La giornata del Messia

ago 07, 2009 156 Comments by

f_tmIniziamo allora la lettura del vangelo di Marco. Dopo avere accennato al ministero del Battista, Marco in un riassunto spiega l’attività di Gesù:

“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (1,14-25)

Marco ci dice hce Gesù annuncia il vangelo: chiama i discepoli, insegna con autorità nella sinagoga, guarisce un indemoniato, va alla casa di Pietro, riprende a guarire, di notte prega, va nei dintorni di Tiberiade a predicare… E’ la giornata ‘tipo’ del Messia, il programma di vita che illustra in maniera esemplare l’attività di annuncio del Regno. Vogliamo seguire passo passo l’attività frenetica di Gesù.

Gesù disse loro: ‘Seguitemi, vi farò pescatori di uomini’. E subito, lasciate le reti, lo seguirono” (1,17-18)

La giornata di Gesù inizia con la chiamata dei primi quattro discepoli. La prima cosa che Gesù fa per annunciare il Regno è il gesto di chiamare, il gesto di individuare alcune persone e invitarle a seguirlo. Che bella cosa, questa! Notiamo la diversità di questo Rabbì Gesù. Abitualmente è il discepolo che si sceglie il Maestro, che lo individua, che ne resta affascinato. Qui è l’esatto contrario: è Gesù che sceglie, e non ammette ritardi. Bisogna seguirlo subito, non indugiare, abbandonare le reti. Per seguire Gesù bisogna lasciare le nostre reti, le cose che ci legano, che ci imprigionano. Può essere la disistima nei nostri confronti, qualche situazione di sofferenza, il peccato. Cosa ci lega e ci impedisce di seguire liberi il Signore Gesù? Cosa ci obbliga, non ci lascia liberi? Quale laccio non riusciamo a sciogliere?

Gesù non ammette ritardi, passa e chiama, ma non ammette ritardi. Perciò Sant’Agostino diceva: “temo il Signore che passa”, ho paura che il Signore mi chiami e io non me ne accorga, preso come sono dalle mille cose, dalle mille ansie, anche apostoliche, che possono diventare una rete inestricabile che mi imprigiona e non mi lascia veramente incontrare Dio. Questa pagina ci ricorda una cosa fondamentale: l’iniziativa è sempre di Dio, è lui e solo lui che ci viene incontro. Noi cerchiamo colui che ci cerca. E’ la grande novità del cristianesimo che, paradossalmente, non può neanche essere definito una ‘religione’. Mi spiego. Normalmente ‘religione’ indica l’atteggiamento dell’uomo nella ricerca di Dio, lo sforzo dell’umanità nella ricerca della divinità. Qui non è così: è Dio che ci viene incontro, è sua l’iniziativa. Noi, nello stupore, possiamo solo rispondere. Questa è la prima buona notizia di cui ci accennava Marco: un Dio che parte per primo, prende l’iniziativa e ci viene incontro.

Parole

About the author

Tutte le informazioni le puoi trovare in questa pagina

156 Commenti a “La giornata del Messia”

  1. lidia says:

    … E anche agli aspotoli … o no?
    Vabbè … lascio perdere, non è poi così importante!!! :-)

  2. laura says:

    @lidia
    si, anche il numero degli aspotoli! hi hi!!! ;)

  3. Lucia says:

    @Miriam
    grazie, è stupenda!!
    E’ meraviglioso vedere, in quanti modi il Signore ci chiama, ognuno ha la sua storia, la sua vita eppure Lui con delicatezza e attenzione si prende cura di ciascuno di noi, ci chiama per nome, e molte, ma molte volte paziente ci aspetta.

    “L’anima mia tende a Dio come il suo centro e si riposa in Lui.”

    Penso che questa frase rispecchi molto il tuo scritto.
    Buona Domenica.

  4. laura says:

    @lidia
    Lidia scherzavo! Devo ringraziarti perchè mi hai strappato (anche se involontariamente) un sorriso, e in una giornatina come questa non è poco!

  5. lidia says:

    @laura
    Anch’io scherzavo … mica me la sono presa …
    Ehi! Ma che è successo per essere una “giornatina”? Sempre che tu lo possa dire ovviamente.

