Brebis

lug 24, 2009 58 Comments by

agnelloA’ brebis tondue, Dieu mésure le vent.

Alla pecora tosata, Dio misura il vento.

E’ un proverbio francese in uso dalle mie parti, che mi è venuto in mente nei giorni scorsi, contemplando un gregge di pecore che stavano placidamente brucando l’erba. Trovo che sia una splendida verità: ci sono dei momenti nella vita in cui siamo “tosati” e non è mai una bella esperienza, neanche per le pecore. In quei momenti vorremmo che Dio intervenisse, fermando il tosatore, o donandoci una coperta. E abbiamo l’impressione che Dio si allontani o che non si occupi di noi. Col senno di poi, invece, ci accorgiamo che, in quei momenti, Dio era presente, moderando il vento.

E’ un equilibrio delicato, quello della vita spirituale: da una parte Dio interviene, dall’altra non agisce come noi vorremmo. Dovesse dar retta a noi, vorremmo una vita pianificata, senza scosse, piena di felicità e soddisfazioni. Abbiamo paura ad affrontare le sconfitte, dimenticandoci che proprio attraverso le sconfitte possiamo imparare molto della vita, di noi stessi e di Dio.

Dio ha creato il mondo e lo assiste, non nel senso di un intervento diretto e continuo, ma nella Provvidenziale logica che accompagna i giorni e che siamo chiamati a riconoscere e ad assecondare.

Dio misura il vento: non siamo mai provati al di sopra delle nostre forze, anche quando abbiamo l’impressione che la vita sia troppo dura con noi. Come già detto molte volte, Dio non ama la sofferenza né la invia, lui stesso ne farebbe a meno. Ma l’ombra serve a segnare la luce e per salire in montagna bisogna sudare.

Teniamo a mente questo proverbio così pieno di verità.

Quanta tenerezza manifesta il gesto di moderare il vento!

Pensieri

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58 Commenti a “Brebis”

  1. Saulo says:

    @R.
    R., rispettando la tua sofferenza, mi permetto di inoltrarti quella bellissima preghiera in cui credo :

    ————————–

    Ho sognato di camminare
    in riva al mare con il Signore
    e di rivedere sullo schermo del cielo
    tutti i giorni della mia vita passata.

    E per ogni giorno trascorso
    apparivano sulla sabbia due orme,
    le mie e quelle del Signore.

    Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
    proprio nei giorni più difficili della mia vita.

    “Signore, io ho scelto di vivere con te
    e tu mi avevi promesso
    che saresti stato sempre con me.
    Perché mi hai lasciato solo
    proprio nei momenti più difficili?”

    E Lui mi ha risposto:
    “Figlio, tu lo sai che io ti amo
    e non ti ho abbandonato mai.

    I giorni nei quali
    vi è soltanto un’orma sulla sabbia
    sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio.”

  2. Saulo says:

    :-D Scusa Laura, non mi era ancora apparso il tuo commento

  3. laura says:

    @Saulo
    ha ha!…buffo, abbiamo avuto la stessa idea nello stesso momento! ;)

  4. Valerio says:

    Quando ci siamo sposati avevamo entrambi 22 anni.
    Ci attendeva una vita di felicità .
    A 23 è nato il mio primo figlio : un maschietto.
    A 24 la femminuccia.
    Dopo tre mesi io e mia moglie ci siamo guardati in faccia: la piccola non faceva le cose che alla sua età faceva il maschietto. Si muoveva pochissimo.
    La portammo in ospedale per dei controlli accurati.
    Quando ci ritrovammo soli nell’ascensore dell’ospedale che ci riportava al piano terra, io e mia moglie rimanemmo in silenzio, con le parole del medico che continuavano a ronzarci in testa :”vostra figlia è microcefala e vegeterà su di un letto per il resto della sua vita”.
    Tralascio il calvario fatto di medici, esami, cure di tutti i tipi.
    Dopo 15 anni non ce la facevo proprio più e come dice Paolo non mi interessava sapere da Dio il “perchè”, ma solo smettere di soffrire.
    In una mia accorata preghiera ho quasi accusato Gesù di predicare bene e razzolare male : “Tu hai detto di prendere la nostra croce e seguirti, ma Tu stesso non sei stato capace di portarla da solo in cima al Calvario”.
    Penso che Gesù abbia accettato il mio sfogo come una particolare preghiera perchè è intervenuto subito.
    Mia figlia è stata accolta poco tempo dopo in un istituto gestito da suore dove “vegeta” tuttora. Adesso ha 33 anni. Il vento è calato, ma il dolore rimane.

