Sul lavoro

lug 29, 2009 55 Comments by

operaio e gruHo l’impressione che proprio sul tema del “lavoro” si giochi una titanica battaglia tra il Bene (l’uomo, la sua dignità, la solidarietà, la sua compartecipazione allacreazione) e il Male (“mammona”, il profitto appunto, il calpestare l’altro…) E il rischio è che le arti seduttive del male, d’accordo con la nostra “libertà” di scegliere da che parte giocare, possano far perdurare questa battaglia all’infinito… Ci vuole un grande colpo d’ali da grande “sognatore”, come è Dio, che nonostante noi, scommette su di noi, per evangelizzare questo mondo del lavoro diventato anti-umano. Ho però bisogno, come i tanti lavoratori che vivono in condizioni di assoluta fatica interiore e di disagio, di ribadire alcuni principi che emergono dalla meditazione della Scrittura. La Bibbia, poco conosciuta, ha una prospettiva molto complessa del mondo del lavoro. Cerco di sintetizzarne il percorso: anzitutto la Parola sottolinea il valore del lavoro. Dio stesso lavora per creare il mondo e alla fine si riposa. L’opera della Creazione è affidata all’uomo, il giardiniere dell’Eden, che è chiamato a continuare la Creazione usandone con parsimonia e rispetto le risorse; l’uomo è il completatore della Creazione, l’artista che compie l’opera di Dio. Il lavoro, però, realizza l’uomo solo se vi è una finalità, che non è l’accumulo del denaro, ma la dignità del mantenere sé e la propria famiglia. Lo shabbat ricorda la differenza fra un lavoro schiavizzato (come avveniva in Egitto) da uno legato al proprio impegno. La Bibbia è severa verso l’ozio, esaltato dalla cultura romana, considerandolo una perdita di tempo. Ma la Scrittura non sottovaluta la pena del lavoro che, come ogni realtà umana, è soggetta al peccato. Il lavoro può diventare strumento di oppressione o di alienazione, entrare nella perversa logica del peccato che uccide la dignità. Il lavoro resta comunque realtà penultima, che non va enfatizzata e anche se uno fatica tutta la vita il suo risultato è minato dalla morte, come ricorda causticamente Qoelet. Un altro aspetto presente nella Scrittura è il concetto di redenzione del lavoro. Sono impressionanti le numerose norme di tutela del lavoratore presenti nella Bibbia: Dio prende le difese del salariato e dell’oppresso. Lo shabbat ricorda il valore del riposo e la relatività di ogni fatica e impresa umana. Infine dobbiamo ricordarci di Cristo e il lavoro: Gesù è conosciuto come un lavoratore, usa il mondo del lavoro come continuo riferimento per la sua predicazione e le sue parabole e, dopo di lui, tutti i cristiani hanno sentito molto vicina questa sua presenza, da san Paolo al monachesimo cenobitico che pone il lavoro e la preghiera come pilastri della nuova civiltà cristiana dei monasteri. A partire da questi semplici dati biblici cerco di tirare alcune conseguenze ben declinabili nella nostra realtà. Anzitutto occorre ribadire che il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro. Occorre ricordarlo ad un capitalismo e ad un liberismo impazziti e autoreferenziali che si propongono come unico modo efficace di concepire l’organizzazione dell’economia. Al centro dell’economia non vi è il profitto ma il bene comune, anche la logica di mercato va assoggettata al bene supremo che è l’uomo: “Non esistono leggi economiche insormontabili” come ricorda il catechismo degli adulti della CEI, e “Occorre adattare tutto il processo produttivo alla persona”, come dice il Concilio (GS 67). A chi propone il modello liberista come necessario i cristiani ricordano che è l’uomo che fa le leggi e le disfa e che se un progetto è condiviso su larga scala è in grado di rivoluzionare un modo di pensare che sembra ineluttabile. Perché, ad esempio, noi cristiani non boicottiamo la spesa nei giorni festivi per dare la possibilità a quei fratelli di vivere il giorno del Signore? Siamo degli acquirenti e anche la più grande multinazionale teme il giudizio del consumatore. Perché non riappropriarci del nostro ruolo semplicemente creando una condivisa opinione che faccia pressione sulle logiche di mercato? La falsa illusione dell’arricchimento facile che ha portato al lastrico numerose famiglie che si sono lanciate in borsa (dai Bond argentini alla Parmalat) dovrebbe averci insegnato ad immaginare un’economia che non resti legata alla logica del profitto ma sia lungimirante per il futuro. Il libero mercato è una buona cosa perché esprime la libertà dell’essere umano,  ma è sempre soggetto alle leggi di equità e di giustizia. Forse occorre operare un ripensamento al modello italiano del Welfare che ha permesso all’Italia del dopoguerra di diventare grande, senza ingenuità ed eccessi che hanno minato profondamente la possibilità di immaginare una società veramente solidale. Il mondo del lavoro è uno dei luoghi in cui ci giochiamo il futuro e la visione del mondo.

