Preti e pretacci

ago 04, 2009 73 Comments by

prete-2Tutto congiura contro il suo desiderio di diventare prete: la sua famiglia povera, suo padre, la sua mediocre capacità di studio, Napoleone che lo vuole soldato (diserterà), una Chiesa francese che può permettersi il lusso di selezionare fra i tanti candidati al sacerdozio. Eppure Giovanni Maria Vianney trova nel suo padre spirituale un vero amico che lo aiuta in ogni modo a realizzare il suo sogno. Così, diventato prete, viene prima inviato come curato del suo padre spirituale e, alla morte di lui, destinato ad Ars, piccolo centro rurale di Bourg en Bresse. Siamo nel 1817. Qui il piccolo parroco, timido e impacciato, consapevole della propria inadeguatezza, considerato “strano” dai suoi confratelli, inizia una vita dedicata alla preghiera e alla confessione. Vive con disagio il ministero: fa violenza a se stesso per stare con le persone, per due volte fugge per entrare in monastero, salvo poi ricredersi e tornare al suo posto. A vedere il suo volto, a leggere le sue riflessioni, distanti da noi come sensibilità, proviamo un senso di stupore e di imbarazzo. Il curato d’Ars che si nutre di patate, il santo curato che sta sedici ore in confessionale, le ferrovie che organizzano dei treni speciali da Parigi ad Ars per portare i penitenti, il curato che fa portare le reliquie di santa Filomena per giustificare i miracoli di guarigione che egli opera, attribuendoli alla santa…

Nominato patrono dei parroci, papa Benedetto lo ha voluto come icona dell’anno sacerdotale.

Scrivo questo post dopo qualche settimana di dibattito sul blog, in cui emerge, in alcuni voi, qualche sofferenza di troppo. Tutti noi, credo, abbiamo incontrato dei santi preti e dei preti incoerenti. Io per primo li ho incontrati, e io per primo lo sono stato, perché in ognuno, prete o meno, c’è la santità e l’incoerenza. Non ho risposte facili: io stesso ho espresso il desiderio di una profonda riforma all’interno della Chiesa, ma non a partire dai preti, ma da tutti noi. Il ruolo del prete è in profonda crisi, fra ciò che gli si chiede (funzionario e apostolo, equilibrato e dinamico, celibe e attento alla famiglia…) e la misura del suo limite, in un mondo troppo complesso per essere affrontato con i soliti schemi, il rischio è di aspettarsi troppo da lui o che lui si aspetti troppo da noi.

Cosa ci può dire il Curato d’Ars?

Ci propone il ritorno ad un rapporto di Chiesa fatto di ascolto e di consapevolezza del proprio limite. da parte dei preti e da parte dei fedeli. Quella Chiesa sognata da Cristo e riproposta dal Concilio è ancora molto da costruire: solo la santità può aiutarci a costruire una Chiesa in cui i preti facciano i preti, spezzando la Parola e il pane e i laici i laici, portando il vangelo nel mondo, in prima linea, tutti fratelli, senza prevaricazioni, nella consapevolezza del proprio carisma e del proprio ministero.

Io, come un hobbit, vivo nella terra di mezzo: prete senza esercitare un ministero (eppure più prete che mai), vivo il vangelo nel mondo, nella semplicità di ciò che riesco ad essere e a fare (con qualche fatica dovuta dal non avere l’abitudine alla concretezza quotidiana).

Preghiamo per i nostri preti, mentre ne vediamo i limiti. Preghiamo per tutta la Chiesa, mentre ne sogniamo la conversione.

In questo giorno vi segnalo un libro simpatico e profondo: “Pretacci”, scritto da Candido Cannavò, quella della Gazzetta dello Sport, per intendersi, che alle doti di giornalista aggiunge un’inattesa profondità spirituale. A me ha dato tanto.

