Cambiamenti (?)

lug 15, 2009 33 Comments by

imagesCi sono stati alcuni eventi, in queste settimane, che mi hanno coinvolto e che sto cercando di portare nel cuore e di farli diventare concretezza e vita. Il G8 in Abruzzo, la lettera pastorale di Papa Benedetto, il viaggio in Africa del presidente Obama… Eventi che, in me, hanno ridestato il desiderio di esserci, di fare, di operare. Ho provato a guardarmi dentro: in questi ultimi anni, forse a partire dall’11 settembre 2001, ho avvertito una sorta di stanchezza e di rassegnazione intorno agli eventi del mondo e anch’io, come molti, sono tentato di vivere nel mio piccolo mondo, senza farmi coinvolgere troppo e cercando di restare a galla. Questo decennio che stiamo vivendo, caratterizzato da una terribile lotta mondiale del terrorismo, con fatti di sangue che neppure riescono a smuoverci (domenica a Baghdad sono stati uccisi sei cristiani con una bomba all’uscita dalla Messa in quella che è una delle più antiche chiese del mondo cristiano) sembra avere smarrito la speranza in un cambiamento. La pace è persa per sempre? L’uomo deve sempre combattere per prevalere? Cosa è servito il vangelo in questi duemila anni? La crisi economica, poi, ampiamente prevista da analisti ovviamente messi a tacere, ha svelato quanto il cuore dell’uomo sia meschino e come l’economia, senza regole etiche, diventa il mostro del ventunesimo secolo. Il capitalismo è una forma di economia che, lasciata senza regole, amplifica a livello mondiale l’egoismo e l’avidità connaturalmente presenti nel cuore degli uomini. Su questi temi, con un tempismo straordinario, è intervenuto il nostro anziano Papa con una splendida lettera enciclica che sto leggendo, piuttosto impegnativa, ma che tenta di dare una lettura e una risposta a questo mondo così affaticato. Infine, il discorso di Barack Obama in Guinea ha finalmente espresso una convinzione proclamata dai missionari da decenni: lo sviluppo dell’Africa è possibile solo in regimi democratici: gli organismi internazionali hanno gettato migliaia di miliardi di dollari che hanno ingrassato personaggi senza scrupoli affamando le popolazioni africane. Speriamo che questa consapevolezza porti a qualche conclusione operativa. Insomma, questa è un’estate che porta in sé qualche seme di speranza e di riflessione. Speriamo che l’uomo si lasci coinvolgere nelle provocazioni papali per portare finalmente la salvezza globale di Cristo ad ogni uomo.

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33 Commenti a “Cambiamenti (?)”

  1. Lucia1 says:

    Che dire? E’ vero che i fatti di questi ultimi anni portano alla tentazione di rinchiudersi in sè stessi, di trovare la speranza solo in un rapporto individuale con Dio e cedere alla rassegnazione:”Prima o poi le cose cambieranno… Magari ne verranno di peggiori… E’ sempre andata così!…” Io sento urgente il bisogno di tornare a sperare nella realizzazione del Regno qui e ora (almeno un pochino), ma faccio tanta, tanta, tanta fatica a sperare. Sarà che gli anni avanzano e tutto ciò che speravo quando ero giovane non si è realizzato, anzi, tutto sembra andare indietro.
    Una cosa è certa: un “nero” alla Casa Bianca non me lo sarei mai aspettato. Ripenso a Martin Luther King, alla sua morte… allora forse sì, c’è speranza. La storia è nelle mani di Dio, come sempre, noi dobbiamo solo essere suoi strumenti ed avere fiducia in Lui.
    La speranza è una virtù teologale insieme alla fede e alla carità, se non sbaglio, e in quanto tali sono doni del Signore, possiamo solo chiedere che ci faccia anche questo dono.
    Un abbraccio a tutti.