  5. mario says:

    Se si cerca nella Bibbia l’espressione “perfetta letizia”, compare solo in un punto: “Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza” (Gc 1,2-3). Penso che la letizia nella prova sia “perfetta” proprio perché niente può distruggerla. E penso anche che sia una letizia che non coinvolge necessariamente la sfera emotiva, ma è situata ad un livello più profondo. In altre parole, si può essere “perfettamente lieti” anche in un momento in cui le nostre emozioni sono totalmente negative.

    Mi viene in mente anche una citazione attribuita, se non ricordo male, a San Emilio (chi era costui?): “Non pregare perché il tuo compito sia pari alle tue forze. Prega perché le tue forze siano pari al tuo compito”.

  6. Flavia says:

    @R.
    E’ così. Lo so per esperienza. E in quei momenti non c’è consiglio che riesca a penetrare quel dolore. Tutto scivola e tu rimani immutabile, senza niente che possa uscire o entrare in quel mare di vuoto e disperazione. Neanche la Parola, al meno nel mio caso, faceva alcun effetto. Buio, vuoto, dolore.
    Ecco perché non ho niente da dirti. Sappi soltanto che ti ricorderò nella mia preghiera, e che Lui sarà sempre il tuo Simone di Cirene, anche quando è nascosto.

  7. Paola B. says:

    @Valerio
    essere qui adesso e leggerti per me ha significato prendere un po’ del tuo dolore con me … nessuna presunzione caro Valerio , magari potessi alleggerirti davvero ! era solo per dirti che mi dispiace ….
    Un abbraccio sincero !!!!

  8. Maddalena says:

    @Valerio
    Valerio, ho un nodo alla gola, vorrei dirti tante parole, ma credo che non servano.
    Dico, solo che il nove gennaio di quest’anno, mia sorella è salita in cielo dopo anni di sofferenza, aveva un tumore addominale, l’abbiamo tenuta in casa anche se aveva bisogno di tante cure, venivano i medici in casa. Insieme a lei se n’è andato un pezzo del mio cuore, solo Dio conosce la vastità di ogni dolore e solo la fede rafforza la ragione e da pace ad un cuore che sanguina. Anche se quando mia sorella era in agonia non avuto la forza di ringraziare il Signore, come faccio sempre, quotidianamnte. Adesso guardo mia madre che è discrutta e prego il Signore che le dia quella fede che superi ogni ragione.

  9. Saulo says:

    @Valerio
    Valerio, innanzittutto grazie per aver condivisio la tua vita e il tuo dolore.

    Ci hai fatto un dono cosi’ grande che a costo di risultare “presenzialista” oggi nel blog, non posso non scriverti.

    Io e mia moglie abbiamo avuto la prima figlia abbastanza giovani 26-27 anni.
    La prima figlia, mille preoccupazioni, ma soprattutto, che fosse sana. Non ti nascondo che nei momenti di preoccupazione per la sua salute, avevamo anche preso in considerazione l’ipotesi dell’aborto in casi di manifesti gravi problemi.
    Grazie a Dio, ci ha donato una figlia sana e poi anche un’altra.
    Crescendo, sia in termini anagrafici, ma soprattutto in termini di cammino di fede, ho raggiunto la convinzione che Dio ci da’ la croce che possiamo portare. Non di piu’. In quest’ottica, quando vedo amici o genitori con figli down o con gravi problemi, io mi sento molto piccolo rispetto a loro. Io quella croce non sarei stato in grado di portarla.
    Credimi, te lo dico con il cuore, con grande umiltà e con grande ammirazione nei vostri confronti.
    Qualcuno forse puo’ chiedersi che senso abbia una vita come quella di tua figlia (sicuramente non voi). E purtroppo qualcuno arriva anche ad auspicarne la fine anticipata (vedi Englaro), ma io credo che quanto meno, creano occasione di manifestare Amore nei loro confronti, offrendo occasione di salvezza a chi le accudisce.
    Poi della loro Anima non possiamo sapere niente. A me piace pensare che vivono già in compagnia del Signore.

    Se per caso ho offeso la tua sensibilità, mi scuso enormemente. Volevo solo aprirti il mio cuore a te, come tu hai fatto con noi e farti sentire la mia vicinanza. Preghero’ anche per voi.
    Ciao

  10. R. says:

    Grazie a Laura, Saulo e Flavia: è vero che è il Signore il nostro Simone di Cirene, purtroppo, non sempre, lo si capisce subito, ci vuole tempo.

  11. alba says:

    Grazie Valerio e tutti per il dono delle vostre condivisioni, riflessioni…..a me serve anche in certi periodi di fatica FAR MEMORIA delle precedenti “tosature” e di come il Signore che non sentivo ma invocavo )mi ha portata in braccio….
    Il problema è che certe frasi le dico con la testa ma viverle davvero nell’animo a caldo….beh, mi è molto, molto più difficile ….

