Preti e pretacci

ago 04, 2009 73 Comments by

prete-2Tutto congiura contro il suo desiderio di diventare prete: la sua famiglia povera, suo padre, la sua mediocre capacità di studio, Napoleone che lo vuole soldato (diserterà), una Chiesa francese che può permettersi il lusso di selezionare fra i tanti candidati al sacerdozio. Eppure Giovanni Maria Vianney trova nel suo padre spirituale un vero amico che lo aiuta in ogni modo a realizzare il suo sogno. Così, diventato prete, viene prima inviato come curato del suo padre spirituale e, alla morte di lui, destinato ad Ars, piccolo centro rurale di Bourg en Bresse. Siamo nel 1817. Qui il piccolo parroco, timido e impacciato, consapevole della propria inadeguatezza, considerato “strano” dai suoi confratelli, inizia una vita dedicata alla preghiera e alla confessione. Vive con disagio il ministero: fa violenza a se stesso per stare con le persone, per due volte fugge per entrare in monastero, salvo poi ricredersi e tornare al suo posto. A vedere il suo volto, a leggere le sue riflessioni, distanti da noi come sensibilità, proviamo un senso di stupore e di imbarazzo. Il curato d’Ars che si nutre di patate, il santo curato che sta sedici ore in confessionale, le ferrovie che organizzano dei treni speciali da Parigi ad Ars per portare i penitenti, il curato che fa portare le reliquie di santa Filomena per giustificare i miracoli di guarigione che egli opera, attribuendoli alla santa…

Nominato patrono dei parroci, papa Benedetto lo ha voluto come icona dell’anno sacerdotale.

Scrivo questo post dopo qualche settimana di dibattito sul blog, in cui emerge, in alcuni voi, qualche sofferenza di troppo. Tutti noi, credo, abbiamo incontrato dei santi preti e dei preti incoerenti. Io per primo li ho incontrati, e io per primo lo sono stato, perché in ognuno, prete o meno, c’è la santità e l’incoerenza. Non ho risposte facili: io stesso ho espresso il desiderio di una profonda riforma all’interno della Chiesa, ma non a partire dai preti, ma da tutti noi. Il ruolo del prete è in profonda crisi, fra ciò che gli si chiede (funzionario e apostolo, equilibrato e dinamico, celibe e attento alla famiglia…) e la misura del suo limite, in un mondo troppo complesso per essere affrontato con i soliti schemi, il rischio è di aspettarsi troppo da lui o che lui si aspetti troppo da noi.

Cosa ci può dire il Curato d’Ars?

Ci propone il ritorno ad un rapporto di Chiesa fatto di ascolto e di consapevolezza del proprio limite. da parte dei preti e da parte dei fedeli. Quella Chiesa sognata da Cristo e riproposta dal Concilio è ancora molto da costruire: solo la santità può aiutarci a costruire una Chiesa in cui i preti facciano i preti, spezzando la Parola e il pane e i laici i laici, portando il vangelo nel mondo, in prima linea, tutti fratelli, senza prevaricazioni, nella consapevolezza del proprio carisma e del proprio ministero.

Io, come un hobbit, vivo nella terra di mezzo: prete senza esercitare un ministero (eppure più prete che mai), vivo il vangelo nel mondo, nella semplicità di ciò che riesco ad essere e a fare (con qualche fatica dovuta dal non avere l’abitudine alla concretezza quotidiana).

Preghiamo per i nostri preti, mentre ne vediamo i limiti. Preghiamo per tutta la Chiesa, mentre ne sogniamo la conversione.

In questo giorno vi segnalo un libro simpatico e profondo: “Pretacci”, scritto da Candido Cannavò, quella della Gazzetta dello Sport, per intendersi, che alle doti di giornalista aggiunge un’inattesa profondità spirituale. A me ha dato tanto.