    Beh … a dire il vero, nonostante faccia il pagliaccio, è una giornata molto dolorosa anche per me. Che vi devo dire? A me pare che il “nulla è impossibile” sia rivolto più al male che a Dio. Vince sempre ‘sto cavolo di male, sempre e sempre e ancora sempre …
    Stare sul “Tabor” a vedere splendere il “bene assoluto” è bello, ma giù, ma qui quello che splende è sempre e solo il contrario … o almeno così sono i fatti.

    E purtroppo, il “mio” rapporto personale con il Signore è fatto di “stai lì in mezzo al male per consolare” … E già! Ma quando non si ha più la forza che devo fare? Altro che focacce e acqua per me … qui ci vuole una “bomba vitaminica” perchè ho la speranza che sta affogando, la Fede cerca di fare quello che può e la Carità … beh la Carità mi dice “Ma finiscila di piagnucolare e cammina!!!”.

    Insomma, per me ci sono pedatoni divini, altro che carezze!!! :-D

  6. laura says:

    @lidia
    Diciamo che è una giornata un po’ storta, e non dipende da me, ma la mia pazienza comincia a scarseggiare…e fuggirei via lontano…io sola e Lui

  7. lidia says:

    Vengo anch’io!!!!!
    :-D … Mi rifugerei a Lourdes … o Camaldoli (in una bella celletta) … ad Assisi o anche solo in una chiesa chiusa.

  8. Saulo says:

    A proposito di Anima….. vi consiglio la lettura di questa testimonianza.

    Non è una storiella, ma la testimonianza vero di un’anima. Leggete e capirete.

    http://www.i-h-s.eu/www/gloria/htdocs/testimonio/POLOitaian.pdf

    Per chi volesse approfondire, in internet e youtube, vi sono molti documenti di: Gloria Polo.

    Buona riflessione.

  9. Lucia says:

    @Lidia
    @aura
    non dite così, mie care, anch’io ho sempre pensato che sarebbe stato bello un po’ di solitudine, di “pace”, ma adesso che sono qui rinchiusa ormai da 2 mesi, non vi nascondo che non è affatto bello. Si, i primi giorni è fantastico, sei piena di entusiasmo, inizi con le letture, le meditazioni, la ricerca, ma poi, il deserto, il silenzio, si fanno sentire sempre più pesante, vorresti uscire, fare quattro passi, rivivere la tua vita di sempre e invece non puoi…
    Per fortuna che ci sono i bambini che fra un po’ torneranno dal mare con mio marito e mi faranno una festa di baci!!!

  10. lidia says:

    @Lucia
    Sì, è vero quanto dici. La solitudine è bella solo quando la si cerca, ma quando viene imposta o per un motivo o per un altro … beh … tanto bella non è!
    Lo vedo con le persone anziane della mia parrocchia …. l’ho visto con la mia mamma …
    La solitudine è bella quando la si cerca e forse è anche un’esigenza che dovremmo rispettare anche tra coniugi.

    Ma anche a te, Lucia, come mai sei rinchiusa? Anche per te se ti va di rispondere ovviamente.
    Non vorrei essere indelicata, ma forse 2 parole di sfogo fanno bene … :-)

  11. Lucia says:

    @ Lidia
    ho avuto un incidente stradale molto serio, ne ho già parlato qualche tempo fa’ sono viva per miracolo, come dicono da noi.Sono passata da non avere neanche il tempo per respirare ad avere tanto tempo fino alla noia. All’inizio pensavo che bello avrò finalmente tanto tempo tutto per me, ma poi… ci sono giorni che è dura, molto dura,giorni che vorresti poter prendere tuo figlio tra le braccia ma non puoi farlo, che vorresti ritornare ai tanti impegni… Vabbè oggi è domenica, normalmente è il giorno più duro, ma stà per finire, domani è un’altro giorno di luce e di vita e il sole ritornerà splendente anche nel mio cuore. Vi abbraccio!!!