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55 Commenti a “Sul lavoro”

  1. laura says:

    …allora siamo in tre! ;)
    Comunque ognuno fa le sue scelte, di certo questa è una di quelle che ti liberano dalla schiavitù dell’apparire…

    @lidia

  2. robis says:

    @laura
    Laura e Lidia, mi dovete scusare…ma non era quello che volevo dire io.
    Dimenticatevi i parrucchieri cinesi che evidentemente non erano l’esempio giusto.
    Ci riprovo da un’altra parte:
    chi lavora 12 ore al giorno quando è pagato per lavorarne 8 crea uno squilibrio sociale.
    E’ chiarissimo perchè lui lo fa: ha paura di perdere il posto, non vuol mettersi in cattiva luce ecc…tutela i suoi interessi e quelli della sua famiglia. Questo “sembra bene”…
    Ma è chiarissimo anche che toglie la possibilità di lavorare a qualcun altro. L’azienda risparmia su lui e sull’altro che non viene assunto. Questo NON è “bene”.
    Chi lavora anche quando risulta essere in ferie getta i presupposti perchè i diritti più elementari non vengano più riconosciuti.
    Lui magari si sente un eroe e pensa di fare “bene”…ma mette anche altri nella condizione di dover “subire” lo stesso trattamento.
    Io credo che stiamo pagando il fatto che, anni fa, non abbiamo saputo riconoscere il “male” che si nascondeva dietro un benessere evidentemente fasullo!

  3. laura says:

    giusto Robis! Ho capito cosa intendevi, e purtroppo so di aver sbagliato anch’io accettando lavori senza essere in regola, solo perchè mi faceva comodo lavorare nelle mie ore libere (quando hai una famiglia, dei figli, se non hai qualcuno che si occupa di loro o devi scegliere di non lavorare, o accetti di lavorare così). So che è sbagliato, e che anche se questo può sembrare una cosa da poco, crea il presupposto

    per cui si continuerà a far lavorare in nero perchè c’è chi accetta pur di lavorare.
    ED E’ MOLTO MALE!!!

  4. ww says:

    @robis

    Sono perfettamente d’accordo con te.
    Ci sono atteggiamenti che sembrano bene e non lo sono.
    Forse perché vivo anch’io a Milano e respiro la tua stessa aria.
    Però io sarei un po’ più indulgente con chi è vittima del meccanismo e un po’ più carogna con chi lo mette in moto… nel senso che preferirei affermare che è chi pretende dai propri lavoratori 12 ore di lavoro pagandone 8 che crea uno squilibrio sociale non assumendo un altro lavoratore e quindi traendo profitto anche solo dai contributi risparmiati.

    Del resto, ho delle reminiscenze del catechismo di San Pio X in cui si sottolineava l’importanza al cospetto di Dio di “dare la giusta mercede agli operai”… quindi il problema non è solo di oggi.

