La legatura di Isacco
Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: “Abramo, Abramo! ”. Rispose: “Eccomi! ”. Riprese: “Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò”. Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Gn 22
Una pagina misteriosa, quella della “legatura di Isacco”, in cui Dio appare come un sanguinario che ordina di uccidere il figlio della promessa ma che, letto con profondità, può svelare ancora una volta il vero volto del Dio di Abramo.
Anzitutto questo brano ci dice che il Dio di Israele non vuole sacrifici umani, come era invece consuetudine nei popoli vicini a Israele. Questo racconto esemplare vieta al popolo di Israele di scivolare in una visione sanguinaria della fede. Di più: la Bibbia mette in discussione una visione “sacrificale” e dolorista della fede, ancora troppo diffusa nel cristianesimo. Il sacrificio non è in sé positivo, Dio non ama il dolore e lo evita, se può. A volte il sacrificio è necessario a manifestare l’amore, come l’amato che muore per l’amata, come la madre che veglia insonne la malattia del figlio. Occorre rivedere alcune visioni sempliciste della croce: Dio non invia la croce, la vita, gli altri, il nostro carattere possono essere crocifiggenti. Nella prova, però, emerge la parte più autentica di noi: esiste un “sacrificio” positivo, è il “sacrum facere” dell’amore, quello di Gesù che sceglie il dono totale di sé.
Questo brano dice, inoltre, che il Dio di Israele rompe il legame ancestrale tra padri e figli: Freud avrebbe molto da dire su questo! Esistono nel nostro inconscio degli ingombranti paradigmi etici e sociali (padre/autorità/divinità/potere/legge) che vengono clamorosamente smentiti dalla Bibbia. Come nel racconto del rapporto di Abramo con suo padre Terach, anche qui la riflessione è pungente: nel legame padre-filgio non c’è possesso, ma libertà, consapevolezza, scelta: Isacco appartiene a Dio, non a suo padre Abramo.
Infine Abramo capisce che il Dio di Israele è misterioso: egli viene sconvolto dalla richiesta di Dio, non possiede il pensiero di Dio, Dio è, anche se alleato e palese, misterioso e imprevedibile. Tutto ciò che ha donato può riprenderlo, la distanza fra noi e lui è immensa, l’uomo non deve fare un idolo della sua fede e della sua conoscenza. Da qui nasce il timore di Dio, che non è paura, ma consapevolezza del “mysterium tremendum” (R.Otto) a fianco del “mysterium fascinans”; sono due poli da tenere in continua tensione. Sarà Gesù ad assumere in sé questo doppio aspetto: non siamo più servi ma amici.
Abramo da parte sua, pensava di avere finito il suo percorso e deve ripartire da capo. La nostra vita evolve fino all’ultimo respiro, l’esperienza che portiamo nel cuore ci riempie la vita ma non ci mette mai al riparo da cambiamenti e svolte. Abramo, inoltre, fa esperienza dell’obbedienza assoluta: esiste un momento in cui la fede viene messa a durissima prova, tutto sembra essere sbagliato e fasullo, la nostra fede diventa nuda, la notte dei sensi e dello spirito prevale; in quei momenti impariamo a credere. Infine Abramo vive l’alterità di Dio: nel cammino dell’uomo, percepiamo, proprio avvicinandoci a Dio, della sua radicale alterità. Amare non significa possedere ma essere posseduti: per la Scrittura timore (di perdere l’amore) e amore convivono.
In un commento a questo brano, il talmud racconta di come Abramo, dopo l’intervento di Dio, se la prese moltissimo con lui, accusandolo di avergli chiesto una cosa assurda. Abramo disse di avere superato la prova e chiese a Dio, in cambio, di perdonare qualunque peccato sarebbe stato commesso dai discendenti d Isacco. Dio, vergognandosi per cià che aveva chiesto ad Abramo, acconsentì.
Dio di Abramo, tu non ami il sacrificio e ciu chiedi di affidarci a te, specialmente nei momenti difficili della vita. Fa’ che, come Abramo, non pensiamo mai di possederti completamente, ma di accogliere con stupore ciò che tu ci sveli di te, Amen





@laura
Ahhh sicuramente. Lo dicevo alla fine
Se guardasse solo i nostri successi …. saremmo fritti.