Santi

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73 Commenti a “Preti e pretacci”

  1. francesca says:

    Hai ragione don, mi ostino a chiamarti don perchè ho sempre pensato che nella profondità del tuo essere tu ti senta un prete, e le tue parole me lo confermano. Nella mia profonda ignoranza non conosco il Curato d’Ars, ne ho sentito parlare ma non conosco nulla di lui. Se la rilettura della sua vita ci ripropone quello che tu dici..ebbene è una bella cosa, una gran bella cosa. E’ vero che noi laici pretendiamo troppo dai nostri preti, li vorremmo perfetti, santi, ci dimentichiamo che sono uomini prima di essere preti. Siamo disposti a perdonarci, ad auto assolverci facilmente, ma con la stessa facilità puntiamo il dito verso i nostri preti e non siamo disposti a perdonarli. Un giorno parlando con una mia amica (catechista come me) del nostro cappellano le ho detto infine che avremmo dovuto accettarlo così come è, con i suoi pregi e con i suoi difetti, e che in fondo io gli volevo bene e ringraziavo il Signore di avercelo mandato. Bhè, non l’avessi mai detto…..
    Che il Papa lo abbia proposto come icona mi pare un bel segno, impegnativo direi. Che ci sia la voglia di fare una piccola rivoluzione? scusami la battuta. Credo però che sia ora che i preti smettano di fare i funzionari (e anche gli insegnanti di religione, se permetti) e ritornino a “spezzare la Parola e il Pane” perchè ne abbiamo tanto bisogno.
    Un abbraccio fraterno

  2. Suor Nerina says:

    Grazie, Paolo, per questa bellissima riflessione! Ce n’è da meditare…Hai ragione a dire che il prete dovrebbe fare il prete e il laico il laico..oggi invece ai nostri poveri preti spesso è chiesto di tutto e alla fine sono sovraccarichi e super-stanchi. Ricordo quando dicevi che una suora stressata stressa gli altri…credo che valga anche per i preti no? E poi dai preti e dai consacrati si vuole la perfezione, anch’io in passato sono caduta nello stesso errore e invece l’esperienza e gli ani mi hanno fatto capire che siamo persone come gli altri e che dobbiamo fare il conto con i nostri limiti. Se la gente capisse questo, prima di criticare e pregasse di più per i preti!!! Ancora una ragazza su Facebook continua a insistere sul fatto che non devo pubblicare i tuoi video commenti (credo che Luca ti abbia riferito, visto che lo scrive anche ad altri). Ancora ultimamente mi ha scritto una lunga lettera per cercare di convincermi che sbaglio e che bisogna pretendere la coerenza…ma chi di noi lo è? Io so che le Crociate, come le ho scritto, hanno fatto solo del male alla Chiesa e al giudizio e a lla condanna preferisco l’accoglienza e la misericordia. E’ duro però portare avanti questa tesi con alcune persone…soffro per tutto questo e non posso che pregarci e basta. Auguri a tutti i preti (te compreso, pur non potendo esercitare. Ricordo ciascuno nelle mie preghiere.

  3. Michele says:

    Anch’io donpaolo ringrazio ogni giorno il Signore per i pastori che ha messo su questa terra. Con i loro limiti, con la loro Grazia, con la loro stanchezza, con i loro sorrisi, con le loro idee che spesso vorrebbero non avere perchè poi non è più finita.
    E li ricordo tutti nelle mie preghiere, e ricordo anche te Paolo che tanto mi hai dato e mi dai.

  4. Molly says:

    mi piace ricordare cosa disse la mamma di Madre Teresa di Calcutta alla figlia poco prima di partire per entrare tra le suore di Loreto: “Va bene, figlia mia, va’, ma sta’ attenta di essere soltanto di Dio e di Cristo”.
    forse questo “pretendiamo” dai nostri fratelli preti … e allora preghiamo sempre per loro affinche non dimentichino di essere di Cristo che li ama tenramente.

    “La gente non ammira il nostro lavoro, né la nostra professionalità,
    ma la nostra fede, il nostro amore per Gesù e per i poveri” (Madre Teresa)

  5. sandro says:

