Andare oltre

giu 12, 2009 26 Comments by

imagesL’ultima volta che avevo incontrato F, tre mesi fa, era per ascoltare il suo sfogo doloroso e sanguinante. Sposata da una decina d’anni, da due lei e il marito si erano trasferiti per lavoro in una grande città, salvo poi convenire che il loro rapporto era in profonda crisi, anche a causa delle difficoltà lavorative e dello spaesamento di lei. Lui veniva da una grande città straniera, abituato a grandi responsabilità, si era trovato subito in difficoltà in Italia, a causa della lingua e della mentalità. Cresciuta in provincia, lei, mal sopportava l’anonimato della grande metropoli. F aveva così deciso di prendersi una pausa, era tornata nella “sua” casa. Mi aveva impressionato, quel giorno: era un’anima persa, senza lavoro e senza prospettive, abbacchiata dal proprio fallimento matrimoniale. Avevamo chiacchierato a lungo, l’avevo incoraggiata, avevo cercato di essere Barnaba per lei, le avevo detto che forse la distanza sarebbe servita per riscoprirsi. La ritrovo oggi, completamente diversa. La lontananza l’ha aiutata. si è ritrovata, ha ripreso energia e voglia di fare, ha i suoi ritmi, le sue pause, i suoi tempi, ha preso la sua vecchia attività lavorativa, la comunicazione è il suo punto forte. Ritrovo il suo sorriso di un tempo. “Sai – mi dice – con mio marito ci vediamo ogni fine settimana. Ora ho deciso di convincerlo a tornare a Londra, almeno per un mese, in modo da vedere se riesce a trovare un lavoro che lo realizzi. Ma la cosa più bella, dopo questa lontananza, è che ci siamo ritrovati. Ormai eravamo usurati l’uno dall’altro, esausti, sfiniti. Litigavamo continuamente, incolpandoci l’un l’altro del proprio insuccesso affettivo e lavorativo. Lui si sentiva giudicato da me, perché è poco concreto, un bambino che ancora non sa cosa fare. Io avevo l’impressione che lui concepisse l’amore come una mantide che divora il compagno, impedendomi, di fatto, di volare con le mie ali. Poi mi sono detta: no, perché faccio così? Sono scesa e gli ho detto di tentare di nuovo a Londra: sosterrò io le spese, l’essenziale è che torni ad essere felice. Lui è scoppiato a piangere e ha detto che mi ama. Sai una cosa, Paolo? Abbiamo toccato il fondo, abbiamo visto le nostre ombre, ce le siamo scaricate addosso con rabbia. Adesso basta, è il momento di andare oltre”. Sorrido, mentre sorseggio un buon thé alla cannella. Succede spesso, nelle coppie, che prima o poi si rompano gli equilibri precari , che si finisca solo col vedere l’aspetto negativo dell’altro. In quel momento bisogna metterci Gesù. “Sì, F, adesso che avete visto il letame che c’è nel vostro cuore, potete decidere di usarlo per concimare, invece che passare il tempo a lanciarvelo. In fondo è ciò che ha fatto Cristo con noi: ha superato il nostro limite. stavolta ci sei, vi auguro di crescere, da qui in avanti”.

Incontri

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26 Commenti a “Andare oltre”

  1. Janus says:

    “… Tutte queste cose non dipendono dal vangelo, ma dall’esperienza umana e psicologica. Per chi crede, poi, c’è il discorso della fedeltà che deriva dall’essere a immagine di Gesù, sposo, che non abbandona mai la sua sposa…”

    … Perfetto ! Non c’è da aggiungere altro!
    A presto.

  2. angelo says:

    Eccomi qui,53anni,una famiglia,un lavoro…dovrei sentirmi a posto,realizzato e invece mi ritrovo sempre piu’ in ricerca di un “qualcosa”che dia un senso ai miei giorni. Come una tigre il messaggio del Cristo mi morsica mi sollecita…”non abituarti alla fede,non accontentarti di una sana pratica…prenditi cura,AMA chi è meno fortunato…” .La domanda è :CHE FARE? mi piacerebbe avere un contatto con qualche comunità per CERCARE,LAVORARE,PREGARE,AMARE…

  3. Paolo says:

    @angelo Il qualcosa che cerchi è la bomba a orologeria che Dio ha messo nel nostro cuore. Sta ferma quasi tutta la vita per poi esplodere fra i 40 e i 50. Come se ci mancasse un pezzo nel cuore, ed è proprio così! Che fare? Gesù ti dice, come alla folla della moltiplicazione dei pani: “Credete in colui che il Padre ha mandato!” (Gv 6)

  4. alba says:

    A tutte le coppie in crisi nel loro matrimonio suggerisco di andare sul sito http://www.retrouvaille.it.
    Retrouvaille propone un programma per il “recupero” del matrimonio rivolto alle persone in seria crisi,che stanno per separarsi o già separate, purchè desiderose di tentare di ricostruire la loro relazione!

  5. laura says:

    Ho deciso di raccontarvi una “favola vera”. Capirete alla fine perchè favola.
    Angelina e Sebastiano si sono sposati giovanissimi, e nella loro lunga vita insieme hanno avuto in dono 12 figli. Si sono amati molto, hanno condiviso tutti i loro giorni, dal primo all’ultimo… Hanno affrontato insieme la fatica del lavoro, la fatica di crescere tutti quei figli, il dolore di perderne alcuni molto piccoli, la paura e l’orrore della guerra…sicuramente anche tanta gioia. Hanno preparato tanti pranzi di nozze,(allora non si andava al ristorante!), hanno avuto tanti nipotini. E la loro casa era sempre piena di festa…
    Diventati vecchi insieme, Angelina si ammala, e dopo una lunga malattia sta per morire, i dottori dicono a Sebastiano che non c’è più nulla da fare…Sebastiano muore un’ora prima di Angelina, stava bene, ma forse il suo cuore non ha sopportato l’idea di continuare a battere senza di lei…oppure avrà pregato che il Signore li prendesse con se insieme, come insieme avevano vissuto tutta la loro vita…e Lui avrà detto “bene, venite!”
    Angelina e Sebastiano erano i miei nonni, sono vissuti veramente, anche se una storia così sembra irreale, specialmente oggi!
    Quel giorno mio padre mi è venuto vicino e mi ha detto: “vuoi vedere i nonni? Dormono…”. Che dolcezza, per dirmi sottovoce che erano morti! Io sapevo che non dormivano,e che non li avrei più rivisti, ma gli ho risposto “si”, e sono entrata per salutarli per l’ultima volta.
    Ciao nonna Angelina, ciao nonno Bastianuccio! Ciao papà!

  6. Daniela says:

    @ Laura
    Sei cresciuta in una famiglia benedetta!
    Una famiglia dove lo straordinario è stato vive l’ordinario quotidiano, e dove anche la morte è accolta non come uno strappo ma come l’addormentarsi in attesa del risveglio in Dio.

    Grazie per aver condiviso questa bella “favola vera”.

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