    Oggi certo assume delle forme decisamente più aberranti, perché il dio denaro, purtroppo, detta le sue leggi.
    Potrei scrivere almeno una decina di post di esperienze dirette e indirette ma non voglio monopolizzare il blog.
    Io, nel mio piccolo, da quando ho iniziato a portare il Vangelo in ufficio, sto molto meglio.

  5. robis says:

    ww :@robis
    Sono perfettamente d’accordo con te.Ci sono atteggiamenti che sembrano bene e non lo sono.Forse perché vivo anch’io a Milano e respiro la tua stessa aria.Però io sarei un po’ più indulgente con chi è vittima del meccanismo e un po’ più carogna con chi lo mette in moto…

    Certo! Ed è qui che torna trionfalmente in gioco l’esempio dei parrucchieri cinesi!
    Dalla loro irregolarità siamo noi che traiamo profitto, no? Torno a chiedere: cosa scegliamo? (oltre che lavarci i capelli a casa?)

  6. lidia says:

    @robis
    certo … ed era il mio primo commento …
    robis … è questo che intendevo e se per i “cinesi” è – in qualche modo – capibile, non lo è quando questo tipo di lavorare selvaggio càpita nei nostri ambienti dove – credetemi – non sempre è dettato da necessità economiche.
    E’ mia esperienza.
    Ma scegliere di essere bravi lavoratori costa e costa tanto … e personalmente pago molto, ma molto volentieri.

    C’è anche da considerare un altro tipo di male relativamente al lavoro: è il suo schiavizzare, rubare il pensiero …
    Ovvio che ci sono delle posizioni dove le responsabilità sono tante e rivolte tutte alle persone dove davvero le ore di lavoro sono “sacre” (medici ad esempio, o insegnanti), ma mica tutti sono così i lavori.

  7. miriam says:

    Perché noi cristiani non boicottiamo la spesa nei giorni festivi?Bella domanda!Mi viene in mente il dramma di san paolo nella sua lettera ai romani:io mi compiaccio della legge di Dio,secondo l’uomo interiore,ma vedo un’altra legge nelle mie membra che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra…Sono uno sventurato!Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? …Forse si evita di guardare in faccia al male che è in noi perché saremmo costretti a chiedere un liberatore?Ma no!Tutto è nostro ,ed ecco che decidiamo di trascorrere le nostre domeniche come gente comune…Ma noi siamo Cristiani!Qualche giorno fà chiedevo aiuto al mio Angelo Custode..Dovevo prendere una decisione…Mi sentivo un pò alla San Paolo…E avevo timore di non prendere la decisione giusta…Ecco arrivare un sms di un amico, che non sapeva assolutamente niente del mio stato d’animo,il messaggio diceva : ” il tuo dovere è salvare il sogno che Dio ha su di te!”.Il mio Angelo si è dato da fare pensai..Su ogni suo figlio Dio ha un “sogno-disegno”da realizzare proprio come i nostri papà terreni…Anche Lui sogna il lavoro giusto se noi..Il lavoro : la strada per imparare ad amare.Se non lavoriamo non esprimiamo noi stessi, perdiamo il rapporto con la realtà,non ci sentiamo amati e non amiamo.Il lavoro ci fà maturare,ci cambia,ci trasforma,esso coincide con la nostra vocazione perché attraverso il lavoro noi entriamo in rapporto con le persone.Il lavoro ai purifica anche pensiamo al passo biblico in cui a causa della disobbedienza il suolo della terra sarebbe stato maledetto,Gen 2.15,avrebbe dato ancora i suoi frutti,ma attraverso il lavoro.Il pane avrebbe richiesto il sudore del volto(Gen3,17-19).È incredibile la stretta relazione che c’è tra uomo lavoro e Dio!Attraverso il lavoro si ritorna a Dio!Dio ci chiama a servire il suo sogno – disegno attraverso il lavoro.Il desiderio del lavoro unito a quello del giusto riposo è l’espressione di una vita cristiana sana.La strada per imparare ad amare è lavorare…Non a caso San Benedetto ha legato la preghiera al lavoro: due espressioni della nostra vita che si integrano e correggono a vicenda.È proprio la quotidianità del nostro lavoro che ci fà entrare nel ritmo dell’ Amore e attraverso questa strada si realizza la cosa più grande che esista al mondo: impariamo ad amare Cristo !

