Le colonne

giu 29, 2009 43 Comments by

42_clip_image002_0000Oggi è la festa di Pietro e di Paolo, del nostro passato, del dono della custodia e dell’annuncio della fede.Pietro e Paolo: così diversi, così straordinariamente diversi!Pietro: il pescatore di Cafarnao, uomo semplice e rozzo, entusiasta e irruente, generoso e fragile.Paolo: l’intellettuale raffinato, lo zelante persecutore, il convertito divorato dalla passione. Nulla avrebbe potuto mettere insieme due persone diverse. Nulla. Solo Cristo.

Pietro, anzitutto; Pietro il pescatore di Cafarnao, uomo rude e semplice, di grande passione e istinto, Pietro che segue il Maestro con irruenza, poco abituato alle sottili disquisizioni teologiche, Pietro che ama profondamente Gesù, che ne scruta i passi, Pietro il generoso e che pure sa poco di diplomazia e il più delle volte interviene grossolanamente e a sproposito…

Pietro che viene scelto, proprio lui, non Giovanni il mistico, per essere il capo del gruppo, per garantire nella fede i fratelli.

La storia di Pietro ha un’impennata inattesa, brutale; Pietro dovrà essere masticato dalla croce, sbattere pesantemente il naso contro il proprio limite, piangere amaramente la propria fragilità per poter essere davvero il punto di riferimento dei cristiani. Nessuno di noi conosce la sua fede fino a quando questa non è messa alla prova: così Pietro che si sentiva ormai adulto nella fede, fondato nelle sue convinzioni, deve fare i conti con la sua (che è la nostra) paura e rinnega il Maestro e piange.Infine l’incontro, splendido, unico, al lago di Tiberiade, l’incontro col risorto che gli chiede, ora, di amarlo. E Pietro abbassa lo sguardo, sente tagliente bruciare la ferita dentro di sé.Eppure crede, eppure ama: ora sì, è davvero capace di confermare i fratelli, ora sì, sul serio, può accompagnare il cammino dei fratelli

Grande Pietro, noi ti amiamo.

Uomo abituato alle ruvide corde, all’odore pungente del pesce, alle lunghi notte passate a governare la barca, sei stato scelto per esserci pastore, per custodire la fede, Non migliore di noi ma vero, autentico, capace di piangere i tuoi sbagli. Per questo pianto noi ti amiamo, Pietro, per questo silente singhiozzare di cane fedele, perché la tua fragilità e la tua paura sono le nostre.

A Pietro il Signore chiede di conservare la fede, di tenerla intatta, di lasciarla crescere dentro di sé e confermare i fratelli. Perché mai Pietro è stato scelto come garante della nostra fede? Perché crede. È l’unico che si è buttato nel lago andando incontro a Gesù che cammina sulle acque, impulsivo come sempre. Allora, amici, quando parliamo di Pietro, dell’attuale Papa, per cortesia, andiamo all’essenziale: non si tratta di idolatrare un uomo o di denigrarlo, non importa che mi stia più o meno simpatico o che dica cose che mi aggradino o mi diano fastidio: Pietro, ancora oggi è lì a garantirci che la fede che annunciamo è la stessa che da duemila anni professano i discepoli del Maestro.

E Paolo, così diverso da Pietro, Paolo lo studioso, l’intellettuale, il polemico, il credente intransigente e fanatico che si trova per terra davanti alla luce del Nazareno, ci ricorda l’ardore della fede, l’ansia dell’annuncio, il dono del carisma, il fuoco dello Spirito. Senza di lui il cristianesimo sarebbe rimasto chiuso nell’angusto spazio dell’esperienza di Israele, grazie a Paolo le mura sono state abbattute, grazie a lui e alla sua forza il Vangelo ha travalicato la storia. Paolo il passionale, il focoso, che ama e dona la sua vita alle sue comunità.Difficilmente si sarebbe riusciti a mettere insieme due figure più diverse, eppure la Chiesa è così, fatta di gioiosa diversità, di dilagante ricchezza. Pietro il pescatore, Paolo l’intellettuale, le due colonne su cui poggia la nostra fede, Pietro e Paolo, le colonne della fede, ci insegnino a vivere nella tenerezza dell’appartenere alla Chiesa.