Santi

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73 Commenti a “Preti e pretacci”

  1. Brunason says:

    Voglio trascrivere una citazione di don Primo Mazzolari, sperando che ci faccia riflettere e “con-vertire” i nosti piccoli, umanissimi cuori verso (non gà adversum) i nostri (amati)sacerdoti. Pensate se non ci fossero! Uomini come noi fallibili, con le loro (sin troppo)trasparenti fragilità (proprio come le nostre). Eppure, alle loro parole, NELLE LORO MANI, Gesù si fa Presenza.Un Mistero così grande che ci lascia stupiti…

    «Ogni prete ha lo strazio di dovere quasi sempre predicare delle parole che sono più in alto, se non proprio in aperto contrasto, con la sua vita. Ogni volta che predica il Vangelo, condanna se stesso… Voi trovate una ragione per inalberarvi contro il prete che non è l’evangelo vivente: io troverei un motivo d’inchinarmi come davanti a un segno misterioso ma sublime, di una grandezza incomparabile. Questo momento è di tutti i sacerdoti: in modo particolare del parroco, vale a dire del vostro prete, quello che avete vicino e di cui conoscete le debolezze più che le virtù e che credete di aver misurato perché è meno intelligente di voi, più piccolo di voi… Egli è il testimonio della verità e della menzogna: la verità che è in Dio, la menzogna che è nell’uomo».

    Per parte mia, che ho sofferto moltisimo proprio ad opera di un sacerdote maldisposto nei miei confronti, posso testimoniare che nel momento in cui io sono cambiata nei suoi confronti, quando mi sono “convertita”, è avvenuto (totale, imprvedibile e inaspettato) il miracolo del rispetto e dell’amore reciproco.

    “Dove non cìè amore, metti amore e ne ricaverai amore” (S. Giovanni della Croce)”

  2. Saulo says:

    don Stefano :. . .

    Sono pienamente d’accordo con quanto espresso in questo post. I preti devono ritornare ad essere e fare i preti, ad ascoltare, confessare la gente ma questo sono proprio i vescovi a non capirlo e ci sobbarcano di incarichi e compiti. Un mio amico che è andato dal vescovo a chiedergli se poteva lasciare l’insegnamento scolastico perché ha una parrocchia grande e pesante si è sentito dire che deve raddoppiare le ore a scuola. Forse è quello che voleva, e dice a tutti che è il vescovo che lo ha imposto. Ma la gente lo capirà? Non credo proprio!

    Caro don Stefano, permettimi una battuta: magari il Vescovo in questione, conoscendo bene l’interessato, ha ritenuto che faccia meno danni a scuola :-D

    Scherzi a parte, di fronte a richieste di ulteriori impegni da parte di un vescovo ad un prete, sarei interessato a conoscere la sua risposta alla leggittima domanda del prete: come faccio con questi impegni a imitare il Santo curato D’Ars, come ci chiede il Santo Padre ?

    Non so la vostra esperienza, ma la mia è che ormai è raro trovare (nel senso di trovarlo lì quando lo cerchi) un prete in chiesa; anche in canonica lo trovi raramente (non oso addentrarmi di trovarlo in ginocchio, magari in Adorazione).

    Se a questo ci aggiungi l’assurdo (consentitemi questo termine) a cui siamo giunti che spesso ti trovi davanti alle chiese chiuse (anche di giorno ! ) per paura di furti o non so che cosa ….. la situazione è veramente triste…

  3. lidia says:

    Per Paolo
    concordo in pieno con quanto scritto da don Stefano (ma penso tu lo sappia), la tua coerenza è stata luminosissima, il tuo essere “sacerdote” al di là di essere “prete” è commovete e fa credere anche quelli che non credono più (non io)

    Per don Stefano
    i preti contro cui mi scagliavo nei giorni scorsi sono proprio i Vescovi (qualcuno l’ho anche affrontato) … gli altri, quelli anche così così, spesso ci diventano “così così” … ed noi, don Stefano, capiamo e crediamo ai nostri preti … li vediamo!!! E sappiamo i casini che fanno tanti Vescovi … Da me hanno distrutto un bel po’ di preti ed un bel po’ di comunità … Ecco il motivo di tanto mio dolore.
    Ma per 1000 sbagliati ce ne 10 (magari anche meno) che sono Grazia vivente.