  8. ww says:

    “Perché, ad esempio, noi cristiani non boicottiamo la spesa nei giorni festivi per dare la possibilità a quei fratelli di vivere il giorno del Signore?”

    Una domenica sera di settembre, un anno fa.
    Il treno per Lourdes partirà tre ore dopo e la responsabile delle volontarie prega ww di passare al supermercato a comprare dei tovaglioli, che ha dimenticato.
    Sono le 18,30… il centro commerciale pullula come sicuramente durante la settimana non potrebbe. ww rimane basita… si convince che forse è l’unica del proprio quartiere che la domenica si tiene alla larga da quei posti lì!
    I tovaglioli hanno rischiato di non salire sul treno, alla cassa ww è rimasta in coda per mezz’ora.

    Ciò che trovo avvilente è che molti lavoratori, anziché essere con le loro famiglie e/o a santificare la festa, sono lì a servire noi.
    Ma ciò che mi fa più paura è che noi e le nostre famiglie, per la passeggiata domenicale non andiamo al parco o fuori Milano, ma al centro commerciale, così ci occupiamo degli acquisti… che durante la settimana non riusciamo a fare… perché lavoriamo!

  9. Janus says:

    @robis
    Cara Robis, che bello rileggerti ;-)

    Poniamo un punto fermo :
    - Il lavoro è comunque fatica (da Adamo in poi :-( ) …
    … ma come dice Giobbe (Covatta) … “uomo lavorerai con fatica … se avari ancora un lavoro” :-)

    Un po’ di etimologia:
    … “labor” (radice di lavoro) vuole dire fatica (al sud si dice ancora Travagliare o Faticare), la nostra cultura (europea) conosce anche il concetto di ozio (letteralmente “sto bene” ;-) )e negozio (ovvero il tempo dedicato al lavoro, alla fatica).. da questi concetti deriviamo il senso di “vacanza” … ovvero periodo “vuoto” (molto “orientale” come accezione no ? :-) )
    Assieme a “LAB (ma anticamente era RAB … da cui l’”arbeit” tedesco) … l’altra radice è FAC … di Fàcere … Fare … il Lavoratore è anche Homo Faber … ovvero colui che crea, produce, plasma.
    Anche il WORK inglese deriva dalla radice ERG greca … che significa comunque fatica (molto più fisica di forza/movimento in realtà) …

    Insomma, a parte le mie pippe etimologiche, lavoro=fatica … ed è giusto così, perchè così lo ha deciso Dio!

    Quello che è cambiato, e qui torniamo a bomba sul tema del post … è la progressiva disumanizzazione del lavoro e della società … è un processo lungo secoli .. mica pochi decenni … è stato voluto e preparato … ha portato distruzioni, guerre ed abomini … noi stiamo vivendo probabilmente la parte finale … la tensione finale è il nulla … il vuoto!!

    Gli “uffici del personale” (almeno si era “persone” … non vi tedio con l’etimo ma è già qualcosa :-) ) … sono diventati “uffici delle risorse umane” … insomma da “persone” a “risorse” … come l’approvviginamento del materiale di cancelleria :-) (io insisto molto sul significato delle parole … perchè sono evocative, centrali).

    Ovvio che se siamo “risorse” (letteralmente “mezzo per uscire da una difficoltà”)… come tali possiamo essere “stoccate”, “compravendute” e non vincolate ad un tempo “indeterminato” …
    Infatti come fai a dire che una “risorsa” ti sarà sempre utile ??
    … non si può mica!
    Ed eccoti le agenzie “iterinali”,di “lavoro temporaneo” … insomma le nuove agenzie di schiavitù legalizzata.

