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Le colonne

42_clip_image002_0000Oggi è la festa di Pietro e di Paolo, del nostro passato, del dono della custodia e dell’annuncio della fede.Pietro e Paolo: così diversi, così straordinariamente diversi!Pietro: il pescatore di Cafarnao, uomo semplice e rozzo, entusiasta e irruente, generoso e fragile.Paolo: l’intellettuale raffinato, lo zelante persecutore, il convertito divorato dalla passione. Nulla avrebbe potuto mettere insieme due persone diverse. Nulla. Solo Cristo.

Pietro, anzitutto; Pietro il pescatore di Cafarnao, uomo rude e semplice, di grande passione e istinto, Pietro che segue il Maestro con irruenza, poco abituato alle sottili disquisizioni teologiche, Pietro che ama profondamente Gesù, che ne scruta i passi, Pietro il generoso e che pure sa poco di diplomazia e il più delle volte interviene grossolanamente e a sproposito…

Pietro che viene scelto, proprio lui, non Giovanni il mistico, per essere il capo del gruppo, per garantire nella fede i fratelli.

La storia di Pietro ha un’impennata inattesa, brutale; Pietro dovrà essere masticato dalla croce, sbattere pesantemente il naso contro il proprio limite, piangere amaramente la propria fragilità per poter essere davvero il punto di riferimento dei cristiani. Nessuno di noi conosce la sua fede fino a quando questa non è messa alla prova: così Pietro che si sentiva ormai adulto nella fede, fondato nelle sue convinzioni, deve fare i conti con la sua (che è la nostra) paura e rinnega il Maestro e piange.Infine l’incontro, splendido, unico, al lago di Tiberiade, l’incontro col risorto che gli chiede, ora, di amarlo. E Pietro abbassa lo sguardo, sente tagliente bruciare la ferita dentro di sé.Eppure crede, eppure ama: ora sì, è davvero capace di confermare i fratelli, ora sì, sul serio, può accompagnare il cammino dei fratelli

Grande Pietro, noi ti amiamo.

Uomo abituato alle ruvide corde, all’odore pungente del pesce, alle lunghi notte passate a governare la barca, sei stato scelto per esserci pastore, per custodire la fede, Non migliore di noi ma vero, autentico, capace di piangere i tuoi sbagli. Per questo pianto noi ti amiamo, Pietro, per questo silente singhiozzare di cane fedele, perché la tua fragilità e la tua paura sono le nostre.

A Pietro il Signore chiede di conservare la fede, di tenerla intatta, di lasciarla crescere dentro di sé e confermare i fratelli. Perché mai Pietro è stato scelto come garante della nostra fede? Perché crede. È l’unico che si è buttato nel lago andando incontro a Gesù che cammina sulle acque, impulsivo come sempre. Allora, amici, quando parliamo di Pietro, dell’attuale Papa, per cortesia, andiamo all’essenziale: non si tratta di idolatrare un uomo o di denigrarlo, non importa che mi stia più o meno simpatico o che dica cose che mi aggradino o mi diano fastidio: Pietro, ancora oggi è lì a garantirci che la fede che annunciamo è la stessa che da duemila anni professano i discepoli del Maestro.

E Paolo, così diverso da Pietro, Paolo lo studioso, l’intellettuale, il polemico, il credente intransigente e fanatico che si trova per terra davanti alla luce del Nazareno, ci ricorda l’ardore della fede, l’ansia dell’annuncio, il dono del carisma, il fuoco dello Spirito. Senza di lui il cristianesimo sarebbe rimasto chiuso nell’angusto spazio dell’esperienza di Israele, grazie a Paolo le mura sono state abbattute, grazie a lui e alla sua forza il Vangelo ha travalicato la storia. Paolo il passionale, il focoso, che ama e dona la sua vita alle sue comunità.Difficilmente si sarebbe riusciti a mettere insieme due figure più diverse, eppure la Chiesa è così, fatta di gioiosa diversità, di dilagante ricchezza. Pietro il pescatore, Paolo l’intellettuale, le due colonne su cui poggia la nostra fede, Pietro e Paolo, le colonne della fede, ci insegnino a vivere nella tenerezza dell’appartenere alla Chiesa.

Category: Santi

43 comments

  1. @Flavia
    Flavia, in attesa che Paolo possa dirimere il tuo dubbio, ti offro il mio umile contributo.
    La “conversione” di Pietro è lunga, non è avvenuta subito con lo sguardo di Gesu’ nel momento del rinnegamento. Dopo quella notte (se non sbaglio, nel Vangelo di Luca: “davvero è apparso a Sinome…”) c’e’ stata un’apparizione di Gesu’ risorto tutta per lui… poi sempre nei Vangeli c’e’ la sua frase di controversa interpretazione “io torno a pescare”, con alcuni apostoli che lo seguono …ed alla fine anche durante l’apparizione di Gesu’ sulle riva del lago, Gesu’ gli chiede per ben tre volte : Pietro, mi ami tu ? (A questo proposito ho letto di una traduzione dalla lingua originale del Vangelo, non ricordo se del buon vecchio don Paolo o un altro sacerdote, leggermente diversa: “Pietro, mi ami tu? Signore, tu sai che ti voglio bene. Pietro mi ami tu? Signore tu sai che ti voglio bene. Pietro mi vuoi BENE tu ? Signore tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene”. Non so se sia corretta, ma è molto bello pensare che il Signore si abbassa ai nostri limiti…). Un po’ l’abbiamo conosciuto Simon-Pietro attraverso i Vangeli e gli Atti: col carattere che aveva, non lo convincevi con poco (non sono bastati 3 anni giorno e notte con Gesu’…). Ma dopo, pieno di Spirito Santo …. che roccia ! 😉

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Article by: Paolo

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