Quello che si aspetta è la nostra volontà, il nostro impegno, la nostra sequela
@Saulo
@Saulo
Saulo, anch’io prima di aver attraversato il dolore, potevo pensare che facesse crescere. Adesso so che, nonostante all’esterno io sia una persona piena di vita, (un mio collega, al mattino, mi chiede ‘di che cosa mi sono fatta’ per essere così sprizzante di felicità e forza) la ferita rimane sempre, può rimarginare un po’, ma è sempre pronta a ripresentarsi intatta quando rivedo negli altri le situazioni che ho già vissuto. Il dolore ti rende povera e fragile nella tua essenza più profonda e tale rimani. Il rischio reale è di rifiutare la vita che scorre accanto a te. Anche se, esternamente, sei ultravitale, introducendo quindi una oggettiva dicotomia tra il tuo più vero te stesso e l’esterno. Questa dimensione del dolore l’ho ritrovata identica in tutte le madri che hanno perso i loro figli. Nella mia esperienza è vero che solo il Signore può dare forza spirituale, consolazione e speranza, ma mi rifiuto, con tutta me stessa, di credere che mi abbia voluto provare attraverso la morte di mia figlia. Di un Dio così, che attraverso il mio immane dolore, vuole farmi crescere non so proprio cosa farmene, come se io avessi fatto qualcosa per meritarmi tale punizione. Mi sembra che Gesù si sia sempre schierato contro il dolore, vedi l’emoroissa, la figlia di Giaro. E posso assicurarti che quando tutto è perduto quello che tu chiami prova è una punizione perchè intrinsecamente inaccettabile.
Che bello, grazie Elisa che anche tu hai voluto condividere il tuo pensiero.
In particolare, le tue parole mi permettono di con-dividere con voi un pensiero che mi frulla nella testa da alcuni giorni e quasi mi toglie il sonno.
E’ come se avessi scoperto l’acqua calda e vorrei correre a gridarlo a tutti
Chiedo l’aiuto nel discernimento, di tutti/e gli amici/le amiche del blog. Consacrati in primis
Ho bisogno però di un piccolo esercizio da parte vostra, dobbiamo escludere temporanemanete la “componente sentimentale”, altrimenti non riusciamo a valutare oggettivamente la cosa.
Allora : quando qualcuno muore, spesso si dice (a mio avviso, correttamente): E’ tornato alla Casa del Padre . Bene. ricordiamoci questa frase. Ci torniamo fra un pò.
Quando muore un parente, un amico: …lacrime…. deolazione….mestizia….colore nero …. campane a morto …. la stessa liturgia del funerale è piena di dolore.
Ok, immaginate questa scena. Così come la vediamo dal nostro punto di vista, blocchiamola e proviamo a girarla di 180°.
Per i maschietti, provate a immaginare di girare la tavola del subuteo, passando alla visione dell’altra squadra.
Per le femminucce, provate a immaginare una partita di scacchi o dama e girare la scacchiera di 180° ed avere la visione dall’altra parte
Ci siamo capiti, giusto ?
)
Chi stava perdendo, ha una visione da vincente ( e viceversa
Ok, riprendiamo la frase inziale (E’ tornato alla casa del Padre) e prendiamo la chiave di lettura giusta : la Parabola del Padre Misericordioso (ex figliol-prodigo) !!!
Quando qualcuno torna alla Casa del Padre, lì c’è festa !
Il Padre lo vede da lontano che arriva e gli corre incontro per abbracciarlo !
Senza niente sei nato e senza niente muori, ma il Padre ti dà il vestito nuovo, i calzari e l’anello al dito !
Si uccide il vitello grasso e si FA FESTA !!!
E noi ?? Perchè piangiamo e siamo a lutto (campane comprese) ????
Ma ci crediamo veramente oppure no ?
A me sembra che noi ci comportiamo come l’altro lato della scena del Padre Misericordioso.
Noi ci comportiamo come quelli che vengono lasciati dal figliol prodigo per tornare dal Padre !!!!
Quelli che sono nelle tenebre. E che si lamentano e piangono perchè il figlio prodigo va verso La Luce !!!
Umanamente, posso capirlo (sono umano anch’io
), ma perchè piangiamo ?
Non per lui. Ma per noi !
Le nostre manifestazioni esteriori sono segni del nostro egoismo !
Ma se amiamo veramente una persona, se crediamo veramente in Cristo e nella Vita eterna …. allora dovremmo gioire ! Fare festa ! (campane comprese).
Ecco… questo è quello che mi brucia dentro in queste ore.