    E regalo a tutti i cristiani preti o meno (spero che ci sia anche qualche Vescovo) questa citazione che ho trovato (non mi piace scrivere citazioni, ma questa merita davvero)

    La dimensione più bella è quella del sacerdote che non ha nulla, ma che è parte integrante di una comunità attiva e attenta, dentro un gregge che gli vuole bene. (Vittorino Andreoli)… (:- .. e non è un prete, ma è voce del popolo di Dio

  4. Giovanna says:

    Conosco bene il Curato d’Ars, perchè il mio parroco,(83 anni, di cui 60 di sacerdozio, una mente ed un cuore “da figlio del Concilio” molto più di quelli di tanti sacerdoti più giovani) ne ha sempre citato in parrocchia l’esempio e l’insegnamento, proponendolo in primo luogo a se stesso ma anche a tutti noi laici, proprio in riferimento a quell’essere consapevoli dei propri limiti che, come dice Paolo nel suo post, deve costituire una caratteristica fondamentale della Chiesa. Io non posso scagliarmi contro i limiti dei miei parroci proprio perchè so bene quanto siano profondi i miei, e anzi, provo un senso di “affratellamento” nei loro confronti che nasce proprio dal sapere che la mia fatica è anche la loro. Non credo che leggerà mai questi blog, ma se mai accadesse, grazie don Fosco, padre-fratello-prete che non hai mai fatto pesare il tuo ruolo ma hai seminato davvero la consapevolezza dell’amore di Dio nella nostra comunità!

  5. Paola B. says:

    scusate ma pongo una domanda … non conosco gli equilibri all’interno della gerarchia Eclesiastica , ma immagino , a grandi linee , sia simile a quella di qualsiasi ambito “lavorativo”. C’è un superiore che dice cosa fare , e ai sottoposti, che piaccia o no, è dato di farlo. Si può anche cercare un tavolo di contronto , ma l’ultima parola è la sua. Allora mi chiedo .. perchè all’interno della Chiesa dovrebbe essere diverso ? E’ vero che spesso chi è in alto non ha la percezione precisa di cosa succede in “basso” , ma forse anche qui il discorso è un po’ più articolato e ci sono le dovute eccezioni. Non fa anche questo parte del bagaglio ” aver Fede ” ?
    Inoltre ho visto nella mia parrocchia famiglie intere accapigliarsi per un minimo di potere decisionale a fianco del parroco , anche all’interno stesso del Consiglio Pastorale (per un po’ tempo ne ho fatto parte … poi dopo il divorzio ho dato le “dimissioni”) con il risultato di creare ancora più caos ! Allora mi chiedo, e chiedo a voi , se a volte anche fra i laici non subentri solo una voglia di primeggiare invece che aver a cuore i reali interessi della Comunità. Insomma se le cose non vanno per il verso giusto forse la colpa non è solo dei preti !

    Riflessioni mie … leggendo tutti i vostri commenti mi sono venute spontanee …
    poi ognuno vive sulla propria pelle realtà differenti e potrebbero essere tali anche le risposte …

    besos

  6. lidia says:

    @Paola B.
    Certo che la colpa è di tutti!
    E certo anche alla “corsa al prestigio parrocchiale”!
    Si deve ubbidire? Va bene, ma almeno che si chieda il perchè di questo o di quello, almeno che qualcuno spieghi tante decisioni oggettivamente poco ecclesiali.
    Resta inteso che questi perchè devono essere rivolti a tutte le parti … che è poi quello che ha fatto la sottoscritta e proprio con i “laici piagnucolosi” di chi subisce … a cui è arrivato secco un “e perchè non hai detto nulla ai responsabili visto che avevi la possibilità e l’autorizzazione a farlo? Perchè è partito il lamento e la mormorazione e nessuno ha avuto il coraggio di parlare e chiedere? Quindi la colpa di tutto è anche tua …

    Comunque, hai ragione, molta gente sta in parrocchia senza un vero senso ecclesiale, sensa nessun dono di pastorale … solo con un desiderio di “potere” perchè, si sa, essere “amici del prete” è molto prestigioso.

    E, no, non dovrebbe funzionare come in ogni ambiente lavorativo (vd. Gesù e la Sua vita e la chiesa del tempo) … o meglio qualcuno “ha il carisma di organizzare i carismi”, ma questo passa per l’ascolto e non per l’esclusione o il silenzio.

  7. Mauro says:

    Scusate non ho capito una cosa… Paolo sei o non sei un prete?