    Grazie a francesca e a te suor nerina x quello che dite….\\\.mi spiace un po’ che tutta sta discussione si sia sviluppata dopo un mio intervento….non mi piace fare ulteriori commenti… da una parte sono un po’ amareggiato da tutta questa rabbia( se motivata o meno lo sanno gli interessati e il Signore), ma ancor piu’ mi delude questa voglia di giudicare e condannare non sapendo vedere , purtroppo, i propri limiti , oltre quelli altrui…( molto piu’ facile )\\\ma come spesso capita Paolo ha saputo… equilibrar le cose con un suo intervento…. che spero porti a riflessioni piu’ ponderate e anche piu’positive e incoraggianti… \\\Anch’io suor nerina metto su facebook il video di paolo… x ora nessuna protesta… anzi solo condivisione… quando poi si comincia a parlare , con troppa facilita’ di incoerenza… beh sarebbe molto facile dire che e’ meglio togliersi prima la trave ….nel proprio occhio …x vedere la pagliuzza in quello altrui… ma purtroppo son discorsi che creano ulteriori polemiche… \\\ Convertirsi all’accoglienza e all’amore …non e’ facile x nessuno ne’ suore ne’ lici ne’ preti… ma Gesu’ e’ venuto x questo …”convertitevi (tutti) e credete al vangelo!!”.mi spiace suor nerina…. abbiamo una certa eta’… e un certo “giustizialismo” privo di ogni misericordia ci da’ un po’ fastidio.—–Certo che siamo mal messi!!!! leggendo certi commenti vien voglia piu’ di scappare che di ….santificarsi, imparando ( anche ) dal Santo Curato d’Ars.!!!

  6. miriam says:

    Paolo ….«Tu sei sacerdote per sempre
    al modo di Melchisedek». ….. ci indichi la strada che ci porta a Dio…sei “sacerdote per sempre”, perché offri a Dio te stesso…

  7. don Lorenzo says:

    Grazie degli ottimi spunti di riflessione che ci offri. Ogni giorno tento, con le mie fatiche e i miei limiti, a portare questa Parola e questo Pane a chi incontro sul mio cammino. Ad una mia parrocchiana centenaria che mi disse, due mesi fa, “cosa ci faccio ancora al mondo?”, io risposi “vada avanti a pregare per noi preti…e non si stanchi!”…abbiamo bisogno delle preghiere e del sostegno prezioso di tutti per la nostra missione! Grazie di cuore a tutti! Un abbraccio sincero a te, Paolo!

  8. SPINA says:

    Grazie Paolo…alla faccia delle complicazioni…Dio rende le cose sempre molto semplici…c’è chi le antenne per captare lo Spirito ce le ha, e chi invece non ce le ha (ed è inutile che si agiti dal pulpito ecc…)Evidentemente chi ha le antenne ha fatto si , non senza fatica,che gli potessero spuntare e crescere…tutto il resto è spazzatura.
    Quando ho saputo che il Papa aveva dedicato un intero anno ai sacerdoti, mi è venuto un’accidente perchè e innegabile che io qualche difficoltà ce l’ho…intendo con alcuni sacerdoti ma sopratutto con vescovi e persino cardinali…Le ultime due categorie preferisco non frequentarle , mentre sulla prima…Ho le mie personali opinioni, ma ringrazio Dio per avermi dato tanti sacerdoti meravigliosi…uomini veri e veri servi del Signore.
    Purtroppo quando incontro un sacerdote che mi piace, in senso sporituale ovvio, me lo portano via ed al suo posto arriva quel che arriva…insomma che stres…
    Parmi di capire che non devo attaccarmi a questi sant’uomini vero…in attesa di vedere arrivare al sacerdozio persone illuminate che per quel che mi riguarda possono essere sposate o donne.Non incominciamo a discutere su questo argomento tanto la gerarchia non ci sente!Nel frattempo amici facciamoci crescere le antenne….impariamo da Paolo, lui ce le ha.

