Inizio del Vangelo di Gesù

lug 17, 2009 60 Comments by

“Inizio del Vangelo di Gesù Cristo” (Mc 1,1)

ev2vp10Questo ci mette subito di fronte allo straordinario mistero della logica di Dio. Ci avete mai pensato? L’incarnazione, in sé, perché è avvenuta, ci svela molte cose di Dio, anzitutto la sua logica che dista anni luce dalla nostra. Mettetevi per un attimo al posto di Dio (non fate gli ipocriti scandalizzandovi: ci mettiamo così spesso al posto d Dio!): se aveste dovuto scegliere un tempo e un luogo per diffondere il vostro messaggio, avendo a disposizione la storia intera, quale avreste scelto? Di sicuro non la Palestina duemila anni fa! Un paese occupato, decentrato, senza mezzi di comunicazione. Che so, noi avremmo scelto i nostri giorni, con la possibilità di avere una bella rete televisiva a disposizione o, se proprio duemila anni fa, almeno a Roma, in casa di qualche importante membro del Senato. No: Dio sceglie il nulla di Nazareth, il nascondimento e il silenzio di Nazareth, per dirci qualcosa di enorme. Qual’é la nostra Nazareth? Perché ci va stretta, immaginando per noi situazioni sempre trionfalistiche, eclatanti?

Gesù: questo nome ci commuove, ricordandoci l’immensa umanità di Dio, la straordinaria tenerezza del suo volto. E’ in una logica di amore, di condivisione totale che Dio si fa uomo. Dio sa cosa significa amare, piangere, lavorare, stancarsi, scoraggiarsi, vivere in una famiglia, imparare un mestiere, brindare con gli amici. Dio sa, conosce, perché nessuno di noi possa dire: la mia sofferenza dimora sconosciuta a Dio…

Amiamo Gesù, impariamo a conoscere la sua tenerissima e affascinante umanità. Marco ce ne parlerà, diamogli ascolto. 

Parole

About the author

Tutte le informazioni le puoi trovare in questa pagina

60 Commenti a “Inizio del Vangelo di Gesù”

  1. Cristian says:

    Grazie a tutti! Sapete in questo periodo sono troppo nervoso e perdo la pazienza molto facilmente, con i bambini, con mia moglie e soprattutto faccio una grande fatica a “sopportare” mia suocera che abita sotto di noi e anche una delle sorelle di mia moglie. Non sono certamente un buon cristiano… e non credo sia la via che mi può portare alla santità!! Ma faccio molta fatica.
    Scusatemi ancora, ma a volte non so cosa fare.
    Ciao

  2. lidia says:

    @Paolo
    Càspita che centro, Paolo!
    Ecco, appunto “cambiare da dentro le nostre comunità”
    Ti direi … impossibile!!!! Ed invece … ed invece ritorno al discorso fatto in precedenza e le comunità cambiano nella misura ognuno e per prima cambia.
    E’ come il virus dell’influenza, un’influenza pandemica (speriamo), solo che spesso questo cambiamento porta a tirare su le spalle e a dire ai preti che le governano (si fa per dire perchè effettivamente le usano) “questo e questo non ti è lecito!”

    Sono particolarmente sfigata in questione, ma a me càpitano sempre situazioni dove c’è sempre un prete che fa del male ad altri preti ed alla comunità.
    Per parecchio tempo ho taciuto con un bel “ma chi se ne frega, tanto …”, ma adesso non posso più farlo … O, non ci riesco proprio! cerco di adeguarmi, di rassegnarmi, di fare il mitico “così fan tutti”, ma non c’è niente da fare e mi ritrovo in situazioni in cui sono interpellata direttamente e quindi … mi tiro un sacco di zappate sui piedi (compreso i preti amici perchè – si sa – gli amici spesso cercano il consenso per un torto ricevuto e mai più pensano di trovare qualcuno che butta lì qualche dubbietto).

    Ecco, Paolo, e per quanto riguarda la sofferenza … sì, è vero a volte salta fuori da idee strane … ma personalmente non posso e non voglio giudicare la sofferenza altrui perchè – quand’anche fosse frutto di “follie” resta il fatto che quella persona soffre. Io non ce la faccio davvero, ma sso per certo che il Signore non vuole, non ama, non indica la sofferenza … ma ci ha avvisato che sarà inevitabile … l’importante è capire perchè si soffre, perchè si sta male e – quasi sempre – la risposta è “perchè non amiamo essere sconfitti e vorremmo sempre vincere”.