    Attenzione però sono almeno 4 secoli che si prepara la cosa … ed il sistema non si regge se non “educa” e prepara i suoi schiavi … insomma l’uomo di oggi è stato condizionato perbenino per essere funzionale a questo disegno… a questo sistema.

    Un tipo che si chiama Maslow ha disegnato una piramide “dei bisogni umani”!
    Andate a cercarla … ed inorridite !!
    Casualmente ha avuto gran successo nel mondo anglosassone di organizzazione del lavoro … e delle basi motivazionali e di controllo delle masse … chissaperchè? :-)

    … il punto è che si è sublimato anche il fattore “produzione” … si è virtualizzato, distribuito in senso planetario … una macchina ha pezzi prodotti in tutto il mondo … il valore delle merci esiste funzionalmente allo spostamento delle stesse … i nostri nonni ci prendono per scemi se gli diciamo che le mele non le compriamo mica dal trentino, ma dalla cina !! Le scarpe mica dalle antiche pelletterie della lomellina o dalle marche …ma ci arrivano dal Pakistan! Cosa direbbero se sapessero che negli USA i referti degli esami ospedalieri vengono fatti in India?? (mio nonno so cosa avrebbe detto … ma non posso scriverlo :-)

    Si è virtualizzata anche la moneta … almeno prima esisteva un cavolo di falso, finto, dibolico supporto di carta … ora chi vede più soldi ?? chi sa dove sono ?? di chi sono ?? tutti noi siamo sicuri che quei numerini che compaiono sul monitor del bancomat ci appartengono ?? Visti gli ultimi accadimenti direi di no!

    Il sistema è quasi perfetto … l’unica variabile che rimane è l’uomo …
    … non perchè si ribella, ma perchè non consuma a dovere … non lavora quanto dovrebbe … ogni tanto collassa, non paga i mutui e fa un casino tremendo.
    Insomma è una variabile che va “sistemata” … virtualizzata sempre più! :-)

    Poi ci sono aree che si vorrebbe si sviluppassero… per filantropia ??? Macchè … per portarli ai livelli di consumo di quegli inetti degli europei ed occidentali …
    Peggio che andar di notte !… ci vuole troppo tempo, secoli … che fare quindi ???
    Ma certo! Portiamoli tutti dove i supermercati sono già belli e che pronti … insomma “nel bel mezzo della società dei consumi” … poi che si scannino tra di loro poveri, quasi-ricchi, bianchi e neri … l’importante è che consumino … e che aumenti la paura … che è un sistema di controllo formidabile!

    … Il discorso potrebbe procedere lungo praterie vastissime… perchè “tutto è collegato a tutto” … l’uomo, l’ambiente , i sistemi produttivi, i sistemi di comunicazione etc etc …

    Studio questi processi da anni… ed a volte ho gli occhi stanchi ed il cuore greve … poi per fortuna sento mio figlio piangere … e ricomincio a caricare a testa bassa …. perchè mi ricorda per chi sto conducendo la battaglia!
    La prima battaglia però è sempre interiore … è sempre con noi stessi … (le spade europee hanno sempre avuto due fili di lama … quelle orientali sempre e solo un filo di lama … curioso no ? :-) )… vinta questa … possiamo affrontare il mondo !!

    Come Cristiani abbiamo il dovere non solo di rispondere ai bisogni del prossimo … ma di rimuovere le cause del bisogno !

    Io mi scuso per questo lungo post, ma sono a Milano da solo … e appartengo a quel genere d’uomo che dorme poco … solo, questa sera, avevo più voglia di scrivere che di leggere e studiare … per cui consegno a voi che siete i miei nuovi amici, questi miei pensieri …

    Non tutto è perduto … l’uomo sotto la volta celeste non è cambiato … semplicemente è stato parecchio addormentato … occorre risvegliare i più.