  2. Lucia S says:

    Io che vivo in un mondo tanto diverso dal vostro, dove la siuazione economica si radicalizza ogni giorno di più, la fame aumenta, la terra appartiene a pochi, e quei pochi la stanno distruggendo con monocolture desertificanti, dove i boschi spariscono, e gli aborigeni vivono in condizioni di vita disumane… e non solo gli aborigeni… beh, forse anche per l´età, mi vedo rinchiusa sempre di più nel mio piccolo mondo, che di problemi ne ha tanti…. e ho tanta voglia di mollare, tanta stanchezza! Non mi bastano i discorsi, non ci credo più. Mi consola e mi dà un po´di coraggio credere che Dio vede e ascolta il grido degli schiavi. E che Gesù è il Signore della storia. Di brava gente generosa ce n´è, ma non la si vede, e non se ne parla….
    Lo so che anche il vostro è un mondo difficile, con altre difficoltà, ma gravi anche quelle. Coraggio, tu, Paolo, e voi che siete giovani, non mollate!
    un abbrccio dall´Argentina.

  3. laura says:

    non ci riesco proprio a guardare troppo in là, fuori dal mio piccolo mondo, quando lo faccio mi sento male…guardare un telegiornale e sentire l’ondata di drammi che ne escono fuori mi annega, e me ne ritorno alla mia vita. Certe cose poi mi fanno letteralmente uscire dai gangheri! Stamattina ero al mare con la mia famiglia, di fronte a me c’era il castello di sabbia che avevo fatto con mio figlio, guardavo il mare…e mi compare davanti un bimbetto con in mano degli oggetti da vendere…mi sono sentita prima arrabbiata con chi sfrutta bambini in questo modo, poi mi sono sentita una povera cretina, lì tranquillamente a prendere il sole, con il bambino che si allontanava, e quel castello che da sotto il naso mi ricordava la distanza che esiste tra la vita di quel bambino e la vita dei miei figli, un abisso! eppure siamo così vicini. E le nostre vite non cambiano di una virgola, tutto continua come prima, nessuno sembra far nemmeno caso all’ingiustizia che ci passa davanti, e continuiamo tranquillamente a prendere il sole…

  4. Cristian says:

    Ciao a tutti, io ho 40 anni sono disoccupato da aprile (effetto della crisi) e ho una bellissima famiglia con 2 bimbi meravigliosi di 5 e 7 aani. Fortunatamente mia moglie lavora, e io fino a novembre ho diritto alla indennità di disoccupazione… e poi? ma… Sì il mondo in cui viviamo è certamente molto duro per tutti i problemi che già avete sopra espresso, ma sono convinto che uno stop all’eccesso ogni tanto faccia anche un pò bene. Quantomeno per fermarsi un pò a riflettere. Il Signore non ci abbandonerà, se saremo nel giusto (per quello che un uomo può essere giusto), questa è l’unica certezza che ho! Credo che i cristiani in questo momento debbano assolutamente far sentire la loro voce, perchè una voce ancora ce l’abbiamo. Credo anche che sopratutto i cristiani laici debbano fare la loro parte assolutamente in questo frangente. Io ci credo!! Aiutiamoci e stiamo vicini e tutto migliorerà! Grazie

  5. cinzia says:

    peccato che le parole dell’anziano Papa restino solo tali e non si traducano in opere! Anche Obama è molto abile con le parole ma il mondo ha bisogno di azioni concrete. E che dire di ognuno di noi così occupati dalle nostre cose e non ci accorgiamo neppure di nostro vicino in difficoltà? Cominciamo tutti a fare la nostra piccola parte e iniziamo a “vedere” gli altri, solo così la nostra vita avrà un senso.

  6. chiara says:

    Ci rimane una sola cosa da fare di fronte alla fatica e alla difficoltà di sperare… pregare. Solo la preghiera rivolta al Padre può darci la forza di non cedere di fronte ad un mondo che parla di terrorismo, fame e sfruttamento dei più deboli. Se anche noi cristiani smettiamo di confidare in Dio e ci rinchiudiamo nelle nostre piccole sicurezze, nei nostri piccoli mondi i semi della Parola sono caduti invano nei nostri cuori.
    Non smettiamo di riporre la nostra speranza nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo, nonostante la fatica che comporta.
    “…Tu sei la nostra speranza, non saremo confusi in eterno”