    Altro paio di maniche è quel soffrire per una specie di empatia che ci ficca nei panni degli altri.

    E, per favore e per tutti, non consideriamo “paturnie” le sofferenze spirituali! Primo perchè ogni sofferenza fisica ha un risvolto spirituale e viceversa, secondo perchè siamo “persone” perfettamente unite nel corpo e nello spirito. Non siamo “due” ma siamo “uno” … e questo e ancora credo sia la lettura di San Paolo di domenica scorsa.

  3. lidia says:

    Ehm …. scusatemi tutti per il commento un po’ “a gamba tesa” di ieri sera … potrei metterci un sacco di attenuanti, ma preferisco non farlo.
    Scusate ancora.

  4. Lucia1 says:

    @Janus
    Sono felice che tu ci sia ancora!
    Non ho capito minimamente cosa sono le cose a cui ti riferisci, puoi spiegarti, per favore?

    @lidia
    Sono d’accordo, Lidia, la sofferenza (di qualsiasi tipo sia)è inevitabile e dobbiamo solo accettarla così com’è, ricordandoci che non siamo mai soli a portarla: c’è sempre qualche fratello che in questo momento sta male quanto e più di me.
    Io di “paturnie spirituali” sono un’esperta e ti posso dire che fanno un male cane, tanto quanto le altre, a volte anche di più, perchè gli altri ti guardano senza minimamente comprendere od entrare in empatia.

    @Cristian
    Coraggio, sei nelle mie preghiere.

    Scusate la logorrea, ma sentivo proprio il bisogno di rispondere.
    Buona giornata a tutti

  5. Molly says:

    che Dio amerei se manda lui le sofferenze? una nuova religione ma non la mia non quella del Risorto… ma le croci quando ci sono fanno male e sono dure da portare e sopportare… oggi mi trovano stanca (pensavo che quelle che porto bastassero) vorrei avere parole di speranza … ma mi mancano … specialmente quando sai che la fine è vicina e la luce della resurrezione la vedi propio lontana, talmente lontana che … non la vedi affatto!… sai benissimo che la luce c’è:sai che Lui la morte l’ha già sconfitta e per sempre … cosa temere allora? il vuoto che la morte lascia … scusate ma ho tre famigliari malati di tumore (notizie di questo week end) e questo mi ha spiazzato moltissimo ci sono già passata e pensavo di avere le spalle forti ma questo grande mistero, la sofferenza mi lascia sempre senza parole.

  6. Lucia says:

    @Molly
    non ti abbattere,abbi fiducia e spera, Lui c’è, è li accanto a te, e nei momenti più difficili “ti porta in braccio”!
    Prego per te e a tua famiglia.

  7. Molly says:

    cara Lucia lo so… ne ho la certezza… grazie per le tue preghiere sono certo preziose e ascoltate..

  8. Saulo says:

    Janus :
    Chiedo scusa,
    avevo promesso di non intervenire più, ma questo post è molto interessante…

    Ciao Janus, commento solo ora la tua volontà di lasciare questo blog perchè sono stato via.

    Gesù oltre a scegliere un periodo non ideale ai nostri occhi per incarnarsi, oltre a rischiare l’uccisione già in pancia di Maria se Giuseppe (grande Giuseppe ! lo sottovalutiamo e dimentichiamo spesso…) l’avesse denunciata, oltre a fare l’emigrato per i primi anni della sua vita, etc. etc., verso la fine ha anche scelto 12 Apostoli che fra loro non avevano NULLA in comune (a parte un paio di fratelli). Personalità, caratteri e pensieri diversi (pensa solo a Giuda e Matteo…). Per questo penso che tu non debba abbandonare il blog perchè ti senti “fuori dal coro”. Se qui ci fosse solo “un coro”, la piu’ volte citata e vacua “Paololatria” (cosa, che penso non sia neanche nelle attese del Curtaz), non interesserebbe neanche a me questo blog e forse, anche ad altri lettori non pronunciatisi finora.
    Per ognuno di noi Dio ha un progetto. Ed ha bisogno del nostro carattere e della nostra personalità, una volta che abbiamo abbandonato il nostro cuore a Lui.
    A rileggerti.
    Tuo fratello in Cristo.

