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Brebis

agnelloA’ brebis tondue, Dieu mésure le vent.

Alla pecora tosata, Dio misura il vento.

E’ un proverbio francese in uso dalle mie parti, che mi è venuto in mente nei giorni scorsi, contemplando un gregge di pecore che stavano placidamente brucando l’erba. Trovo che sia una splendida verità: ci sono dei momenti nella vita in cui siamo “tosati” e non è mai una bella esperienza, neanche per le pecore. In quei momenti vorremmo che Dio intervenisse, fermando il tosatore, o donandoci una coperta. E abbiamo l’impressione che Dio si allontani o che non si occupi di noi. Col senno di poi, invece, ci accorgiamo che, in quei momenti, Dio era presente, moderando il vento.

E’ un equilibrio delicato, quello della vita spirituale: da una parte Dio interviene, dall’altra non agisce come noi vorremmo. Dovesse dar retta a noi, vorremmo una vita pianificata, senza scosse, piena di felicità e soddisfazioni. Abbiamo paura ad affrontare le sconfitte, dimenticandoci che proprio attraverso le sconfitte possiamo imparare molto della vita, di noi stessi e di Dio.

Dio ha creato il mondo e lo assiste, non nel senso di un intervento diretto e continuo, ma nella Provvidenziale logica che accompagna i giorni e che siamo chiamati a riconoscere e ad assecondare.

Dio misura il vento: non siamo mai provati al di sopra delle nostre forze, anche quando abbiamo l’impressione che la vita sia troppo dura con noi. Come già detto molte volte, Dio non ama la sofferenza né la invia, lui stesso ne farebbe a meno. Ma l’ombra serve a segnare la luce e per salire in montagna bisogna sudare.

Teniamo a mente questo proverbio così pieno di verità.

Quanta tenerezza manifesta il gesto di moderare il vento!

Category: Pensieri

58 comments

  1. Paolo :@Valerio Il dolore è mistero. La vita è mistero. L’amore è mistero.E ne siamo tutti coinvolti. Anche Dio.

    Ultimamente mi càpita spesso di asserire che è più mistero l’uomo di Dio che fa di tutto per rivelarsi e per farsi intendere.
    Sì, anch’io penso che Dio sia coinvolto nel nostro mistero di essere uomini, tanto coinvolto che ci si avvicina come Padre, l’unico con cui si può lasciar cadere ogni nostro velo.

    @Valerio
    A me è andata un po’ meglio, ma quello sgomento e anche terrore l’ho vissuto sulla mia pelle e per una mamma è stato come se una mano crudele mi strappasse cuore e pensiero in quel momento. Per due volte, purtroppo l’ho vissuto: una per ogni figlio.
    L’unico urlo disperato che mi è uscito dal cuore è stato “Fai qualcosa! Questi figli non sono miei, sono Tuoi!!! Io li devo solo custodire, ma Tu che sei loro Padre aiutami” … Le cose si sono sistemate poi. per Grazia si sono sistemate ed ora i miei figli sono grandi e stanno bene … ma ancora ho addosso quella “spada” e ancora rivolgo la mia preghiera nello stesso identico modo. Ti sono vicino perchè chi ha provato simili orrori non può scordare. E non ci hai rattristato … anzi è bello vedere come in un blog la condivisione è totale e senza alcun filtro … di più … E’ uno sfoglo diretto nei momenti peggiori di quando non ce la si fa neppure ad avere qualcuno davanti. E questa è preghiera … pura preghiera.

    Paolo … grazie per questo blog!!!

  2. S.O.S.: Chiedo a tutti voi di pregare. Pregate tanto x mia sorella sta vivendo una situazione familiare molto brutta, noi non sappiamo come fare x aiutarla. Possiamo solo pregare Dio x lei.

  3. voglio anch’io ringraziare Paolo per questi blog.. Ogni tanto capita anche a me di essere stanca e abbattuta e annaspo alla ricerca di aria nuova che aiuti a superare i momenti di dolore e di abbandono… Poi mi capita di leggere nel tuo bog i tuoi consigli, le tue massime, i tuoi proverbi, e sembra che uno squarcio di luce si apra nel mio cuore chiuso… Grazie a te e grazie anche a tutti quelli che con i loro commenti mi aiutano a capire ancora meglio il significato del dolore, delle potature, del vento e di tutto quello che Dio invia alla mia vita… Grazie ancora

  4. @Lucia
    ..mi unisco alla vostra preghiera , a quella degli amici di questo blog, e a tanti altri…. vi sentirete meno soli.\\ Pregare x gli altri, specialmente x chi e’ nel bisogno, penso sia …un dovere ma e’ soprattutto un atto di amore.\\ Le mie preghiere valgono poco …. sono solo parole al …vento, se non ci fosse lo SPIRITO che da’ un senso …di AMORE ad ogni nostro sospiro…\\ Nello Spirito, x mezzo di XTO, affido te ,tua sorella e la vostra situazione al PADRE, nella Eucarestia di questo pomeriggio. un abbraccio.