  9. SPINA says:

    Scusate ma non ho vuotato del tutto il sacco,e siccome devo mettermi a stirare se non sono tranquilla poi faccio delle piegacce sulle camicie di mio marito….Volevo ancora affidare a voi questo mio pensiero, piuttosto ricorrente, spesso sento dire “fra poco non ci saranno più sacerdoti…”e giù preghiere…
    Ovviamente mi sono associata alle preghiere ma…ho incominciato anche a domandarmi “e se il Signore non ci mandasse più preti perchè dobbiamo imparare un pò a toglierci dalle curve da soli? (intendo noi laici) ”
    Pensate finalmente dei laici maturi,liberi dal clerocentrismo,felici di apprezzare i propri pastori che finalmente fanno i pastori non :L’amministratore parrocchiale,il politico vicariale,l’assitente sociale,il docente di teologia ecc…che liberazione per i poveri preti!
    Pensate le nostre famiglie che si aprono alla comunità , dove esse stesse diventano piccole comunità dove si mette in comune di tutto, materia e spirito,dove si parla di Dio ,dove Dio si fà fatto,quotidiano.
    Pensate, spalancare le porte delle sacrestie e delle curie per poter farvi entrare ed uscire la vita di tutti i giorni,assieme alle persone che la vivono.
    Pensate la domenica sull’altare una famiglia fa la “predica” raccontando la propria vita…quelle parole del vangelo vissute con fatica, ma che gioia , abbiamo capito sono vere!
    Pensate,aboliti i “divieti di transito “in chiesa ci sentiamo tutti uguali, tutti “perdonati”quindi nessuno può giudicare ,tutti possono aiutare quella situazione difficile,tutti la possono non giustificare ma capire perchè diventata di tutti.
    Così i nostri incontri si aprono ai separati, a chi non crede,alle persone di altre fedi, a chi è caduto fuori “dal giro buono” della nostra società.
    Che sogno meraviglioso…che chiamata!
    Qualcuno di voi forse dirà :”meglio che vai a stirare …”BEH !intanto dovevo comunque farlo…..

  10. laura says:

    Direi che dovremmo adoperarci un po tutti per meritare di chiamarci cristiani ed essere meno giudicanti e più misericordiosi gli uni con gli altri e ancora di più nei confronti dei nostri sacerdoti…preghiamo per loro, invece di giudicare sempre troppo facilmente…sono uomini e anche se qualcuno di loro è più santo, altri magari molto meno, o per niente…se pensiamo che un santo come S. Francesco aveva un grande rispetto per loro, anche se fossero stati dei grandi peccatori, solo per ciò che rappresentano, e per il compito che hanno: chi siamo noi per sentirci nella posizione di giudici! E purtroppo faccio queste affermazioni sapendo di essere stata una che li ha giudicati molto male per troppo tempo, finchè il Signore si deve essere stufato…e mi ha fatto cambiare idea, al punto che sento di voler bene ai sacerdoti che conosco…e sono grata per il bellissimo dono che sono!

  11. Lucia S says:

    Oggi, guarda “caso”, si compie un nuovo anniversario dell´uccisione di Mons. Angelelli, vescovo di una delle terre più desolate e misere…. era un amico, ed era un uomo buono, veramente buono, vicino alla gente e vicino ai suoi preti. Sono passati 33 anni, e non ci sono colpevoli… ma a che servono i colpevoli? Io ringrazio il Signore per quest´uomo, e per tanti preti che bene, male o così così… son lì. E grazie a te Paolo, sacerdoti si è per sempre!
    un forte abbraccio a don Sandro, a don Lorenzo, e ad altri che non ricordo. Senza di voi, niente pane spezzato…
    Shalom!
    Lu

  12. Adriano M. says:

    Caro don Paolo, il mio commento è molto breve: oggi, nel giorno della festa liturgica del Santo Curato d’Ars, ho pregato per tutti i sacerdoti ricordandone in particolare alcuni, tu sei uno di questi e mi sembra giusto fartene partecipe.
    Grazie come sempre per quanto fai per noi “cercatori di Dio”.

  13. ww says:

    Ciao a tutti!
    Innanzitutto grazie a Paolo e a tutti gli altri sacerdoti che scrivono sul blog per i contributi alla riflessione. È bello fermarsi a pensare qualche minuto mentre si è al lavoro. È bello non dare niente per scontato. È bello essere aiutati a scoprire, anche per questa insolita via telematica, la presenza di Dio nel quotidiano.

    Vengo a commentare il post. Vorrei partire da una citazione:
    “La stanchezza del prete non consiste solo nel ritmo di vita che ci siamo dati o nel rifiutare l’immagine stereotipata che gli altri si fanno di te. La stanchezza del prete, la mia almeno, consiste nel dover portare il dolore degli altri nel cuore di Dio.
    Mi sento un camion della nettezza urbana. Succede, a volte,che la discarica sia temporaneamente chiusa o che io finisca il carburante per arrivare fino a lì” (P. Curtaz – Gesù Zero – San Paolo Edizioni)”

