Invece tu

giu 17, 2009 43 Comments by

gesu-pietro1“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini, In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

Elemosina, preghiera, digiuno. Il Signore, nel suo impegnativo discorso della montagna, vola sempre più alto, e raggiunge i nervi scoperti delle opere religiose, delle devozioni, per smascherarne la potenziale ipocrisia, per restituirle ad un cuore rinnovato. L’elemosina (sempre più rara in questo ricco mondo egoista!) è l’azione di un cuore che ha scoperto che tutto gli è donato, e vede il povero accanto a sé. La preghiera è il respiro del discepolo che cerca Dio nella verità, che fugge l’ostentazione, che è allergico alla cerimonia, che non ama l’apparenza ma la sostanza. Il digiuno è l’esercizio della condivisione della fame con chi non la sceglie, la volontà di essenzialità in un mondo che esalta il superfluo. Gesù denuncia i rischi, di ieri e di oggi, di vivere il proprio rapporto con Dio portando nella sfera religiosa tutti i difetti del nostro uomo vecchio, semplicemente cambiati d’abito. Esiste un orgoglio e un’arroganza spirituale più pericolosa di quella mondana, perché pensiamo che ci derivi da Dio. Gesù ci riporta all’autenticità, alla verità con noi stessi e con Dio, chiedendoci un’intensigenza interiore assoluta, come Gesù stesso, per primo, ha saputo vivere…”

Rileggo il commento che ho scritto per il mensile “Parola e preghiera” (https://www.stpauls.it/abbonamentionline/abbo/pr_abita.asp) e ancora sottolineo la richiesta, da parte del Signore, di essere autentici nel nostro percorso interiore: davanti a Dio non possiamo indossare delle maschere, siamo nudi, di fronte a lui. L’autenticità è un percorso da avviare e uno dei frutti della presenza dello Spirito. Frequentando la Parola, fidandoci di Dio, seguendo il suo vangelo, progressivamente scopriamo chi siamo nel profondo: solo il mio vero “io” incontra il vero Dio. Gesù non ama l’esteriorità, non la sopporta se è vernice devozionale che nasconde il vuoto. Ecco tre indicazioni preziose per oggi: dare in elemosina ciò che c’è dentro, senza avarizia, con generosità mettere i propri talenti a disposizione, coltivare una vita di preghiera silenziosa, nella camera del nostro cuore (cosa che possiamo fare ovunque, dal tram all’ufficio!) e il digiuno, cioé astenersi da ciò che appesantisce l’anima (il giudizio e il pettegolezzo prima del cibo!) e l’essenzialità,

Parole

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43 Commenti a “Invece tu”

  1. laura says:

    X Molly: anche a me fa lo stesso effetto sapere di pregare, anche se sola in camera mia, unita comunque alla preghiera di tante persone, e sapere di far parte con loro della Chiesa. Ultimamente non posso partecipare alle lodi e la Messa della mattina, e allora alle 8:30 mi unisco alla mia comunità che so sta pregando in chiesa…ed è una bella sensazione!

  2. Lucia1 says:

    Ciao Paolo, ho appena fatto una visitina al sito di “ti racconto la parola” e ho trovato una magnifica sorpresa. Tu e i tuoi amici siete veramente incredibili! Io ho tutte le registrazioni delle tue conferenze (anche quelle che non sono nel sito, e questo è stato proprio un bel regalo. C’è una persona qui a Mestre che ti vuol bene, ma essendo un po’ anziana non ha dimestichezza con internet: ti manda i suoi saluti con tantissimo affetto.

  3. cinzia e lorenzo says:

    chiediamo agli sposi in ascolto:
    anche x voi è così complicato riuscire a regare insiem?
    Per noi un po’ è perchè ci si vede solo la sera e talvolta crolliamo di stanchezza, altre vole preghiamo”solo” con i bimbi…
    … Non fraintendeteci è bellissimo pregare con i bambini ma talvolta come coppia ci piacerebbe andare più a fondo.
    Se ci si aggiunge ache che ciascuno di noi 2 si “trova meglio ” con un tipo di preghiera diverso poi non ne parliamo.
    La preghiera pesonale tendenzialmente è più seplice in quanto ogni momento è buono, come scrivete molti di voi, può diventare uno stile continuo, un pensiero che va al Signore di tanto in tanto va al Signore, un salto in Chiesa, una meditazione mentre si ascolta un canto di Taizè mentre si è imbottigliati nel traffico cittadino.
    Voi cosa ne pensate???

