Vai a te stesso

ago 24, 2009 284 Comments by

imagesIl Signore disse ad Abram: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”. Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. Gn 12,1-4

Il cristianesimo sostiene che Dio si è raccontato nella storia second la capacità dell’uomo di capirlo. Così succede che la percezione di Dio nelle prime pagine della Bibbia sia ancora parziale e confusa e che, nel progredire della esperienza di fede tra un popolo e un misterioso Dio, si aggiungano delle luci che danno colore e forma alla comprensione iniziale, fino ad arrivare a Gesù, pieno rivelatore del Padre. Questo divenire della comprensione dell’uomo nei riguardi di Dio si chiama “Storia della salvezza”. Mi piace che la fede associ la parola “storia”, che per noi indica una lunga successione di catastrofi e guerre, alla parola “salvezza”. Diventa perciò interessante rileggere alcune pagine della Scrittura, per cogliere questa evoluzione, per individuare questa crescita. Noi usiamo una pedagogia simile a quella di Dio: il modo che abbiamo di insegnare la matematica ad un bimbo di sei anni, ad  un adolescente di tredici e ad un giovane universitario è molto diverso, pur insegnando la stessa materia. Il modo di cogliere Dio e le sue peculiarità in Abramo, in Mosè, in Davide, evolve considerevolmente.

Abbiamo tutti una connaturale idea di Dio, più o meno simpatica. Questo non significa essere cristiani! Io non credo in Dio, credo nel Dio che Gesù è venuto a raccontarmi. Spesso, tutta la nostra vita consiste in una conversione, un passaggio: dal Dio che ho nella mia testa al Dio che Gesù è venuto a raccontare. Vogliamo rileggere alcune pagine del Primo Testamento, per capire come Dio si è raccontato, come ha aiutato l’uomo, malgrado le sue fragilità e le sue fatiche, a scoprire il suo “dentro” e la sua chiamata. Il primo brano che ho scelto, e che approfondiremo, è la chiamata di Abramo. E’ straordinario pensare che due miliardi di persone (noi, i mussulmani e i fratelli ebrei) considerino quest’uomo come modello della fede. Di Abramo sappiamo ben poco: la tradizione rabbinica ci dice che suo padre, Terach, fosse un costruttore di idoli. Abramo è realizzato, vive in una città ricca, è nel pieno della sua maturità umana ed affettiva. Un giorno sente la chiamata misteriosa di una divinità senza nome e senza volto che gli dice: “Leck Leckà”, tradotto nelle nostre Bibbie con “Esci dalla tua terra”. Ben più sottile è la traduzione corretta: “Vai a te stesso” o, ancora “Vai, a tuo vantaggio”. Il movimento che fa Abramo non è di lasciare un luogo, ma di entrare in se stesso, per interrogarsi su ciò che egli è diventato. Contrariamente agli idoli che deve costruire, il Dio misterioso non chiede di uscire fuori, verso l’idolo, ma di entrare dentro per scoprire il duplice volto di Dio e dell’uomo. Abramo partirà (!) in questo viaggio misterioso che lo porterà a scoprire i propri limiti e l’immenso volto del Dio che lo invita all’essenziale. Il suo non è il gesto impulsivo del giovane, ma quello maturo e sofferto dell’adulto. Abramo diventa il primo cercatore di Dio.

Dio di Abramo, tu ci inviti ad andare a noi stessi, a guardarci dentro, ad allargare lo spazio dell’essenziale, abbandonando i troppi idoli che ci ingombrano il cuore e la vita; rendici viandanti, quando pensiamo di essere arrivati. Amen

Pensieri

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284 Commenti a “Vai a te stesso”

  1. Gabriella says:

    Una bella riflessione.
    Mi hanno sempre incantato tutte quelle persone che ubbidiscono a Dio ciecamente …

  2. miriam says:

    @Paolo
    bene bene questo video e’ perfetto complimenti!!! ;-)

  3. Saulo says:

    Janus :. . . La moglie (sorella ??) Sara, prima di generare Isacco per dono di Dio, lo fece giacere con una serva … ed ebbe Ismaele (da cui l’origine nobile dei musulmani).