  7. laura says:

    nelle “conclusioni” dell’enciclica di Papa Benedetto “Caritas in veritate” c’è scritto: Lo sviluppo ha bisogno di cristiani con le braccia alzate verso Dio nel gesto della preghiera, cristiani dalla consapevolezza che l’amore pieno di verità, da cui procede l’autentico sviluppo, non è da noi prodotto ma ci viene donato. Perciò anche nei momenti più difficili e complessi, oltre a reagire con consapevolezza, dobbiamo soprattutto riferirci al suo amore. Lo sviluppo implica attenzione alla vita spirituale, seria considerazione delle esperienze di fiducia in Dio, di fraternità spirituale in Cristo, di affidamento alla Provvidenza e alla Misericordia divine, di amore, di perdono, di rinuncia a se stessi, di accoglienza del prossimo, di giustizia e di pace. Tutto ciò è indispensabile per trasformare i “cuori di pietra” in “cuori di carne”, così da rendere “divina” e perciò più degna dell’uomo la vita sulla terra.

    faccio solo una considerazione: se nel mio piccolo riesco ad essere una vera cristiana, per Sua grazia, alla fine della mia vita potrò dire di non aver sprecato la mia vita.

  8. Lucia S says:

    Penso che sì, spesso viviamo in una “normalità” economica che in realtà è lusso… forse un po´di austerità ci farebbe bene….

  9. Lucia1 says:

    Sono d’accordo con tutti voi: ritornare a capire quali sono le cose essenziali ci fa sicuramente bene e questo è l’aspetto positivo della crisi. Peccato che la crisi esista solo per i più piccoli, per chi conduceva già una vita normale. Nella mia famiglia siamo tutti dipendenti statali e ci consideriamo dei privilegiati per questo, ma se penso alla famiglia di Cristian e a tante altre famiglie come la sua…
    I vip e i veri ricchi non so quanto siano tornati all’essenzialità. Nela mia parrocchia la caritas ha istituito un fondo chiamato “aiuto fraterno”: una settantina di famiglie si sono impegnate a versare un piccolo contributo mensile, a piacere, per due anni, per aiutare alcune famiglie della comunità seriamente in difficoltà. Mi pare una bella cosa e una bella testimonianza, se si potesse fare anche in altre parrocchie magari si riuscirebbe ad aiutare più persone: passate parola.
    Per i restanti problemi del mondo, sono sempre esistiti e sempre esisteranno, a noi cristiani di testimoniare nella nostra quotidianità l’amore di Cristo, con le nostre fragilità (tante) e con i nostri “talenti”(magari pochi), facciamo tuto quello che possiamo, con i nostri famigliari, con i nostri vicini, con tutti quelli che incontriamo, cominciamo con un sorriso, o con una telefonata (che io non ho voglia di fare, ma che stamattina farò) e cotinuiamo così: piccole cose, ma se le mettiamo in pratica tutti, forse qualcosa cambierà davvero.
    Posso sembrare semplicistica, ma la famosa foresta che cresce e non fa rumore è un’ immagine che vale sempre.

  10. lidia says:

    Mah! io non avrei così timore a racchiudersi nel proprio piccolo mondo. Voglio dire che anche il proprio piccolo mondo ha dei grandi problemi ed il proprio piccolo mondo è l’unico posto dove davvero possiamo fare qualcosa di diverso per cambiare o qualcuno che è diverso dal comune pensare.
    Se guardiamo al processo di Redenzione in atto, se guardiamo alla continua conversione dell’umanità ci rendiamo conto che tutto passa per il singolo, per il piccolo e per il nessuno.

    Se guardassimo ai grandi ci renderemmo conto che anche loro sono stati bambini, anche loro sono stati degli sconosciuti, ma di diverso avevano ed hanno il coraggio di “uscire dal gruppo” per il bene di tutti (alcuni solo per il bene proprio).

    E’ paralizzante pensare troppo in grande ed anche pericoloso perchè ci si dimentica del piccolo e vicino. Non so se a voi è mai capitato, ma io ho visto più volte drammi di famiglia e personali “piallati” con un tremendo “Ma che vuoi che sia il tuo caso rispetto ai mali del mondo!” … Se poi parliamo di sofferenze di Fede, allora, apriti cielo ci si becca un bel “Sono altre le cose per cui soffrire”.