    Ho pianto, la prima volta che ho letto questa pagina.
    Non riesco mai a trattenere le lacrime ogni volta che la leggo. Ed è così anche adesso, mentre la sto riproducendo.
    Forse prima di leggere queste parole, non avevo ancora compreso appieno il senso della bellezza e della fatica della scelta di essere sacerdote.
    Di sicuro mi sono venuti in mente tutti i sacchi neri di spazzatura che mi succede di gettare su quel camion da anni, beneficiando di un prezioso servizio di cui non sono certo l’unica destinataria. Un servizio che ha sempre funzionato egregiamente, anche quando è stato reso in condizioni obiettivamente difficili. A volte ho la sensazione che non mi basterà una vita di preghiera per i sacerdoti, in generale e in particolare, per offrire una ricompensa adeguata.
    Ho capito che ognuno di noi ha i propri rifiuti, a volte riciclabili, ma più spesso da chiudere in fetidi sacchi neri destinati alle discariche. Mi sono resa conto che, senza i sacerdoti, sarebbe costretto a tenere presso di sé quei sacchi, rimanendo in balia di se stesso e rischiando di ridursi come un appestato.

    Vorrei continuare con un’altra citazione:
    “Dio non permetterebbe il male, se non fosse abbastanza potente da poterne trarre il bene” (S. Agostino (?))

    Preti santi? Preti incoerenti? Cattivi esempi? Crociate? Verità e responsabilità?

    @ Suor Nerina. Anch’io mi sono appellata alla misericordia, affrontando certi discorsi in cui sono stata, come direbbe Paolo, “tirata per la giacchetta”. Non è stato facile trattenersi da impulsi deleteri, ma sono contenta di esserci riuscita e qualche passo avanti è stato fatto. Ti scriverò in privato, noi ci conosciamo.

    Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio. Anche il dito puntato contro, a volte.

    Vorrei finire con un’ultima citazione, per buttarla sul ridere (basta lacrime e musi, che di solito non mi sono propri…):
    “Gli Hobbit sono di aspetto simile agli Uomini, ma molto più minuti: la loro corporatura è infatti simile ai bambini degli Uomini e la statura di uno Hobbit adulto si assesta tra gli 80 e i 120 cm; dotati di grandi piedi pelosi e resistenti, non indossano mai calzature a causa della loro spessa e coriacea pelle.
    La loro vita è estremamente semplice e sociale, non si interessano di ciò che accade all’esterno della Contea, amano mangiare e bere, e la loro economia si basa sull’agricoltura. Amano dare feste durante le quali trascorrono gran parte del loro tempo, e generalmente disprezzano lo studio, tranne per ciò che riguarda l’erudizione genealogica, nella quale dimostrano invece vivo interesse e abilità. Possiedono una vista e un udito particolarmente acuti, e si sottolinea la loro capacità di camminare silenziosamente e nascondersi molto bene nella boscaglia.
    Gli Hobbit vivono leggermente più a lungo degli Uomini (che chiamano “gente alta”), fino a 120 anni, con una media di 100. L’età in cui uno Hobbit diventa adulto è di 33, quindi il declino legato all’età inizia verso i 70 anni.” (Wikipedia, definizione di “Hobbit”)

    @ Paolo. Va bene che ti trovi in una “terra di mezzo”, ma la descrizione delle caratteristiche non mi sembra particolarmente coincidente con quelle tue…

  14. lidia says:

    Se non credessi fermamente che i preti sono i professionisti e gli specialisti dell’amore di Dio non me la prenderei tanto …
    E tanta gente ci crede per default … e ci crede così tanto che un’offesa da un prete è devastante.
    E se bacchetto certi preti (che paiono tutti qui da me) lo faccio proprio per questo e lo faccio sull’amore.
    Che dire? I miei migliori amici e nemici sono proprio i preti … perchè abbiamo un amore in comune.
    E sempre io sono quella che si è spaccata e si spacca schiena e testa per fare in modo che vengano sgravati da ogni incombenza che non sia il loro Ministero e Magistero che è quello dell’amore.

    … e mi dispiace che don Sandro e “don” Paolo (che per me don è e don rimane) abbiano preso il mio sfogo come condanna … era ed è solo dolore il mio per loro e per la gente.

