Andare oltre, bis

lug 08, 2009 34 Comments by

bacio.GrattManuela e Claudio si sono sposati una decina di anni fa. Un bel matrimonio, una bella coppia. Decisa e gentile lei, creativo e brighella lui. Ora hanno tre figli che riescono a gestire grazie all’aiuto poderoso dei nonni, come spesso accade. Le prime avvisaglie di crisi le ho avute sei mesi fa: mi ha cercato la testimone di nozze di Manu. In una lunga telefonata mi parlava di una sbandata per un’altra persona, una passione forte, devastante, folle: Manuela è piombata nel caos totale, è cambiata, alla fine ha lasciato casa e i tre figli. Si è frequentata per un certo periodo con quel tizio, ora vive sola. Do dei consigli all’amica, poi scrivo una lettera a Manuela. Esprimo affetto e preghiera, e disponibilità ad un incontro. Non accade nulla, forse è troppo presto. Vedo Claudio, dopo qualche settimana, leggo nei suoi occhi dolore e rassegnazione, fa finta di avere ingoiato il rospo. Sorrido amaramente, so bene quanto stia soffrendo. Passano i mesi, non so nulla, riprovo con una lettera a Manu. Questa volta mi arriva un messaggio da parte sua: «Hai voglia di ascoltarmi?». Nei due giorni che precedono l’appuntamento sgrano il rosario e metto in contatto il mio angelo custode col suo. Non so come andrà, ma penso che Manuela si stia facendo un sacco di male. Infine ci troviamo al tavolino di un dehors in città, in una caldissima giornata di agosto. Inizio parlando di me, lungamente. Mi metto in gioco, parlo dei miei sentimenti, dei miei progetti, dei miei dolori. Lei ascolta, vedo che si sta rilassando: non le sto facendo un interrogatorio, non faccio il difensore della morale, vedo nei suoi occhi un abisso di dolore. Finisco di gustarmi il gelato. Provo: «Tu come stai?». Gli occhi le si inumidiscono. Parla di Claudio che ora è al mare con i figli, parla della solitudine, mi dice di avere scoperto una Manuela diversa. «Sai, ho sempre pensato di essere una brava ragazza, sono stata educata ad esserlo: la moglie perfetta, la mamma serena, l’educatrice dell’oratorio… poi un giorno mi sono svegliata e ho scoperto che c’era un’altra Manuela, aggressiva, malvagia, trasgressiva. Ho spaccato tutto, ho buttato via tutto. Qualche mese fa mi sono accorta che Claudio mi mancava, mi sono riavvicinata, ma lui mi ha detto che c’è una nuova persona. È come se volessi tutte e due le storie d’amore: quando uno dei due era distante o poco premuroso, c’era l’altra persona che mi aspettava». Accuso il colpo. Avrei preferito che mi dicesse di essere serena, di avere scoperto un altro amore nella sua vita. Invece non è così, non è quasi mai così. Quando ci si innamora di un’altra persona si tradisce anzitutto il proprio sogno, poi il compagno. E l’innamoramento inganna, promette, euforizza, ma quando passa il momento dopato, si resta con i cocci in mano. Vero: tutti noi vorremmo essere sempre amati, ogni istante, tutti, istintivamente, infantilmente, vorremmo avere qualcuno a disposizione, una sorta di harem affettivo. Ma la realtà è molto diversa: il desiderio infinito di amore che portiamo nel cuore è incolmabile, e serve per cercare Dio. Sperimentiamo emozioni e gioie fortissime nella vita, ma sempre temporanee, sempre relative. «Vedi Manu, da questo delirio hai scoperto due cose belle: che ti sai ancora innamorare e che ci sono altre Manuele dentro di te. Pensa al tuo inconscio come ad un parlamento. La Manuela pazzerella è rimasta quarant’anni in minoranza e ora si vendica. Non le hai dato ascolto, neanche un briciolo di spazio, e ora lei se lo prende tutto». Manuela ascolta. Fatica a parlare: «Non pensavo di poter essere così cattiva, non conoscevo questa parte così oscura di me». «Meno male che l’hai scoperta, ora si tratta di accettarla, di non nasconderla. Tu sei anche così, ma Dio ti ama anche nel tuo lato oscuro. Hai scoperto, allora, ancora una cosa bella: hai coraggio di essere vera e questo, che ora ti sembra faticoso e doloroso, ti può aiutare ad accogliere i limiti degli altri». Tacciamo, ora. Intorno a noi i turisti parlano del più e del meno. Oso: «Ami ancora Claudio?». Annuisce con la testa, piangendo. «Perché non vi fate aiutare? Andiamo da una mia coppia di amici psicologi e vediamo se riusciamo a mettere insieme qualche pezzo, proviamoci, almeno». Scuote la testa: «Io ho fatto il pasticcio, io ne devo uscire». «No, Manuela, faresti ancora maggiori danni: abbi il coraggio di farti aiutare. Ti stai punendo, hai deciso di darti una penitenza, devi scontare una colpa. Ma ogni penitenza ha un termine, una purificazione, stai attenta a questa nuova parte oscura che ti vuole distruggere…». Mi guarda, stupita. Ho colto nel segno. «Non so se riusciremo a fare qualcosa, ma l’importante, ora, è smettere di soffrire. Pensaci una settimana e poi ci risentiamo, cercherò Claudio, nel frattempo».