Aiutatemi a capire se sbaglio. Grazie
@Betty
Betty, ti ho letto dopo il mio commento sulla morte, ti prego di leggerlo e dimmi se ti aiuta a capire.
Le ferite che tu hai, che molti hanno, POSSONO diventare feritoie di luce.
(Scusa Miriam se ti cito…), non so se hai avuto modo di leggere i commenti di Miriam. Ovviamente io non so se lei soffre più o meno degli altri, ma la sua sofferenza, l’ha offerta al Signore e riesce ad essere gioiosa testimone (bellissima Miriam quella del collare: adesso Signore portami a spasso
) anche nella sofferenza continua e forse incrementale.
Quanta gente nella sofferenza si è salvata. Si è convertita !
Come scrivevo tempo fa, io tutte le mattine affido al Signore la mia faglia, chedendoGli di proteggerla, ma concludo sempre con “secondo la Tua volontà”.
La Sua volontà, è sempre il meglio per noi. E qui siamo solo di passaggio cara Betty. Siamo stati creati per la Vita eterna, per tornare al Padre che ci aspetta
@Saulo
Caro Saulo, è vero quello che dici, e la nostra sofferenza è sicuramente dovuta al vuoto che lasciano in noi i cari che perdiamo, sentiamo la loro mancanza e stiamo male. Certo che se pensiamo a questa vita come di passaggio e la vediamo nella prospettiva giusta, cambia di certo qualcosa…
Sai, poco tempo dopo aver perso il bambino, mio figlio più piccolo mi chiede:”Ma il fratellino ora dov’è?” io gli rispondo “in cielo, è un angioletto!”, cercando di confortare lui, e mi sono resa conto che avevo trovato conforto anch’io, e che infondo non avevo ancora accettato, considerato questa cosa, fino a quel momento. E ha fatto bene sia a me che a lui.
xLIDIA++++ ti mandavo un messaggio ieri – in nottata- non e’ normale insistere oggi!!!! quando si e’ nella tua situazione si preferisce …isolarci… comunicare al massimo con pochi fidati…. eppure( mi illudo forse di esserti utile!!= si, siamo servi inutili!!! lo credo Molly(quasi sempre)
°°°° molti lidia , (senza volerlo eravamo in sintonia) ti han detto che la cosa peggiore era “soffrire da soli”.. non si puo’ ragionare in termini di ..”io e il mio Dio” xche’ Gesu’ ha usato quasi sempre il “NOI” “Padre nostro”
§§§§§ e’ proprio questo noi che ci fa sentire tutti sulla stessa barca. NOn riprendo , ora certi discorsi fatti agli inizi… ( dopo la provocazione di Paolo : “preti , pretacci”… ma tanta critica … era frutto sicuramente di esperienze negative… ma anche .. di un non sentirci abbastanza …. a remare insieme sulla stesa barca…. ( te lo dice uno che fa molta difficolta’ a remare con fedeli…. e ancor piu con i preti x es. del Vicariato) e’ uno dei nostri limiti , cara lidia, : conviene remare insieme( lontana da me l’uniformita’ ,, l’omogeneita’!!) con i propri limiti… ma dare un senso di gioioa fraternita’….. — questo pero’ non c’entra molto con la tua sofferenza… che rispetto…. con amore… ( nemmeno ti dico che se vuoi di do’ la mia e-mail xche’ mi sembrerebbe di esser troppo invadente… ( e poi suppongo conosca persone che con linguaggi piu’ apprpriati ti possano aiutare…. )son comunque qui!!!
^^^^^ la vera gratuita’ -forse – e’ dare amore…. anche quando non si e’ amati!!!!( certo … e’ “cosa divina” un simile comportamento….) –ma da quando Dio si e’ fatto Uomo… e’ anche umana… cristiana!
&&&&.. grazie a mariuccia a Betty a Molly a lucia s xquanto hanno scritto… un bacio a tutte.