  4. Saulo says:

    @cinzia e lorenzo
    La preghiera personale non esclude quella di coppia. Dopo tanti anni che io e mia moglie non pregavamo insieme (anche a causa dei bambini piccoli), da poco abbiamo avuto la grazia di pregare insieme la sera prima di addormentarci. Non viene da se. Uno dei due deve essere quello che invoglia (senza costringere). All’inizio va preso quasi come impegno. Poi dal Compieta si passa al Rosario o alla Coroncina della Divina Misericordia. E quando uno dei due è particolarmente stanco… l’altro prega anche per lui ;-) Coraggio ! La notte non dura in eterno ;-)

  5. laura says:

    Nel mio caso non è che abbiamo problemi a pregare insieme, ma il problema è che non pregando tutti e due in quanto mio marito non è affatto “praticante”, questo sicuramente non è un bene per la nostra coppia… ci manca una parte fondamentale, e non è affatto facile vivere così! E’ come vivere in mondi diversi, però nella stessa casa… Sono contenta per voi, continuate così!

  6. Rosaria says:

    @laura
    Idem! Come sta scritto da una qualche parte: “la santità della moglie santifica il marito” mi fido! Ammesso che le mogli siano sante mogli! Del resto ai mariti è chiesto molto di più: AMARLE!
    coraggio…i frutti si vedono anche se non sta a noi raccoglierli

  7. laura says:

    …a volte però la sera a letto mentre ci tenevamo per mano ho pregato io per tutti e due, mentalmente, senza dirgli nulla…

  8. cinzia e lorenzo says:

    che belle le vostre testimonianze….

    …. ma cambiando rgomento e parlando a PAOLO volevo dirgli una cosa: Che Il Signore ti benedica pescatore di uomini con la “insidiosa” rete telematica…
    oltre al sito. la mailnig list… adesso anche su Y tube!!!!!

  9. alma says:

    Leggere queste testimonianze è emozionante… Graziee a tutti!
    Sapete…il non vivere la preghiera all’interno della propria famiglia (xkè non condivisa) è difficile ma è qui il nostro sforzo…pregare anche per loro!
    Poi il Signore è così grande che mette al nostro fianco altre persone che in altri momenti ci fanno vivere quello in cui noi crediamo.

  10. Paolo says:

    @laura Se siete sposati nel Signore, il Signore vi vede uno, quando tu preghi, vede la vostra preghiera comune. Sposandolo, ti sei assunta la sua salvezza, non siete più due, ma uno solo. Stai serena!

  11. laura says:

    Purtroppo Paolo, ci siamo sposati in comune, io sono la “numero 2″, e quando l’ho conosciuto non mi importava che lui avesse avuto già un’altra esperienza, e non mi importava nemmeno sposarmi in chiesa: ora pago il mio errore, se può essere considerato errore innamorarsi di qualcuno e non vedere nulla di male nel considerare matrimonio anche quello civile…poi la mia conversione, che ha sconvolto un po’ tutta la mia vita, e la nostra coppia. Ma io continuo a pregare, per me e per lui: se il Signore è riuscito a fare breccia nel mio cuore, può riuscire anche con il suo… magari Lui vuole “servirsi” di me per la sua salvezza, come dici tu.

  12. laura says:

    Che bello, Paolo!! Ho appena guardato il video del tuo commento di Domenica prossima, e a parte l’emozione di “conoscere” anche il tuo aspetto oltre alla tua voce, mentre ti ascoltavo rivedevo un po’ la mia vita negli ultimi quattro anni. Hai descritto benissimo la tempesta che ad un certo punto può sconvolgerti la vita, il senso di smarrimento e di paura che ti assale, ma non puoi tornare indietro…e io ora non voglio assolutamente tornare indietro, ma arrivare all’altra riva(forse ci sono già arrivata, anche se la tempesta con i suoi problemi non si calma ancora del tutto), e la mia fede, anche se un po pochina aumenta, e non mi pento nemmeno un po’ del “viaggio” che ho intrapreso, continuo sostenuta da Lui, che non dorme affatto! e dalle persone luminose che mi fa incontrare…Grazie Paolo!

  13. laura says:

    …e se penso che la mia vita era tranquilla,(a parte quel non so cosa che mi mancava)che non sapevo dell’esistenza di quella riva, tanto lontana dal mio modo di vivere, e che su quella barca non ci son salita consapevolmente, devo ammettere che no! Lui non dorme davvero!!!