  5. @Lucia
    eccomi nella preghiera!!!! Quella personale vola con il mio pensiero, ma ti mando un San Paolo di oggi che credo ti possa aiutare molto.

    Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.
    […] Tutto infatti è per voi, b><perché la grazia, ancora più abbondante ad opera di un maggior numero, moltiplichi l’inno di lode alla gloria di Dio.

    E credimi, Lucia, sono parole vere e prego anche per te perchè tu le possa sperimentare in questa situazione.
    E poi … proprio il Vangelo di domani ci parlerà di pane (poco) donato per la gente (tanta e troppa) … lo sgomento degli apostoli e l’ordine di Gesù di dare comunque anche se pare insufficiente e ridicolo.

    E “pane” è anche tutto il “sostegno/sapore/luce” che riusciamo a dare … anche se pare ridicolo perchè di “fare” ce n’è proprio poco.

    Siamo uniti a te, Lucia, nell’unica unità che non conosce distanze ee limiti: l’unità della preghiera.

  6. Scusate quel che sto per dire, forse vale solo per me, ma vi vorrei offrire la mia esperienza: tutte le situazioni di dolore che ho attraversato si sono concluse facendo di me una persona migliore, facendomi crescere sia nella fede che come donna e questo è accaduto anche quando la mia fede aveva una parte molto marginale nella mia vita. A tale proposito ho ben piantato nella testa quanto dice S. Paolo al cap.8 della lettera ai Romani “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” io ho sperimentato sulla mia pelle che è proprio vero, se affrontiamo con Lui la sofferenza che ci capita sulla testa, Lui saprà come trasformarla in qualcosa di positivo per noi e per gli altri.
    Pregare gli uni per gli altri è una cosa bellissima: continuamo a farlo, sarà come tenerci per mano in questa grande comunità virtuale.
    (Il Signore, ne sono sicura, è insieme a noi e sorride contento)

  7. Grazie Paolo per questo proverbio.
    Purtroppo non mi aiuta a capire come Dio, che è perfetto e onnipotente, possa avere permesso che il male e il dolore si insinuassero nella nostro vita rendendola non perfetta e tanto difficile in certi momenti.
    E la la vicinanza e la testimonianza di tanti amici che soffrono (anche in questo blog) aumenta la mia fatica nell’accettare che le cose funzionino in questo modo.
    Ma almeno potrò urlarGli “modera il vento!!!” quando mi sembrerà di non riuscire a farcela più o quando qualche amico mi chiedrà “perchè?”.
    Magari con la formula giusta …. riusciremo a capirci …

  8. E’ proprio bello quello che succede in questo blog: condivisione, sostegno nella preghiera, meditazione della Parola…sta diventando veramente una comunità, il Signore penso anch’io che sia presente e ci guarda sorridendo!

  9. Non so se c’entra molto con la tosatura ed il vento, con la pecora esposta al freddo ed il Buon Pastore che “modera” il vento, con tante sofferenze e con la preghiera della condivisione … non lo so davvero … ma ieri sera ho sentito una frase/massima nel film “Il monaco” (monaco tibetano) che mi ha colpito molto in un momento in cui mi sto accorgendo con dolore che troppo spesso noi cristiani siamo i primi a ferire con le nostre troppe certezze e convinzioni di essere al di sopra di tutto.
    (il prologo è un po’ amarognolo … ma adesso viene il bello!!!) 😉
    Allora, la frase era:
    “Conoscere l’altro è saggezza, conoscere sé stessi è illuminazione”

    Ecco, solo che poi mi sono accorta che solo con l’illuminazione di chi si è si può davvero approdare alla saggezza del chi è l’altro.
    Solo ricordando le proprie sofferenze, la propria disperazione (concedetemelo), la propria destabilizzazione e fragilità si può ben intendere quella altrui e riuscire ad entrare nei panni degli altri.

    Questo è Vangelo che – forse – dovremmo riprendere in mano come un “manuale” personale dentro la Chiesa. Questa illuminazione e saggezza è quella che ci conduce al tanto proclamato perdono, condivisione, non giudizio e …. MISERICORDIA

    Ribadisco che Dio non vuole la nostra sofferenza, ma ancor di meno vuole che soccombiamo sotto la sofferenza (che quando toccano i figli strappano il cuore … l’ho provato) e così veniamo rivestiti di Vita, adagio adagio … così adagio che neppure ce ne accorgiamo.
    Non scandalizziamoci se qualcuno urla contro Dio accusandoLo di una sofferenza ingiusta perchè lo facciamo tutti, prima o poi lo facciamo tutti; (veramente lo ha fatto anche Gesù) … Non urliamo alla bestemmia in questo caso, perchè non lo è davvero, perchè – al contrario – è una preghiera di amore (e chi è quello stupido che urla il proprio dolore a qualcuno che non esiste e di cui non ci importa un fico secco!!!) … ed è una preghiera ascoltata, accolta direttamente nel cuore di Dio.