@Saulo
Come nel mio post precedente, sono considerata una persona solare a detta di chi mi conosce, quindi, forse, posso essere anch’io una feritoia di luce. Se corrispondo in questo tipo di blog, è perchè mi ritrovo nel condividere la fede nel Signore Risorto. Da questo ad accettare un’idea di Dio che vuole il mio dolore per farmi crescere no. Come già avevo scritto spero proprio non sia stato Dio a volere la morte di mia figlia, sono le leggi di natura che l’hanno determinata, Non è la Sua volontà a volere il nostro dolore. Al contrario il Signore è con noi, come tu hai già scritto. in dolore e morte, chi meglio e più di Lui ha vissuto il dolore e la morte? Tu scrivi: quanta gente nella sofferenza si è salvata, si è convertita? Potrei ribattere con quanto scandalo(nel suo significato etimologico di pietra d’inciampo) procura il dolore rispetto alla realtà di un Dio dalla parte degli uomini? Il Signore è in te, Saulo, e questo si avverte, ma affermare che il male ed il dolore vengono da Lui per farci crescere è non vedere la lotta continua di Gesù contro il dolore nei Vangeli. Spero di non essere stata troppo determinata in questa risposta, ma se pensassi che Dio ha voluto la morte di mia figlia per provarmi, per me significherebbe solamente che questo è un dio malvagio da cui fuggire immediatamente, mentre, per me, il Dio della mia bambina morta è anche il Dio della mia e della sua vita in Lui.
@Saulo
come al solito sei molto pungente!!! meno male!!!
io ho già scritto che tipo di funerale vorrei l’ho scritto su di un mio diario… e perchè no? non sono pazza ma se nella mia vita mi sono preparata per la comunione e la cresima e poi il matrimonio allora perchè non scegliere le letture e i canti per un funerale… macabro??? assolutamente no ma fiducia in quella resurrezione che non fa vana la mia fede come dice san paolo… non so se mi sono spiegata ma saulo ha ragione e mi piace vedere anche a me le cose dal punto di vista del Padre anche se … la morte quando arriva è fredda, è buia, e se ci sei dentro i tre giorni di silenzio prima della domenica sono veramente brutti.
io ci sono stata 5 anni dentro la morte del mio papà cioè ci ho messo 5 anni prima di vedere uno spiraglio di resurrezione … era sempre venerdì e sabato mai domenica (quella della resurrezione per capirci) e chiedevo perchè e perchè e perchè… e c’era solo tanto vuoto silenzio e freddo! (le complicazioni sociali della morte non le sto nenache a citare ma per dirne uno in casa mia non si è mangiato per un mese e quando dico mangiato intendo seriamente non avevamo i soldi per comprare il pane… va bhè altre storie!) comunque il perchè mio padre dopo due anni di malattia sia dovuto morire così giovane lasciandoci nel nulla più profondo ancora non lo so ma ho capito che non avevo risposte perchè sbagliavo le domande… quindi ho iniziato nel mio profondo delirio e freddo fango a chiedermi adesso cosa devo fare? non più perchè signore ma cosa vuoi da me Signore? e li la scoperta dell’acqua calda!!!
dalle ferite la fenditoia … la salita … lunga, difficile di ritrovarmi e ritrovare la voglia di vivere nonostante il dolore, nonstante abbia dovuto annullare tutti i miei progetti di giovane donna, nonostante le rinuncie forzate obbligate e mai più tornate, nonostante la solitudine e la disgregazione più totale della mia famiglia ora sono qui e posso dirvi che il mio dolore la mia morte (nella mi vita purtroppo ce ne sono state altre!) è “servita” perchè oggi posso dirti so che fa male, so cosa provi, voglio piangere con te, posso piangere con te per il tuo dolore e la tua morte… ma c’è vita! la vita ci aspetta bellissima e meravigliosa e che la morte è già vinta … non ne abbiamo paura. non abbiamo paura di quella corce che ancora oggi mi deturpa le spalle ma che la porto perchè è anche il MIO SIGNORE l’ha fatto!
solo questo.
a tutti un sorriso e una lacrima concedetemela
°°°°°°°x saulo… tocchi argmento che( x quanto chieda aiuto “in primis ai consacrati) non saprei sviscerare!!! Mi vien subito da chiedere a Paolo un suo intervento magari con qualche brano di un suo libro… come prossima proposta di condivisione….\\\\\ a intuito posso dare alcuni flash: non so se appropriato il tuo riferimento ai talenti collegati alle prove…. Oggi si parla — e’ di moda di opportunita’…. non so se e’ una parola piu’ valida!! \\\poi tutto vero quello che dici sul dopo… Vita… sul girare di 180 gradi —magari anche 360—( qualcuno ha parlato x analogia – similitudine …la morte al parto … penso siano cose tutte vere…. Quante volte noi pre3ti lo diciamo nelle omelie!!1
non si puo’ pero , penso sottolineare sempre ( o molto )L’ OGGETTIVO… vi e’ un soggettivo da rispettare sempre che poi e’ quello che ci fa esser diversi uno dall’altro!!! e nessuno costruito in seri da LUI …… tutti pero’ sullo stesso cammino…. in questo senso condivido molto le espressioni della mamma che ha perso il bambino…. –dobbiamo dare anche delle spiegazioni “razionali” ma e’ un po’ problematico lasciar da parte tutto l’aspetto sentimentale…
comunque – ripeto- non sarei capace di affrontare il problema compiutamente.. sento anch’io il bisogno di aiutio di …Paolo… ma anche di tutti voi…. un abbraccio… piu forte a chi soffre …e-AMA- di piu’..