  14. Paolo says:

    @laura Ma ora il tuo cuore è sponsale, e sei del Signore. Penserai mica che al Signore faccia problema la tua situazione, spero! Per lui sei (siete) i numeri uno!

  15. laura says:

    :) no, non penso si spaventi della mia situazione, se mi ha guidata e accompagnata fin qui! Evidentemente si fida di me, o della Sua potenza…

  16. carla says:

    Che tenerezza!!!

    Vi abbraccio tutti e intanto mando un grazie speciale a Paolo (e ai suoi amici che penso stiano facendo gli straordinari per stargli dietro): era ora che arrivassi su you tube!!!

  17. Suor Nerina says:

    Fabio :Paolo, ma in futuro prossimo pensi che i testi di Parola e Preghiera (nei giorni feriali) saranno tratti dalla nuova traduzione o c’é ancora da aspettare?

    Anch’io chiedo a Paolo la stessa cosa. Infatti, mi è capitato, nei giorni feriali, come faccio sempre, visto che devo intonare il ritornello del salmo,di trovare nel lezionario appena comprato con la nuova traduzione un ritornello diverso, a parte anche le letture, ma sono stata costretta a prendere foglietto e riscrivermi il ritornello e poi le pause non sono uguali come su Parola e preghiera. Grazie comunque per questo prezioso strumento di meditazione quotidiana, che utilizzo regolarmente fin dalla sua prima uscita e ormai a Filotea sanno che devono mettermelo da parte, se no rischio di non trovarlo… Buona giornata!

  18. Fabio says:

    @Suor Nerina
    Sr.Nerina, non avevi detto che avevi anche tu un blog?
    Qual’é l’indirizzo?

  19. Suor Nerina says:

    Fabio :@Suor Nerina Sr.Nerina, non avevi detto che avevi anche tu un blog?Qual’é l’indirizzo?

    L’indirizzo è http://www.suornerina.splinder.com ma sono anche su facebook, dove posso inserire più cose perchè nel blog ad esempio, non posso inserire più nè files audio mp3 nè foto, essendo uno spazio libero e dovrei aprirne un altro..vedremo..Ciao!

  20. donatella says:

    @Laura
    Leggo solo ora questi commenti e non posso fare a meno di commuovermi leggendo le tue parole. Non conosco la tua storia, ma posso solo raccontarti un sogno che feci circa quindici anni fa, quando ero “felicemente” fidanzata con il mio ex: Gesù era seduto accanto a me, sul balcone della camera da letto di mia madre, e di fronte a noi c’era il mare, una grande distesa d’acqua niente affatto rassicurante. D’un tratto, mentre mi parlava del mio passato (da questo avevo capito che era Lui, perchè sapeva ogni cosa di me), la Sua mano captò un raggio di sole proiettandolo su quella distesa d’acqua e la illuminò, creando la “classica” scia di luce che si riflette sul mare al tramonto del sole. A quel punto io gli chiesi che cosa sarebbe successo del mio rapporto con il mio ex e Lui lo chiamò a Sè, verso il mare, dicendogli: “Vieni con me, tu sei l’unico che può aiutarmi a spalare l’acqua”. Cosa precisamente significhi “spalare l’acqua” non lo so; ma so che quando si è abbattuta la tempesta su di me, questo sogno mi ha permesso di trovare la forza di affrontare un rapporto che non andava; non solo, ma grazie a quella tempesta, io sono arrivata all’altra riva, adesso sono veramente felicemente sposata e, soprattutto, nella mia vita c’è un raggio di sole perenne (e quando non c’è, “so” che arriverà). Credo che il Signore si sia servito del mio ex fidanzato per aprirsi una breccia nel mio cuore, perchè attraverso la morte del mio ego (credimi, messo a durissima prova, sono stata io a lasciarlo, tradendolo per giunta con mio marito…non ti dico i sensi di colpa) sono rinata. Siamo noi che pretendiamo una vita “regolare”, siamo noi che amiamo noi stessi se siamo all’altezza dei nostri sogni e dei nostri ideali e viceversa ci disprezziamo, come disprezziamo gli altri… Quanto c’è da imparare in questa vita! Ma il Signore non ci lascia… a me capita spessissimo di avere risposte alle mie domande nel Vangelo della domenica (purtroppo gli altri giorni, nonostante il mensile Parola e Preghiera, mi è difficile concentrarmi…) o nelle omelie di Paolo o del parroco della mia parrocchia. Che posso volere di più?

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