  8. Mauro says:

    Il libro che consigli non è l’unico…Cannavò non ha fatto che riprendere preti che sono riportati in un altro libro “PRETI CONTRO”.
    Ha solo preso altre figure…ma il succo è lo stesso.

  9. Paolo says:

    @Mauro
    Sono un prete ma non esercito più il ministero.

  10. lidia says:

    Paolo … sei un angelo!!!
    E il tuo ministero siamo noi!!!

  11. Mauro says:

    @ Paolo

  12. Mauro says:

    @Paolo
    Paolo, scusami che cosa significa “sono un prete ma non esercito il ministero”?

  13. lidia says:

    @Mauro
    scusa, ma credo tu debba fare queste domande a Paolo in privato.
    Non voglio essere sgarbata, ma è probabile che davanti a questa domanda Paolo provi disagio.

    Scusami tanto … Capisco la tua curiosità, ma capisco anche il disagio di Paolo.
    :-D

  14. sandro says:

    SPINA :Scusate ma non ho vuotato del tutto il sacco,e siccome devo mettermi a stirare se non sono tranquilla poi faccio delle piegacce sulle camicie di mio marito….Volevo ancora affidare a voi questo mio pensiero, piuttosto ricorrente, spesso sento dire “fra poco non ci saranno più sacerdoti…”e giù preghiere…Ovviamente mi sono associata alle preghiere ma…ho incominciato anche a domandarmi “e se il Signore non ci mandasse più preti perchè dobbiamo imparare un pò a toglierci dalle curve da soli? (intendo noi laici) ”Pensate finalmente dei laici maturi,liberi dal clerocentrismo,felici di apprezzare i propri pastori che finalmente fanno i pastori non :L’amministratore parrocchiale,il politico vicariale,l’assitente sociale,il docente di teologia ecc…che liberazione per i poveri preti!Pensate le nostre famiglie che si aprono alla comunità , dove esse stesse diventano piccole comunità dove si mette in comune di tutto, materia e spirito,dove si parla di Dio ,dove Dio si fà fatto,quotidiano.Pensate, spalancare le porte delle sacrestie e delle curie per poter farvi entrare ed uscire la vita di tutti i giorni,assieme alle persone che la vivono.Pensate la domenica sull’altare una famiglia fa la “predica” raccontando la propria vita…quelle parole del vangelo vissute con fatica, ma che gioia , abbiamo capito sono vere!Pensate,aboliti i “divieti di transito “in chiesa ci sentiamo tutti uguali, tutti “perdonati”quindi nessuno può giudicare ,tutti possono aiutare quella situazione difficile,tutti la possono non giustificare ma capire perchè diventata di tutti.Così i nostri incontri si aprono ai separati, a chi non crede,alle persone di altre fedi, a chi è caduto fuori “dal giro buono” della nostra società.Che sogno meraviglioso…che chiamata!Qualcuno di voi forse dirà :”meglio che vai a stirare …”BEH !intanto dovevo comunque farlo…..

    no… non meglio vai a stirare… e’ un Chiesa possibile!!!1 ( secondo il mio pensiero)… da 50 anni ne vedo un’altra … ma sperare e pregare xche’ quanto proponi avvenga … e’ doveroso… ma il tutto con molta umilta’… e carita’ …. nella verita’… con i carismi di ognuno …a disposizione di tutti x la crescita della Comunita’…. un sogno? …forse si ma conviene sognare … insieme allo Spirito..

  15. sandro says:

    laura :Direi che dovremmo adoperarci un po tutti per meritare di chiamarci cristiani ed essere meno giudicanti e più misericordiosi gli uni con gli altri e ancora di più nei confronti dei nostri sacerdoti…preghiamo per loro, invece di giudicare sempre troppo facilmente…sono uomini e anche se qualcuno di loro è più santo, altri magari molto meno, o per niente…se pensiamo che un santo come S. Francesco aveva un grande rispetto per loro, anche se fossero stati dei grandi peccatori, solo per ciò che rappresentano, e per il compito che hanno: chi siamo noi per sentirci nella posizione di giudici! E purtroppo faccio queste affermazioni sapendo di essere stata una che li ha giudicati molto male per troppo tempo, finchè il Signore si deve essere stufato…e mi ha fatto cambiare idea, al punto che sento di voler bene ai sacerdoti che conosco…e sono grata per il bellissimo dono che sono!

    grazie .Paola ( scusate il ritardo… ma son stato via con l’Azione cattolica….esperienza di chiesa … bella … grazie anche al vescovo …che ci ha illuminati …con la Sua parola …. )

  16. Francesco says:

    Bella questa sintesi su S. Giovanni Maria Vianney. Grazie, mi metti in crisi sul tema della confessione: tanto tempo passava in confessionale, quanto mi è difficile vivere questo sacramento!