    Non è il pensare al proprio mondo che non va bene, ma è il pensare a sé stessi, è il ricondurre tutto a sé stessi.

    Sonoo convinta che agendo nel quotidiano arriviano all’eccezionale, sul piccolo arriviamo al grande. L’umanità – ripeto – è fatta di singole persone ed ogni persona ha un valore immenso agli occhi di Dio. Si inizia, quindi, dai propri figli, dai propri giovani, da sé stessi soprattutto a cambiare il mondo e ad entrare in quella com-passione che arriva fino all’empatia.

    Non tutti diventeranno dei “grandi”, ma tutti possiamo contribuire a far diventare “grandi” uomini e donne che potranno cambiare il mondo … adagi adagio, ma lo cambieranno.

    Sono tante parole le mie … ma assicuro che sono fatti … Annche se il più delle volte mi becco del “stai al tuo posto” … e ovviamente “il posto” è quello del silenzio e del “sì, va bene tutto e difendiamoci”

  11. Federico says:

    Ciao a tutti. In tema di enciclica di Papa Benedetto segnalo, per chi fosse interessato, questi 2 link di commento al documento

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/L'enciclica_Caritas_in_Veritate#body

    e

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Carità_ed_economia:_un_dialogo#body

    Sono degli economisti che commentano a modo loro l’enciclica. Non li posto certo perché sia d’accordo con loro (almeno non su tutto) ma in tema di “piccolo nostro mondo” mi pare un segno di apertura ascoltare voci che con cui non sono pienamente d’accordo.
    E questo non solo per trovare argomenti per controbattere e difendere le posizioni papali. Ma proprio perché mi pare che in questi periodi l’ascolto di chi non la pensa come me sia un po’ fuori moda. Ricerca della ricchezza dell’altro… mi interessa!!!
    Un caro saluto e un forte grazie a tutti!!!

  12. Federico says:

    Scusatemi… non sono proprio bravo ad incollare link…
    Gli articoli di cui parlavo prima si trovano in
    http://www.noisefromamerika.org/
    e si intitolano
    L’enciclica Caritas in Veritate di andrea moro e
    Carità ed economia: un dialogo di andrea moro e marco boninu
    E’ anche quello un blog e si possono postare i propri pensieri…

  13. laura says:

    @lidia
    credo anche io che alla fine non c’è niente di male a vivere nel nostro “piccolo mondo”, anche perchè è lì che possiamo fare qualcosa di concreto, sfruttando al meglio i diversi “talenti” che il Signore ha donato a ciascuno; sta a noi capire quali sono e metterli a servizio degli altri. Come cristiani non possiamo farci prendere dallo sconforto e ripiegarci in noi stessi, e lamentandoci che le cose non vanno bene…ma sperare cercando di non sprecare quello che di buono siamo in grado di fare. Poi a chi si sente in grado di compiere cose grandi, come i politici ecc. che pensano di poter fare qualcosa x molti, il compito di mettere in pratica progetti che riguardano tante persone. A noi la preghiera e la speranza in Dio che ci aiuti a capire qual’è il nostro piccolo compito e il nostro talento da mettere in pratica. E la fiducia che ci sta vicino e ci sostiene, anche quando ci sembra che tutto quello che facciamo non serva a nulla.

  14. Paolo says:

    @lidia
    D’accordo: convertire il mondo a partire da noi stessi, per poi cambiare abitudini in famiglia, nel condominio, in quartiere… Insomma non aspettare che altri lo facciano, ma cominciare dal proprio, attuare una politica sociale dal piccolo al grande. E un abbraccio a chi vive in difficoltà e besos a Lucia argentina.

  15. Mauro says:

    Paolo, mi piacerebbe essere come te, avere la tua stessa preparazione…sei un tipo in gamba!

  16. Paola B. says:

    Scrivo dopo l’ennesima discussione avuta per problemi economici … mi sembra di dover affrontare chissà quali incognite future. Ma se mi guardo attorno vedo un’angoscia collettiva che mi fa collocare tra le persone fortunate. Vedo tanta gente smarrita , tanta preoccupata , di certo stordita di fronte ad un mondo che non da più garanzia di niente . E’ vero , per poter riemergere a volte è necessario farsi largo sgomitando a destra e a manca a discapito di una solidarietà che potrebbe essere l’unica ricetta per poter cambiare qualcosa . Dici a cosa è servito il Vangelo in questi duemila anni ? Se guardo me stessa di certo è servito a non arrendermi ma fondamentalmente mi ha indicato la strada , cosa fare per non perdere di vista il prossimo. E in tutto il marcio che vedo mi sento di affermare che non sono controccorrente !