  9. Paola B. says:

    A tutti buongiorno !
    Leggendovi mi rendo conto di essere un gradino ( e forse più) al di sotto di molti di voi. E, passatemi il termine , vi invidio ! Invidio la vostra sicurezza con cui riuscite sempre a collocare il Signore nelle varie vicissitudini. Io ho una vita fatta di tanti “colpi di scena ” e se in tante, tantissime occcasioni, un po’ di lungimiranza ( e anche di altruismo) mi sarebbe stata utile per “aggiustare il tiro “, in molti casi non ho potuto far altro che abbassare il capo e prendermi l’ennesima tegola sulla testa ( non ultima la perdita di un bimbo che stavo aspettando e desiderando tantissimo circa due mesi fa ). Io ho pregato tanto , sicuramente male ,ma il mio desiderio non ha trovato corrispondenza con la Sua volontà. Ho cercato , e cerco , di aggrapparmi alla certezza dell’amore di DIo per me, ma a volte non riesco ad arrivare a quella preghiera di fiducia e di abbandono. Come dice tante volte Paolo , il Dio che amiamo non è quello che ci risolve i problemi , ma un Dio che ci aiuta a sopportali … ma a volte non so davvero come pregare !

  10. Molly says:

    x saulo e janus
    mi è piaciuto molto quello che hai scritto saulo! la penso anche io come te… nessuno qui fa della paololatria -e anche se fosse fatti suoi- non ho mai partecipato a nessun blog (qualcuno penserà e proprio qui vieni a rompere le scatole ? :0) qui mi piace: nessuno giudica le mie idee, le mie parole (giuste o sbagliate che siano) … c’è confronto senza pretesa ma anche silenzio e rispetto… per questo mi ci sono intrufolata… e quasi quasi mi sento parte di qualcosa! poi ognuno è liberissimo di pensarla come vuole, di leggere e commentare come anche di leggere e tacere… oppure scivere una risposta a qualcuno o non leggere nulla e non collegarsi… e tanti saluti!
    comunque cari fratelli quando ci siete mi fa piacere ..
    ciao ciao

  11. laura says:

    @Paola B.
    cara Paola, ho vissuto anche io il dolore di perdere il mio bambino, un anno fa…in quel momento pregando ho pensato a Gesù nell’orto degli ulivi, Lui ha chiesto di non soffrire, se era possibile, e intanto sudava sangue, e pregava più intensamente, mentre si affidava alla volontà del Padre: “sia fatta la Tua, non la mia volontà”, e gli angeli gli sono subito accorsi a sostenerLo.
    Ho pregato anche io, piangendo, che fosse fatta la Sua volontà, che avrei accettato qualunque cosa sarebbe successa. L’ho perso, e solo Lui sa quanto ho sofferto, in un periodo che già mi aveva messa a dura prova! Ma alla fine ho ringraziato il Signore, perchè mi sono sentita sostenuta, ho superato anche questa perdita, e non ho perso la fede! Era il periodo di quaresima, e ho vissuto la Sua passione più intensamente, l’ho condivisa con Gesù, e alla fine ho fatto Pasqua con Lui…

  12. R. says:

    Cara Paola B.,
    anch’io ho perso una bimba desiderata ed amata oltre ogni dire, quindi il tuo immenso costante dolore è anche il mio. Ciò di cui sono certa è che Dio non voleva nè la morte della tua bimba nè l’inevitabile straziante dolore che ti percuote; giustamente Vito Mancuso, teologo, che ha un bimbo con handicap, dice che è la sventura ad abbattersi su di noi e non il Signore a volere la nostra sofferenza. E’ difficilissimo ‘capire’ con il cuore, nel più profondo di noi stesse, che Dio è presente nella nostra morte ed in quella di nostra figlia. Anche il ‘sapere’ dentro di noi che le nostre bimbe vivono e sono con il Signore sembra impossibile quando non possiamo cullarle ed amarle, come avremmo voluto, più di noi stesse. Sono giunta ora a questa certezza e quando, anche Tu, ‘SAPRAI’ che la tua bimba è con il Signore, il tuo dolore non sarà più così terribile, senza fine ed inesorabile, te lo posso assicurare. So che il Signore vuole che tu riprenda in mano, a poco a poco, la tua vita, è questa la migliore preghiera, il miglior abbandono che tu possa fare in questo momento. Un caldo abbraccio assieme alla nostra vicinanza nella Comunione dei Santi. R