Santi

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43 Commenti a “Le colonne”

  1. alba says:

    Auguri carissimi e grazie per ciò che sei e ciò che fai per tutti noi cercatori di Dio:grazie per la Speranza che spargi a piene mani….

  2. donatella says:

    Un augurio di buon onomastico anche da parte mia. Spero che anche la mia piccola Paola maturi, nella sua vita, una fede forte e gioiosa come quella di San Paolo e come la tua.

  3. Paolo says:

    Grazie a tutti! Che il Signore ci aiuti ad accendere le nostro cuore la costanza di Pietro e l’ardore di Paolo. Un particolare augurio a tutti coloro che in Pietro e Paolo hanno il loro onomastico e, per me, una preghiera, grazie! ;-)

  4. francesca says:

    Un augurio grande come è grande il tuo aiuto a tutti noi,cercatori di Dio!!
    francesca

  5. luciano pische says:

    grzie per quello che fai, tanti auguri

  6. Pa says:

    @milena
    Certo che la vita di fede si costruisce ogni giorno, proprio perchè è vita, è dinamismo, movimento, ricerca, crescita. E stupore se ci lasciamo sorprendere dai regali dello Spirito.
    Oggi quel burlone mi ha fatto incontrare un sacerdote straordinario che mi ha insegnato due cose.
    La prima è che “Le cose di Dio sono semplici” alla faccia di tutti i nostri giri di testa. Lui è già presente in ogni momento della nostra giornata e non serve preoccuparsi di non essere all’altezza o della fatica del dover renderLo vivo. Sai che leggerezza e che gioia! Ti ribalta la prospettiva.
    La seconda cosa che mi ha insegnato (stupendomi) è che la preghiera del pellegrino russo “Signore Gesù Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore” di fatto è la preghiera di Pietro. La prima parte è la sua professione che abbiamo letto anche nelle letture di oggi, la seconda è il suo grido quando tentando di camminare sulle acque, affonda e viene afferrato da Gesù (Mt 14,30). In poche parole si concentra la grandezza di Pietro.
    Beh insomma visto che ho ricevuto questo bel regalo per il mio onomastico volevo condividerlo con voi, donandolo in particolare ai P&P.

  7. Silvia says:

    Auguri :-D

  8. Suor Nerina says:

    Ti ho mandato un sms per gli auguri, ma te li faccio anche qui, pur se in ritardo. Ti ho comunque ricordato nella preghiera e ti auguro di continuare a essere, sull’esempio di Paolo, un grande comunicatore dell’amore di Dio e della sua misericordia. Buon onomastico ancora!
    Suor Nerina

  9. Lucia says:

    AUGURI a te e a mio figlio! che il Signoe ti benedica e ti faccia santo….
    un forte abbraccio

  10. laura says:

    X Pa: Lo Spirito fa dei bellissimi doni, ci fa incontrare le persone giuste al momento giusto…ci guida, ci conforta, ci consola…
    oggi lo prego che mi consoli un po’ e raccolga le lacrime che gli offro…
    da qualche parte ho letto “qualcuno chiederà e riceverà, chiederai tu e non riceverai nulla, qualcuno busserà e gli verrà aperto, busserai tu e nessuno aprirà… oggi queste parole sono x me, posso solo dire “sia fatta la Tua volontà”…amen

  11. Brunason says:

    @laura
    “Nulla ci separerà dall’amore di Cristo: nè la spada, nè la peresecuzione, nè la tribolazione, nè la fame, nè l’angoscia… “. Questa è la nostra forza, anche in mezzo alle circostanze più dolorose.

  12. laura says:

    X Brunason: grazie! E’ a Lui che mi affido…è vero, nulla ci separa dal Suo amore!

