo» Gv 1,1), che vuole dialogare con noi, offrendoci parole non zuccherose, ma impegnative, talora scomode, le uniche però che vale la pena di seguire, perché solo esse sono «parole di vita eterna» (Gv 6,68), come ha riconosciuto Pietro, pur nella fatica di accogliere un Messia diverso dalle sue aspettative.
    alleniamoci, dunque, con l’augurio che anche noi possiamo scoprire, come dice S. Chiara, che «l’amore di Cristo rende felice, la sua contemplazione ristora, la sua benignità sazia, la sua soavità ricolma, il suo ricordo risplende soavemente» (Fonti Francescane 2901).

  19. ww scrive:

    @ Saulo
    Grazie per tutto quello che di te ci hai donato attraverso i tuoi post.
    Grazie per aver contribuito a cementare questo “piccola” community.
    Grazie perché sappiamo che ci porteremo reciprocamente nel cuore. Credo che ci mancherai.
    Ti abbraccio forte e ti auguro un buon cammino, comunque sia sempre accanto al Signore.

    @ miriam
    che emozione!

  20. Miriam scrive:

    @lucia @laura @ww :-)

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