  12. laura says:

    nel nascondersi di Gesù, nel non rendere troppo evidente il Suo aiuto, il sostegno, io ci trovo un grande rispetto nei nostri confronti, ci lascia liberi di vedere Lui in certi eventi, oppure di non pensarci nemmeno…e vedo in questo anche la sua grande umiltà: agire quasi impercettibilmente, senza dare nell’occhio, gratuitamente…

  13. Brunason says:

    @R.

    @Valerio

    “Ci sono dei momenti nella vita in cui siamo “tosati” e non è mai una bella esperienza, neanche per le pecore. In quei momenti vorremmo che Dio intervenisse.. Abbiamo l’impressione che Dio non si occupi di noi. Poi ci accorgiamo che in quei momenti, Dio era PRESENTE”.

    A tutti voi che siete nel momento della (dolorosissima) “tosatura”: ci siamo passati (e continuiamo a passarci) anche noi. Non statò qui a minimizzare o dare un senso al vostro dolore, che mi tocca profondamente perchè è un’eco del mio stesso dolore. Non starò a dirvi la dimensine salvifica del dolore (sop)portato con amore e per amore. So bene che non posso darvi nessuna vera parola di consolazione. Posso solo dire che nella mia soffrenza, altrettanto grande (perchè la sofferenza dell’uomo è sempre grande) e in-sop-portabile Gesù è sempre stato PRESENTE, con grande tenerezza e amore, attento a moderare il vento, per non gravarmi di altre croci. Anche quando la mia barca era completamente in balia alla tempesta, Lui ERA LI’, beatamente addormentato sul cuscino. E la Sua Presenza rendeva sopportabile anche l’insopportabile.

  14. Valerio says:

    Un ringraziamento ed una scusa a tutti quelli che involontariamente ho rattristato. Volevo solo testimoniare che il Signore è effettivamente vicino a noi, ci ascolta e fortunatamente non si offende per il tono con cui a volte ci rivolgiamo a Lui.
    La nota positiva di fondo è che la mia famiglia è rimasta unita.
    A volte il dolore distrugge. A volte cementa.
    Il rosario quotidiano che io e mia moglie pregheremo questa sera , sarà anche per le intenzioni di tutti voi.
    Un abbraccio in Cristo.

  15. cristina d says:

    Grazie Paolo per le riflessioni di oggi….guarda come in un proverbio ci sta così tanta teologia!
    grazie per la tenerezza di Dio e per la tua tenerezza …..e grazie a tutti i bloggisti per le condivisioni

  16. laura says:

    @Valerio
    Caro Valerio, devo ammettere che leggere quello che hai scritto mi ha fatto venire i brividi, ma allo stesso tempo ho letto nelle tue parole anche la tua serenità, la tua capacità di rivolgere il tuo sguardo verso Gesù invece di guardare giù e disperare!

  17. Paolo says:

    @Valerio
    Il dolore è mistero. La vita è mistero. L’amore è mistero.
    E ne siamo tutti coinvolti. Anche Dio.

  18. Lucia says:

    Mentre leggevo i vs. scritti mi è venuta in mente questa preghiera:

    Padre mio,io mi abbandono a te.
    Fa’ di me ciò che ti piace.
    Qualunque cosa tu faccia di me, io ti ringrazio.
    Sono pronto a tutto, accetto tutto,
    purchè la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature:
    non desidero nient’altro, mio Dio.
    Depongo la mia anima nelle tue mani.
    Te la dono, mio Dio,
    con tutto l’amore del mio cuore,
    poichè ti amo, ed è per me un’esigenza d’amore il donarmi,
    l’abbandonarmi nelle tue mani senza misura,
    con fiducia infinita, poichè mi sei Padre.

    Questa preghiera mi è molto di aiuto nei periodi di “tosatura”…

  19. alma says:

    Sarò ripetitiva… ma GRAZIE a tutti e Grazie a Dio!
    Un grazie particolare a quanto raccontato da Valerio.
    alma

  20. francesca says:

    Grazie Paolo per la bellissima immagine di Dio che misura il vento mentre il Suo Sguardo è rivolto alla pecorella tosata e,come una mamma premurosa,ne”spia”i movimenti,pronto a”dosare il vento”.
    Lo immagino così il Signore:Lui non dosa per farci trovare più o meno nei guai ma per renderci consapevoli di noi stessi,consapevolezza che nasce non dall’avere una bella lana(non è nostra la lana,è un Dono)ma dal sapere utilizzarla.
    Ho scritto così di getto,forse sono cose dette e ridette ma le sentivo nel cuore.
    Un abbraccio
    francesca

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