    Janus, sapevo dei due figli di Abramo, il primo generato tramite la serva e il secondo da Sara, ma non sapevo dell’origine nobile dei musulmani dal primo figlio.

    Posso attingere al tuo pozzo qualche dettaglio in merito ? :-)

  4. miriam says:

    vai a te stesso…..ok : inizio il viaggio nel mio cuore! e spero di essere un viaggiatore intelligente :-) nel mio cammino spirituale a che punto mi trovo? non solo questa domanda mi sto ponendo, ma una serie di domande che vorrei condividere con voi…per riflettere insieme arricchendoci l’uno dell’ altro :-) cos’ e’ la preghiera x me? mi sento unita a DIO? ho paura di LUI? ho confinato la spiritualita’ solo a certi momenti ed a certi luoghi? quando qualcuno mi chiede “chi E’ DIO x te ” cosa rispondo? qual’e’ l’ errore in cui inciampo continuamente nel mio cammino che mi schiavizza e non mi fa vivere la liberta’ della resurrezione?…….e tante ancora ma x ora mi fermo qui :-)

  5. Saulo says:

    @miriam
    Non dirmi che sono le domande che sottoponi ai tuoi bambini di catechismo prima elementare …. :-D

  6. miriam says:

    @Saulo
    nooooooooooo poverini noooooooooooo

  7. laura says:

    @Saulo
    …il catechismo si inizia in terza! ;)

  8. miriam says:

    @laura
    ebbene si !!!!! lo devo ammettere….noi donne siamo piu’ precise e attente saulo….ha ragione laura….da me i bambini devono aver almeno 7 anni…..troppo piccoli! ma il primo anno e’ di accoglienza conoscenza con loro e le loro famiglie…..

  9. Janus says:

    @Saulo
    Sono di corsa … cenni veloci:

    - Ismaele è il figlio primogenito di Abramo … sua madre era la schiava di Sara.
    - Ismaele … dopo la nascita di Isacco viene allontanato da Abramo su richiesta di Sara… ma non abbandonato :-)
    - Dio comunque benedice Ismaele e la sua progenie … anche se sottolinea che il figlio dell’Alleanza è Isacco !
    - Ismaele (ed Hagar) arriva fino all’attuale Mecca (prima ci sono moltre altri rimandi coranici, ma non ho tempo) li , aiutato da Abramo (che ogni tanto gli fa visita) ricostruisce la CaaBa (Ca’Ba … insomma il cubozzone nero che c’è alla Mecca) … distrutto nel diluvio … e ri-trova (sotto un monte) e ri-pone nella CaaBa la famosa “pietra nera” … salvata sotto il monte da Noe .. così dicono :-)

    Insomma, Ismaele:
    - Padre delle tribù Arabe
    - Ri-Costruttore della CaBa
    - Riposa con Hagar sul lato Nord della Ca’Ba

    Scappo
    Ciao

  10. elena says:

    @miriam
    anche da noi i bambini cominciano il catechismo in terza elementare, dopo tre anni fanno la Prima Comunione e dopo altri tre la Cresima. Non vi dico la fatica che facciamo per riuscire a far entrare qualcosa nelle loro simpatiche testoline, ma contiamo sul fatto che le vie del Signore sono infinite e che lo Spirito soffia dove vuole!!!un saluto a tutti voi saggi e simpatici frequentatori di questo blog.

  11. elena says:

    @miriam
    domande impegnative le tue, a ti confesso che sono anche le mie, con in più il dubbio che si insinua in me, specialmente quando mi sento sicura della mia fede, ecco allora è messa a dura prova,soprattutto quando sento e leggo notizie sul male fatto ai più indifesi, fragili e deboli.Allora mi chiedo dov’ è Dio, e le risposte che spesso ho sentito di fronte a questa domanda non mi hanno mai dato una grande consolazione. ok, scusatemi se posso aver dato fastidio con questo post.buona serata a tutti.