  15. laura says:

    In un libro ho trovato queste parole:

    Nostro prediletto sacerdote: guarda le palme delle tue mani e ritorna con la mente al giorno in cui il tuo vescovo le unse e ti mandò per amarci e servirci…ricorda i progetti che tu hai avuto quel giorno per queste mani per riunire ed amministrare la tua gente!…Ripensa ai bimbi che queste mani hanno battezzato…pensa ai fanciulli che queste mani hanno preparato alla Prima Comunione e Cresima…
    Pensa alle innumerevoli volte che queste mani sono state alzate benedicendo e perdonando nel Sacramento della Riconciliazione.
    ora pensa alla tua ultima messa, e a tante altre, quando hai preso del semplice pane e vino nelle tue mani e li hai cambiati nel Corpo e Sangue di Gesù Cristo…
    Pensa alle mani, le nostre mani, nelle quali hai posto il suo Prezioso corpo e il calice del suo Prezioso Sangue.
    Pensa ai ritiri, alle missioni, ai giorni e alle notti di rinnovamento che queste mani hanno preparato…
    pensa alle persone che queste mani hanno riunito e toccato ed inviato nel mondo dopo queste esperienze, con una nuova comprensione e amore gli uni per gli altri e per la nostra Chiesa Cattolica…
    Pensa alle volte che queste mani si sono allungate ed hanno afferrato le nostre in un amorevole cerchio in preghiera…
    pensa alle mani giovani e nervose, che le tue mani hanno unito nel Sacramento del Matrimonio…
    pensa agli ammalati di mente e di corpo che sono venuti da te in cerca di aiuto e che se ne sono poi andati con una speranza viva nel loro cuore…
    Pensa ai corpi morenti che queste mani hanno unto per il paradiso. Oggi , noi ungiamo nuovamente le tue mani con il nostro amore; con l’amore dell’intera famiglia cattolica.
    Se mai nei giorni a venire, ti senti solo e scoraggiato, per favore ricorda queste parole: Per favore alza le tue mani e guardale e ricorda come esse ci hanno nutrito con il Pane della Vita, come hanno riportato speranza nelle nostre vite, come ci hanno confortato, guariti e dato il benvenuto a casa di nuovo nella nostra Chiesa.
    Vorremmo poterti prendere per mano e sostare al più congestionato incrocio della città e gridare al mondo, “guardate tutti, questo è il nostro prediletto sacerdote, del quale siamo tutti compiaciuti”.
    Queste tue mani sono le mani del Sacramento del santo Ordine. Noi le veneriamo e non possiamo vivere le nostre vite senza di esse…senza te.
    Grazie per il tuo servire devoto ed amorevole.
    Siamo tanto orgogliosi che tu sei il nostro prediletto sacerdote.

    Voglio dedicarla a te Paolo, a don Sandro, a tutti i sacerdoti, e in particolare a un sacerdote che mi è particolarmente caro…

  16. Saulo says:

    Grazie a Paolo per una riflessione sul ruolo e importanza dei preti.

    Al fine di evitare derive che sicuramente il Papa non aveva in mente e che in alcuni casi, sappiamo essere apertamente contrario, riporto il link della sua bellissima lettera in cui indice l’anno sacerdotale :

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090616_anno-sacerdotale_it.html

    Sicuramente Papa Benedetto, pieno di Spirito Santo, non ha scelto a caso la figura del Santo Curato d’Ars come esempio per i sacerdoti in quest’anno.

    Quindi se vogliamo cercare le caratteristiche che dovrebbe avere un sacerdote, le troviamo evidenziate nella lettera del Papa ;-)

    P.S.: Riporto una proposta che è girata via mail nei giorni precedenti e imminenti all’indizione dell’anno sacerdotale : ADOTTA UN SACERDOTE.

    Ognuno di noi, si prende l’impegno di pregare per un sacerdote (o anche più di uno) ogni giorno, in quest’anno particolare dedicato a loro. Poi avviamente non dimentichiamoceli anche dopo :-)

  17. Saulo says:

    @laura

    Il testo citato da Laura e precedenti citazioni di Madre Teresa, mi hanno fatto venire in mente una testimonianza del Card. Arinze (spero di non sbagliare il nome) che ho ascoltato per radio.

    Raccontava il Card. Arinze (citazione a memoria) : “Un giorno partendo da Roma in aereo, capitai per caso [ma sappiamo bene che NULLA è per caso ;-) n.d.r.] vicino di posto a Madre Teresa.