Incontri

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34 Commenti a “Andare oltre, bis”

  1. alba says:

    Bravo Paolo….penso che il “mi metto in gioco” è il cuore di tutto questo incontro.Perchè nei momenti di fatica di delusione e di disperazione non ci lasciamo aiutare??? io credo perchè ci sentiamo giudicati.La condivisione di se’, di ciò che si prova, della parte “scura” di noi ,dei nostri sogni e dei nostri dolori ci porta alla pari con l’altro che si sente non solo non giudicato ma capito ed accolto così com’è…
    In fondo Gesù ci dice di condannare il peccato e non il peccatore..e soprattutto ci ricorda che……”chi è senza peccato scagli la prima pietra!!!!!!!”

  2. lidia says:

    ahia!!! ma il lavoro imperversa e non posso scrivere più di tanto!!
    Diciamo per agganciarmi al discorso di ieri, che questi sono i casi in cui partono i rimbrotti a Dio … E per tutta risposta viene chiesto di giocarci, di scendere in queu famosi abissi umani e capire la natura dei tradimenti, delle sbandate, ecc.
    Il matrimonio è il Sacramento più difficile da “gestire” perchè non si è da soli ed il più difficile da credere … eppure è anche un “Sacramento” ordinario, nel senso che la maggior parte degli esseri umani si sposa.
    Bellooooo ‘sto post!!!

  3. molly says:

    m’hai messo n’ha tristezza addosso co’ sta storia (scusate la calata romna! ma rende bene i miei sentimenti) non so perchè ma da diverso tempo empatizzo con la sofferenza altrui e mi pesa moltissimo portarla … quasi non la tollero a pelle eppure è lì e la vedo e la sento dentro e mi commuovo.
    spero che riescano propio a riconciliarsi: sono veramente pochi quelli che si fanno aiutare (come fosse una cosa da nascondere, la crisi) eppure chi lo fa poi ricomincia e parte una nuova avventura… quando è così grido, strillo forte forte a Maria che lei di matrimoni con problemi ne sa qualcosa: praticamente ragazza madre che sposa un uomo che non è il padre di suo figlio e vive in castità con questo compagno (più incasinata di così la famiglia di nazaret non poteva essere)
    ma anche per questo possiamo fidarci di loro perchè hanno già sperimentato la difficoltà, l’hanno vissuta e ci possono stare vicini…
    Santa Famiglia di Nazareth date luce a manu e claudio
    amen

  4. Paolo says:

    @molly
    Questo articolo l’ho scritto ormai un anno fa. Per rasserenare gli animi sappiate che l’altra sera sono andato a cena dai due. La bufera è passata e li ho visti molto bene, anche se acciaccati. Come hanno fatto? Se ne avrò il tempo e l’energia ve lo racconterò…

  5. d.Mauro says:

    Ciao a tutti! Vi chiedo il dono di una preghiera per una bambina della mia comunità di 5 anni a cui hanno scoperto una forma di leucemia molto grave!