    Quando son giù rileggo queste righe … che mi hanno sempre confortato:

    “Non tutto quel ch’è oro brilla,
    Nè gli erranti son perduti,
    Il vecchio ch’è forte non s’aggrinza
    E le radici profonde non gelano.
    Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
    L’ombra sprigionerà una scintilla,
    Nuova la lama ora rotta,
    E re quei ch’è senza corona”
    (JRR Tolkien)

    Cosa fare ?

    • Paolo says:

      Mi permetto di segnalare a tutti la straordinaria ultima enciclica sociale di papa Benedetto, che ha la forza di far entrare il vangelo nel mondo di Mammona, proponendo anche ricette concrete. Ci hanno fatto credere che questo è il migliore dei mondi possibili, ora che la crisi economica lascia cadaveri anche da noi, è il tempo di fermarsi e riflettere. Ma chi è a capo di questa macchina diabolica che è il profitto ha la virtù per farlo? Ne dubito.

  10. Lucia1 says:

    @Janus
    Grazie Janus per le tue “pippe” etimologiche interessantissime, anch’io sono fissata con l’etimologia e ho trasmesso questa passione ai miei bambini a scuola, penso possa aiutarli a ragionare con la loro testa (e questo sarebbe il miglior risultato che posso augurarmi per loro).
    Molto interessante anche la riflessione, da leggere con calma ed attenzione.
    Per finire: grazie di considerarci i tuoi nuovi amici e di condividere con noi i tuoi pensieri insonni. (Anch’io soffro di insonnia, ma i miei pensieri sono molto più banali)
    CIAO!

  11. Molly says:

    @Janus
    grazie anche da parte mia caro amico!:0) – ma le faccine dove le prendi?- … mi piace molto leggerti … hai dei pensieri che io non sognerei mai di avere quindi il confronto è piacevole… (w Tolkien ho la maglietta di quel pezzo!) comunque trovo calzante la tua voglia etimologica: oggi si gioca troppo con le parole tanto da confonderci terribilmente e la disumanizzazione del lavoro e della società passa anche dalla disumanizzazione delle parole … se da persona sono diventata solo una semplice risorsa posso essere trattato dal sacco di patate (purtroppo!)
    anche la storia dei centri commerciali la condivido molto… qui a roma alla bufalotta hanno aperto un centro che si chiama porta di roma… ikea+leroimerlen+duepiani di centromerciale 500 negozie e un supermercato a due paini che i commessi ci girano in monopattino elettrico e pattini… ma ti rendi conto che solo con quei due piani ci sfami almeno tutta l’africa per due anni… pazzesco ma… nota dolente sul lavoro del sabato e della domenica … c’è chi purtroppo come me lo fa per gli straordinari a fine mese non ci si arriva e quindi si lavora anche di sabato e domenica … non tutto il gg generalmente la sera fino alle 24 o la mattina.. io non penso che tutti vogliano lavorare per essere ricchi e avere sempre più penso cè che in verità oggi si lavora perchè se no l’affitto di casa non lo paghi… mica siamo tutti imprenditori! vi mollo perchè sono tanti i pensieri che vorrei esprimere …

  12. laura says:

    @Molly
    non siamo tutti imprenditori ma c’è chi dopo aver subìto per anni lavorando da dipendente prova a mettersi “in proprio”, pensando di stare meglio, ma se non sta attento rischia di farsi prendere dal vortice, e come è successo a mio fratello si ritrova a dormire tre ore per notte, a non vedere quasi più moglie e figli, e a “vivere” una vita stressata (per stare meglio, dice lui…ma sarà così?! credo di no! Mia cognata si lamentava l’altro giorno del fatto che non ne vale la pena, rinunciare a godersi i figli e la famiglia per il lavoro, ma lui è convinto del contrario.)