@Betty
Cara Betty, ti ringrazio della tua risposta.
Quando parlavo di “feritoie di Luce”, non intendevo solo esprimere gioia, ma anche testimoniare Lui. Tutto Lui. Non solo quello che ci piace.
Sulla tua esperienza con tua figlia, non entro in merito perchè sento che il dolore della separazione è ancora troppo forte e sovrasta ogni altra cosa.
Mi ricollego a Laura,
@laura
vero Laura, è proprio così.
io sono convintissimo che qualsiasi bambino/ragazzo muoia, diventa automaticamente un Angelo !
Perchè ?
Semplice. Perchè non ha avuto il tempo di rifiutare Dio, di non sceglierLo e quindi era/è nella piena Grazia di Dio.
E se è un Angelo, è sempre al cospetto del Signore. E chi sta meglio di lui ??
Magari poi ha chiesto di sostituire il tuo Angelo custode …
Un abbraccio ad entrambe.
Ricevuto
Grazie don Sandro, ma dobbiamo credere. Dobbiamo crederci. Fino al martirio (se Dio ce ne dà la forza e lo vuole).
Un abbraccio.
P.S.: NON cambiare la tastiera ! Con i casini che combina, mi costringe a leggere e rileggere quello che scrivi
BELLISSIMO Molly. Grazie di cuore.
Io ti ho espresso un mio pensiero. Tu mi hai confermato con la tua vita.
Grazie ancora e Lode al Signore
@Saulo
non so se ora sia il mio angioletto custode, ma di sicuro mi guarda da lassù… e con lui di certo c’è il mio papà, mi piace pensare che lui è il primo dei miei figli che lo ha potuto conoscere e abbracciare.
@Saulo
Io credo che esprimere gioia sia testimoniare la gioia del Risorto che non è automatica. Non è il dolore che mi sovrasta, per me è oggettivamente così. Non capisco perchè abbiamo posizioni così diverse ma, avendole chiarite, penso sia inutile tentare di convincerci l’un l’altro, ricambio l’abbraccio.
@Saulo
grazie per aver rivolto la tua attenzione e se è possibile grazie a tutti che scrivete è la prima volta che mi connetto su questo sito e tutti mi avete dato tanto. la tua risposta però apre ancora più dubbi e domande: è vero che il Signore ha un progetto su ognuno di noi, ma penso che noi abbiamo tantissima libertà ( nel bene e nel male)di scegliere. il libero arbitrio esiste e come!!!! sta a me decidere se far moltiplicare il mio talento o seppelirlo. certo penso che in alcuni casi se Dio ha stabilito non ci sono scelte ma tanto Lui provvede solo per il bene nostro. Noi scegliamo se amare, scegliamo come vivere il dolore scegliamo, se credere nella speranza nello Spirito Santo. Certo gli alti e bassi ci sono, ma forse solo i tiepidi non li hanno. Forse alla prova ci mette che non ci lascia liberi di scegliere. Grazie ancora a tutti voi
Allora…Proviamo a metterci nei panni di Dio…Quante sorrisi si starà facendo..Pensando che i suoi figli son molto complicati …Me compresa è ovvio
mentre Dio è così semplice…Noi qui a spaccarci la testa a lacerarci il cuore …Le cose succedono punto e basta secondo dal mio punto di vista.Non ci succedono eventi spiacevoli xk siamo cattivi e meritevoli di soffrire ne xk il Dio di Abramo si vuole movimentare la giornata e pensa “mò vediamo a chi tocca vediamo un pò chi metto alla prova oggi x farmi dimostrare quanto mi ama!” non penso proprio che Dio ragioni così…Tutto ciò di doloroso di tremendamente spiacevole possa capitarci non proviene da Lui..Capitano…È il mondo di affrontarle che è diverso se diciamo di credere in Dio…Ero solo una dodicenne quando mio padre ebbe il primo infarto,aveva 42 anni…Era in sala intensiva ,insistevo x vederlo ma il medico mi diceva che se mio padre aveva forti emozioni moriva…Promisi che sarei stata forte non avrei pianto non avrei fatto capire a mio padre la gravità del suo caso…Allora non frequentavo Dio ma Lui frequentava me…Entrai e mi comportai in modo molto