  17. Roberta says:

    Mi sembra che l’idea di di “SPINA” sia molto simile al sogno di Don Zeno, fondatore di Nomadelfia… a dimostrazione che qualche volta i sogni diventano realtà… Certo, i sogni passano inevitabilmente per la via della croce… vedi la storia di Giuseppe il sognatore, venduto dai fratelli ai mercanti d’Egitto (Gen. 37-50), ma vale sempre la pena…

  18. laura says:

    @sandro
    Hi hi! ;) mi chiamo Laura Loredana, ma un terzo nome così bello mi piace!!!

  19. TRALCINO says:

    Da tempo mi porto dentro la convinzione che la Chiesa e la Parola sono state donate a tutti coloro che si sentono e vogliono essere discepoli. Pecorelle che ascoltano e sentono la voce del Pastore. Del Buon Pastore… quello BELLO.
    L’Unica Voce che riconscono è quella Sua.
    Altre voci o voci che affermano di parlare “per conto” di Lui appartengono solo ad impostori e ladri….
    La Vera Voce parla ad ognuno di noi personalmente e direttamente.
    Tutti chiamati ad essere Sacerdoti ognuno nella propria vocazione e secondo la Sua volontà.
    L’essere presbitero incarna una di queste vocazioni sacerdotali che in forme diverse appartengono a tutto il popolo di Dio .
    Tutti apparteniamo al Signore e per questo ognuno di Noi forgiato e guidato dallo Spirito Santo può testimoniare, profetare, evangelizzare.
    Gesù ci ha rivelato che in Lui possiamo vedere il Padre senza intermediari e senza intermediazioni. L’essere CATTOLICI ( universali – totali – tutto in tutto ) non ci deve dividere in caste, preti da una parte e laici dall’altra. Si tratta semplicemente di vivere nella Luce di Gesù la propria vocazione sapendo che siamo tutti membra dello stesso Corpo. Chiunque a qualsiasi titolo metta delle gabbie o delle divisoni non sta percorrendo strade di Verità ma d’inganno.
    Non mi sento diverso da un prete … la Parola che mi ha aperto gli occhi non mi è arrivata attraverso un prete ma da un fratello in Gesù che Lui stesso ha posto sulla mia strada.
    Siamo tutti fratelli e tutti sulla stessa barca.
    Ad alcuni, i presbietri è stata donata la capacità di spezzare la Parola per renderla comprensibile a tutti … Ti ringrazio Signore per questo dono ….
    L’invito a perdonare è stato rivolto a tutti noi indistintamente perchè ciò che scioglieremo / perdoneremo su questa terrà sarà perdonato e sciolto anche in cielo e ciò che non perdoneremo e lascieremo legato su questa terra resterà non perdonato e legato anche in cielo. E poi la faccenda del celibato … Non viene da DIO ma dagli uomini…
    Buona Vita e Pace a tutti Voi
    Che il Signore Vi benedica

  20. lidia says:

    @TRALCINO
    Grazie! Grazie per quel rimando all’essere tutti sacerdoti e grazie per la preghiera desiderio che tutti per ogni ministero che compiono si mettano “tra” e mai “sopra” o “dentro” caste elette.
    Grazie! E’ stata una carezza sul cuore, ma adesso con amore andiamo a dirlo a tutti coloro che “la storia” ha convinto che sono “degli eletti al di sopra di un popolo sciocco ed ignorante”. Ma andiamolo a dire con amore, solo con quello, dimostrando loro che lo Spirito Santo soffia dove vuole.

    Nessuno di noi esisterebbe se non ci fosse l’altro … neppure il Papa e neppure il suo essere Papa esisterebbe se non ci fosse la Chiesa fatta di tanti uomini e donne.

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