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Capacità

ev2007_08“Fratelli, questa è la fiducia che abbiamo per mezzo di Cristo, davanti a Dio. Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita.” 2 Cor 3,4-5. La Parola di oggi mi riscalda e mi rincuora: mi sento nella condizione di Paolo, le capacità che ho in me le riconosco provenienti da Dio per diventare ministro, cioé a servizio, della nuova Alleanza. Accogliere Cristo nella propria vita, iniziare un percorso di conversione ci fa scoprire nel profondo chi siamo. il mondo tende a vivere fuori di noi, Dio ci riporta dentro e, specchiandoci in Lui, scopriamo chi siamo veramente, come Simone il pescatore che, riconoscendo in Gesù il Cristo, scopre di sé di essere Pietro. Scoprire le proprie capacità (la tenacia, l’ottimismo, il perdono, la pazienza…) ci mette le ali e, così, mettendo a servizio del Regno le nostre qualità, costruiamo la comunione trinitaria nella Chiesa. Qual’è la capacità che hai scoperto in Dio e che vuoi mettere a servizio del Vangelo, amico? Prodigi dello Spirito che rianima la Chiesa e le dona vita! Stiamo solo attenti a non restare inchiodati alla lettera che uccide: una fede fatta di norme e prescrizioni, stretta nell’angusto spazio della morale, rischia di mettere lo Spirito in una bella gabbietta per canarini…

Category: Parole

23 comments

  1. E’ vero! Possiam fare le cose più belle ma senza lo Spirito… senza il pieno compimento della Legge che è l’amore… siamo nulla! Vi invito ad ascoltare la canzone di Nerk “Se non ami” ispirata da 1Cor. 13

  2. E’ stupendo quanto riesce a fare il Signore nelle nostre vite, se appena ci apriamo alla Sua “voglia” di camminare con noi. Vivere abbandonati all’azione dello Spirito non vuol dire essere passivi, ma permettere alla Sua Luce di aprire orizzonti inaspettati nella nostra vita.Vieni, Santo Spirito…

  3. “Stiamo solo attenti a non restare inchiodati alla lettera che uccide: una fede fatta di norme e prescrizioni, stretta nell’angusto spazio della morale, rischia di mettere lo Spirito in una bella gabbietta per canarini…”

    … parole pericolose …
    … molto pericolose !
    M.

  4. Saranno anche pericolose…. ma non sono parole…. ma Parola di Dio (PRIMA LETTURA DI OGGI). “Non sono venuto ad abolire ma a dare compimento” …. Agostino direbbe: “AMA e fa ciò che vuoi” … L’AMORE OBBLIGA MOLTO DI PIU’ DELLA LEGGE! Un conto è un cristianesimo del PRECETTO … altro quello della GRATUITA’, DELLA GIOIA e DELL’AMORE…

    1. D’accordo: san Paolo parla di un superamento della Legge, la Legge come pedagogo prima della venuta di Cristo (lettera ai romani) ma non contrappone alla Legge l’anarchia o il libertinaggio, ma l’amore che è (parole sue!) compimento della legge. La dimensione cristiana è molto più esigente e molto più liberante dell’osservanza dei precetti, sintetizzandoli nell’amore a Dio, al prossimo e a se stessi.

  5. HO LETTO OGGI PER CASO UN VERSO DI DANTE paradiso CANTO XXIV VERSO 63.
    “dimmi buon cristiano, fede che è?” é san Pietro che chiede a dANTE E dANTE RISPONDE
    “fede è sustanza di cose sperate
    e argomento delle non parventi
    e questa pare a me sua quidditate”
    MI FA PIACERE COMUNICARVI LA GRANDE GIOIA CHE QUESTI VERSI MI HANNO DATO!!!

  6. Se non amiamo siamo un nulla ma se amiamo è solo perchè siamo animati dalla Forza del Suo Spirito! L’Amore a Dio che non vediamo va reso visibile nel prossimo ke cammina accanto a noi, sia esso l’amico, il parente, il collega… ma in modo particolare quello ke sopportiamo meno, ke ci stà più antipatico o ke ci fa soffrire di più! Non sembra quest’impresa quasi impossibile se fosse solo in funzione delle nostre capacità e dei nostri limiti umani?

    Un grazie a d.Paolo x le riflessioni e a tutti voi.