  12. lidia says:

    @elena
    le risposte che si sentono assomigliano sempre a quelle degli amici di Giobbe. Mai nessuno che dice “ti sono vicino” e stop… noooo … piovono giudizi, moniti, sgridate da ogni dove.
    E tu che le notizie sul male agli innocenti li senti solo, pensa a quegli innocenti che lo vivono il male? Pensa come si sentono con certe risposte quando già soffrono?

    Le domande se le pongono tutti, ma che non sia mai che le domande su Dio distraggano dalla vita che ci passa a fianco e soprattutto che non ci tolgano dal campo della difesa e del sostegno … anche solo umano.
    E’ inutile cercare risposte e non alzare un dito per consolare e magari difendere. Ho passato anni dentro “la ricerca”, ma alla fine mi sono persa perchè Dio lo cercavo nei testi “in”, nella fede “in-tima”, nell’opera … e mi sono accorta che cercavo un Dio a mio immagine ed un Dio-ombrello (da aprire quando piove).

    Ora ascolto e ascolto e poi ancora ascolto … E quando ascolto chiunque … bè viene automatico lo stile descritto da don Sandro, lo stile di Gesù che non soffriva di pregiudizi … Quel “non giudicate” si è sempre riferito al peccatore, ma il “quello che legherete sulla terra sarà legato anche in cielo ecc.” è riferito solo al peccato.

  13. Miriam says:

    @elena infatti non è facile fare catechismo ai bambini…Sembra che x loro si parli arabo vero?Ma in realtà ai ragazzini come agli adulti non è che non piace il messaggio,ma il modo di cumunicariglielo….Dobbiamo parlare in modo frizzante,croccante…Il catechista non dice “certe cose ” ma “cose certe” x cui deve sapere cosa dice..Ma non basta saper cosa dire ma come dire…Se non abbiamo un metodo idoneo prima di avvicinare i lontani,annoiamo i vicini!Personalmente non parto mai da Dio con i ragazzi ma da Gesù,xk di Dio il bambino non capisce niente mentre Gesù è la finestra su Dio …Insomma è fare catechismo come sfogliare una margherita:far catechismo a petalo appunto :un’idea x volta.La dici,la canti,la fai dipingere e poi…Parlare con sentimento con cuore trasparente e chiaro convincente con umorismo con brio con ritmo…Insomma creativi! Elena che impresa vero?Ma siamo ottimiste xk non siamo sole il Signore è con noi…..

  14. Miriam says:

    @elena come fastidio?Spero che qui nessuno di noi dia fastidio….:-) anzi intervieni più spesso dai! hai scritto che quando soffrono gli innocenti la tua fede è messa alla prova e ti balena nella mente la domanda “dov’ è Dio ?” umanamente chi non se la fà questa domanda?Chi non tira in ballo Dio e gli chiede : dove sei?Non vedi?Fai silenzio?Non intervieni?Ogni volta che un innocente soffre,muore riviviamo la storia di quel nazareno che crocifissero tempo fà….Dov’era Dio in quel momento?Era sulla croce con Lui….

  15. laura says:

    @elena

    @Miriam

    “scusatemi se posso aver dato fastidio”

    …non mi pare ci sia un divieto per le catechiste nel blog! ;)

  16. ww says:

    Mi interessano un sacco le vostre riflessioni da catechiste e/o da mamme… (parlo al femminile solo per una questione di maggioranza) anche perché non ho bambini e catechista sono stata solo negli anni delle superiori… praticamente in un’altra vita!
    Però mi state aiutando a ricordare i miei anni da “discente” e da “docente”.