  13. lidia says:

    @Paola B.
    No, Paola, non c’è nessun gradino superiore o inferiore … Parlo per me ovviamente, ma quando si arriva sul limite della disperazione, quando non hai più nulla, ma proprio nulla … bé ci si lascia andare …
    La Fede credo si incarni proprio quando tutto la nega. Non so spiegarmi bene, ma è così. Anche ora che è probabile non riesca ad evitare un’ingiustizia insisto e prego … prego e insisto ben sapendo che potrei essere apparentemente delusa. Ma non ci posso fare nulla: insisto e prego (proprio io … quella che aveva dettto basta a Dio!!!”
    Certo che quando sono certe malattie e certe sofferenze che toccano da vicino o personalmente … sono io quella che, nonostante le mie esperienze, mi inchino davanti a chi soffre e soprattutto davanti a chi è vicino a quelli che soffrono …
    Non sono frasi fatte … è solo vita.

    la sofferenza disintegra tutto e separa da tutto … e forse il “tenerci tutti vicini” è proprio quel miracolo che ancora oggi si compie: quello di togliere la vera morte di separazione in ogni persona ed in ogni sofferenza.

    Ciao a tutti e scusate anche me per la lunghezza

  14. Paolo says:

    @R.
    Entro in punta di piedi e leggo le cose forti che scrivete. Porto tutti voi nella preghiera.

  15. SPINA says:

    @Paola B.
    nessuno è più in alto o più in basso quando si parla del nostro incontro con Dio e del nostro disperato ed incerto inseguirLo…..ogni storia è meravigliosamente unica ,prorio come Lui ci vede e ci vuole autentici ed unici.Carissima anch’io come molte ho fatto la tua esperienza…solo un tenero abbraccio!Sono passati molti anni da quell’evento,ovviamente non ho scordato…però ora vedo nella mia vita il filo rosso di una via nascosta che allora non ero capace di vedere…una via che ho percorso a volte inconsapevolmente (pensa un pò il pasticcio che sono ),la via della mia vita con a fianco Gesù.Ciao

  16. laura says:

    I nostri bambini ora sono angioletti… e il Signore a volte ci consola in maniera singolare: a me ha fatto dono di una bellissima nipotina, che ora ha sei mesi, ed è una grande gioia per me. E’ stata battezzata il giorno della “Divina Misericordia”, e io ho vissuto la sua nascita proprio come un dono della Sua Misericordia!

  17. lidia says:

    E’ Paolo … come e dove si incarna ancora oggi questo nostro meraviglioso, “fuori di testa”, imprevedibile Dio!!!
    Vite spezzate che trovano un nuovo modo di restare unite e palpitanti, gente con la ovvia morte nel cuore che riescee a parlare di speranza, gente che piange e che mentre piange consola, povera gente/gente normale/gente umana che “palpita” Dio e non lo usa come un “risarcimento danni”, non lo strumentalizza come “riempi tempo”, che trova la potenza della divinità nella “più nulla”.
    Se questo non è un miracolo che cosa mai lo sarà?
    Se questa non è Chiesa chi mai lo sarà?
    Insisti nel dire che Dio si è fatto uomo per insegnare all’umanità ad essere uomini nuovi che vivono per/negli/con gli altri … anche quando tutto dice “pensa a te stesso ed alla tua di sofferenza”.
    Agire su questa strada non significa “dimenticare la propria sofferenza tanto odiata da Dio e da noi, ma significa fare della sofferenza un canale communicativo del tutto speciale che arriva direttamente al cuore dell’altro: si continuerà a soffrire (è molto probabile), ma la sofferenza non avrà ucciderà il bene – al contrario – lo renderà ancora più credibile, ancora più vero, ancora più possibile.