    Ecco, io stessa che ora lo sto scrivendo, proprio in questo momento sto facendo la stessa cosa <per Valerio, per Lucia, per una situazione spaventosa che sto vivendo) … ma all'improvviso mi sto accorgendo che Lo chiamo per nome, con l'unico nome che Gli si addice: papà!!!!
    🙁 … anche se dopo quel nome ci metto “Ma allora, vuoi darti una mossa? Io non ce la faccio più ed ho giocato tutto!!!”
    Non so cosa succederà domani … ma saluterò la giornata sapendo che un papà speciale c’è ed un fratello speciale è qui!!!
    Che strano … Dio che si fa fratello, Dio che si fa padre e Dio che si fa spirito ed essenza vera dell’uomo!!! Non vorrei dire, ma anche dentro l’ingiusta sofferenza prosegue la ri-creazione che però diventa co-creazione perchè siamo chiamati in causa.
    Buona domenica a tutti e scusate la delirata … ma a volte il troppo soffrire di serie B fulmina un po’ i neuroni e quello che ne viene a quest’ora è un po’ strano … ma – per non saper leggere né scrivere – offro i miei errori al Padre sicura come sono che ne farà buon uso e li girerà a doni (come cavolo faccia non lo so, ma in questa “operazione” è davvero un Dio)!!!!

  10. Grazie, Paolo, per questo proverbio valdostano, stampatosi nella mia memoria, che mi scrivesti su un’agenda poco dopo il mio arrivo in Valle, credo nel novembre 1995, agenda che ancora conservo.. La pressione mi era salita alle stelle e mi avevi già prenotata una visita dal cardiologo ma io ero riluttante, ricordi?? Ero agitata e tu, per tranquillizzarmi, mi dicesti questo proverbio.. Ti chiesi di scriverlo e di spiegarmelo e così ora, rileggenolo, sono tornata indietro a 14 anni fa..Grazie, perchè mi fosti molto di aiuto con quella frase e poi mi regalasi anche il vangelo in pillole e così ogni sera potevo sceglierne a caso una e ancora ce l’ho accanto al letto.
    Anche oggi il Signore continua a ripetermi: Non preoccuparti, Io ti sono vicino e non ti abbandono. Tutto questo l’ho sperimentato in questi anni, in diversi momenti difficili e quindi mi ha fatto bene riascoltare, anzi rileggere quella frase che mi scrivesti e mi dicesti per darmi coraggio 14 anni fa…

  11. “Conoscere gli altri è saggezza, conoscere sé stessi è illuminazione” (dal film “Il Monaco”)
    Cosa caspita c’entri questa frase con quanto scritto sino ad ora in questo post, non lo so davvero … o meglio non mi è molto chiaro, ma è comunque vero che – ribaltando l’ordine della frase – è evidente che conoscendo bene sé stessi viene dato l’altro dono della saggezza per amare/soccorrere davvero il prossimo.
    Riconducendo tutto all’immagine della “pecora tosata e Dio” e con l’aiuto della frase che ho sentito nel film citato risulta ovvio che DIO SA BENISSIMO COSA PROVA LA PECORA TOSATA PERCHE’ L’HA PROVATO SULLA SUA PELLE … e sapendolo corre a proteggere la pecora tosata di turno.

    Sarà forzata come idea (e Paolo spero mi perdoni), ma ponendola per certa tutto si spiegherebbe … Ogni cosa da noi patita è già stata patita da Dio stesso e se Dio non tollera la sofferenza dell’uomo, ancor di meno tollera che l’uomo soccomba, muoia e smetta di amare a causa della sofferenza, così ci riveste di Lui stesso …. anche se spessissimo – io – non me ne rendo conto, ma adesso – almeno – quando “litigo” con Dio, non Lo chiamo Dio, ma lo chiamo papà … e le mie litigate avvengono quando vedo troppe pecore tosate esageratamente …

  12. Questo post è il mio preferito in assoluto… anche se so che farei una fatica pazzesca a spiegare il senso del proverbio ai miei compagni di scuola delle elementari…

    Ora – lode al Signore – mi ci vorrebbe un ritiro di sei giorni per meditare seriamente sul ruolo e sul peso della Provvidenza nella mia vita…

    Ciao a tutti!

  13. eccomi pecorella in piena tosatura… però il sapere (anzi ri-sapere perchè di tosature ce ne sono state tante nella mia vita) che il mio Signore misura il vento per me… si per me, per me solamente, mi dà una gran pace.
    allora grazie mio Re per la tosatura: se ci sei tu che doserai il vento non ho più paura. Come sempre tieni fede alle tue promesse d’amore.

  14. Sì, sono convinta (per esperienza sulla mia pelle!)che Lui è un gran Signore e non va oltre le nostre forze! E poi è anche un gran… riciclatore! In un salmo leggiamo:”Le mie lacrime nell’otre tuo raccogli”! Lui non fa perdere proprio nulla, perchè tutto per Lui è prezioso, lacrime comprese.

  15. bello questo post!! ma senza la spiegazione di Paolo probabilmente non l’avrei capito!! in questo momento mi sento anch’io sotto tosatura, ma se quel che dici è vero, Dio misura il vento anche per me.Grazie un saluto a tutti voi fantastici blogger.

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Article by: Paolo

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