naturale…Mio padre fu poi operato qualche altro anno di vita e caso della vita nonostante malato di cuore un giorno si trovo’ nel luogo sbagliato al momento sbagliato…Fu vittima di un’atroce rapina..Rimase gravemente ferito sotto vari colpi di pistola…Avevo solo 15 anni quando all’uscita del liceo mi aspettava quest’atroce notizia…Di nuovo x 3 mesi mio padre ha combattuto tra la vita e la morte…Non me la sono mai presa con Dio mi limitavo a guardare il cielo…Ed accontentarmi dell’amore che avevo intorno..Non era nulla in mio potere…Anche allora papà ce la fece e all’improvviso nel cuore della notte dopo tre anni da quella dolorosa vicenda il suo cuore ha smesso di battere…Era in lista x un trapianto di cuore…Ma il Signore già me l’aveva lasciato x più di due volte e l’ha chiamato a se nella serenità …Ognuno ha il suo modo di reagire al dolore e la sua soglia di sopportazione…Dovrei dire che la mia vita fin da piccola non è stata semplice(mio padre voleva che mia madre abortisse) ed io scherzando dico “ho dovuto combattere dalla pancia!”,tutto ora non lo è …Ma è la mia vita e l’amo così com’è xk mi fa essere ciò che sono…Cosa sono?Una figlia di Dio…
@Saulo
caro Saulo cerco di risponderti tenendo a freno la componente sentimentale , anche se sarà quasi impossibile. Ho perso mio papà ormai 22 anni fa, quando ero una ragazzina dopo 10 anni di malattia che ci aveva consumati tutti , e nell’agosto di 15 anni fa mia mamma , morta suicida dopo un “breve” periodo di depressione. I giorni successivi nemmeno me li ricordo … ero piena di sensi di colpa (qualcuno ce l’ho tutt’ora) e non avevo la lucidità per capire niente. Sentivo solo la sua mancanza e l’impotenza di fermare il terremoto devastante che avevo dentro. C’è voluto davvero tanto tempo per riprendermi … a volte mi chiedo se davvero Dio ha fatto “la festa” di cu parli quando se l’è trovata fra i piedi senza nemmeno averla chiamata ! Voglio credere di si , perchè la Misericordia di Dio non si ferma qui , sulla terra , ma va ben oltre …. E probabilmente è stata la stessa Misericordia e lo stesso AMore che ha fatto in modo che da un po’ di anni , quando ricorre l’anniversario della morte di mia mamma io lo festeggi come il suo “compleanno” .. un po’ come se fosse rinata e non morta. Caro Saulo vorrei scrivere ben altro , ma in questo momento non riesco a mettere insieme una frase che abbia senso … come vedi nonostante tutto piango ancora , ma non perchè creda che a lei non abbiano riservato un posto in cielo , ma solo perchè certi dolori ti segnano per sempre.
un abbraccio a tutti e scusate se sono andata oltre il tema …..
@Paola B.
Grazie Paola.
Ciao a tutti, mi è difficile seguirvi cme prima, ma concordo con chi afferma che Lui non ci lascia mai soli, e non ama farci soffrire,solo che la sofferenza molte volte è inevitabile.
@Lidia, ti sono vicina e ti scrivo queste poche righe che ho trovato molto utili in un momento difficile.
Pensi davvero che ogni dolre sia un castigo, e che tutto il sangue gocciolato sia quello giusto? Qualcuno è caduto, è vero, ma non ti chiedi se per caso è caduto per colpa tua?E sei sicuro che chi soffre, senza dubbio ha ciò che si merita? Ma perchè rispondi con una lgge così crudele all’enigma tanto oscuro del dolore?
Sappi che la sofferenza, non è un capriccio di Dio, ma una sposa ingrata che l’uomo ha abbracciato quando ha rifiutato mio Padre.E colpisce senza riguardi. Eppure in questo groviglio di perdite esiste un doloreincolpevole di un servo di Dio, per il quale ciò che era perduto ritrova l’innocenza.
(meditazione sulla VII stazione: Gesù cade a terra)
Ciao un abbraccio, vi porto tutti nella mia preghiera!! Buona serata!