    Ovviamente che siano piccole o grandi sofferenze! Il detto che il Signore dà le spalle adeguate per ogni croce, personalmente l’ho cambiato in Dio dà tanta vita per ogni croce perchè – se lo crediamo e ne siamo convinti – ogni croce è davvero stata vinta … quella croce che ha tentato di chiudere la bocca a Dio con l’evidente conclusione che quelle bocche ora sono tante e tutte parlano.

    Buona luce della Pasqua a tutti e … il male farà sempre male, ma non riuscirà più ad ingannare nessuno, non ucciderà nessuno … fino a quando ci saranno in giro persone come quelle che stanno ccommentando questo post.

  18. sandro says:

    Paolo :@R. Entro in punta di piedi e leggo le cose forti che scrivete. Porto tutti voi nella preghiera.

    Anch’io, come paolo cerco di …entrare in punta di piedi( anche se questo intervento sara’ un pio’ lungo!! )Nel mio ultimo intervento , alcuni giorni fa’, dicevo che siete tutti un bel dono di DIO !!! LUI interviene sempre in tutti, attraverso il Suo Spirito, x fare grandi cose… e piu’ siamo attenti agli altri piu LUI si avvicina .. e ci fa’ capire che l’altro non e’ un “rompi” o un antagonista–( magari semplicemente perche’ la pensa diversamente da me–) ma un dono ,una richezza… La capacita’ di entrare in empatia… di condividere… di ascoltare… ed esser contenti del bene che viene dall’altro… son tutti doni dello SPIRITO. La condivisione che su questo blog avviene e’ sicuramente un stare l’uno vicino all’altro… x dimostrarci un po’ di amore e con la preghiera , piu’ che con le nostre parole, esser uniti tra di noi e al Signore…..Per me e’ bello poter offrire le vostre, nostre, difficolta’ al Signore.. e naturalmente anche le vostre(nostre) …le difficolta’ di Molly- lidia- R – laura… ecc \\\ancora una volta ringrazio te Paolo x aver accettato come strumento di annuncio del Regno… questo blog, tu in un certo senso hai semplicemente attaccato la spina… poi tante lammpadine si sono accese… tante stanze (cuori- vite) si sono illuminate… ed il mondo e’ sembrato piu bello…. anche se poi la soffrenza e’ sempre dietro l’angolo… anzi e’ sempre con noi… ognuno di noi ne fa esperienza- quelle spirituali sono solo un po’piu’”fini” di quelle fisiche ma tutte e due ..non facili…poi vedo che una cosa e’ parlare di sofferenza , altra cosa viverla.. sulla propria pelle… e’ certamente un grande mistero… indecifrablie…( molti non riescono a credere in un Dio buono anche x questo) ma sicuranente nessuno piu’ di Gesu’ puo’ capirci quando soffriamo… perche’ lui l’ha vissuta in prima persona , l’ha combattuta, l’ha anche un po’ subita–era un essere umano come noi!, ma poi e’ riuscito a viverla con amore…. anche quando ha imprecato contro il Padre–o meglio una preghiera angosciante– sulla croce.. \\\\penso che piu’ soffriamo piu dovremmo affidarci a LUi con amore…”..nelle tue mani metto la mia vita..!!”\\\ una cosa pero’ e’ parlare di sofferenza… altra cosa e’ viverla sulla propria pelle ( penso a tutte le sofferenze che ognuno porta con se’) … e’ sufficente che il mio pancres -che mi da problemi da35 anni -..abbia dato segni di impaziena|||.. o che io stia aspettando l’esame istologico di un pezzo prelevato nell’intestino o.. che debba capire xche’ i reni non funzionino… e’ sufficente cio’ xche’ tutto diventi piu’ complicato |!!! un accenno a te janus( ma vorrei esser tanto vicino con la preghiera a chi ha perso un bambino o ha piu famigliari con tumore) \\janus , intanto condivido il pensiero di saulo… e x i motivi che dicevo sopra e’ importante che tu ci sia.!!! riguardo alle domande specifiche…. non son un esperto di Bibbia. rispondo quindi con quel poco di esperienza che ho e conoscenza. Gesu e’ nato tra gli ebrei xche’ la sua venuta era stata preparata, annunciata, profetizzata da molti … ma se poi mi domandi” il perche’ originario.”.. beh.. e’ difficile capire tutti i disegni di Dio padre..\\\ noi parliamo di popolo scelto… eletto—( e col senno di poi anche perseguitato … e in vita dopo 4000 annni — cosa unica nella storoia–)ma perche’ Dio lo abbia scelto … e’ difficile dire… certamente non perche era un popolo famoso .. anzi era insignificante … come -almeno in quel tempo – lo era Maria.. nazareh …e Gesu’ stesso.”…non e’ forse uno di noi. dicevano i souoi compaesani.?\\ la missione dei 72, ricalca quella dei 12.. il che e’ abbastanza significativo… vengono usate quasi le stesse parole… la cnclusione piu’ logica sarebbe quella di dire che “tutti i cristiani sono degli evangelizzatori e dei missionari.!! \\\”ti mandero’ tra i pagani”… era un problema soprattutto per quel tempo .. quando si riteneva che solo agli ebrei fosse dovuta la salvezza… Paolo stesso,- x Pietro era piu’ ovvio– in un prima tempo si dedica agli ebrei convertiti al cristianesimo.. poi li trova troppo “di dura cervice” e si dedica ai pagani cioe’ a tutti.. anche x dire che Gesu’ era venuto x tutti. e penso che oggi il compito dei xni sia lo stesso…. curare i cristiani-… e i tanti non xni , o pagani o comunque le persone che considerano il battesimo un rito e non un esser di CRISTO- ciao atutti una preghiera anche x me grazie.