  13. Molly says:

    @laura
    confesso: anche io ci ho pensato e anche seriamente rpovato… volevo metter su un negozio di vestiti da sposa … veramente avevo pianificato tutto … avevo i contatti con chi mi avrebbe fatto il franchising (si scrive così ? scusate non vado a controllare) avevo fatto degli stage, ormai so tutto sull’imprenditoria femminile e come ottenere fondi ma avevo intuito il rischio … oltre al fatto che dovevo prendere un prestito di 250 mila euro (questo è quello che mi spaventato di più) ma se non posso comprarmi neanche una macchina figuriamoci una casa, mi vado a mettere in un negozio? e pensare che mi diceva di fare questo sacrificio per il bene della mia famiglia così avrei guadagnato tanto sarei stata soddisfatta del mio lavoro (mai lo sono della mia vita!) e mi sarei potuta comprare una casa… tutto a discapito del mio secondo figlio che non sarebbe mai arrivato se dovevo stare sempre in negozio e lavorare in proprio certe cose non le puoi fare… macchescherziamo!!! w Filippo (il mio secondo appunta ora ha 16 mesi)
    però ti assicuro a parte mio marito tutti intorno a me mi dicevano di lasciare il mio lavoro impiegaticcio e buttarmi nel negozio dove io sarei stata la padrona e nessuno mi avrebbe più comandato …

  14. laura says:

    @Molly
    Menomale che ti sei fermata in tempo! sono contenta che hai avuto un’altro bimbo, e sicuramente ti darà quella gioia che di certo non ti avrebbero dato nè una casa nè chissà cosa…il fatto è che dove ti giri cercano di farti il lavaggio del cervello tentando di convincerti che è ciò di cui hai bisogno, per essere felice, ma mentono spudoratamente! Non è una bella casa, una macchina o la possibilità di comperare tutto ciò che desidero a rendermi felice, ma semmai non entrare in quell’ottica e non desiderare! Altro è importante…e non si compera, nè si merita, è gratis e tutti possono averlo in dono…l’AMORE del Signore!

  15. laura says:

    @Paolo
    Loro non avranno la virtù per farlo, ma noi un’arma potente si! La preghiera, e poi lasciarci guidare da Pietro e seguire i suoi consigli.
    Dovrei regalare un’enciclica a tutti quelli che si ostinano ad affermare che il papa dovrebbe starsene al di fuori della politica…farebbe bene anche a loro una sana lettura, magari potrebbero cominciare un po a dubitare delle loro convinzioni, sarebbe un’inizio!

  16. Janus says:

    @Paolo
    … “CARITAS IN VERITATE” me la studierò e mediterò quest’estate (da questa sera finalmente sarò in Trentino :-) )… ma da quel poco che ho leggiucchiato … lacia belle sfide!

    … Hanno fatto credere che questo sia il mogliore dei mondi possibili … infatti … come detto “i lupi verranno sempre vestiti da agnelli” ! La “sovversione” ribalta i concetti del bello e del giusto … per mascherare l’orrore e l’ingiustizia!
    Viviamo in una società che impone una “dittatura del sorriso” … e “muoriamo una rata alla volta” :-( !

    Chi è a capo di questa macchina diabolica … non vuole fermare il massacro … perchè trae piacere e vantaggio dal massacro dell’uomo …

    A noi rimane da raccogliere la sfida … a livello “sistemico” è difficile opporsi … a livello micro-comunitario è possibile!
    Sento l’urgenza di costituire “comunità di base” (le parrocchie ?) che riescano ad impostare percosi di micro-economia “extra-sistema”.
    E’ possibile … ci sono già esperienze che parlano di Acquisto Solidale (non la catena dell’Equo-Solidale.. non scherziamo), Moneta Locale, Micro Credito, Banca del Tempo, … insomma creare “Zone (non Temporaneamente … scusami Hakim Bey) Permanentemente Autonome” … Non è utopia … può diventare prassi!