  12. lidia says:

    @Lucia
    Ed io abbraccio te (delicatamente perchè non vorrei farti male:-( )
    E poi, dai, magari il tuo essere viva per miracolo è davvero un miracolo affichè tu possa fare qualcosa di speciale, fare quei miracoli che mi piacciono tanto, piccoli piccoli, che fanno le persone che amano tanto ed amano il prossimo e non sé stessi.

    E poi la domenica è sì, un giorno un po’ duro. E’ il Giorno del Signore, certo, ma è anche il Giorno della Chiesa unita ed ogni problema altrui diventa proprio.
    Oggi pensavo ai malati che ci sono a Lourdes … ho pensato ai malati che conosco ed a tante persone che soffrono pur essendo sanissime … Uffi!!! Alla fine mi sono sentita una polpletta sotto un TIR.
    Ma sarò ben scema!!!
    Dai un sorrisone che per quanto sola tu possa essere fisicamente, ci siamo noi in questo blog che ci siamo sempre (oggi ho fatto i numeri per scrivere i commenti tra valigie, treni, pranzi ecc.)

    C..I..A..O..O..O..O

  13. Miriam says:

    Cara lucia,la vita non è facile e tu ne sei una prova…Nessun figlio di Dio ha la vita semplice…Ognuno ha la sua storia…Gesù sicuramente riempie i tuoi spazi fatti apparentemente di vuoto e ti istruisce sul da farsi…:-)

  14. Nicodemo (di notte) says:

    @laura

    Recentemente ho scoperto la preghiera del cuore (detta anche preghiera di Gesù o del nome di Gesù). Consiste nella ripetizione continua di questa frase:
    Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me.
    Ho trovato molto proficua questa pratica, dal punto di vista spirituale.
    Nel caso non la conoscessi ti invito a leggere i “Racconti di un pellegrino russo”, dove è spiegato bene il tutto.
    Nicodemo (di notte)

  15. titti says:

    Cara Lucia, ti abbraccio anch’io. Anche per me la vita non è mai stata molto semplice, diciamo che la salute non è proprio il mio forte..Ma in tutti questi anni ho imparato che la vera forza non è quella fisica che.. appunto oggi puoi avere, ma domani, per qualunque motivo, ti può venire a mancare.. La vera forza è quella dello Spirito è quella che solo Lui ci dà e che grazie a Lui, anche nelle condizioni più difficili, riusciamo a dare agli altri. La nostra serenità è luce per chi ci sta vicino… Che la luce risplenda sempre nel tuo cuore!! :-)

  16. Davide says:

    SPINA :Dopo questa esperienza il mio rapporto con Dio è diventato…non sò spiegarvi…senza non vivo, senza non sono…IO non sono cambiata e sono la solita merdaccia,tale e quale…una merdaccia perfettamente guarita…Lui è sempre li’ e si fa trovare tutte le volte che lo cerco…io…capite…assurdo..non manca ad un appuntamento ed è sempre dolcissimo.Ho smesso dopo quattro anni di domandarmi perchè…solo non so come anche in piccola parte ricambiare…sono proprio inadeguata…

    Scusate se mi permetto uscendo un pò dal seminato,la mia vuole solo essere una riflessione a sé stante e che non desidera asssolutamente puntare il dito contro a nessuno,ma che prende spunto da questa frase nella bellissima testimonianza di SPINA. “Capisco” l’esternazione(magari un pò burlona)di SPINA,ma spero vivamente che nessuno di noi si sia mai sentito una “merdaccia”.Come definiremmo allora quel pluriomicida che ogni tanto fa notizia sui telegiornali? Io lo definirei semplicemente un:”uomo in balia della propria umana fragilità,ed estremamente bisognoso dell’Amore di Dio(e nostro)”. Capisco avvertire la propria inutilità davanti all’Amore del Signore,ma sentirsi inutile no,altrimenti non ci avrebbe chiamato a se.Impariamo a guardare con umiltà al Signore come il Poverello di Assisi: “Signore cosa vuoi che io faccia”
    Scusatemi forse è stata la notte insonne ma se mi sto sbagliando,urgentemente correggetemi……

  17. lidia says:

    @Davide
    Sai, fino a poco tempo fa, piangendo e quasi urlando le parole di san Francesco erano anche le mie.
    Poi, mi sono accorta che forse sbagliavo preghiera e l’ho cambiata in
    “Signore, chi vuoi che io sia? Chi vuoi che io sia per la Chiesa?”
    Bene, da quel momento si è scatenato il putiferio ed ora … non lo so … ora non lo so … so solo che spesso il dolore diventa insopportabile.