    A catechismo da noi si andava dalla prima elementare, la Prima Comunione arrivava in quarta e la Prima Confessione il giorno prima della comunione.
    Alla Cresima si arrivava dopo altri tre anni di catechismo, quindi in seconda media ci si metteva a posto dal punto di vista “burocratico”… “perché quando ti sposi la Cresima serve”… lo dico con molto rammarico e semplicemente perché l’ultimo anno, il cd. “dopocresima”, lo abbiamo frequentato in due.

    A quell’epoca (fine anni Settanta) era normale portarci a “dottrina” (così parlava ancora la mia anziana nonna), anche se avevamo sei anni e forse comprendevamo a stento che cosa andavamo a fare.
    Certo è che ci facevano partecipare a Natale alla Messa di Mezzanotte inscenando in costume un presepe vivente… e imparando a memoria le intenzioni da recitare!
    (A volte penso che, se non ho mai avuto problemi a parlare in pubblico, devo molto al Parroco di quei dì…)

    Però non mi ricordo che alcun catechista mi abbia mai parlato di Abramo, né che io, da catechista, mi sia particolarmente soffermata sulla sua figura.
    Oggi capisco, anche grazie alle vostre riflessioni, che se avessi conosciuto meglio Abramo avrei avuto un’idea di Dio meno falsa di quella che possedevo fino al giorno in cui – da adulta – Lui ha voluto incontrarmi.

  17. Miriam says:

    @laura speriamo :-) sai laura è una brutta razza quella delle catechiste ;-)

  18. Miriam says:

    @ww non rammaricarti dai…In fondo era così prima….Se noi ci muoviamo in modo diverso è sull’esperienza degli altri e facendo esperienza si cerca di non cadere sugli errori già fatti…Quando sento dire “ma i bambini non sono più quelli di prima” non è che questa cosa mi convince tanto sai , i bambini sono sempre bambini in qualsiasi epoca …

  19. ww says:

    @Miriam
    Beh, certo, perché rammaricarmi?
    L’Incontro con me è stato così singolare e dirompente che non lo cambierei.

    Avete presente “Carramba che sorpresa”?
    Cancellate tutto, studi televisivi, parenti e amici, applausi… la location che Lui ha scelto è decisamente più privata e ricercata. Anzi, ancora mi domando come ho fatto ad arrivarci.
    Rimuovete soprattutto la Carrà… perché chi ha aperto il sipario e mi ha detto: “ww, Dio è qui!” (con sei, dico sei, parole sue) non le somiglia affatto… e menomale!

    Però Lui aveva organizzato tutto alla perfezione. E ha giocato molto sull’effetto sorpresa.
    Quando si dice che Dio è un genio…

  20. Lucia S says:

    Già, le sorprese di Dio…. Io avevo 8 anni quando ho fatto la 1ª Comunione, e lo stesso anno la Cresima, si era egli anni ´50, il ´53, per essere precisi… A casa mia si era cristiani così per dire, tranne unamia zia che se la prendeva sul serio, ma non diceva molto, questo sì, ci portava a rosari, vespri e tutto quel che si faceva in chiesa. I preti che avevamo erano abbastanza così.. pure loro, tranne uno, che ebbi come professore di religione alle medie, e che ci “insegnava” la Bibbia. Ma avevo 11-12 anni, ero una bambina, e Gesù mi si mostrò come amico… mi son sempre chiesta come ci sia ruscito, le condizioni non erano affatto quelle ideali, anzi! Queste cose me le tenevo per me, non sapevo neanche come parlarne, ma quel professore di religione si rese conto, come, no so, e mi orientò quel tanto che, nel mio riserbo, gli permisi… e così andarono le cose, fra me e Lui… forse qualche conversazione appena appena con le mie amiche più intime…
    Poi venni in Argentina, e qui Lui mi aveva preparato una storia!!!!! (voglio dire: il sequitur…)
    Carissime catechiste, lo scrivo per voi: perché credo che in questa mia piccola storia si vede “Dio in azione”, il mio spettacolo preferito!

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