  6. laura says:

    Eh! Siamo capaci di tutto, proprio tutto…lo avevo capito a quattordici anni: potevo essere quella che sceglievo di essere, non ero la brava ragazza che fa sempre quello che dicono mamma e papà, potevo scegliere anche di trasgredire, in me c’era tutta una varietà di Laura, dovevo solo scegliere quale essere…
    E quando fai la scelta di essere fedele ad un uomo, non è che le altre te scompaiono, sono dentro, e se non fai attenzione possono venire fuori nel momento sbagliato, e fare danni!
    Quando dopo anni di matrimonio in cui hai fatto la brava mogliettina, la brava mamma, e ti sei dedicata con tutte le tue forze e il tuo tempo alla famiglia dimenticandoti di te stessa, puoi trovarti un giorno a guardarti dal “di fuori”, e quello che vedi magari non ti piacerà: ti renderai conto che hai fatto un grande sbaglio, quello di dimenticarti che sei una persona, e che dovevi lasciarti un piccolo spazio per te. Non si deve vivere in funzione di qualcun’altro, perchè può venirti a mancare, può non avere più attenzioni per te e tu ti sentirai senza valore, insignificante!
    E lì c’è il rischio che le attenzioni di qualcuno ti sembrino quello di cui hai bisogno, ma non è così: quello di cui hai bisogno sono le tue attenzioni verso te stessa, il rispetto che devi a te stessa. Non è buttandosi nelle braccia di qualcun’altro che si risolve qualcosa, perchè il problema non è risolto, sta sempre lì. Abbiamo il dovere di amarci e di rispettarci, il dovere di trovare un’equilibrio tra l’amore che dobbiamo a noi stessi e all’amore per gli altri. Non si può vivere senza questo equilibrio, è necessario sapere che indipendentemente dall’amore che qualcuno può avere per me, io valgo prima per quello che sono.
    E poi non dimentichiamoci che ognuno di noi è AMATO, da Qualcuno lì su, e che ci sta vicino, non ci lascia mai soli…

  7. molly says:

    @Paolo
    grazie paolo lo speravo proprio… ;0)

  8. lidia says:

    Grazie per la “bella notizia” che tutto si è rasserenato!
    Ho fatto apposta un po’ la “leggera” … ma queste situazioni sono di una tristezza infinita e ci vuole un coraggio più che infinito per uscirne.

  9. elena says:

    Quante volte diamo per scontato cio’ che abbiamo …… e ci accorgiamo di quanto vale solo nel momento in cui l’abbiamo persa? E’ ritornare sui propri passi che è dura, non sappremo mai in anteprima come saremo accolti.
    Dopo vent’anni di matrimonio, quante volte ho dovuto cercare dentro me stessa, anche solo un piccolo accenno di ciò che mi ha fatto innamorare di mio marito!
    E, nei momenti bui, ciò che mi ha fatto rivedere la luce, sono stati proprio i piccoli gesti, le parole, i nostri week end in moto a ricordarmi che non avrei fatto il cambio con nessun’altro. E allora si, ricominciare da capo, ha sempre avuto senso!

  10. Crys says:

    “..Inizio parlando di me..”

    quante volte condividendo le proprie sofferenze con gli altri sembra di rispondere ad un interrogatorio. forse è per questo che alla fine ci teniamo tutto dentro.

    che bello se fosse sempre così, che bello quel …”Tu come stai?”.. è di una dolcezza infinita.

  11. candido balucca says:

    ciao paolo
    ti voglio bene.
    il solito abbraccio allargato.

    candido.
    ^^^^^^^^^^^^^^^^^^
    avviso ai naviganti:
    il blog e’ uno strumento molto bello ma molto delicato.
    e’ come camminare su una corda tesa su un burrone.

    inserire commenti in un post come questo e’ assolutamente inappropriato.

    silenzio e preghiera.

    chiedo scusa, non e’ supponenza ma esperienza.

    saluti fraterni.

  12. laura says:

    X candido: scusa ma sei libero di raccoglierti nel silenzio e nella preghiera come e quanto vuoi, ma lascia che chi ha desiderio di condividere con qualcuno un’idea, un’esperienza, possa farlo! Non è a questo che serve un blog? Certo questo è un blog UNICO, speciale, che rispecchia chi lo ha fatto e continua a lavorarci (persino in vacanza!!!). Ma non penso che sia inappropriato commentare… ciao ;)

  13. laura says:

    …oppure sbaglio, Paolo?! Se è così prometto di non farlo più!