    Il fare viene sempre dopo “l’essere” ed è sull’ “essere” cosciente e accolto che la conversione si compie ed anche – per rimanere in tema -dove avviene la chiamata che è sempre per nome, con il proprio nome

  18. Lucia says:

    Dinnanzi alla gradezza e onnipotenza di Dio noi ci sentiamo piccoli e indegni è questo che Spina voleva intendere. Non è un sentirsi intili, ma un capire la nostra fragilità e ritenersi indegni di tanto amore.

    vi invito a riflettere su uno scritto che non so di chi sia ma mi piace molto.

    Quale sarà il mio posto nella tua casa Signore? Lo so non mi farai fare brutta figura, non mi farai sentire una creatura che non serve a niente, perchè tu sei fatto così: quando ti serve una pietra per la costruzione, prendi il primo ciottolo che incontri, lo guardi con tenerezza e lo rendi la pietra di cui hai bisogno: ora splendente come un diamante, ora opaca e ferma come una roccia, ma sempre adatta al tuo scopo.
    Cosa farai di questo ciottolo che sono io, di questo piccolo sasso che hai creato e che lavori ogni giorno con la potenza della tua pazienza, con la forza invincibile del tuo amore trasfigurante? Tu farai cose inaspettate, gloriose. Getti le cianfrusaglie, ti metti a casellare la mia vita.
    Se mi metti sotto un pavimento che nessuno vede, ma che sostiene lo splendore dello zaffiro, o in cima ad una cupola che tutti guardano e ne restano abbagliati, ha poca importanza.Importante è trovarmi là dove mi metti, senza ritardi.

    Molte volte ci sentiamo dei ciottoli di scarso valore perchè sappiamo che Lui ci ha dato splendore pur non meritando tale splendore.

  19. SPINA says:

    @Davide
    Ciao Davide,il mio era solo un tentativo, un pò rozzo di esprimere una sensazione di piccolezza di fronte ad un immensità di Amore,tanto grande da stupire e turbare….
    Sono consapevole dei miei limiti ,come tutti ho inciampato in loro in modo più o meno pesante nelle mia vita e , capisci, questo aiuto così grande e concreto non me lo aspettavo…poca fede? evidentemente nei miei limiti ci stà anche questo!
    Ma Nonostante tutto Lui…per LUI SONO IL PIÙ GRANDE DEGLI AMORI….
    La prima cosa che ho fatto , ho imparato ad accettare me stessa con annessi e connessi…poi mi sono messa in cammino sapendo molto bene che l’unico Pane nel viaggio,quello che mi dà forza e ristoro è solo Lui….
    Poi ho fatto la cosa più facile sul momento, ma più impegnativa da mantenere:mi sono abbandonata al Suo Amore, da LUI mi sono lasciata avvolgere…ovviamente continua a succedere di tutto e di più, la vita scorre inesorabile, ed una parte di me è semprer lì pronta a saltar fuori…ricordi?ho accettato le sua presenza per tutta la vita….Ma è un gioco d’amore,che si cala nella realtà , nel quotidiano,e allora sono io a dover aver fantasia per trovare sempre modi nuovi per amare i miei giorni e le persone che mi passano accanto…per dire a Lui…”Ti penso sempre…”

  20. lidia says:

    @SPINA
    Più che indegni del Suo amore direi meravigliarsi che siamo amati in questo modo.
    L’indegnità siamo chiamati a superarla non per meriti, ma per Grazia … Insomma la conversione cambia il DNA o lo ripulisce.
    Ma dopo tutto questo si capisce bene di essere figli amorevolmente sottomessi ad un Padre … anche quando non si capisce un tubo di quello che sta succedendo … anche quando ci si arrabbia … anche quando …
    ( :-( perdonatemi, ma al “nube tossica” di ieri non è ancora passata … sto aspettando il “vento” dello Spirito Santo :-D )

Lascia un commento