  7. Già la Lettera senza lo Spirito che la illumini non serve a nulla: ovvero a che serve andare a messa alla domenica se poi non siamo capaci di gesti d’amore e di gratuità,anche e soprattutto quando ci pestano i piedi…? Ma certo se crediamo che la lettera sia frutto di uomini ispirati dallo Spirito e se questi precetti ci vengono dalla Chiesa che Gesù tanto ama,è quasi impossibile farne a meno. Insomma talune cose possono non piacerci e magari capiterà spesso di fare di testa nostra,però resta il fatto che il nostro agire anche quando lo riteniamo giusto non è Vangelo. Una fede che non diventi di tanto in tanto obbedienza,rischierebbe di fermarsi a gusto personale: prendo quello che mi piace,scarto quello che non mi va…
    E’ faticoso essere cristiani…ma d’altronde le cose belle spesso ci fanno sudare,non sono sempre passeggiate..
    Baci a tutti
    Marina

  8. La parola AMORE nella logica di DIO diventa DONO DI SE’ x la salvezza di tutti!
    Perciò essere cristiani (come dice Marina) non è impresa facile… ma così come ci chiede un’Amore ke va fino alla Croce allo stesso tempo ci illumina con la Speranza della Resurrezione!

  9. La fatica di amare alle volte sembra oltre le nostre forze, sembra svuotare la nostra anima lasciandoci con un’infita sete di amore. Credo che la nostra croce sia proprio questa: continuare ad amare l’altro anche se questo ci fa sentire svuotati e disperatamente bisognosi d’amore sapendo che questa sete solo Cristo la può spegnere

  10. La misura dell’amore è amare senza misura e Cristo ce lo ha dimostrato sulla croce, che è la prova del nove dell’amore.Oggi purtroppo si fa un uso indiscriminato dell parola amore, senza capirne il vero significato: perdere qualcosa di sè, rinunciare a se stessi per il bene dell’altro. Se si ama così, non c’è certo bisogno di leggi e precetti vari da osservare minuziosamente…

    1. Ho perso da qualche parte il seguente commento di Janus (sorry, sono proprio imbranatino).

      Caro d.Mauro, io ho virgolettato le parole di Paolo si, ma Curtaz, non di Tarso 🙂

      Per quanto segua con interesse il suo percorso e non riesca a far a meno di sentirmelo simpatico, da qui a dire che la sua è Parola di Dio … 😉

      Per Paolo … commentavo appunto le tue parole … non quelle di San Paolo 🙂

      Non appartengo al Magistero della Chiesa, per cui lungi da me commentare il Vangelo …la cosa ha un qualche sapore protestante … !
      Rivendico il mio stato discente … cerco di vivere la Parola di Dio, con le mie contraddizioni ed i miei molti errori … ascolto, cerco di imparare, confrontarmi.. crescere … migliorarmi!

      C’è però una cosa che tempo … ed è l’inclinazione un po’ troppo diffusa ai giorni nostri di cucirsi addosso la propria fede … i precetti che piacciono … bene… quelli che dispiacciono, Amen!
      Tanto Agostino dice “AMA e fa ciò che vuoi” … ma la citazione è in auge anche tra radicali e organizzazioni omosessuali … per ben altri orizzonti!!

      Insomma rivirgoletto una tua frase :”La dimensione cristiana è molto più esigente e molto più liberante dell’osservanza dei precetti, sintetizzandoli nell’amore a Dio, al prossimo e a se stessi” … dicendo che non sono in accordo con Te.
      I “precetti” sono una schiavitù che libera … la dimensione Cristiana (Cattolica) non lascia liberi di fare ciò che si vuole … ma ci libera nella prospettiva dell’Amare e dell’essere Amato!
      Per cui è come dice San Paolo (ovviamente) .. L’Amore è Compimento … e non “più liberante dell’osservanza dei precetti” 🙂

      Insomma … capisco il timore di un popolo di fedeli “beghini” e “messaioli” che considerano assolto il proprio percorso di fede con una messa domenicale, qualche rosario ed una penitenza (senza pentimento) ogni tanto (insomma un Cristianesimo “del precetto e della forma”) …
      … poniamo però altrettanta attenzione a giustificare i nostri errori, a giustificarli fino a farli diventare “il vero ed il giusto” perchè tanto io Amo … e gli altri precetti “rischia(no) di mettere lo Spirito in una bella gabbietta per canarini” 🙂

      A presto!