  13. Janus says:

    Fatti salvi gli ormai rituali “grazie” e “sia lodato” per il nostro Paolo … unendomi agli auguri per l’onomastico … vorrei riflettere con Voi sul fatto che San Pietro e San Paolo devono essere, in questa fase travagliata della Nostra Chiesa, gli esempi da meditare per ritrovare la giusta dimensione nelle e delle nostre comunità.
    A Milano c’è un gran dibattito, generato dalla progressiva e cronica “carenza” delle vocazioni (e di conseguenza della mancanza di Sacerdoti) … su come organizzare le comunità parrocchiali … non so se questo dibattito si estenda anche a relatà provinciali e/o periferiche … ma credo che sia una sfida a cui tutti noi dobbiamo portare forze e risposte.
    La meditazione delle figure di San Pietro e di San Paolo (da loro prende forma la nostra Chiesa) a mio avviso rimane l’unica soluzione possibile … visto l’attuale momento storico in cui la Chiesa non solo deve Ri-Evangelizzare … ma deve anche Ri-Organizzare.
    A presto,
    Saluti.

  14. milena says:

    @Pa
    hai ragione! il punto non voleva essere la preoccupazione dei propri fallimenti bensì la gioia (come tu la chiami) di riscoprirci, di ritrovarci (ora qua, ora là) in coloro che vissero il Vangelo duemila anni fa. E’ vero, il Signore è sempre presente in mezzo a noi, ma sta noi decidere di accoglierLo.

    x Laura: leggi il salmo 90! non ti sentirai sola!

  15. laura says:

    X milena: :) grazie

  16. laura says:

    X Pa e milena: nulla e nessuno può privarci dell’amore di Dio, solo i nostri “giri di testa”…che non ci permettono di sentirLo vicino.
    Sono felice di poter condividere la gioia di Pa, che il Signore continui a farti tanti di questi regali!

  17. Molly says:

    mi sono sempre chiesta come mai il Signore abbia affidato la sua chiesa a due tipi con Pietro e Paolo: uno lo ha rinnegato (eppure era a due passi dal suo Maestro) e l’alrto lo ha perseguitato dovunque! insomma se questi sono i suoi amici scappiamo a gambe elevate … e invece no: invece questa è la chiesa in cui credo, è la chiesa che amo e rinnego … uno chiesa fatta di uomini non di super eroi!
    e pensare che sono la prima che ha una lista di cose contro questa chiesa… la mia chiesa…. bhe allora cari pietri e cari paoli auguri in ritardo ma auguri!

  18. laura says:

    X Molly: Pietro e Paolo fanno un po’ parte di ognuno di noi, a volte lo rinneghiamo, lo perseguitiamo…ma alla fine ci dobbiamo arrendere al Suo amore, più forte della nostra resistenza e delle nostre debolezze! E proprio in mezzo alla nostra miseria Lui può dimostrarci quanto è grande.
    noi siamo la sua chiesa, perchè si fida della Sua Potenza, che agisce in noi e ci trasfigura.

  19. ww says:

    @Pa
    Quando si dice che Dio è un genio, e che ne abbiamo le prove…!!!

  20. Flavia says:

    Flavia : Penso a Pietro che non c’è sotto la croce (ma davvero non c’era? Paolo, mi chiarisci un po’ questo? il gallo aveva già cantato, lui aveva già pianto il suo peccato….e comunque non c’era…)

    x Paolo:

    Magari si è persa nel commento la mia inquietudine…qualche parola di chiarimento? Il rinnegamento lo capisco, l’han preso un po’ all’improvviso…ma poi Gesù lo guarda…Lui gli avrà attraversato il cuore a Pietro con quello sguardo…Pietro avrà pianto tanto tanto, immagino….come mai allora, continua a rinnegarlo non andando sotto la croce? Io ho un mio parere, ma mi piaceva leggere qualche tuo commento, se è possibile….Grazie :-)

    • Paolo says:

      Il percorso di Pietro è stato lungo, il più lungo, Anche dopo la resurrezione e le apparizioni Pietro resta scottato dal suo tradimento. Solo dopo l’apparizione sul lago di Tiberiade (Gv 2!) Pietro, finalmente, si perdonerà. Sono contento che Gesù abbia scelto proprio lui! Alla croce certamente non era presente nessuno dei Dodici, eccetto Giovanni.

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