    Dobbia farci carico di questa battaglia … decenni fa ancora si poteva pernsare a costituire “fronti” con cui opporsi al sistema … oggi questi dilaga … occorre creare dei “bug” dei piccoli buchi … dei piccoli corto-circuiti … e poi metterli in rete …

    La prima azione è su se stessi … ciascuno deve cogliere come elemento vitale “Informarsi e Formarsi” … per poi Informare e Formare (ricordo che non è secondario che voglia dire “dare forma” :-) )… assicuro che ci si sente … meglio ! … un po’ più forti … un po’ più pericolosi ;-)

    In prospettiva Cattolica ciascuno deve avere consapevolezza d’essere “catechon”, muro, argine al dilagare della sovversione!
    Insomma se nulla puoi contro il sistema che il sistema nulla possa su dite :-)
    Io vivo senza carta di credito e senza televisione … è possibile .. vi giuro!

    Laura, Molly, Lidia, Robis, WW, sono donne fantastiche … la via corretta, in un mondo corrotto come il nostro, è giustamente la “rinuncia”! Siete il sorriso del futuro .. la salvezza è Donna … l’ho sempre sostenuto!
    Purtoppo lo sa anche il demonio … in queste ore … è diventata “legale” la pillola del giorno dopo !!!
    Non bastava più smembrare i feti nel ventre delle madri … troppo fatica … troppo costoso … meglio la chimica …
    Ragazze … non agite con responsabilità delle voste scelte… vivete in dissolutezza … tanto popi c’è sempre il rimendio … come il divorzio al matrimonio … così il veleno per uccidere i figli!

    Che fine ha fatto la Civiltà che ispirò la Rupe Tarpea (orrenda, intendiamoci, ma umana) ??
    Almeno si dava dignità a quel bimbo … lo si alzava al cielo, si era costretti a sentirne il pianto … a viverne la disperazione ad assitere alla sua morte!! Oggi ??

    A Presto

  17. laura says:

    @Janus
    Caro Janus, grazie! oggi sei stato il tramite della misericordia di Dio, ero qui che mi disperavo…e le tue parole mi hanno regalato un sorriso. Ma non ho nulla di fantastico, sono solo un esserino insignificante e fragile…un abbraccio!

  18. Janus says:

    @laura
    Cara Laura, nel campo profughi di Onna (l’Aquila) ci sono due suorine … a vederle diresti essere fragili … sono la riserva d’energia del Campo ;-) !
    Ad Onna … ci sono le Donne … ciascuna ha perso qualcuno di caro (si e no erano 300 abitanti ora ne sono rimasti circa 240!) … nelle riunioni di Campo si pensava di coinvolgere gli uomini … siii ciao!
    Su queste donne che il dolore sembrava aver ridotto ad esseri insignificanti, si è cominciato a ricostruire …

    Laura Tu sei fantastica, come ogni donna!

    Salùt

  19. costanza says:

    Salve.
    Grazie per la tua riflessione sul lavoro; che non è tanto per quanto tempo o chi lavori, quanto per rimettere l’accento sulla centralità dell’uomo e sull’importanza che ha una dottrina sociale della chiesa, una dottrina che aiuta a capire il ‘sogno di Dio’, che è contrario allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo (e su cosa si poggia la nostra economia iperliberista, se non sulla delocalizzazione e lo sfruttamento di chi non ha neppure la forza di richiedere i propri diritti?). D’altra parte Duo liberò un popolo di schiavi, non di ricchi, e a questo popolo comandò di appianare i debiti ogni sette anni, di ridare libertà allo schiavo, e ogni sette giorni di dedicarne uno a lui e non alla spesa. Concordo in pieno sulla necessità boicottare la domenica del centro commerciale, uno dei luoghi più tristi che conosca. Forse per farlo è però necessario ricentrarci su una spiritualità quotidiana. A me in questo ha aiutato un libro di Albert Nolan ‘Cristiani si diventa’ (Emi).

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