  19. Lucia1 says:

    Stamattina mi sono alzata ed ho letto le letture di oggi:bellissime!
    Il modo e la tenerezza con cui Gesù ha chiamato Maria Maddalena mi ha sconvolto: una sola parola, un sussurro, ma dentro quel nome c’è tutto l’amore, la delicatezza, il rispetto, la comprensione, la condivisione, la conoscenza intima e profonda che Lui ha di me/noi e per me/noi. Tutte le paure, le tristezze, le angosce si sono sciolte e ho provato una grande gioia e il desideio di condividerla con voi!
    Scusate, vi sembrerò anche matta, ma vi sento fratelli e ho osato raccontarvi questa mia esperienza.
    Vi abbraccio e ringrazio tutti, comincio a capire cosa significhi davvero essere chiesa: il popolo degli innamorati di Cristo.

  20. lidia says:

    Janus : Ma credo che varrebbe la pena spiegare (Paolo od i Sacerdoti che animano il Blog) come mai Cristo nasce proprio tra gli ebrei … e la missione dei 72 (Lc 10, 1-12.17-20) … e spiegare anche il “Ti manderò lontano, tra i pagani” (At. 22,21)…

    Non so se ho ripreso bene la citazione, comunque …
    Janus,
    senza immaginare o supporre ed andando solo attraverso la Bibbia, credo che la domanda non sia solo il “perchè il Dio si è incarnato tra gli Ebrei”, ma perchè gli Ebrei sono stati dall’inizio il popolo a cui Dio ha parlato.
    Prima dell’azione di “incarnazione” c’è stata una scelta del Padre su questo popolo che era, appunto, il popolo che ha subito un po’ di tutto, ma come questo popolo, altri ce ne sono stati … quindi la domanda più giusta dovrebbe essere posta così,
    Io non riesco a trovare risposte, ma una risposta di sicuro c’è perchè il “per caso” non esiste nel vocabolario di Dio.
    Quello chee invece mi sono accorta “volando” sopra la Bibbia che nel momento in cui Gesù si è incarnato, Dio ha iniziato a diventare Padre … Sembra un po’ blasfema come asserzione, ma davvero sembra di assistere a Dio che “cambia” modo di agire e di amare: non più Dio potente che impone, ma Dio amante che vuole condividere; non più creature, ma figli coeredi e corresponsabili … Come Padre, come Onniscente sembra quasi che si sia accorto che – per quel DNA divino che in ogni uomo c’è – l’uomo sotto imposizione non capisce e ubbidisce solo per paura, mentre il figlio che capisce abbraccia con amore e passione la causa del Padre.
    E’ solo un’idea …

Lascia un commento