      Rispondo:

      Certo, Paolo (san) non parla di anarchia ma, ribadisco, di amore concreto. nei vangeli non parliamo di un sentimento vago ma della concretezza dell’amore, basta darsi una letta al discorso della montagna in cui Gesù propone cose paradossali (perdonare il nemico…), la fede cristiana si pone a metà strada fra il legalismo e l’anarchia, là dove la vita nuova in Cristo, esigente e paradossale, si fonda sul suo incontro. Vedo che tu sottolinei maggiormente l’aspetto normativo, io, come vedi, tengo di più all’aspetto emotivo, esperienziale. mi sembra, dalla mia esperienza, che siano molte di più le persone che pensano al cristianesimo come ad un coacervo di inutile norme piuttosto che quelli che esagerano pensando che sia una religione fatta di amore! 😉

  11. … può sembrare, di primo acchito, che l’esortazione di Agostino “Ama è fa’ quel che vuoi” semplifichi la vita e predisponga al lassismo… ma in realtà è molto, molto più impegnativa del rispetto formale di regole, dei “comandamenti”… Le norme tengono fermi: ti limiti a non fare quel che ti viene detto di non fare e, al limite, a fare il minimo sindacale che sta scritto nero su bianco, e resterai sempre lì, sempre uguale a te stesso… l’amore invece spinge avanti, ti obbliga a cambiare, a osare, a tentare strade nuove, ti fa crescere, e crescere, pur essendo un’avventura meravigliosa, fa anche un po’ male! Non si tratta certo di giustificare qualsiasi schifezza in nome di un presunto “amore”, ma di accettare il rischio di non limitarsi ad una lista di prescrizioni imposta dall’esterno… prendersi la responsabilità di lasciarsi toccare in prima persona, di metterci del proprio, di incarnare quelle “regole” nella nostra vita, dando loro il nostro volto…

  12. chiedo scusa ma io mi riferivo alla Parola di Dio: “la lettera uccide, lo Spirito dà vita” espressa certo anche nel commento… ma ringrazio Janus perchè bisogna essere precisi! … come si dice: “Carta canta!”…. citare alla “lettera”

  13. ” … mi sembra, dalla mia esperienza, che siano molte di più le persone che pensano al cristianesimo come ad un coacervo di inutile norme piuttosto che quelli che esagerano pensando che sia una religione fatta di amore!”

    Confermo l’impressione … però so anche che non c’è peggior sordo di chi non voglia sentire 🙂 e la Chiesa … prove d’Amore concreto ne dispensa in abbondanza …

    Io semplicemente cerco di capire se, come comunità dei credenti … dobbiamo interpretare un cattolicesimo che possa “compiacere” … ai più … o semplicemnte dobbiamo essere cattolici facendoci carico anche di tutte quelle “prescrizioni di libertà” che possono anche non piacere ??!!??

    Relazionarsi, e testimoniare il Vangelo … può contemplare la ricerca di un punto
    d’incontro con l’altro ??? Si deve mediare la Fede per avvicinare l’altro ??

    Decidiamo noi dove spostare la barra del “lecito fino a qui” ???

    Non credo sia facile, almeno per me non lo è … poi tu hai una fortuna, vivi e cresci tuo figlio in mezzo alle montagne della Vallè (che tanto amo) 🙂

    … io vivo e cresco il mio a Milano … e qui le prospettive di vita del Vangelo sono un po’ più complicate 🙁

    A presto!

  14. Penso che ci siamo: la fatica consiste nel trovare il giusto mezzo fra una fede solo esteriore e rituale e una fede solo emotiva ed istintiva. insomma: una bella fatica. Stai tranquillo: credo che il problema di essere discepoli sia diffuso ben oltre Milano!
    (Ma questo è lo splendido tempo in cui siamo messi dal Signore…)

  15. Nessun commento, vorrei sapere come aiutarti economicamente. Non sono ricca,
    vivo con la reversibilita del marito(defunto), qual’cosa posso mandare.
    Ho vent’anni piu di te, sono nonna e con un pò di buona volontà riesco a risparmiare. Saluti a presto.

  16. Ciao Bruna e grazie. Fra qualche settimana, sul sito parallelo trlp faremo un appello: ho fondato un’associazione culturale e potrai sostenere quella. Io, al momento, cerco di vivere di vangelo, e quello sarà lo strumento. Al momento opportuno chiederò. @Bruna

  17. ho letto un bellissimo pensiero di Madre Teresa: “riempi prima te stesso e solo allora sarai in grado di dare agli altri. La conoscenza di sè infonde umiltà, la conoscenza di Dio infonde Amore “. Prima di tutto è in noi stessi che dobbiamo rientrare per accorgerci di quello che siamo, con i nostri limiti ma anche con i nostri talenti. Scoprire che dentro di noi Dio ha posto un pezzetto del suo divino vuol dire iniziare a conoscerLo, e conoscerLo è già un pò amarLo.

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Article by: Paolo

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