    Appena mi vide, mi prese le mani fra le sue e incomiciò a baciarle. Anch’io la salutai molto affettuosamente, era la prima volta che l’incontravo di persona.

    Per tutto il viaggio lei mi tenne le mani fra le sue e ogni tanto le baciava.

    Io osservavo le sue, piene di rughe e scurite dal sole e immaginavo quanto bene avevano fatto.

    A fine viaggio mi venne spontaneo chiederle perchè mi aveva tenuto per tutto il tempo le mie mani fra le sue e lei mi rispose :

    Perchè in queste mani Gesù si dona con il Suo corpo ed il Suo sangue”.

  18. Paola B. says:

    … ricordo Don Pino , un parroco di Milano , capace di sollevarmi con estrema semplicità in momenti veramente duri, ricordo Don Tito, parroco di Torino , con me in pellegrinaggio a Lourdes che ha sofferto realmente con me quando gli ho detto che non mi avrebbe potuto dare l’assoluzione perché ero divorziata e convivevo, ricordo il parroco del mio paese , uomo severissimo e rigidissimo , capace di farmi sentire malissimo con uno sguardo di disapprovazione e capace però di difendermi in mezzo a persone che erano già pronte al giudizio, ricordo Don Enrico quello che doveva essere un prete alternativo , vicino ai giovani, ma che è stato capace di far “riallontanare” una ragazza con serissimi problemi che si era avvicinata alla confessione dopo 20 anni , liquidandola in 3 minuti senza nemmeno ascoltarla ….
    Credo ci sia un’individualità che bisogna sempre tenere presente . Non ho mai amato le classificazioni . Sono un confine inesistente che forse ci da l’illusione di essere al riparo (io non sono così, non ne faccio parte ) e non ci fa riflettere sulle nostre mancanze. Vivo con persone che costantemente sono pronte a puntare il dito sui preti e sulla Chiesa : domenica ,ad esempio, mio suocero appena sono tornata da Messa , mi ha mostrato un articolo della Stampa su una probabile sanatoria per il riconoscimento dei figli dei preti ,o qualcosa del genere , ed immaginate solo che discorso può esserne scaturito. Di fronte a chi predica bene e razzola male il giudizio è sempre molto facile , ma perché non provare almeno a trovare una giustificazione ? Se penso a me l’ho elemosinata centinaia di volte ! Capisco Lidia, perché mio marito un po’ le assomiglia. Non riesce ad accettare passivamente quello che reputa delle ingiustizie , con il risultato che la sua Fede ( a differenza di Lidia) è sempre labile, sempre attaccabile. E ora che Francesca, nostra figlia, andrà alla scuola dell’infanzia all’Istituto Madre Francesca Cabrini di Milano , so già che ogni giorno con estrema fatica dovrò ricordargli che insegnarle a seguire Gesù , a seguire il Suo Vangelo è il regalo più bello che possiamo farle.

    Torno a lavorare …… leggervi è sempre illuminante e starei ore , ma il dovere mi chiama ! un abbraccio a tutti !

  19. laura says:

    @Saulo
    Grazie Saulo, bella l’idea di “adottare un sacerdote”…se pensi che loro ci hanno già adottati…siamo e saremo sempre in “difetto”! ;)

  20. mipo says:

    “…cercate prima il Regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in più…” si ma dove lo cerco? e dove lo riesco a trovare? e questa ricerca ha bisogno di una giuda? voglio dire e credo che il compito del prete sia quello di indicarci, partendo dal Vangelo, NON da lui, la strada giusta da percorrere per incontrare il Padre. Allora, forse, quando facciamo l’eperienza amara di un prete “poco evangelico” ci è chiesto di non scoraggiarci, di andare oltre, di continuare a cercare altre testimonianze VERE. E ce ne sono tante! in un libro tempo fa ho letto questa frase che per me racchiude quello che ritengo sia la vera missione di un prete: “… non è mitizzare la persona quanto piuttosto il desiderio di trovarsi nel cuore di Dio; è come una calamita, SENTO CHE MI PORTA IN DIO, e basta…”. E’ di questa la testimonianza che noi semplici, poveri, indaffarati, distratti, incoerenti cristiani… abbiamo bisogno! e’ questa che dobbiamo cercare come si cerca una cosa preziosa che è premessa e promessa del BENE più grande

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