  17. laura says:

    sperimentiamo ogni giorno che non possiamo controllare nulla:le nostre vite, gli amori, le amicizie, la sicurezza economica…terremoti che ci spazzano via tutto in pochi secondi, il lavoro che oggi c’è e domani devi inventarti qualcosa per mandare avanti la famiglia. Non siamo padroni di nulla, ma ci ostiniamo a non accettarlo e a vivere come se tutto fosse nelle nostre mani. Non è così…semplicemente e drammaticamente. Ma se crediamo veramente in Gesù dovremmo sapere quali tesori valgono realmente e in cosa o in chi possiamo riporre la nostra speranza…e avremo trovato finalmente quella pace e quella libertà che ci sono state promesse.

  18. lidia says:

    @Paolo
    Già, Paolo, ma non è mica facile credimi!
    Per quanto mi riguarda è tutto un coro di “adeguati, rassegnati, sii meno profonda e più superficiale, pensa a te stessa ecc.” e questo quando va bene, perchè quando va male mi ritrovo con “quanto sei superba, ma chi ti credi di essere, che pensi di fare, ecc” .. da qui in poi … beh … si passa all’insutlo vero e proprio.

    E sto nel piccolo, sto in famiglia, nel quartiere e nella parrocchia … se fossi un po’ più in alto che mi farebbero?

    La tentazione vera è davvero quella del rassegnarsi e difendersi difendendo i propri interessi, la propria faccia, le proprie amicizie (che si aspettano che tu dica ciò che loro pensano), è quella del non giocarsi perchè tanto lo scettro del potere ha un solo padrone che ha il DIRITTO di decidere arbitrariamente (il potere del marito, del parroco, del “quello lì che è importante” ecc.).

    Ecco è qui che io mi sto giocando in questo periodo e tutti mi danno addosso e nessuno mi sta al fianco perchè – accidenti a me – sulla logica contesto scelte e ferite al prossimo fatte in modo gratuito.
    Io sono e sarò sempre un nessuno, ma la voce ce l’ho, una faccia da giocare pure, per pensare penso e cerco di essere oggettiva, possono farmi tanto di quel male (come hanno già fatto) da togliermi ogni Credo, ma non permetterò a nessuno di fare del male a qualcuno, non tacerò neppure davanti davanti ad un pezzo da 90 la verità ed il coraggio del “non ti è lecito” … E poi credimi, soffocherò nel dubbio di aver sbagliato tutto.
    Gioco i miei errori, ma le intenzioni buone … offro i miei errori che sono quelli che riusciranno a cambiarmi come hanno sempre fatto … ma cerco il sorriso e la speranza degli altri ed il mio sogno è quello di tenere sempre accesa la luce negli occhi degli altri, quella luce della Pasqua.

    Appunto la Pasqua il piccolo che è Dio, è addirittura Dio; da lì ho imparato a giocarmi nella quotidianità e dentro il mio “piccolo mondo” perchè anche il Figlio di Dio ha camminato nel “suo piccolo mondo”, ma ha salvato il mondo intero e di tutti i tempi.

    solo che chiedo a tutti una preghiera perchè non ceda nella speranza in questo periodo, perchè la tentazione è molto forte e sono stata pure invitata a farlo da chi conta.

  19. Lucia1 says:

    @lidia
    Coraggio, Lidia, non sei sola!
    Siamo tutti con te e vicino a te! Non mollare mai!
    Ti abbraccio forte, forte.

  20. lidia says:

    @Lucia1
    grazie … e scusatemi tutti … scusa Paolo :-( per lo sconfinamento sul personale e particolare.
    Ma l’aiuto della preghiera … bé … è essenziale … e preghiera è anche un pensiero veloce rivolto a Dio con un “aiutali”

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