  14. elena says:

    buongiorno Paolo, ho lette con molto interesse questa storia perchè proprio adesso nella mia famiglia qualcono sta vivendo una situazione molto simile, forse anche più complessa e dolorosa, spero che anche loro leggano quello che hai scritto, potrebbe servire ad aiutarli e magari scoprire che possono ricominciare con molto amore e molta pazienza a rimettere insieme i cocci, lo spero tanto per loro due e per i tre bambini che hanno! complimenti a te, sei davvero quella persona di cui avevamo bisogno.Grazie…

  15. Brunason says:

    @Paolo
    “il desiderio infinito di amore che portiamo nel cuore è incolmabile, e serve per cercare Dio”. Quanto è vero, Paolo. Come di ce S. Agostino:”Signore! Ci hai fatti per te… e inquieto è il nostro cuore, finché non riposa in Te!”.

    @candido balucca
    “inserire commenti in un post come questo e’ assolutamente inappropriato”. Non capsico il perchè, Candido. Puoi spiegarmenlo pr favore? Le riflessioni di Paolo (da una vita) mi aiutano a riflettere e mettere ordine nella mia vita, alla luce della Parola. Poter condiviidere le riflessioni con altri “cercatori di Dio” la trovo una cosa splendida e arricchente: è mettersi in ascolto dell’Altro e dell’altro, mettersi in dialogo…

  16. Antonello says:

    @laura
    Ciao, Laura :-)
    complimenti per le parole! :-)
    Se interpreto bene, credo tu abbia detto che ci vuole rispetto ed amore per se stessi, autodedicandosi momenti d’affetto, altrimenti si rischia di “perdersi” in quanto si è pensato esclusivamente al prossimo, sia esso marito, o figli, o altro.
    E’ verissimo! Noi possiamo decidere di non lasciarci andare alle lusinghe “del diavolo” che in verità vuole farci solo confondere, facendoci credere che l’amore sia qualcosa di più frivolo e passionale, che c’è sempre qualcosa di meglio di quello che abbiamo.
    Il problema è questa maledetta TENTAZIONE…il desiderio di sentirsi desiderati.
    Il diavolo si nasconde lì!
    Grazie per la tua testimonianza.
    Abbracci

  17. Rosaria says:

    @laura
    Da qualche parte sta scritto “Ama il prossimo tuo COME te stesso”, è quel come che fa la differenza. Trovo giusta la tua osservazione, mendichiamo amore continuamente dagli altri e tanto poco amiamo e rispettiamo noi stessi.
    Leggevo qualche tempo fa un libro che ti segnalo e che trovo interessante: “Come te stesso: la misura dell’amore” di Giulio Cirignano e Ferdinando Montuschi.Così commentano gli autori:
    In tutti i testi sacri l’espressione appare contraddittoria, c’è sempre una “misura” in eccesso il cui vero pericolo è l’amarsi troppo, oppure in difetto che porta alla svalutazione di sè e pone le premesse per non amarsi affatto.
    È lecito interpretare l’amore del prossimo come diminuzione dell’amore verso se stessi, oppure è vero il contrario? Far posto all’altro significa davvero, secondo il “comandamento dell’amore” togliere posto a stessi?
    In tutta sincerità credo che l’amore vissuto nella reciprocità dia un senso a quella “misura”! Che ne pensi?

  18. marian says:

    Ho letto. Avevo proprio bisogno di alcune di queste parole. Grazie

  19. Paolo says:

    @elena Prima di contattare questi amici ho pregato sei mesi con/per loro: Penso che ci voglia molta delicatezza e molta pazienza. E assenza di giudizio, sempre. Comincia col portarli davanti al Signore.

  20. Paolo says:

    @Antonello
    Penso che il desiderio di essere amati sia fondamentale: elemosiniamo approvazione. Una vita adulta e sana capisce che questa pienezza si raggiunge solo in Dio (e neanche tutta adesso) e che l’amore umano, ogni amore, è riflesso. No, non la vedo come tentazione ma come opportunità di capire, di leggere al di là delle emozioni. L’inganno della modernità è quello di avere esaltato l’amore scordando l’Amore.

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